punti deboli
Ottobre lasciò il posto a novembre con una notte di Halloween non diversa da quella di ogni altro anno, non per chi non avesse qualcosa di davvero brutto da ricollegare a quella data. Martha si chiuse in camera a giocare con Anya cercando di scacciare il pensiero che, più gli anni passavano, più dettagli dimenticava di James e Lily. Dettagli. Non sapeva perché ultimamente fosse così attaccata a cose piccole come i dettagli, ma il pensiero di non ricordare più ogni sfumatura degli occhi di Lily o della risata di James le provocava una strana morsa allo stomaco.
Padfoot partì dopo pranzo da Grimmauld Place e percorse la distanza fino a Godric's Hollow camminando a quattro zampe sotto una pioggia battente che gli procurò parecchi giorni di febbre, così passò il giorno del suo compleanno a giocare con Anya e Martha, mentre Remus, su insistenza di Rose, finalmente invitò Tonks ad andare a prendere una birra finito il turno di guardia.
Per i ragazzi, Halloween fu diverso: la festa in Sala Grande divenne un raduno di alcolici in Sala Comune e il mattino dopo pochi ricordavano cosa fosse davvero successo; tutti, però, ricordavano che quel giorno ci sarebbe stata la prima riunione ufficiale del gruppo di Difesa.
La Stanza delle Necessità fu una vera scoperta, e Robert ne fu talmente entusiasta che Fred, George e Kayla non poterono fare a meno di immaginare se avesse fatto la stessa faccia entrando nel Tardis. Harry venne eletto capo del gruppo per alzata di mano, e tutti d'accordo scelsero 'Esercito di Silente' come nome del gruppo. Partirono dalle basi, con disappunto di molti in un primo momento, ma poi si resero conto che anche gli Incantesimi di Disarmo potevano tornare utili e non dovevano essere scontati. Si esercitarono in coppie: Robert non fece in tempo a terminare la frase "Ma non posso disarmare la mia ragazza!" che Hermione aveva già scagliato un Expelliarmus perfetto e la bacchetta del primogenito Black le era arrivata nella mano libera con un volo degno di nota.
Kayla notò che Neville era rimasto solo, così costrinse Fred ad esercitarsi con lui e lei si divertì con George, che dopo i primi secondi di imbarazzo, iniziò a lanciare la formula ad occhi chiusi o di spalle. Alla fine della lezione Neville riuscì a Disarmare Fred e anche Luna e Colin Canon riuscivano a padroneggiare l'incantesimo in modo notevole. Harry non sarebbe potuto essere più soddisfatto.
Cho riusciva bene nel compito del giorno, ma quando Harry le si avvicinava troppo sembrava perdere colpi. Quando glielo fece notare in modo poco delicato, Kayla vide il fratello cambiare colore in viso e meno di ventiquattro ore dopo lui si stava sfogando con lei di questo.
"Ha detto che la innervosisco!" esclamò, assicurandosi che nessuno sul ponte coperto li stesse ascoltando.
Kayla sorrise. "E allora? Anche a me dava fastidio il fatto che Fred mi guardasse mentre sbagliavo un Expelliarmus."
"Ma non l'hai sbagliato neanche una volta!"
"Si ma la bacchetta di George cadeva a mezzo metro da lui."
"Controllo mentale." Sminuì Harry. "E non dimenticare che Fred e George sono all'ultimo anno."
Il sorriso di Kayla si spense un po'. "Sai, mi ... mi preoccuperebbe, questa cosa, se non fosse che non ho idea di dove saremo tra un anno."
"Non so tu, ma io sarò ancora qui."
Lei scosse la testa.
"Ho capito ciò che intendi, Kayla, e non ti devi preoccupare."
"Perché, tu non sei preoccupato?"
"Moltissimo." Ammise lui. "Ma mi fido di Martha, di Sirius e ..." si guardò attorno. "Dell'Ordine. So che non farebbero mai niente che potrebbe metterci a rischio."
"Però sei ugualmente preoccupato."
"Si, lo sono. Ma so che non dovrei. Fidati di loro, Kayla."
Kayla si girò verso il fratello e sorrise, posando la testa sulla sua spalla. "Cho è fortunata." Concluse, poi.
"Esercito di Silente?" domandò Sirius, sorridendo. "Beh, fanno sul serio."
Martha annuì, sorseggiando vino rosso dal suo bicchiere. "Sono un po' preoccupata."
"Non devi." Disse Rose, divorando la pasta che Molly aveva cucinato. "I ragazzi sono in gamba."
"Sono incoscienti." La corresse Remus. "Ecco cosa sono. Se la Umbridge dovesse beccarli, non ..."
"Non ci voglio pensare." Lo interruppe Martha. "E non ci pensare neanche tu." Gli disse, puntandogli contro la forchetta.
"Mi ero raccomandata" si sfogò Molly "di non fare nulla di incosciente o che andasse contro le regole."
