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Capitolo 13

Buongiorno lettrici . Oggi aspetto una nuova recensione (e ne devono uscire ancora altre 7 😍😍). Per festeggiare ciò questa settimana vi lascio un capitolo in più . Quindi , anche se i giorni stabiliti sono sempre il martedì e il venerdì , domani uscirà un capitolo extra 😍 spero vi faccia piacere e che la storia stia continuando a piacervi. Lasciatemi come sempre le vostre impressioni! Buona lettura

La mattina dopo mi svegliai con un gran mal di testa. La sera prima era stata un vero casino. Se ripensavo a quanto successo il cuore iniziava a battere all'impazzata e mi mancava il fiato. Rachel non si era ancora svegliata e io non vedevo l'ora che lo facesse per raccontarle tutto, anche se una parte di me non avrebbe voluto, per evitare stupidi litigi. Sapevo benissimo che non l'avrebbe presa bene. Però dovevo dirglielo... avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno... e chi meglio della mia migliore amica?

Mentre fantasticavo su come dirle di Dean, la vidi uscire dalla sua stanza come uno zombie: «Buongiorno amica» dissi con tono squillante.

«Buongiorno a te amica! Come sta andando il progetto?».

«Ehm... il progetto bene. In realtà ieri sera il mio capo non è più venuto... il suo compagno ha avuto un incidente ed era in ospedale».

«Mi dispiace! Niente di grave spero...».

«No... niente di grave. Comunque abbiamo lavorato un po' io e Dean da soli...».

«Spero che abbiate solo lavorato».

«In realtà no».

«Che altro è successo?».

«È successo... è successo che mi ha toccata Rachel... proprio lì» dissi abbassando gli occhi per farle capire a cosa mi riferivo.

«No... ti ha masturbata?».

«Be', se la metti così sembra chissà cosa, in realtà è stato tutto molto naturale e bello...».

«E siete andati oltre?».

«No! No!».

«Sbaglio, o è la prima volta che qualcuno... insomma che...».

«Sì, lo è... se escludiamo quello che mi fece Martin» sussurrai triste.

«Sì, direi che lo escludiamo!» disse Rachel tagliando corto. «E com'è stato?».

«Dio Rachel... è stato splendido... non ho mai provato una sensazione così intensa... e forte... e bella. C'era così tanta passione».

«Capisco » disse Rachel fissandomi.

«Sai... credevo che ti saresti arrabbiata».

«Be', la cosa non mi fa piacere, insomma credevo che se avessi fatto certe cose sarebbe stato col tuo ragazzo, o almeno con qualcuno che tiene a te... ma hai comunque appena scoperto una delle sensazioni più belle per una donna, perciò... sono contenta se tu sei contenta... ecco fatto!».

«Lo sono! Cioè so che Dean non sarà mai il mio ragazzo ma in questo momento quello che mi dà mi fa stare bene, quindi...».

«Capisco. E poi come... cioè com'è che vi siete fermati? In genere quando un uomo fa determinate cose con una donna poi vuole andare oltre...».

«Josh è tornato a casa».

«Nooo, vi ha beccati insieme?».

«No, non ci ha beccati insieme, ma diciamo che quando siamo andati in salotto da lui credo che abbia capito che tra me e Dean era successo qualcosa».

«Caspiterina! Non mi ha detto niente ieri quando l'ho sentito».

«Be', magari non voleva fare la spia...».

«Forse... ad ogni modo... che farai adesso? Voglio dire... non hai intenzione di andarci a letto spero...».

«Certo che no. Non voglio perdere la verginità così» affermai mentendo... una parte di me, una grande parte di me, lo voleva eccome!

«Bene. Speravo di sentirtelo dire...».

DRIIIN... mentre parlavamo mi squillò il cellulare. Era Alex. Sarebbe venuto oggi e io non ero per niente pronta per rivederlo. Mi disse che stava per imbarcarsi per New York e ci mettemmo d'accordo per vederci alla stazione di Manhattan.

Quando attaccai. Guardai Rachel in cerca di aiuto. Non sapevo come affrontare la cosa...

«Quindi, sta arrivando» fece lei maliziosa.

«Già, e la cosa non mi fa piacere per niente».

«Come no? Perché?».

«Non credo che lui venga qui solo per ritrovare una vecchia amica...».

«Credi che ci proverà?».

«Temo di sì».

«E tu che farai?».

«Io non lo so... o meglio... lo so... non voglio dargli false illusioni. Tra me e lui non potrà esserci quello che c'è stato quest'estate».

