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più di ieri e meno di domani


  "Ti sei persa una gran bella scena, amica mia." Disse Lily entrando in camera. Martha piangeva ancora, rannicchiata sul suo baule, ai piedi del letto. Era davvero un peccato vedere gli occhi di Martha piangere tante lacrime.
Lei non rispose. Chiese, con lo sguardo, cosa fosse successo. "James Potter che zittisce Brianna Clark per difendere sia me che te."
"Conosco James. Lo ha fatto per te." rispose Martha, asciugandosi una lacrima.
Lily si sedette accanto alla sua amica. "Sirius mi ha chiesto dove fossi."
"Come se gli importasse."
"Gli ho detto che l'ha fatta grossa, e che fossi in lui troverei un bel modo per farmi perdonare, perché so che non è stupido."
Martha la guardò. "Dio, Lily. Hai messo da parte i tuoi pregiudizi sui Malandrini? A parte Remus, intendo."
"Forse non sono così perfidi come giura Severus. Lo vedevo, oggi, sai. Lo vedevo nei suoi occhi che non è cattivo come dice Severus."
"Se lo dice Severus ..." rispose lei ridendo. Lily la spinse amichevolmente. E risero di nuovo.
"Ma che hai contro Severus?"
"Tu che hai contro Sirius?"
"Nulla."
"Allora nulla. Solo che ti vedrei più con un James Potter che con un Severus Piton, se capisci cosa intendo."
"Tesoro, non è che siccome tu ti sei innamorata di un Malandrino, a me toccherà la medesima sorte."
"Questa triste sorte!" esclamò Martha ridendo.
Risero di nuovo. "I Malandrini ..." disse Lily con un sospiro.
Erano sole nel dormitorio, e Martha si sentì libera di dire: "Tu sei amica di Remus."
"Si."
"E Remus scompare le notti di luna piena."
Lily si irrigidì. "Si." Non poteva negare. Sapeva avrebbe nemmeno potuto negare di sapere.
"James, Peter e Sirius spariscono con lui, ma lui sta via di più."
"Si."
"Remus è un Lupo Mannaro."
Non lo aveva chiesto, lo aveva affermato. Era certa che Lily lo sapesse, così come era certa, che se lo avesse chiesto agli stessi Malandrini lo avrebbero negato. Perché loro erano amici veri, e gli amici veri non si tradiscono mai. Nemmeno davanti all'evidenza.
"Non me lo stai chiedendo." Rispose Lily.
"No, perché ne sono praticamente certa."
Lily annuì fissando un punto vuoto. "Okay."
"Ciò che non mi è chiaro è ... come fanno gli altri a stargli vicino?"
Capire che Remus era un Lupo Mannaro era stato complicato. E da qualche settimana Martha passava le notti a pensare come potessero restagli accanto. Un Lupo Mannaro, durante la luna piena, smette di essere un essere umano e diventa una bestia a tutti gli effetti. Ucciderebbe il suo migliore amico, se se lo trovasse davanti. Allora come potevano stargli accanto?
"Perché non lo hai mai chiesto a loro?" chiese Lily.
"Perché non me lo direbbero, o negherebbero. Remus è una persona diffidente, e non mi conosce. Quindi non si fida. Ma tu sei la mia migliore amica. Tu sai come fanno."
Lily si era alzata e aveva camminato avanti e indietro per qualche metro per un minuto buono, mordicchiandosi l'unghia del pollice. Martha poteva sentire un mare di pensieri offuscarle il cervello.
"Io te lo dico, Martha, perché mi fido davvero di te. Ma non devi parlarne mai con nessuno, al di fuori di me, di James Potter, di Sirius Black, di Peter Minus e dello stesso Remus Lupin."
Lei alzò le mani in segno di resa e disse "Lo giuro."
"Sono Animaghi." Disse Lily in un sussurro.
"Loro sono cosa?" chiese Martha con sguardo stupito.
"Animaghi. Non so come abbiano fatto, un colpo di fortuna e il libro giusto nel Reparto Proibito, immagino. Potter e Black sono due animali grossi, così da poter tenere a bada Remus. Minus è un topo, piccolo, così da poter far strada e bloccare il Platano."
"Ma certo. Il Platano Picchiatore. La Stramberga Strillante. Ma certo. Aspetta ... Che intendo per animali grossi?" la guardava con aria sospettosa, e questa volta era quello di AMrtha il cervello offuscato dai pensieri.
"Potter è un cervo, Sirius un cane."
"Un cane?"
Si sentirono delle voci provenire dalla Sala Comune, probabilmente la cena era finita e i Grifondoro stavano tornando nei dormitori.
"Non devi dirlo mai a nessuno."
"Ho giurato, Lily."