"Suvvia, cara" le disse il marito "era ovvio che l'avrebbero fatto."
Rose sorrise. "Molly, non ci sarebbe dell'altra pasta?"
"Non esagerare, Rose." Le disse Remus.
"Zitto tu. Questo era il piatto della bimba, adesso tocca a me."
"Non ho voglia di tenerti i capelli di nuovo mentre vomiti."
"Bene, non farlo. Non te l'ho chiesto." Tagliò corto lei.
"Non dargliene troppa, Molly." Si raccomandò Moony.
Molly sorrise. "Va bene, Remus. Rose, cara, non preoccuparti, anche io quando aspettavo Per ..."
Si rese conto che stava per nominare Percy. Si bloccò e scoppiò a piangere.
In quel momento, Rose fece una cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato. Si alzò dal suo posto e, teneramente, l'abbracciò, senza dire nulla, semplicemente stringendola e permettendole di sfogarsi. Remus la guardò con occhi pieni d'orgoglio: era cresciuta.
Gli incontri dell'E.S. non seguivano uno schema fisso, visto che la stagione di Quidditch si stava avvicinando e Angelina non ammetteva che ci fosse qualcosa di più importante dei Quidditch. Mentre Harry, Ron, Robert e i gemelli erano agli allenamenti, Kayla ed Hermione idearono dei Galeoni finti che diventassero caldi ogni volta che un nuovo incontro dell'E.S., e la data appariva in quella sequenza di numeri sul bordo della moneta che nei veri Galeoni indicavano il folletto che li aveva contati. I membri del gruppo furono entusiasti di quell'idea e Hermione e Kayla si ritrovarono piene di complimenti per la loro grande idea, e anche i gemelli, inventori di celebri scherzi e metodi di comunicazione alternativi, dovettero ammettere che le due ragazze avevano avuto una grande idea.
La prima partita della stagione fu Serpeverde contro Grifondoro, e Kayla trovò che non c'era partita peggiore per iniziare. Ovviamente avrebbe tifato per la squadra avversaria rispetto alla sua Casa, e Astoria non poté fare a meno di commentare acidamente il fatto che Kayla se ne stesse nella Sala Comune Serpeverde indossando un maglione rosso e oro di Fred. Grazie alla discussione con la sua compagna di stanza, quindi, arrivò nella stanza dei ragazzi già imbronciata, trovando i tre grifoni ancora addormentati. Si sfilò le scarpe e si appisolò accanto a Fred, guadagnando un suo sorriso nel sonno e una smorfia di Robert appena sveglio.
"Potreste anche evitare." Disse a colazione, dopo che Harry gli aveva chiesto almeno cinque volte cosa avesse.
"Portati Hermione." Gli disse la sorella.
"Ma è diverso, cazzo, reagirebbe anche lui come me se Hermione fosse sua sorella."
Fred scosse la testa. "Non lo so, in realtà."
"Cresci, Robert." Gli disse Kayla, mangiando un toast.
"Si, fammi pure lo sguardo da serpe. Tornerete a casa con la coda tra le gambe, dopo questa partita."
"Robert ma le serpi non hanno le gambe" rise George. "cioè, hanno solo la coda."
I ragazzi scoppiarono a ridere e la tensione si alleviò notevolmente.
Ma, come si dice, quella fu solo la quiete prima della tempesta. Grifondoro vinse effettivamente la partita, ma la curva delle Serpi intonò un coro "Weasley è il nostro re" che fece perdere il senno persino a Robert. Nessuno si stupì quando Kayla scese dalla curva per urlare contro a Draco, ma furono tutti sconvolti quando Robert trattenne la sorella dal picchiare il compagno di Casa. Ovviamente, però, non riuscì a trattenere anche Harry, Fred e George, che si scagliarono contro di lui senza alcun timore.
A quel punto fu Kayla che, urlando di calmarsi, riuscì a salvare il naso di Draco dai pugni di George, per finirlo lei stessa con un calcio nei fianchi.
"Tre contro uno! Per non parlare di lei, signorina Black!" sbraitò la McGranitt. "Vergognosi! Davvero!"
Draco si alzò in piedi, spogliato di ogni dignità. "Vi sembra forse un comportamento maturo, questo?" domandò ancora la Capocasa Grifondoro.
"Ma li ha sentiti, professoressa? Sono un branco di stron-"
"A bada il vocabolario, signorina Black!"
Kayla alzò gli occhi al cielo e grugnì qualcosa, prima di raggiungere Piton che le stava facendo segno di avvicinarsi a lui per decidere insieme la punizione.
"Non ho sentito bene, signorina Black." Disse l'uomo.
"Ho detto: che rottura di palle! Se vuole lo dico più forte, sa?"
"Non c'è bisogno di ..."
"Che rottura di palle!" urlò lei, e l'ultima cosa che vide prima che Piton la prendesse letteralmente per le orecchie, fu Fred che le strizzava l'occhio.