«Be'... non devi fidanzarti con lui, però magari puoi divertirti un po'».

«Ma per chi mi hai preso? Il giorno prima mi faccio toccare da Dean e il giorno dopo bacio un altro? Non se ne parla proprio!».

«Ehi, non farti troppe remore, credi che Dean stia frequentando solo te dolcezza? Hai idea di quante ragazze si porterà a letto durante il weekend?».

Non avevo mai pensato a questa cosa, e l'idea mi rendeva folle di gelosia...

«Può darsi! Ma il suo comportamento non ha nulla a che fare col modo in cui io sono fatta. E poi non lo faccio mica per rispetto a Dean! Lo faccio per rispetto di me stessa».

«Sarà...».

«È così... comunque ora devo prepararmi per andare a lavoro, quindi...».

«Ehi, perché stasera non usciamo tutti e quattro?».

«Tutti e quattro chi?».

«Io, Josh, tu e Alex».

«E perché?».

«Be', così non sarai costretta a stare troppo tempo sola con lui. E poi avevi promesso che me lo avresti fatto conoscere, no?».

«Vero. E così eviterò situazioni imbarazzanti. Grazie Rachel, mi hai salvata!».

«Di nulla tesoro».

«Io adesso vado. Ti chiamo oggi».

«A dopo».

La giornata in ufficio passò molto velocemente e quando alle 16.00 uscii per tornare a casa, ricevetti la telefona di Alex, il quale m'informava che era appena atterrato e che sarebbe stato al centro di New York nel giro di mezz'ora. Ci demmo appuntamento alla stazione dei treni di Manhattan e quando arrivai lo riconobbi subito. Aveva una camicia a quadri e dei jeans superattillati. Pur essendo moro, aveva l'aria del tipico ragazzo della Florida. Lo chiamai e lui mi corse incontro. Mi abbracciò forte e senza darmi il tempo di fermarlo, mi baciò. Credo che quel bacio durò una vita. Una parte di me voleva allontanarlo, ma l'altra parte pensava al discorso di Rachel e al fatto che di sicuro Dean si stava divertendo con un mucchio di altre ragazze, così lo lasciai fare. In una maniera stupida volevo vendicarmi. La gelosia nei confronti di Dean mi faceva uscire fuori di testa. Quando ci distaccammo, mi sentii frastornata...

«Ciao dolce Jules».

«Ciao Alex» dissi timidamente.

«È fantastico rivederti».

«Anche per me».

«Sei ancora più bella di quando ci siamo lasciati».

«Dai, smettila» sussurrai imbarazzata.

«È la verità Jules, sei una visione. Sarai ricca di pretendenti qui a New York, immagino...».

«Non sono poi così tanti» dissi sorridendo.

«Be', ora che sono arrivato dovranno vedersela con me».

«Già» affermai ridendo.

«Allora, quali sono i programmi per stasera?» disse, incamminandosi verso l'uscita

«Volevo presentarti la mia amica Rachel. Volevamo portarti in un pub che frequentiamo spesso. Ci sarà anche il suo ragazzo».

«Perfetto!».

«Vieni, ho la macchina nei parcheggi».

«Andiamo» disse mettendomi una mano alla vita. Camminammo abbracciati per tutto il tempo e lui non si distaccò da me nemmeno per un secondo. Il modo dolce in cui mi faceva sentire il suo interesse mi lusingava, ma allo stesso tempo immaginavo di ricevere quelle stesse attenzioni da qualcun altro.

Quando ci mettemmo in macchina e iniziai a guidare, Alex poggiò la sua mano sulla mia gamba e la tenne lì per tutto il tempo finché non arrivammo al suo albergo. Quando scese gli diedi un abbraccio frettoloso e gli dissi che sarei passata a prenderlo alle sette e mezzo.

Quando rientrai a casa mi buttai sul letto cercando di ripensare a tutto quello che era successo negli ultimi mesi nella mia vita. Mi addormentai e fu Rachel a svegliarmi, in tempo per prepararci per la serata. Le raccontai di quanto successo con Alex in stazione e lei era sempre più convinta che dovevo lasciarmi andare con lui. Io però non lo ero. Anzi ero sicura del contrario. La mia mente e il mio corpo appartenevano a un altro, e niente e nessuno mi avrebbe fatto cambiare idea.

* * *

Nella sua mente

Quel giorno, quando tornai da lavoro, ero veramente esausto. Era stata una giornata pesante. Il dottor Anger mi aveva chiamato nel suo ufficio incazzato nero perché avevamo perso un importante cliente. Rick aveva provato a mettere a posto le cose ma tutto era stato inutile. E io avevo dovuto sorbirmi le lamentele di Simon Anger per l'intero giorno. Quando voleva, il mio capo sapeva essere un vero rompicoglioni.