Sirius stava sdraiato sul letto a guardare il soffitto. Era notte fonda. Sarebbe voluto scendere in Sala Comune, ma sapeva per certo che non l'avrebbe trovata. Teneva le mani sotto la testa e osservava un punto vuoto. Era stato davvero stupido. Gli occhi pieni di lacrime di Martha, e il suo viso teso continuavano a tornargli in mente.
"Stupido, stupido, stupido." Si sussurrò da solo, picchiandosi il pugno destro sulla fronte.
James stava nella stessa posizione, mentre guardava il Boccino d'Oro fluttuare sopra di lui. Remus li guardava divertito, mentre Peter dormiva.
"Amici, come ho potuto essere così stupido?" chiese Sirius.
"Credo sia colpa di tua madre." rispose Remus.
"Che c'entra quella vecchiaccia?"
"Beh, lei non ti ha mai dato amore, e quindi ora tu non sei in grado di esprimere il tuo amore ad un'altra strega."
"E che strega! Voglio dire, avete visto quanto è bella? La sua risata,poi. Quella risata è la meraviglia." rispose Sirius in un sospiro.
"Beh, si, è carina." Ammise Remus.
James, invece, dentro di sé pensava che nessuna strega al mondo potesse mai essere bella quanto Lily Evans, per quanto Martha potesse essere carina.
"Sai, Felpato." Disse afferrando il Boccino. "Non avrei mai pensato che ti avrei visto ridotto così."
"Così come?"
"Con il rimorso che ti mangia lo stomaco."
"Il rimorso non ..."
"Avanti, Sirius, non hai mangiato. E tu mangi sempre."intervenne Remus.
"Rettifico: non avrei mai pensato di vederti saltare pranzo e cena perché stai male per una ragazza." Riprese James ridendo.
"Siete molto d'aiuto."
Il Boccino iniziò a fluttuare sopra Felpato. Lui lo guardò con sospetto per qualche secondo, e poi il suo viso s'illuminò.
"Devi vincere, domani." Esclamò, rivolto a James. Si mise a sedere di scatto.
"Certo che devo vincere."
"Non hai capito. Devi vincere così faranno la festa in Sala Grande. E lei sarà lì. E io avrò una seconda occasione."
"Felpato, amico mio, non credo che verrebbe alla festa."
"Parlerò con Lily."
"Non ti lascio da solo con la Evans."
"Allora andiamo tutti insieme."
Dopo pochi minuti, Remus aspettava Lily nella Sala Comune, seguito da James e Sirius. Per loro fortuna, una ragazzina del primo anno era seduta davanti al fuoco in Sala Comune. Remus, con i suoi modi gentili, le aveva chiesto di salire in dormitorio a cercare Lily, e lei aveva annuito.
Lily scese le scale con aria sospetta.
"Ah, siete voi." Disse con aria sollevata. "Tutto bene?"
"Dobbiamo chiederti una cosa." Disse Remus.
"Riguarda Martha?" chiese, notando l'espressione combattuta di Sirius.
"Si." Rispose quest'ultimo. "Avrei bisogno, per favore, che tu facessi in modo che domani, quando James farà vincere Grifondoro..." Lily guardò James, che sorrideva maliziosamente. "Avrei bisogno che tu facessi in modo che Martha sia presente alla festa che daremo per la vittoria di Grifondoro. Per favore."
Il fatto che Sirius avesse chiesto ben due volte per favore l'aveva lasciata senza parole.
"Si, si, credo ... questo credo di poterlo fare." Disse, annuendo e portandosi una ciocca di capelli dietro le orecchie.
"Grandioso! Grazie!" esclamò Sirius.
Stavamo per andarsene, quando Lily fermò Remus.
"Remus. Remus, Martha lo sa." Disse con sguardo spaventato. Loro capirono subito a cosa si stesse riferendo.
"Come può saperlo?" chiese Remus con aria terrorizzata.
"Lo sa. So che non ne ha parlato con nessuno, la conosco. E la conoscete anche voi. Oggi me ne ha semplicemente chiesto la conferma."
Raccontò loro tutto. Dall'inizio alla fine, ogni singola parola.
"Okay." Disse James alla fine.
"Okay?" chiese Lily.
"Beh. Non credo ci sia molto da fare. Lo sa. E basta." Rispose lui. LA guardò dritta negli occhi, pensando che fosse bellissima, anche in vestaglia. "Sirius si fida di lei. Se Sirius si fida, mi fido anche io. E hai detto tu, Evans, che sai che non ne ha parlato con nessuno."
Lily si calmò. "Oh. Okay, allora. Buonanotte." Si alzò e si diresse verso la scala con aria stanca.
"Buonanotte." Disse James.
"Ricordati della festa." Le disse Sirius.