"Ti pare il caso di dire una cosa del genere?!"
"Lo so Remus, hai ragione, ho sbagliato, ma Draco ..."
"Non mi interessa nulla di Draco! Non è lui il mio figlioccio!"
"Che frase da nonna!" sbuffò Sirius, seduto dall'altro lato del tavolo rispetto a Remus, che parlava con Kayla attraverso lo Specchio Gemello.
"Senza contare che la Umbridge ha cacciato Fred, George e Harry dalla squadra! Renditi conto!"
Remus fece una strana smorfia. "Può farlo?"
"A quanto pare, si è fatta fare un decreto apposta. Io non ho parole, insomma, non ..."
"Kayla, mi sembri giusto un pochi arrabbiata, sai?"
"Sono furiosa! Quella vuole lentamente arrivare ad avere anche più potere di Silente secondo me."
"Non dire sciocchezze." La riprese il padrino, non credendo per nulla a ciò che lui stesso stava dicendo.
"Oh, parola mia, Remus, segnati che l'ho detto. Ci manca poco, potremmo anche scommettere, volendo, non ..."
Kayla fu interrotta da un brusco rumore alle sue spalle. "Ha detto Fred che Robert ha detto di dirti che Hagrid è tornato." Disse una voce maschile sconosciuta alle sue spalle.
L'espressione sul viso di Kayla passò da furiosa ad euforica. "Sei sicuro, Jack?"
"Sicurissimo."
"Kayla, chi è Jack?" domandò Remus, perplesso.
"Hagrid è tornato, Remus!" rispose lei. "Devo correre da lui! Subito!" chiuse il contatto con l'altro Specchio, lasciando i due Malandrini perplessi nella cucina di Grimmauld Place.
"Non guardarmi così." Disse Sirius. "Non voglio sapere niente dei maschi che frequenta. Niente."
"Che nome è Jack?" domandò Remus.
"Non voglio sapere niente." Ripeté lui. "Piuttosto, sbaglio o tu e Tonks uscirete ancora questo venerdì?"
Quando dicembra avvolse l'Inghilterra in una fredda coltre di neve, qualche giorno dopo, nessuno sembrava euforico come gli anni precedenti. Le cose a Grimmauld Place procedevano lentamente, e le uniche gioie erano date dalle cene tutti insieme in ricordo dei vecchi tempi e dall'ingenuità di Gabriel che ogni sera, chiedeva a Rose la favola della buonanotte.
Lei e Damian avevano raggiunto un rapporto più o meno civile dopo l'ultima litigata, e gli abitanti nella casa ne furono davvero sollevati.
Alex e Zoe passavano lì la metà della settimana, e lei si trovava davvero bene con i Malandrini e le sorelle Redfort. L'unica con cui fece fatica ad allacciare fu Tonks, perché lei non era riuscita a perdonare la Corvonero per il male che aveva fatto al suo migliore amico, ma dopo qualche settimana, scoprirono nell'altra una giovane complice e Martha, guardandole, non poté essere più felice.
La vera novità che dicembre portò, fu che Anya iniziò a parlare.
La prima parola in assoluto fu 'mamma', seguita pochi minuti dopo da 'papà', e in pochi giorni la piccola era in grado di formare delle frasi più o meno corrette. Tonks aveva giurato che quella bambina sarebbe diventata Tassorosso prima ancora che il Capello si posasse sulla sua testa, ma quando Martha le ricordò che aveva giurato la stessa cosa anche con Kayla, Tonks fu costretta ad ammettere che anche lei, a volte, poteva sbagliarsi.
Così, il primo dicembre, davanti a una tipica nevicata, Martha si concesse di sedersi su una poltrona del salotto con una tazza di tè bollente in mano, a guardare la neve e pensare. Aveva notato che la rilassava pensare a come sarebbe stata Anya da grande: l'idea che avrebbero avuto un futuro lontano da lì le dava pace. Immaginava Anya come una vera guastafeste, ma le si scaldava il cuore pensando che quegli occhi grigi avrebbero visto moltissime cose meravigliose, diverse dalla guerra e dal salotto dei nonni Black. La immaginava crescere a braccetto con la figlia di Damian e Rose, la immaginava mentre i suoi fratelli più grandi si prendevano cura di lei. Sapeva che sarebbe successo, sapeva che non doveva avere dubbi sul fatto che, se fosse successo qualcosa, i suoi figli avrebbero dato alla piccola Anastasia ciò che lei non avrebbe più potuto dargli.
Il fatto era, però, che dopo quattro figli e diciassette anni di matrimonio, voleva comunque sentire di avere ancora un futuro anche lei.
Sirius entrò nel salotto con aria sfinita. "Remus ha detto che sei chiusa qui da ore." Esordì, baciandole la fronte. "Va tutto bene?"
