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nella buona e nella cattiva sorte


Le lezioni a Hogwarts ricominciarono presto. Nessuno parlò di quanto successo al Ballo, Draco e Kayla smisero di parlare esattamente come Robert e Hermione, e tutti, a parte Hermione prestarono attenzione a non incrociare Krum nemmeno per sbaglio. Cedric aveva consigliato a Harry di farsi un bagno nel Bagno dei Prefetti per risolvere l'enigma dell'uovo, lui lo aveva ringraziato e subito dopo aveva raccontato tutto a Kayla e Robert, mostrandosi arrabbiato.
"Io gli ho detto chiaramente cosa fare per la prima prova." Borbottò. "Lui mi dice di farmi un bagno?"
"Beh" rispose Kayla, seduta ai piedi del letto di Fred. "Secondo me ti rode solo perché è il ragazzo di Cho."
Harry alzò gli occhi al cielo. "E cosa dovrei fare, poi? Farmi un bagno e aspettare l'illuminazione?"
"Non è diverso da ciò che stai facendo ora." rispose Robert. "Voglio dire, a parte il bagno."
Harry alzò gli occhi al cielo. "Non siete d'aiuto."
"Ehi, la prossima volta scegliti degli altri fratelli, allora!" scherzò Robert, provando a scuotere l'uovo e poi a posarci sopra un orecchio.
"Prova a lanciarmelo." Propose Kayla, ricevendo immediatamente l'uovo. Quando lo afferrò, lo aprì e quello urlò di nuovo, come la prima volta che lo avevano aperto, ma Kayla questa volta provò ad urlare più forte.
In quel momento, Fred, George e Lee Jordan entrarono in stanza. "Ehi, Black, trova un modo per sfogarti che non comprometta i miei timpani!" esclamò Fred.
Kayla scosse la testa richiuse l'uovo e lo rilanciò a Harry. "Secondo me dovresti provarci, insomma, che hai da perdere?" alzò le spalle e si alzò. "Torno nei sotterranei."
"Buonanotte." Le disse Fred.
" 'notte." Rispose lei. " e 'notte George."
George le fece un segno della mano e Robert e Harry si alzarono.
"La accompagno e torno." Annunciò il più vecchio, chiudendo la porta dietro di sé. I tre annuirono e i Black si ritrovarono nel corridoio.
"Ma non è strano che siano due settimane che mamma e papà si alternano per venirci a trovare?" domandò Kayla, scendendo le scale.
"Forse è successo qualcosa in Francia." Ipotizzò Harry. "Magari hanno litigato."
"Oh, andiamo, quante volte li visti sentiti litigare al punto di non parlarsi più?"
Harry scosse la testa, fermandosi sulla porta della sua stanza. "Si, beh, allora ..."
"Allora prendi il Mantello e la Mappa, tu stasera vai al bagno dei Prefetti."

Sirius scosse la testa. "Sicuro, Harry?"
"Sicurissimo."
Sirius sembrava davvero poco convinto.
Harry gli aveva appena raccontato quanto accaduto la sera prima: il bagno, la canzone delle sirene, Mirtilla, e poi anche la sventura sulle scale con Piton, Gazza e Moody. Moody, infatti, aveva visto la Mappa e si era complimentato, volendo sapere come funzionasse, e addirittura alla fine aveva chiesto a Harry di prestargliela.
"Malocchio conosce la Mappa, Harry." Disse Sirius.
"Come sarebbe a dire che la conosce?" domandò Kayla. "L'anno scorso ci avete raccontato che ..."
"Non sta a me raccontarvi tutto quanto, ma per un periodo abbiamo dovuto rendere conto di ... cosa accadesse a Hogwarts a Malocchio. Ovviamente non gli sfuggì che riuscissimo sempre a farla franca, così gli rivelammo di avere la Mappa."
"E che vi disse?" domandò Robert.
"Vigilanza costante!!" scherzò Sirius. I tre ragazzi scoppiarono a ridere, seduti a terra in quel prato che ormai ospitava i loro appuntamenti settimanali.
"Harry, non è che per caso hai visto chi ... chi entrava nell'ufficio di Mocciosus?"
Harry sospirò. "Crouch."
"Crouch?! Oh, questo sì che è strano." Rispose Sirius. "Ne parlerò con Ma ... Moony. E con Silente, sicuramente. Non si vede al Ministero da prima del Ballo del Ceppo."
Robert colse la palla al balzo. "Stavi dicendo 'Martha'."
"Pare che ne conosca giusto una, sì."
"Pare che siate sposati e non vi parliate."replicò Kayla.