Lei annuì e scomparve nella tromba delle scale.

  Naturalmente, James aveva fatto vincere la squadra di Grifondoro. La festa in Sala Grande era più animata del solito, perché, con quella vittoria, Grifondoro aveva lasciato Serpeverde indietro di parecchi punti.

Lily riuscì a trascinare Martha alla festa, ma non si staccò mai da lei. Voleva davvero vedere cosa si sarebbe inventato Sirius.
Per ora, rimaneva in piedi alla fine del tunnel dietro la Signora Grassa e le osservava. Bevevano Burrobirra e ridevano, ma lui sapeva benissimo che le risate di Martha erano forzate. Lo vedeva, lo vedeva dai suoi occhi. La sentì gridare "Sei grande!" a James, il quale la abbracciò con aria fraterna Sirius pensò che era davvero fortunato ad avere un amico così. I due Malandrini si scambiarono uno sguardo d'intesa, e Ramoso zittì tutti, salendo sul tavolo e schiarendosi la voce.
"Grazie a tutti, gente, davvero!" esclamò. "Ora vi chiedo un favore, però. Il mio amico Sirius Black ha qualcosa da dire."
Sirius si avvicinò, in pochi passi era ai piedi del tavolo, e James gli tese la mano per aiutarlo a salire. Gli batté l'altra mano sulla spalla con aria amichevole e gli disse "Sei grande, fratello mio." E uscì di scena.
Sirius guardò subito Martha dritta negli occhi. Aveva due grandi occhiaie e lo guardava con aria interrogativa. Il sorriso finto era sparito.
"Martha." Iniziò. "Sono geloso. Sono geloso marcio e non te l'ho saputo dire. Sono geloso marcio del fatto che quella mezza sega di Jones abbia anche solo pensato di avvicinarsi a te. Sono geloso marcio e non te l'ho saputo dire, perché per me la gelosia e l'amore sono cose nuove, sconosciute, terrificanti. Sono geloso e ho paura. Paura di perderti, paura che un giorno tu possa guardarti attorno e accorgersi che di maghi migliori di me che ne sono a centinaia, paura che tu un giorno possa ripensare al momento in cui tutti ti dissero di non fidarti di me, paura che tu possa rimpiangere di non aver dato loro ascolto. Credimi, Martha, quando dico che non so come si ama, perché è davvero così. Ho tre amici, e poi ho te. E ho bisogno di averti accanto per essere felice. E ti resterò accanto, fino a quando tu vorrai. Farò in modo che tu abbia il meglio, anche se io non potrò sempre offrirtelo. Potrei offrirti il mio cuore, Redfort, ma è già tuo. So che sono stato uno stronzo, e non sono sicuro di poterti garantire che non lo sarò più. Perché sono fatto così. E tu lo sai. Non riuscirò nemmeno mai a farti capire quanto sei bella, la vita che mi trasmetti, quello che sei per me. Le parole e i sentimenti non sono il mio forte, ma sai anche questo. Ti amo, e forse un po' me ne vergogno. Perché non credevo si potesse amare così tanto una persona. Davvero, posso offrirti solo il mio amore, e forse non sarà comunque abbastanza, però ti amo, ti amo più di ieri e meno di domani, Martha, e ti amerò sempre."
Martha teneva le mani sul petto, due lacrime di gioia le rigavano il viso, e il sorriso era vero, questa volta. Lily le teneva la mano sulla spalla e guardava Sirius con aria soddisfatta. Era cresciuto.


La notizia aveva naturalmente fatto il giro della scuola, così come la litigata del giorno prima. Tutti della dichiarazione dell'eterno bambino, Sirius Black, alla gemella diversa di Lily Evans, la piccola Redfort. La mattina dopo, scesero per andare a fare colazione, girarono per i corridoi abbracciati, ridendo con accanto Lily e i Malandrini, lasciandosi alle spalle chiacchiere e sguardi.
Era un lunedì mattina, e su Hogwarts batteva il sole debole di fine novembre. Tuttavia, Martha e Sirius decisero di usare l'ora vuota messa a loro disposizione per studiare, per fare una romantica passeggiata attorno al Lago Nero. "Nei limiti concessi", aveva concordato Martha. Naturalmente i Malandrini conoscevano bene tutto ciò che si trovava anche oltre i limiti concessi, ma Martha non voleva infrangere le regole. Lily aveva scelto di rimanere a studiare Trasfigurazione, e James disse al suo amico che si sarebbero visti più tardi. Era felice che Sirius fosse riuscito a mettersi con Martha, ma non negò che gli sarebbe mancato, in quelle ore vuote. Martha, dal canto suo, voleva bene a James come un fratello, ma fu comunque felice di poter avere un momento solo loro, e non aveva mai trovato il Lago così bello come quel giorno. Parlando di cose più o meno serie, si sedettero sull'erba. Calò il silenzio, ma non fu un silenzio imbarazzato, fu un silenzio d'intesa.