"Sirius" disse lei "ma noi ce l'abbiamo ancora un futuro?"
Lui sembrò pensarci su. Le fece segno di alzarsi dalla poltrona per lasciare sedere lui, e lei si sedette sulle sue gambe. Posò la testa sulla spalla della moglie e ne baciò la maglietta scura. "Certo che abbiamo ancora un futuro, bimba."
"E come è, il nostro futuro?" domandò di nuovo lei.
"Pieno."
"Pieno?"
"Pieno di belle cose."
Martha, per la prima volta nella giornata, sorrise. Prese la mano del marito nella sua e giocò con le loro fedi. "Hai smetto di dirmi che mi ami."
"Ma se te l'ho detto ieri sera!" si lamentò lui.
"Nel senso ... quanto mi ami?"
Lui sogghignò. "Più di ieri e meno di domani." Rispose, sicuro. "Vent'anni insieme e hai ancora bisogno che te lo dica?"
"Ne avrò bisogno sempre." specificò lei. "Almeno un paio di volte al giorno."
Lui scoppiò a ridere, incastrando la testa perfettamente tra il collo e la spalla della moglie. "Ah! Cercherò di ricordarmelo. Però ogni tanto dimmelo anche tu che mi ami."
"Sei un idiota."
"Ecco, ecco la mia ragazza."
Chiunque li avesse visti in quel momento, seduti su una vecchia poltrona a guardare la neve, non avrebbe visto altro che due anime che si appartenevano da sempre.
L'ultima riunione dell'ES lasciò a tutti una strana nostalgia. Venne ufficialmente annunciato che Ginny avrebbe preso il posto di Harry nella squadra di Grifondoro, e che due ragazzi dall'aria anonima avrebbero ereditato i ruoli di Battitori. Fred e George borbottarono un pò per questo (speravano ancora che fosse tutto uno scherzo) ma quando la riunione iniziò, gli Schiantesimi riempirono l'aula e nessuno pensò più al Quidditch: le riunioni dell'ES li facevano sentire grandi, esperti e di aiuto per qualcosa.
Alla fine della lezione, ridendo, Fred si posizionò sotto a un gigantesco vischio, e prima che Robert riuscisse a borbottare qualcosa del tipo "la mia sorellina", Hermione aveva spinto anche lui sotto quel vischio, e, mentre Kayla pensava che sarebbe stato bello poter scattare loro una foto, vide una Polaroid a pochi metri da lei. La recpuerò e scattò la foto, ridendo. Mentre aspettava che si sviluppasse, accontentò Fred e gli baciò dolcemente le labbra, ignara del fatto che Hermione stesse scattando loro un'altra foto.
I "buon Natale" riempirono l'aula prima che si svuotasse: Robert si occupò di controllare sulla Mappa che Gazza non fosse nei paraggi, e poi inizò a mandare via gli altri a tre a tre, assicurandosi che fossero arrivati nel loro dormitorio prima di mandare il gruppo successivo. Quando ormai mancavano solo lui, Hermione, i gemelli, Kayla, Harry e Cho, fece segno agli altri di lasciare il fratello e la Corvonero da soli senza dare troppo nell'occhio.
"Non mi piace, quella." Borbottò Kayla, uscendo. "
"Beh, a Harry si." Ridacchiò Fred.
Lei lo guardò male e rise con lui. "Sto solo dicendo che preferirei Ginny, accanto a lui."
"Non possiamo sempre accoppiarci tra di noi, Kayla." La prese in giro Robert, passando il braccio attorno alle braccia di Hermione.
Kayla li guardò e sorrise, scuotendo la testa.
"Cosa ti ha trattenuto?" Domandò Ron, quando Harry tornò in Sala Comune.
Lui non rispose. Un paio di volte cercò di aprire la bocca per dire qualcosa – qualsiasi cosa – ma non ne uscì niente. L'unica cosa che ottenne, fu un colorito paonazzo.
Robert, seduto sul divano con Grattastinchi e la vecchia Crux in grambo, gli sorrise. "Com'è stato?" domandò, senza bisogno di specificare altro.
"Umido." Rispose il fratello, sedendosi accanto a lui, e guadagnando subito l'attenzione della gatta di mamma Martha.
Robert rise e gli batté il cinque. "Il primo è sempre così."
"Cioè, lei ... Lei piangeva, Robert."
"Ah!" Esclamò Ron. "Vi siete baciati!" Concluse.
George rise. "E il premio per Capitan Ovvio va a ..."
"Smettila, George." Lo richiamò Kayla, tirandogli un cuscino. "Sei solo geloso perché sei solo."
"Io sono pieno di dolci donzelle pronte a fare passi falsi per uscire con me." Si difese il rosso. "Lo erano anche mio fratello e il mio migliore amico, una volta, ma hanno scelto la routine di una storia fissa monotona e noiosa."
"Visto?" Replicò prontamente Hermione. "Sei solo e triste."