Sirius guardò la più giovane della famiglia con sospetto. "Tu, piccola serpe, come lo sai?"
"Si vede." Rispose Harry. "Vi alternate! Come una coppia di divorziati!"
"Non ho intenzione di divorziare. Prima o poi le passerà."
"Quindi è colpa tua?" domandò Robert.
"Non è mai colpa di uno solo."
"Ma tu non sembri arrabbiato." Replicò Kayla.
"E come ti sembro?"
"Colpevole." Disse Robert. "Hai la faccia di un condannato?"
"Fai dell'ironia, figliolo?"chiese Sirius, cercando di sorridere, ma capendo che i ragazzi erano seri. "Abbiamo avuto delle divergenze di opinione riguardo al compagno di zia Rose, e poi ... sono uscito a bere con lui. Giuro, una volta reggevo bene ..."
"Quindi ti sei ubriacato?" chiese Kayla. "Questo è il vostro problema? Una sbronza?"
"Sei uscito con lui per via delle 'divergenze di opinione'?" aggiunse Harry.
"Devi dirle la verità e chiederle scusa." Concluse Robert. "Sai che non aspetta altro."
Sirius li guardò tutti e tre, uno per volta lentamente. "Ma voi non dovreste pensare, che ne so, alla scuola, al dannatissimo uovo, a Hermione, o ad altre cose? Perché indagate sulla vita del vostro vecchio?"
"Perché se ti sei appena dato del vecchio c'è davvero qualcosa che non va." Rispose prontamente Robert.
"Vai, vai a casa a domandarle scusa, velocemente." Aggiunse Kayla. "Corri, Padfoot, e mettiti la coda tra le gambe!"

"Martha?" chiamò, entrando in casa.
Martha, seduta in cucina, ci mise un po' a realizzare che Sirius stesse cercando lei: era quasi un mese che suo marito non pronunciava il suo nome. Così, scusandosi con Remus, si alzò e si avvicinò alla porta della cucina, senza dire una parola.
"Ah, eccoti. Come stai?"
Martha lo fissò senza rispondere.
"Giochi al gioco del silenzio, Redfort?"
Martha annuì.
"Fantastico. Allora, sono stato brutalmente attaccato dai nostri figli per il tuo gioco del silenzio, e sono stanco di dormire sul divano e di non sentirti nemmeno dire una parola in mia presenza, sono stanco, okay?"
Martha rimase immobile.
"Bene, vedo che sei molto matura in questo." Si levò la giacca e si avvicinò alla moglie. Le mise le mani sulle spalle e fece un respiro profondo. "Hai detto che trovavi Damian un bell'uomo. E sono stato strigliato da tua sorella per quello che sto per dire, ma ho avuto paura. Ho avuto paura che trovando affascinante lui avresti smesso di trovare affascinante me."
Martha alzò gli occhi al cielo e sospirò.
"Si, lo so, è una cosa davvero idiota, lo so, lo so. Ti chiedo scusa. Mi hai sentito? Scusa! Ti sto chiedendo scusa, e sai quanto mi costi. Però, ti prego, ti prego, potresti dirmi qualcosa?"
Lei lo fissò per qualche secondo. "Idiota." Disse, poi. "Sei un idiota, un totale idiota."
Sirius annuì. "Bene. Ora so che sei tornata in te."
"Credevi che mi piacesse il compagno di mia sorella? Ma davvero?"
"Beh, piccola, hai detto che Rose aveva avuto buon gusto e ..."
"Sei un abissale idiota, un energumeno, un'ameba, un invertebrato, un ... un idiota!!" sbottò lei. "Come ... come hai potuto pensare che ... Merlino, davvero?! Davvero ti sei ubriacato e stavi per tradirmi perché ho fatto un apprezzamento sull'uomo di mia sorella?!"
"Hai detto ..."
"So ciò che ho detto, per Godric, ma non lo avrei detto se avessi saputo che ..." alzò di nuovo gli occhi al cielo e diede le spalle al marito.
"Okay, ora calmati."
"Calmarmi? Calmarmi? Ho messo in dubbio tutto, Sirius, tutto! Ho messo in dubbio te, noi, ho messo in dubbio me stessa, solo perché tu sei stato talmente idiota da ..."
"Hai messo in dubbio noi?!"
"Non avevo collegato le due cose! Il mio commento su Damian e la tua sbronza, non le avevo collegate, pensavo ... non lo so, che avessi una specie di crisi di mezza età e che ... non lo so, Sirius, non lo so, davvero!! Sei stato talmente idiota da farmi mettere in dubbio ogni singola cosa!"