Quando aprii la porta di casa, trovai Josh che si stava preparando per uscire.

«Ciao» lo salutai.

«Ciao» rispose freddo.

«Esci con Rachel?».

«E con Jules e un suo amico».

Che stava dicendo? Chi era quest'amico?

«Oh... È quel tizio della festa?».

«Chi?» chiese, abbottonandosi la camicia

«Sì, quel suo amico che aveva una cotta per lei».

«Non credo. Cioè questo tizio lo ha conosciuto quest'estate in Florida ed è venuto a trovarla. Rachel voleva conoscerlo...».

«Capito. Quindi state facendo un'uscita a quattro? Cos'è una sorta di... appuntamento doppio?».

«Non girarci intorno Dean! Che vuoi sapere?».

«Niente».

«Rachel mi ha detto che in Florida c'è stato qualcosa tra lui e Jules...».

«Qualcosa...».

«Sì. Stavano insieme, una cosa del genere...».

Annuii perplesso guardandomi intorno. Non potevo permettere che Josh capisse quant'ero infastidito. Ma lui era mio fratello e mi conosceva meglio di chiunque altro.

«Che c'è? Non sarai mica geloso?».

«Geloso io? Perché dovrei esserlo?».

«Non lo so. Ma mi sembri infastidito».

«Non sono affatto infastidito. Anzi, sai cosa? Sono stanco, è meglio che vada a farmi una doccia. Divertiti stasera!» ero visibilmente infastidito.

«Dean...».

«Buona serata Josh» e andai via. Non volevo sapere altro. Quello che avevo sentito mi bastava... e non mi piaceva affatto!

* * *

Quando arrivammo al pub, passammo subito alle presentazioni e poi ci sedemmo. Ordinammo nel giro di pochi minuti e in breve tempo la cameriera ci servì. Quando iniziammo a chiacchierare, Alex e Rachel sembravano andare molto d'accordo. Sapevo già cosa pensava la mia amica. Che Alex era adatto a me, che era simpatico, dolce e divertente. Che era un gran bel ragazzo e io la stupida che voleva farlo andare via. Non m'importava, desideravo Dean... non feci altro che pensare a lui tutta la sera. Mi mancava, in un modo stupido e strano, ma mi mancava terribilmente. Mi mancava tutto di lui: i suoi occhi, le sue labbra sulle mie, il suo respiro, le sue mani su di me... le sue mani dentro me! Chissà dov'era... magari con qualche bella ragazza a divertirsi. Non volevo pensarci. Non dovevo pensarci!

Chiacchierammo un bel po' con Rachel e Josh e quando quest'ultimo chiese ad Alex se gli piaceva New York, per quel poco che aveva visto, lui disse che si sarebbe trasferito qui nel giro di qualche mese per cercare lavoro. La bevanda che stavo sorseggiando mi andò di traverso. Non poteva farlo, non poteva trasferirsi per me.

Finito di mangiare chiesi il conto perché volevo andare via prima possibile.

Quando uscimmo dal locale salutammo Rachel e Josh e rimasi, mio malgrado, sola con Alex. Salimmo in auto e lo accompagnai al suo hotel. Quando scesi dalla macchina per salutarlo, mi chiese se volevo salire su in camera da lui. Speravo che non lo avesse mai fatto, ma forse era la situazione giusta per stare un po' tranquilli e parlare. Dovevo fargli capire che per me non c'era più niente e che non poteva cercare lavoro a New York a causa mia, così accettai.

Quando salimmo in ascensore, percepii un certo imbarazzo. Alex mi fissava con un desiderio... ero preoccupata... non volevo credesse che avessi accettato per altri motivi...

Quando entrammo nella sua stanza, richiuse velocemente la porta alle sue spalle e mi saltò addosso. Iniziò a baciarmi e a toccarmi ovunque: «Dio Jules, sono così eccitato. È da quando ti ho rivista in stazione che ti voglio...».

«Alex aspetta, fermati» dissi, provando a fermarlo.

«Jules, ti prego, rilassati. Sarà meglio di quest'estate, fidati» e provò a sbottonarmi il vestito.

«Alex no, non voglio, non posso» affermai cercando di divincolarmi dalla sua presa.

«Jules ti voglio, ti desidero» sibilò tra un bacio e l'altro «voglio fare l'amore con te!».