"E per la cronaca, la nostra è tutt'altro che monotona, come storia." Precisò Kayla.
Persino George stesso si concesse di ridere, fino a quando Robert non riportò l'attenzione sulla novità. "Piangeva, hai detto?"
Harry annuì.
"Baci così male?" Rise Ron.
"Ovviamente no," replicò Hermione "ma Cho passa la metà del suo tempo a piangere, ormai."
"Davvero?" Chiesero all'unisono i gemelli.
"Certo." Rispose Kayla. "Piange ovunque: a lezione, nei bagni, in biblioteca. Come fate a non notarlo?"
"Scusa, piccola" le disse Fred "ma non è che ogni volta che entro in biblioteca mi guardi attorno in cerca di qualcuno in lacrime."
"Perché, quando entri in biblioteca, tu?" Chiese Ron, alleviando la tensione dell'argomento 'sentimenti'.
"Ma perché piange, poi?" Domandò Robert.
"Suvvia, Robert, è ovvio." Gli rispose la sorella. Guardandosi attorno, però, circondate da maschi, lei e Hermione si resero conto che per loro non era affatto ovvio.
Kayla alzò gli occhi al cielo, sbuffò e si allontanò da Fred per sedersi a terra, in modo da riuscire a guardare tutti loro negli occhi dando le spalle al fuoco, e con pazienza iniziò a spiegare. "Cho è troppo legata al ricordo di Cedric, di cui è ancora innamorata, e si sente in colpa perchè le piace Harry, che era con Cedric quando è morto. È preoccupata per il Quidditch, perchè sta volando da schifo negli ultimi tempi e per sua madre, che rischia di perdere il lavoro al Ministero."
"In più" aggiunse Hermione "ora si sentirà tremendamente in colpa per aver baciato Harry."
"Non siate sciocche" disse loro Ron "non è possibile che una persone provi così tante cose!"
Hermione lo guardò male e Kayla scosse la testa.
"Voi due" disse l'ultimo maschio Weasley,indicando Robert e Fred "state con loro perché capite queste cose?"
I due scossero la testa.
"Kayla" la chiamò Fred. "Kayla, se io morissi, tu ..."
"Tu non muori." Tagliò corto lei, con un tono che non ammetteva repliche.
"Si, ma immagina che succeda." Continuò lui. "Inizieresti a provare tutte quelle cose?"
"Io non voglio immaginare che tu possa-"
"È più che normale provare tutte quelle cose." Gli rispose Hermione. "Come fate a non capire?"
"Cosa avete nella testa voi ragazze?" Domandò Harry. "Insomma, io mi ero avvicinato per farle gli auguri di Natale, giuro, lei ha iniziato a parlare di Cedric e ... Poi mi è praticamente saltata addosso!"
"Non capisco di cosa tu ti stia lamentando, allora."
Damian, visibilmente imbarazzato bussò alla porta della stanza di Sirius e Martha. Quando Sirius, in vestaglia, andò ad aprigli, lui si ritrovò ancora più imbarazzato.
"Ciao, s-scusa ... Dormivi?" Disse.
"Perchè mai dovrei dormire, a mezzanotte passata?" Replicò Padfoot.
"Beh, si, scusa, io ... Stavo passeggiando per la casa, e ..."
"Passeggi per casa mia di notte?" Domandò Sirius.
Martha apparve dietro di lui, mostrando, come sempre, uno sguardo più gentile. "Lascia fare, amore." Disse, passandogli avanti. "Buonasera, Damian. Cosa ti è successo?"
"C'è un quadro che parla." Disse, liberandosi di un peso.
"Walburga?" Domandò Martha, incarnando un sopracciglio.
"No, un altro."
"Un altro?!" sbraitò lei, guardandosi subito le spalle per controllare che Anya non si fosse svegliata.
"Oh." Sirius si portò una mano sulla fronte. "È Phineas."
"C'è un altro quadro parlante, Sirius? Un altro Black morto da secoli che esprime la sua opinione non richiesta su un mondo di cui non fa più parte? Davvero?!"
"Sì." Disse lui con aria colpevole. "Ma non è colpa mia, Martha, Silente mi ha detto di tenerlo perché ..."
"Silente! Ovvio! Perché non diciamo a Silente e Remus di mettere insieme un club del libro per leggerti la fiaba della buonanotte?!" Sbraitò lei, uscendo dalla stanza. "Damian, dove si trova questo quadro?"
Lui indicò le scale che andavano verso l'ultimo piano. Martha scosse la testa: c'erano solo due stanze a quel piano, ed era sicura che il quadro non fosse nella vecchia soffitta.
Entrò nello studio di Orion sul piede di guerra: si respirava odio in quella stanza. Quando vide il quadro, l'uomo la guardò schifato.
"E lei chi sarebbe? Ho chiesto a quel francese di mandarmi a chiamare l'ultimo dei Black ..."