Sirius portò le mani avanti. "Credo che ora dovresti smetterla, non è stata colpa tua."
"Io ho detto che Damian è ..."
"Si ma io l'ho interpretata male."
"E poi, razza di idiota, se trovassi davvero affascinante un altro uomo lo verrei a dire a te?!"
"Mi sembra che tu abbia detto chiaro e tondo che sono un idiota."
"Non te lo dirò mai abbastanza."
"Beh, sono quasi vent'anni che me lo ripeti."
Martha scosse la testa. "Idiota."
Lui sorrise. "Si, ti amo anche io."

Quattro giorni prima della seconda prova, Sirius svegliò Martha portandole la colazione a letto. Avevano fatto pace da poco più di una settimana, e le loro liti erano tornate ad essere meno disastrose. Quando vide davanti sé il vassoio con il cappuccio, i pancake e il succo di frutta, ci mise un attimo a realizzare. "Che succede?"
"Ti ho portato la colazione a letto!" esclamò Sirius.
"E perché mai?!"
"Oggi è il venti!"
"Il venti?" domandò lei. "Oh!" si disse poi. "Il venti! È il mio compleanno!"
Sirius sorrise. "Non te ne eri dimenticata?"
"No, certo che no." rispose lei, addentando un pancake. "Lo avevo solo momentaneamente rimosso. Oggi dobbiamo andare dalla McGranitt, ricordi?"
"No, è domani. Ti ricordavi questo ma non che oggi fosse il tuo trentacinquesimo compleanno?"
"Mi ricordavo che oggi fosse il mio compleanno, solo che ... okay, forse me lo sono dimenticato."
Sirius scosse la testa e sorrise. "Sai che c'è il sole, domani? Andiamo a Hogwarts su Becco?"
"Ogni anno sei sempre più idiota."

Robert, Kayla, Harry, Ron e Hermione stavano seduti ad un tavolo della biblioteca.
"Serve per forza un incantesimo." Esclamo la Grifondoro.
"Sarebbe comoda la Trasfigurazione umana" le fece verso Kayla "ma non si affronta prima del sesto anno, e ..."
"E bisogna essere davvero abili." Concluse Robert.
"Senza contare che Harry potrebbe rimanere trasfigurato a metà, con una bravata del genere."
I cinque si voltarono, immediatamente, trovando Martha che gli sorrideva.
"Mamma!" esclamò Kayla. "Ti abbiamo scritto, ieri, ma ..."
"Sono qui per parlare con laMcGranitt, non vi preoccupate." Disse lei. "E per la cronaca credo dovreste puntare su un incantesimo più semplice."
"E la trasfigurazione umana non è una passeggiata." Aggiunse Sirius, apparendo alle sue spalle. "Perché siamo in biblioteca, per Merlino?"
Harry cercò di nascondere la felicità nella loro tacita comunicazione di riappacificazione. "Sirius, quanto ci avete messo per diventare ..."
"Anni, notti insonni, notti qui dentro, incantesimi andati male, James che girava con le corna da cervo e io che avevo la coda di Padfoot, e poi è illegale, quindi no, no e ancora no." rispose, velocemente.
"Oh, andiamo, non ce la farò mai!" si scoraggiò lui.
"Ehi, piccolo Potter, io credo in te."
Harry sorrise, pensando che presto Martha avrebbe avuto una grande, grande delusione.

"Vuole mettere Kayla nel Lago?"
La McGranitt le fece segno di fare silenzio. "Martha, so che è terribile, ma ..."
"Certo che è terribile!"
"Nemmeno io condivido l'idea, e ad essere sinceri non potreste nemmeno essere informati, ma ... ho dovuto farlo."
Sirius nascose un sorriso con la mano. "Quindi ... Kayla sarà addormentata nel Lago, e Harry dovrà recuperarla?"
"Esatto."
"Perché Kayla, Minerva? Non è già abbastanza terribile questa prova?"
"Perché l'assenza di Robert si noterebbe di più. Inoltre, l'incantesimo per addormentarla che useremo non è molto potente, quindi credo che la massa muscolare di Robert riuscirebbe a respingerlo."
Martha scosse la testa. "Immagino di non potermi opporre, no?"
La McGranitt scosse la testa. "Mi dispiace."

"Stanno usando i miei figli come pedine in un gioco poco divertente!!"
"Martha, respira." Le disse Sirius.
"No, col cazzo, domani la mia bambina sarà addormentata nel Lago protetta dalle sirene!"
"Martha, stai urlando."