"Non riesco a ricordare un momento in cui io sia stato più felice ed in pace col mondo di così." Disse lui dopo un po'.
Lei lo guardò sorridendo. "Ti rendi conto della cosa bellissima che hai appena detto?"
"Cosa, che tu sei la mia felicità? Pensavo di essere stato chiaro, ieri."
Lei arrossì, gli prese la mano e la strinse attorno alla propria. Poi gli baciò dolcemente le labbra.
"Tu sei la mia felicità, Sirius." Gli ripeté a pochi centimetri di distanza.
Lui sorrise, e la baciò di nuovo. "Sai che ti amo, vero?" le disse con aria divertita.
"Ogni tanto ricordamelo." Rispose lei ridendo.
"Tutti i giorni della mia vita, se lo vorrai."
"Me lo prometti?"
"Te lo prometto." Rispose lui, baciandola di nuovo.
"Stai attento, Black. Io ricordo tutte le promesse."
"Ne terrò conto." Rispose ridendo con tono vago.
Un bacio, e poi un altro e poi un altro ancora. Fu una mattina di baci, scaldati da un sole debole e dalle loro sciarpe di Grifondoro. La felicità dell'uno dipendeva dalla presenza dell'altra, e questa era la cosa più bella ma più vincolante che potesse esserci. Le due ore messe a disposizione per studiare passarono in fretta, e fu presto ora di tornare al castello.
"Non ho voglia." Disse Sirius con il tono di un bambino che non vuole alzarsi la mattina.
"Dai. Dobbiamo andare." Rispose Martha, cercando di alzarsi, ma lui la prese per i fianchi e la fece sedere di nuovo per terra, accanto a lui. Lei rise, senza opporre la minima resistenza ai suoi baci.
"Ora dovremmo davvero andare." Gli disse, guardandolo con un'espressione seria e accarezzandogli i ricci ribelli.
"Vorrei poter restare qui per sempre." Rispose lui.
Lei, in tutta risposta, lo baciò di nuovo e poi si alzò con aria decisa. "Siamo solo all'inizio, Black. Ne avremo altri mille di momenti così. Promesso."
Lui la guardò con gli occhi dell'amore, e ripeté le sue stesse parole di poco prima. "Stai attenta, Redfort. Io ricordo tutte le promesse."
Lei gli sorrise e gli prese le mani per far si che si alzasse. Lui guardò il Lago con aria pensierosa. "Domani c'è la luna piena." Disse in un sussurro, ma lei sentì.
"Okay." Rispose con lo sguardo di chi capisce.
"Okay." Ripeté lui.
Fecero qualche metro, abbracciati. "Lui ... è davvero fortunato ad avere degli amici così." Gli disse lei.
"Sono fortunato io ad avere loro. E ad avere te."
"Lo so." Disse lei con un sorriso malandrino. Lui glielo baciò, quel sorriso.
Arrivarono a Storia della Magia quando il professor Rüf aveva già iniziato la spiegazione, Lily disegnava su una pergamena e James dormiva. Martha non poté fare a meno di notare con un sorriso che fossero seduti vicini. Si scusarono per il ritardo ed entrarono sotto gli occhi di tutti. Se una lezione arrivava ad annoiare Lily Evans, allora per gli altri era davvero troppo. Sirius si addormentò dopo dieci minuti e Martha passò la lezione a guardarlo dormire, fino a quando Lily non richiamò la sua attenzione. "Devo dirti una cosa." Le sussurrò.
Martha la guardò con aria interrogativa.
"Severus ... lui sta diventando molto amico di Avery e Mulciber."
Jack Mulciber e Marcus Avery erano due Serpeverdi del sesto anno, che vantavano il loro Purosangue e disprezzavano chiunque la pensasse diversamente. Avevano dei buoni voti in tutte le materie, tranne in Difesa Contro le Arti Oscure. Si diceva che loro le praticassero, le Arti Oscure.
"E?" chiese Martha di nuovo.
"Stamattina hanno ... praticato la Maledizione Cruciatus su un Corvonero del primo anno."
Le si gelò il sangue. In quel momento, notò che le tre sedie dove si sedevano di solito Severus Piton, Jack Mulciber e Marcus Avery erano vuote.
"Sono in Presidenza. Silente era davvero arrabbiato." Lily parlava tenendo lo sguardo fisso alla cattedra e sforzandosi di non piangere. Martha non sapeva cosa dire. Le mise la mano sulla spalla e le disse che le voleva bene, ma dentro di sé sentiva che quella situazione sarebbe potuta solo peggiorare.  


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