"Sono la moglie. E, per la cronaca, ho dato alla luce tre Black."
"Impuri." Specificò l'uomo, con sguardo sprezzante.
"Questo, ora, non ha alcuna importanza." Rispose Martha, incrociando le braccia sul petto. "Immagino che lei abbia un messaggio per noi da parte di Albus Silente."
"Oh! Sì!"
"Mi dica, dunque."
"Il messaggio è per Sirius Black." Specificò di nuovo.
"Sono la moglie." Ripeté lei, con tono meno gentile.
"Non sono d'accordo."
Martha alzò gli occhi al cielo e fece un respiro profondo, quando Sirius, vestito da giorno, irruppe nello studio. "Eccomi, Phineas." Disse. "Cosa è successo?"
"Albus Silente mi ha chiesto di dirti che Arthur Weasley è stato gravemente ferito."
"Che cosa?!" Domandarono i coniugi all'unisono.
"Devi solo strare tranquillo, ora, non ..."
"Tranquillo un cazzo, Kayla."
La giovane Serpeverde non si mostrò scomposta, ma offesa.
"Attento a come mi parli, Fred Weasley." Lo richiamò, severa.
"Non sai come mi sento, tu, non ..."
"Sono stata senza mio padre per dieci anni, Fred, non ..."
"Il punto è che adesso mio padre, per quel che ne so, potrebbe essere morto, mentre tu tuo padre neanche lo conoscevi!"
A quel punto, allora, Kayla si mostrò scomposta. "Cosa hai detto?" domandò, con voce flebile.
Non aveva alzato la voce. Non aveva perso le staffe. La sua rabbia e la sua delusione, le aveva mostrate in un sussurro.
L'ufficio di Silente ospitava i fratelli Weasley, la McGranitt, il Preside e i tre fratelli Black. E tutti, compresi i quadri, guardarono Fred come se non capissero cosa gli stesse passando per la testa.
"Non ..."
"Zitto." Gli disse lei, girandosi senza guardarlo.
"Kayla, mi d-"
"Ho detto: zitto."
"Kayla, ascoltalo." Le disse George. "Sono sicuro che ..."
"Zitto anche tu. Zitti tutti. Voglio andare a casa. Abbiamo quella Passaporta?"
Silente le indicò un vecchio peluche.
"Bene." Disse il Preside. "Siete tutti pronti?"
Il gruppo di ragazzi atterrò al numero dodici di Grimmauld Place svegliando qualsiasi cosa fosse possibile svegliare. Trovarono Martha, Rose, Remus e Tonks già in cucina, con espressioni preoccupate, e nessuno si preoccupò del fatto che Walburga stesse strillando o del fatto che si sentisse chiaramente che Anya stesse piangendo.
Appena atterrati, i ragazzi si trovarono spaesati dall'uso della Passaporta e dall'oggettività del fatto che l'unico cosa da fare, una volta arrivati lì, fosse aspettare. Martha corse incontro a Harry e lo abbracciò. Lo strinse, e lui si ritrovò stranito, in un primo momento, poi si lasciò andare all'abbraccio, lasciando trasparire la sua preoccupazione per quanto appena successo.
"Martha ... ho avuto come una visione ... non era un semplice sogno, era come se fossi io ..."
"Va tutto bene. Non ti accadrà niente, se sei qui. Non permetterò che ti accada niente." Sciolse l'abbraccio per baciargli la fronte. "Te lo posso giurare. Se stai accanto a me e Sirius, nessuno potrà farti nulla. Finché ci siamo noi, voi quattro non avete di che temere."
"E nel caso non ci fossero loro" aggiunse Rose "ci sarò io."
"E io, per la cronaca." Precisò Remus. "Non siete soli, ragazzi. Nessuno di voi. E non pensatelo mai."
Tonks abbracciò Robert e i gemelli, rassicurandoli. "L'importante era portarvi a casa prima che quella tr-"
"Dora." la richiamò Martha.
"Prima che la Umbridge cercasse di intromettersi, visto che a quanto pare è la cosa che le riesce meglio."
"Non possiamo lasciare il castello così, mamma, noi non ..."
"Mi nascondi qualcosa, Kayla?" domandò Martha, svelta.
"No." rispose prontamente lei. "Intendo ... tutte le mie cose!"
"Silente non si farà problemi a chiedere a qualche elfo di raccoglierle per spedircele, principessa."
"No!" rispose lei. "No, no, e gli altri? I miei compagni già mi odiano, ora sospetteranno di sicuro qualcosa!"
"Presto sarà noto quanto successo ad Arthur." Rispose Remus, calmo. "E tutti sanno quanto la tua famiglia sia legata ai Weasley."
"Kayla, non ..."
"Zitto, tu. Non ho voglia di parlare con te."
Sirius si irrigidì notando il gelo tra Kayla e Fred. "Principessa, è successo qualcosa?" domandò.