"Io urlo quanto mi pare, Moony."
"Non penserai che Silente possa autorizzare tutto questo senza prima essersi accertato di agire in totale sicurezza?"
"Ma da che parte stai, Remus?!"
"Sto cercando di farti ragionare!"
"Non si può, è troppo assurdo! È solo una bambina!!"
"Kayla è cresciuta, Martha."
"Non ho chiesto a te." Sputò verso Padfoot.
"Io la trovo una figata! Remus, non la trovi una figata? Insomma, il Lago, le sirene ..." poi incrociò lo sguardo di Martha. "No, insomma ... no, è pericolo, pericolosissimo! Terribilmente pericoloso, come ho fatto a pensare il contrario?"
"Ti conviene." Rispose la moglie. "Come puoi pensare che ... oh, c'è Malocchio."
I tre si voltarono verso l'ingresso dei Tre Manici di Scopa. Malocchio Moody, infatti, era appena entrato e si stava avvicinando a loro. "Allora" esordì. "so che siete stati a Hogwarts, ieri." Martha e Sirius annuì, mentre Remus si stupiva di come ancora venisse loro automatico obbedire al vecchio Auror. "Non dovete preoccuparvi per il ragazzo, insomma ... gli ho dato un aiutino."
Martha sorrise. "Oh, Alastor, davvero?"
"Si, ma non ... non direttamente." Rispose, estraendo una strana bottiglia dalla giacca e bevendone il contenuto. "Volevo solo tranquillizzare voi due."
"Alastor, perché hai ... perché hai finto di non conoscere la Mappa?"
Il vecchio Moody sembrò stupito da quella domanda. "Finto?"
"Si, beh ... sapevi che noi Malandrini avevamo quella Mappa."
Moody annuì. "Certo, ma il ragazzo non sapeva che io sapevo."
Martha sorrise. "Vigilanza costante!" scherzò. "Vuoi una Burrobirra?"
Lui scosse la testa. "No, no ... me ne torno al castello. Ciao." E, detto fatto, si allontanò da loro.
"Secondo me è strano." Concluse Remus.
"Secondo me è solo invecchiato." Rispose Martha.
"Si, ma parola mia che quello non era succo di zucca."

"Robert, Robert!"Harry afferrò il braccio del fratello, in mezzo alla folla.
Robert, girandosi, rivelò un'espressione di terrore. "Harry, non trovo Kayla! L'hai vista?"
"Come non trovi Kayla?" domandò Fred, pochi metri più in là. "Che vuol dire?"
"Tu l'hai vista?" domandò Robert a Fred.
"No, insomma ... ieri pomeriggio!"
"Ecco, non la vedo da prima di cena!"
"Kayla è-" tentò di dire Harry, ma fu interrotto.
"Che cosa? Ma lo hai detto alla McGranitt? O a Piton?!" la voce di Fred salì di due ottave.
"Fred, calmati." Gli disse George. "Robert, hai chiesto ad Hermione?"
Lui si guardò attorno. "Hermione? Hermione non ... non vedo da ieri nemmeno lei!!" Robert si portò le mani nei capelli. "Oh, porco Salazar!"
"Come?" anche Fred sembrava fuori di testa.
"Anche Hermione è sparita?"domandò George.
"Kayla è sparita!" strillò di nuovo Fred. "Kayla-è-sparita!!"
Harry cercò di parlare di nuovo. "Kayla è nel ..."
"Anche Hermione è sparita, Merlino!" Robert aveva gli occhi di un folle.
"Fred, Kayla è-"
"Dove si è cacciata? Oh, Godric, vedrai che tornando nei sotterranei ieri sera ..."
" ... chissà fino a che ora è rimasta in biblioteca ..."
" ... nessuno si cura di lei, laggiù! Non ha amici!"
"O magari è rimasta con Krum fino a tardi, e ..."
"STATE ZITTI!" ordinò Harry. "HERMIONE E KAYLA SONO NEL LAGO!" 

"Padfoot" lo richiamò Martha, già seduta sugli spalti. "Padfoot, porta il tuo bel sedere qui." Sirius si voltò e sorrise. "Che hai da ridere, idiota?" gli chiese lei.
"Hai detto 'bel sedere'?" Martha lo guardò senza capire. "Insomma, trovi che io abbia un bel sedere?"
"Che domanda idiota è?"
"Dopo tutti questi anni?"
"Quando ti cadrà non lo dirò più."
Lui scosse la testa e si sedette accanto a lei, lasciando che Fred e Robert dessero di testa.
"L'ho detto che era una cattiva idea." Ribadì Martha.