«Alex, sai benissimo che io non ho mai...».

«Lo so! E questo mi eccita ancora di più» e mi infilò una mano sotto al vestito toccandomi proprio lì. La sensazione delle sue dita che sfioravano il mio sesso da sopra le mutandine mi fece sussultare, e provai un'orribile senso di fastidio. Non lo volevo! Non dopo Dean. Doveva fermarsi.

«Alex, basta!» urlai. Si distaccò guardandomi preoccupato.

«Jules, mi dispiace, non volevo metterti pressione».

«Io non posso. Non posso e non voglio! Alex, quest'estate rimarrà sempre nel mio cuore, ma adesso... adesso non credo che possa esserci qualcosa di più tra noi».

«Perché dici questo?».

«Perché... perché credo di avere una cotta per un altro, ok?» lo dissi tutto d'un fiato, le parole uscirono dalla mia bocca come un fiume in piena. Poi lo guardai. Non avrei mai voluto ferirlo, ma era l'unico modo per fargli capire come stavano le cose.

«Chi è?».

«Che importanza ha?».

«Lo hai conosciuto al lavoro?».

«Una cosa del genere».

«E... uscite insieme?».

«No... non proprio».

«Ma vi siete baciati...».

«Alex, mi dispiace».

«No, lascia perdere» disse allontanandosi da me «lo stupido sono io. La colpa è mia!».

«Non è così. Tu sei un ragazzo fantastico, ma io non posso controllare quello che provo».

«Potevi dirmelo prima che venissi qui».

«Io... non credevo che venissi con la speranza di iniziare una storia con me».

«Andiamo Jules, credi davvero che fossi venuto per ammirare le bellezze di New York?».

«Mi dispiace...».

«Già. È meglio che tu vada adesso».

«Perdonami se puoi» conclusi uscendo.

Quando arrivai a casa scoppiai a piangere, mi sentivo uno schifo! Sapevo di aver ferito una delle poche persone che davvero tenevano a me, e mi sentii cattiva! Volevo solo chiudere gli occhi e dormire per non pensare più a nulla. I miei singhiozzi però svegliarono Rachel che corse a consolarmi. Rimanemmo abbracciate senza parlare per un sacco di tempo, poi lei mi accompagnò in camera e mi adagiò sul letto. Non mi chiese niente. Sapeva che quando sarei stata pronta per parlare lo avrei fatto io. Era davvero la migliore amica del mondo!

* * *

Nella sua mente

Quella sera, quando Josh andò via, decisi che dovevo 'divertirmi' anch'io, così andai al Passion per procurarmi una ragazza. Era un locale di escort che un tempo frequentavo spesso. Non amavo farlo a pagamento, ma a volte avevo bisogno di una cosa facile e veloce e questa era una di quelle sere. Mi procurai una prorompente brunetta e ci diedi dentro per un bel po'. Quando tornai a casa trovai Josh che era appena rientrato dalla sua serata. Mi chiese perché fossi uscito e gli dissi che ero andato a fare un giro. Poi passò cinque minuti a elencarmi le qualità di Alex, l'amico di Jules, dicendo che era perfetto per lei, che era un bravo ragazzo e così via. Poi mi sottolineò che di lì a poco Alex si sarebbe trasferito a New York per stare vicino a Jules, il che mi fece impazzire. Continuò per un altro po' a dire quanto fosse fantastico quel ragazzo e che era l'uomo adatto a lei. Erano chiari segnali per farmi capire di non intromettermi. Non volevo farlo, ma era più forte di me. Jules mi piaceva, mi piaceva da morire e il nostro ultimo incontro aveva dimostrato a lei, ma anche a me stesso, che non sapevo resisterle. Ogni piccolo pezzo di lei che assaggiavo me la faceva desiderare sempre di più e questo mi preoccupava. Non potevo rovinare tutto, non potevo fare casini. Forse avrei davvero dovuto lasciarla a quel tipo di Miami. Dovevo lasciarle vivere la vita che aveva sempre voluto e allontanarmi da lei. Non sarebbe stato facile, ma dovevo riuscirci! Per me, ma soprattutto per lei!

SPAZIO SONGS:
Nella card di Jules Goodbye my lover di James Blunt (Traduzione: Potrebbe essere finita ma non finirà lì, sono qui per te se solo tu avessi bisogno).
Nella card di Dean Demons degli Imagine Dragons (Traduzione: Non avvicinarti troppo, dentro di me c'è il buio... è dove i miei demoni si nascondono, è dove i miei demoni si nascondono)

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