"Stanne fuori." Gli ordinò immediatamente Martha. "Qualsiasi cosa sia successa, non ti riguarda."
"Eccome, se mi riguarda, insomma, è la mia bambina!"
"Ecco perché devi starne fuori."
Kayla scosse la testa, fingendo di sorridere. Remus gli posò una mano sulla spalla. "Posso fare qualcosa?" lei continuò a scuotere la testa, guardandosi le scarpe.
"Beh, allora?" domandò Ron. "Cosa stiamo facendo, qui?"
"Esatto." Gli diede corda George. "Andiamo da papà, subito."
"Oh, si, vai pure." Gli disse Rose. "Poi fammi sapere cosa dirai ai Medimaghi quando ti chiederanno come facevi a sapere cosa fosse successo prima ancora che chi di dovere avvisasse tua madre." Si sedette sulla sua solita sedia, massaggiandosi un rene. "Non è facile, ragazzi, non è facile e lo so. So benissimo che starsene con le mani in mano ad aspettare notizie è terribile, ma è la sola cosa che possiamo fare."
"Ma siamo i suoi figli, per Morgana, abbiamo il diritto di sapere come sta!" si oppose Ginny.
"Nessuno mette in dubbio questo, ma non possiamo far saltare la copertura dell'Ordine." Le rispose Tonks.
"Quindi dobbiamo stare qui e aspettare?!" domandò Fred, come schifato. "Io non ci sto, nemmeno per scherzo."
"Le coperture dell'Ordine salteranno comunque nel momento in cui chiederanno a papà cosa ci facesse lì, e ..."
"Ciò che diremo a chi di dovere non è ancora stato deciso, ma sarà compito di Silente fornire la versione ufficiale." Rispose Martha, calma. "Volete giocare a fare i grandi? Bene! Ci avete rotto le Pluffe tutta estate, dicendo che volevate entrare nell'Ordine? Meglio ancora! Dimostrate di essere grandi, perché essere grandi a volte significa anche questo."
"Cioè? Stare seduti tutti allegramente attorno a un tavolo mentre tuo padre sta morendo?" rispose Ron, furioso.
"Esatto!" replicò Martha, con tono duro. "E ringrazia il cielo che il tuo amico in qualche modo ha saputo tutto in tempo reale, perché quando è successo a me, nel momento in cui sono entrata nell'ufficio di Silente, mio padre era già morto!"
Calò il silenzio, nel tacito ricordo del padre di Rose e Martha.
"Ciò che Martha sta cercando di dire, ragazzi" riprese Remus "è che abbiamo la possibilità di fare qualcosa e di evitare vittime innocenti; la visione di Harry, per quanto atroce per lui, ha dato un notevole anticipo a noi dell'Ordine, e le probabilità che Arthur si salvi sono tutt'altro che scarse. Abbiamo delle buone carte, e sappiamo come giocarle."
"Tutto questo è molto romantico, ma voglio sapere come sta mio padre." Disse Fred. "Insomma, cosa stiamo facendo per aiutarlo?"
Kayla scosse la testa. "Ma non capisci cosa stanno cercando di dirti? Cresci, Fred, per Salazar, non avresti nemmeno dovuto sapere che tuo padre era ferito!"
"E invece lo so, e che la cosa ti piaccia o no, voglio fare qualcosa!"
"Vuoi fare qualcosa?" gli rispose Rose, a tono. "Siediti e aspetta. Magari in silenzio, che sarebbe meglio per tutti."
Fred si addormentò con la testa sulla spalla di Kayla, che, sebbene fosse chiaramente furiosa con lui, chiede a Tonks di passarle una coperta per ripararlo dal freddo, e dopo pochi minuti si addormentò anche lei. Sirius li guardò e tutto ciò che aveva negato era lì, davanti ai suoi occhi: quei due si volevano bene, ma si volevano bene davvero.
Nessuno dei Weasley lasciò la cucina. Nessuno accettò l'invito di Rose di dormire un paio d'ore nei comodi letti al piano di sopra. Quando Damian tornò dal suo turno di notte e trovò il clan dei rossi e la prole Black addormentata in cucina, sorrise e scosse la testa.
"Cosa è successo, Rosie?" domandò, in un sussurro.
"Rosie?" domandò Robert mimando solo la parola in direzione di Tonks. Lei gli mimò le parole 'sei un cretino'.
"Arthur è stato ferito." Rispose, mentre Harry, Martha e Sirius lasciavano la stanza.
Rose offrì una cioccolata a Damian e lui accettò, baciandole la fronte e chiedendole come fosse andata la nottata di Gabriel. Lei rispose che il piccolo era stato bravissimo, mentre Robert cercava di attirare l'attenzione della zia in ogni modo, da dietro le spalle di Damian.