"Facile dirlo ora." Rispose Remus, seduto accanto a lei.
"Insomma, ma non lo vedi come stanno?"
"Andiamo, Redfort" la appellò Sirius. "come reagiresti se ti dicessero che io sono addormentato e in balia delle sirene?"
"Direi che sicuramente avrai fatto qualcosa per cui te lo sarai meritato."
"Non capisco comunque cosa c'entri Fred ..."
Remus scosse la testa e lo interruppe. "Bambini, non litigate!"
Martha sbuffò e immediatamente si portò una mano sul ventre gonfio ormai di cinque mesi.
"Martha?" si allarmò immediatamente Sirius. "Martha, che succede?"
"Io ... credo ..." Martha sorrise. "Credo si sia appena mosso. Insomma, Kayla non si muoveva perché era sottopeso, Robert si sarà mosso tre volte in tutta la gravidanza, e ..."
Ma il sorriso di Sirius, in quel momento, valeva più di ogni altra cosa. "Si è mosso?"
Martha annuì e afferrò una mano del marito, portandola accanto alla sua. Dopo qualche secondo, Sirius ululò. "Si muove! Scalcia!!"
"Per l'amor del cielo, Black" lo richiamò la McGranitt, in piedi davanti a loro "è una cosa più che normale!"
Lui scoppiò a ridere. "Normale! Mio figlio si muove!!"
"Chi gli ha detto che è un maschio?" sussurrò Martha a Remus.
In quel momento, però, Fleur Delacour venne tirata fuori dall'acqua, e non sembrava stare affatto bene. Martha si precipitò sulla sponda del Lago mentre sentiva Sirius esultare ancora e Robert gridare agitato. "Quel dannato bulgaro non ce la farà mai!" strillò.
Anche Fred stava strillando qualcosa, ma Martha non ci badò. L'acqua sembrava davvero fredda, e Harry non le aveva nemmeno detto dove ...
"Lei è la signora Black?" chiese una vocina accanto a lei.
Martha si voltò e vide un elfo domestico. "Sì?" disse.
"La signora Black non si ricorda di Dobby?"
Martha sorrise e annuì. "Piacere di rivederti, Dobby."
"Dobby voleva dirle, signora, che è stato lui a dare l'Algabranchia al signor Harry Potter ... è sicura, la signora Black non si deve preoccupare!"
"Dove hai trovato l'Algabranchia?" domandò, curiosa. "Credevo che qui ne avesse solo Piton, di quella pianta."
"Dobby non può dire da chi l'ha avuta, signora, Dobby ha promesso!"
"Non hai rubato a Piton, vero?"
"No! Dobby non lo farebbe mai!"
Martha annuì, poco convinta.
"La signora non si deve preoccupare ... Harry Potter è al sicuro!"
Martha annuì. "Grazie, Dobby." In quel momento, l'elfo sparì, mentre Cedric Diggory usciva dall'acqua insieme a una ragazza asiatica parecchio sconvolta.
Martha li osservò da lontano, senza domandarsi troppe cose su di loro, per poi perdersi di nuovo ad osservare il Lago, trovandolo immensamente grande e freddo – pensare a Harry e Kayla sott'acqua la fece rabbrividire. Sentiva Sirius discutere con Remus di Quidditch insieme a Ron, che pareva dannatamente tranquillo, sentiva Robert strillare insieme a Fred, sentiva il freddo trapassarle le ossa e osservava il Lago come se lo pregasse che andasse tutto bene.
Pochi minuti dopo Krum apparve in un punto poco lontano dalla riva, insieme ad una alquanto spaventata Hermione Granger, la quale incrociò subito lo sguardo di Robert e gli fece cenno di stare tranquillo. Sirius e Remus si diressero verso il primogenito Black rapidamente, per impedirgli di correre incontro ad Hermione e lasciare al campione bulgaro il suo momento di gloria. Fred ancora strillava per la totale assenza di notizie da parte di Harry e Kayla, ma le loro teste apparvero immediatamente pochi metri dietro Krum ed Hermione. Insieme a loro, però, c'era una ragazzina bionda, che, a occhi e croce, era la sorella di Fleur Delacuor, che insieme a Martha, Sirius e Fred corse verso i tre, che parevano piuttosto infreddoliti. Martha Evocò tre coperte e strinse Harry con le lacrime agli occhi, senza dire niente, mentre Sirius gli scompigliava i capelli e, accanto a loro, Fred teneva stretta Kayla, che gli ripeteva di essere un amico troppo apprensivo. Quando raggiunsero la riva, trovarono Robert e Remus, che tirò un coppino a Fred dicendo qualcosa di molto simile a "è la mia figlioccia, ragazzo".