Il circo del primogenito Black venne interrotto da Molly, che, con aria sfinita, entrò dalla porta della cucina. I ragazzi si svegliarono, ma nessuno domandò nulla; la cucina rimase immersa nel silenzio per pochi secondi, prima che Martha, Sirius e Harry rientrarono in cucina.
"Guarirà." Disse, con le lacrime agli occhi. Martha la abbracciò e accolse le sue lacrime, così come aveva fatto Rose una settimana prima, e poi lei fece una cosa del tutto inaspettata: abbracciò Harry e lo ringraziò, lasciando tutti stupiti.
"Se non fosse stato per te" gli disse "sarebbero arrivati quando ormai era troppo tardi."
Fred scoppiò a ridere e George abbracciò Ginny, mentre Ron accettò una pacca sulla spalla da Robert.
Kayla guardò Fred e gli sorrise, e lui senza smettere di ridere, la prese per i fianchi e la sollevò da terra, facendola roteare. "Mi dispiace, amore mio, mi dispiace tantissimo."
Lei sorrise e scosse la testa. "Sono felice che tuo padre stia bene."
A lui bastò guardarla qualche secondo per capire. "Ho detto che mi dispiace, piccola, non ..."
"Fred le persone hanno dei punti deboli. E non ci si aspetta che vengano attaccati dalla persona che si ama."
"Ha detto ama? Nel senso di amare?" domandò Sirius a Remus, sottovoce.
"Accetta la cosa, Padfoot." Gli sussurrò l'amico, sorridendo.
"Ho detto che mi dispiace, Kayla, sai che adoro i tuoi."
"Ehi." Disse Sirius.
"Sirius, stanne fuori!" gli dissero le sorelle Redfort all'unisono.
"Mi ha tirato in ballo lui!"
"E allora perché dire una cosa del genere?" domandò Kayla.
"Perché ero spaventato."
"E visto che sei spaventato mi dici cose che sai che mi allontaneranno da te?"
Tonks fece il gesto di essersi scottata la mano.
"Okay, basta." disse Robert. "Voi due, fuori, o qui scoppia il dibattito." Posò una mano sulla spalla dell'amico e indicò la porta. "Non guardarmi così, fratello, lo faccio per te o mio padre tra un po' inizierà a farvi il Discorso."
"Oh, il Discorso no." si spaventò Tonks. "Sirius, non fare mai loro il Discorso."
"Come posso fare ai miei figli il Discorso se Martha è rimasta incinta a Hogwarts?"
"Tecnicamente erano le vacanze di Natale." Si difese Martha.
"Oh, non lo sapremo mai con certezza."
"Perché dobbiamo parlare di queste cose?" domandò Kayla.
"Infatti, tu fuori." Le disse Rose. "Sono cose vostre, non è giusto che le sentiamo tutti."
Remus la guardò stranito. "Rose" le disse "Rose, stai bene?"
"Evidentemente no." rispose Damian. "Rosalie, hai appena concesso loro della privacy per un litigio?"
I due ragazzi uscirono dalla cucina sorridendo. "Oh, zitti voi due. Robert, Robert, dì a zia Rose che cosa ha detto Fred per farla arrabbiare tanto."
"Questo è un colpo basso." Si lamentò Robert. "Davvero un colpo basso!"
"Non ti è concesso di lamentarti, pulce, vogliamo sapere." Disse Sirius. "O preferisci il Discorso?"
"Non mi faresti mai il Discorso, papà."
"No, infatti, ve lo farà Remus, ma posso sempre minacciarti."
"Perché sempre io devo fare le cose antipatiche?" si lamentò il Lupo Mannaro, alzando gli occhi al cielo.
"Lo hai sentito, Harry." Disse Martha, mettendosi una crema sulle mani, seduta a letto. "Insomma, hai visto anche tu la sua faccia mentre ci diceva di essere stato il serpente, no?"
Sirius, che leggeva il Profeta steso nella sua metà di letto, abbassò il quotidiano per guardare la moglie. "Credi davvero che lui fosse il serpente, Martha? Insomma, non ..."
"Io non lo credo, Sirius, ma lui si. Ha detto che si sentiva il serpente. Ha detto di aver voluto aggredire Silente!"
"Si, anche io a quindici anni avrei volentieri aggredito Lumacorno, e allora?"
"Ma è diverso, per Merlino!"
"Harry è figlio della persona più buona che io abbia mai conosciuto, Martha, e si è inconsciamente immedesimato in un serpente che guarda caso stava realmente aggredendo Arthur. Si sta colpevolizzando, e ..."
"Hai detto 'inconsciamente'?" domandò la moglie,sorridendo.
"Si, insomma ... Kayla ha dimenticato qui un libro di psicologia babbana, e io ... mi annoiavo, Anya dormiva, quindi ..."
Martha scoppiò a ridere, portandosi una mano alla bocca. "Hai letto un libro! Di Sigmund Freud!"
"Guarda che è forte, quel Freud."
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