"Hai visto Crouch?" domandò Martha, seduta con i tre figli ed il marito ai Tre Manici di Scopa. "Quello stronzo non mette piede al Ministero da mesi."
"Sirius ha detto che la Mappa non mente mai." Ribadì Harry.
"Certo che l'ho detto, è vero."
"Quindi Crouch non è morto?" domandò Kayla.
"No che non è morto, se fosse morto lo sapremmo." Rispose Martha.
"Non ha famiglia e non ha più il suo elfo, come ..."
"No, Kayla, se fosse morto si sarebbe assicurato di avere una cerimonia funebre grande quanto il suo ego." Rispose di nuovo la madre.
"Oh, andiamo" la riprese Robert "magari è grave!"
"Così grave da dover derubare Piton? Nah." Escluse Sirius. "Crouch non è l'uomo buono che sembra, ricordatevi solo questo. È solo un uomo assetato di potere."
Martha annuì, guardando fuori dalla finestra. "Ha perso tutto quando suo figlio e sua moglie sono morti."
"Qualcuno ha sposato Crouch?" si stupì Kayla.
Robert e Sirius sorrisero. "Così pare." Rispose il più anziano.
"E perché sono morti?" domandò Harry.
"Lui è impazzito, ad Azkaban, e lei è morta di dolore." Sintetizzò lei. "Mi sono personalmente occupata del processo al figlio di Crouch, quando Kayla aveva pochi mesi. Non capimmo mai se fosse un Mangiamorte anche lui, ma sicuramente era nel giro."
"Crouch non ha cercato di salvare suo figlio?"
Martha scosse la testa. "No, assolutamente, lo ha rinnegato alla fine del processo."
"Moody ha detto che Crouch è ossessionato dall'idea di catturare Maghi Oscuri." Rifletté Kayla.
"Negli ultimi anni è diventata un po' una mania, ma credo che sia solo perché crede di poter tornare popolare come una volta."
"Resta il fatto" disse Robert. "che è entrato a Hogwarts e ..."
"So ciò che stai per dire, pulce." Lo interruppe Martha. "Ma Silente si fida di Piton."
Robert alzò gli occhi al cielo, mentre Martha gli sorrideva, sapendo che avrebbe trovato presto un altro argomento contro Piton. Dopo pochi secondi lo trovò. "Allora perché Moody e Crouch vogliono ad ogni costo entrare nel suo ufficio?"
"Se conosco Malocchio" prese la parola Sirius "perquisisce ogni ala del castello due volte a settimana."
"Perché?" domandò Harry.
"Non si è mai fidato nemmeno della sua ombra." Rispose Martha. "Lui è ... semplicemente Malocchio." Alzò le spalle e anticipò la domanda di Kayla. "Non so rispondere a domande sulla malattia di Cruoch o su cosa ci facesse a scuola, ma non vi preoccupate."
"Siete al sicuro. E noi cercheremo di scoprire qualcosa."
"Chiedete a Percy, no?" suggerì Harry. "Vi basterà lusingarlo un po' e otterrete informazioni utili."
"Tu, piccolo Malandrino" scherzò Sirius "ricordati che il tuo padrino è nato un bel po' prima di te."
Harry gli sorrise e tutti e cinque scoppiarono a ridere.

Qualche giorno dopo Rita Skeeter pubblicò un secondo articolo incentrato sulla vita sentimentale di Hermione, la quale ricevette lettere minatorie a colazione e scherni da Draco Malfoy, Vincent Tiger e Pansy Parkinson, che furono violentemente richiamati da Kayla, mentre Robert si occupava di scortarla per i corridoi, proteggendola da sguardi curiosi e aeroplanini di carta o di pergamena.
"Smettila, Robert" gli disse lei "o presto scriverà anche di te."
"Sono già abbastanza famoso." Rispose lui con un sorriso. "Spero che Kayla non sia passata alle mani, stavolta."
"Lo spero per lei." Replicò Hermione, mentre salivano le scale. "Non capisco comunque come abbia fatto a sentire ciò che io e Viktor ci siamo detti ... insomma, è stata bandita dalla scuola!"
"Incanto Patronus." Disse Robert alla Signora Grassa, la quale aprì il passaggio con aria annoiata. "Magari ha qualche spia." Ipotizzò dopo aver ceduto il passo ad Hermione con aria galante.
"Chi ha qualche spia?" domandò Ron, seduto sul divano della Sala Comune insieme ai gemelli, Ginny e Harry.
"Rita Skeeter." Sbuffò Hermione. "Insomma, come diamine ha fatto?"
"Vuol dire che Krum ti ha davvero invitata ad andare a trovarlo durante le vacanze estive?" domandò Ginny.
Prima che Robert potesse commentare, Fred domandò "Ma Kayla non era con voi?"
"Si è fermata a litigare con Malfoy, Tiger e Parkinson." Sbuffò Hermione. "Come se servisse."
"Non ha fatto a botte anche questa volta, vero?" chiese George, divertito.
"No, mamma." Rispose la voce di Kayla dal buco del ritratto. "Per tua sfortuna sto bene."
"Kayla" la chiamò Hermione. "credi esista qualche incantesimo per origliare le conversazioni altrui?"
"Come pretendi che la gente ignori l'articolo se non sei tu la prima a farlo, Hermione?"
Fred e Robert sorrisero, mentre George imitò il suono di una bomba.

"Oh! Buongiorno Percy!" esclamò Martha, uscendo dall'ascensore al Livello Cinque.
Lui sembrò sorpreso da quel calore. "Buongiorno a te, Martha." Rispose, freddo. "E congratulazioni." Aggiunse, indicando il pancione. "A quando il lieto evento?"
"Fine giugno, in teoria." Rispose lei, sorridendo. "Senti, sai dirmi quando tornerà il tuo capo?"
Percy si irrigidì. "Come ho più volte ripetuto, è in vacanza. Mi manda istruzioni via gufo tre volte a settimana."
"Quindi lui se ne sta a casa e tu fai il lavoro sporco?"
"No" rispose Percy, scocciato "è un grande onore lavorare per lui."
"A me sembri un burattino." Tossì. "Ad ogni modo, sei sicuro che le istruzioni te le mandi lui?"
"Credo di saper riconoscere la scrittura del mio superiore, Martha, ora, di grazia, perché non sei nel tuo ufficio?"
"Cercavo Crouch." Si giustificò lei prontamente, incrociando le braccia sul petto. "Ma sarà per un'altra volta."
"Puoi dire a me." Rispose lui, gonfiando il petto. "Posso aiutarti di sicuro, e riferirò tutto a lui appena possibile."
Lei lo squadrò e poi scosse la testa. "Non amo lavorare con i burattini, e poi, Merlino, ti cambiavo il pannolone!"
Lui le fece segno di stare in silenzio, guardandosi attorno con imbarazzo, mentre lei rientrò in ascensore scoppiando a ridere.

Tonks scoppiò a ridere. "Hai detto 'ti cambiavo il pannolone'?!"
"Che dovevo dirgli?!" sorrise Martha, controllando che la carne cuocesse. "Insomma, non avrebbe risposto alle mie domande nemmeno sotto tortura, si vedeva!"
"Domani provo io." annunciò Sirius, sistemando i piatti a tavola.
"Se non ha detto niente a me, non dirà niente a te." Lo rimproverò Martha. "Ed è meglio non destare sospetti."
Lui alzò gli occhi al cielo. "Okay, Dorea."
Marta scoppiò a ridere, tirandogli uno strofinaccio. "Smettila. Dorea almeno la carne la sapeva cucinare!"
"Telefona a Rose" suggerì lui "lei sa farla bene."
"Posso farcela da sola." Rispose lei, controllando per l'ennesima volta il grado di cottura. "Insomma, mia mamma lo faceva ad occhi chiusi!"
"Merlino" disse Remus, entrando in cucina. "Stai di nuovo provando a cucinare?"
"Moony, ti ricordi quel posto carino a Diagon Alley?"
"Quello dove si mangiava bene?" resse il gioco Remus.
"Esatto!"
"No!" li bloccò Martha. "No, voi non ve ne andrete!"
"Sai, settimana scorsa era il tuo compleanno ..." continuò Sirius, posando una mano sulla spalla dell'amico. "Ci siamo divertiti, nel bosco, ma credo sia ora di festeggiare i trentacinque come si deve ..."
"Sirius, non osare ..."
Ma loro la ignoravano.
"Sarò felice di accettare il tuo invito, amico mio." Rispose Remus. "Mi rimetto la giacca."
"Sirius!" strillò Martha, mentre i due uscivano. "Sirius, dannazione, nella buona e nella cattiva sorte!"
Lui scoppiò a ridere e chiuse la porta d'ingresso dietro di sé, mentre Remus scuoteva la testa.
"Tu vuoi mangiare la carne?" domandò a Tonks. Lei, con aria dispiaciuta, scosse la testa. "Perfetto. No, fantastico, fantastico! Grazie per la fiducia." Con un colpo di bacchetta, lanciò la carne cotta a metà a Fierobecco, in giardino. "Bene, cerca un posto dove andare a mangiare. Ho voglia di pizza. E di gelato. O di pizza al gelato. O magari il gelato alla pizza!"
Tonks la guardò schifata. "Se mai avrò un bambino" le disse "ricordami di non dire mai stronzate simili."
"Scriverò un promemoria a Remus, allora."
E fu Tonks a lanciarle uno strofinaccio.

Fred Weasley teneva le gambe divaricate quel tanto che serviva a Kayla per fare di lui la sua poltrona in quel prato dietro Hogsmeade, sul lato Sud della High Street. Kayla teneva i gomiti sulle sue ginocchia, mentre giocava con le mani grandi e fredde di lui, parlando di un mondo molto lontano da quel loro momento.
"Allora" esordì lei "tra pochi giorni è il tuo compleanno."
"Pare di sì." Rispose lui, appoggiando il viso sulla sua spalla.
"Diciassette anni."
"Perché sei stupita?"
"Che vuoi per regalo?"
"Che una tale Kayla non si cacci nei guai per un giorno."
Lei sorrise. "Il primo aprile? Oh, Fred, non posso: ho troppi scherzi in programma!"
Lui rise, nascosto nei suoi ricci. "Ma davvero?"
"Davvero. Sai che grande fortuna è dormire nei sotterranei?"
"Perché non mi dai la parola d'ordine?" ne approfittò lui. "Sarebbe un bel regalo."
"Tu parti avvantaggiato con la Mappa, io parto avvantaggiata con la parola d'ordine."
Lui scosse la testa. "Tu parti avvantaggiata perché è tra le serpi che devi stare."
Lei gli fece una smorfia. "Non mi sento troppo una Serpeverde, sai?"
"Perché?" domandò lui, con sguardo dolce.
"Loro sono così altezzosi, disprezzanti, ambiziosi ... io sono così?" domandò, voltandosi un poco per guardarlo negli occhi.
"No." rispose lui, a pochi centimetri dal suo volto. "Tu sei intelligente e furba, bellissima e non lo sai, sei tante cose ma non sei come loro." Lei sorrise e abbassò lo sguardo. "Mi ricordo quando sei stata Smistata, sai." Aggiunse poi. "Ero sicuro che dei colori diversi dai nostri non avrebbero avuto troppo potere sul tuo carattere e sul tuo futuro."
"E avevi ragione?"
Lui sorrise. "Io ho sempre ragione, bimba. E poi la sciarpa verde e argento ti fa risaltare gli occhi."
Lei sorrise e si appoggiò di nuovo a lui, ignorando le poche persone che passando di lì li guardavano male. Robert aveva miracolosamente concesso una seconda uscita a una francese, la stessa del ballo, Hermione era con Krum, George con una Tassorosso, e Ron e Harry erano da Zonko da moltissimo tempo.
Loro erano rimasti lì ad ignorare tutto il mondo attorno.
"Ehi, Weasley!" esclamò la voce di Robert, che teneva per mano una bionda. "Giù le zampe!"
Fred sorrise. "Non l'ho toccata, amico."
Kayla alzò gli occhi al cielo. "Si può sapere cosa vuoi?"
"George ha detto che vi eravate imboscati." Rispose Robert.
"E anche se fosse?" replicò Kayla. "Devo chiederti il permesso?"
"Kayla, lui è il mio migliore amico e tu sei mia sorella."
Fred stava per dire qualcosa, ma Kayla lo fermò. "E allora? Non abbiamo fatto niente, si può sapere cosa diamine vuoi?"
"Non voglio che succeda!" esclamò il maggiore. "Non mi pare così difficile da capire!"
"Merlino, Robert, non puoi pretendere di avere questo controllo sulla vita delle persone! Insomma, dov'è la tua nobiltà d'animo?"
"Dov'è la tua astuzia, nello scegliere il migliore amico di tuo fratello?"
Kayla alzò gli occhi al cielo. "Sei impossibile, Robert." Si chinò per raccogliere la borsa ma Robert la fermò.
"No, non è vero. Ho delle motivazioni molto semplici." Le disse, afferrandole il braccio. "Prova a pensare a cosa succederebbe a me se voi litigaste. Cosa dovrei fare io? E se ti facesse soffrire, o se tu facessi soffrire lui? Che ne sarebbe di me?"
"Oh, fottiti, Robert, è sempre di te che si parla, qui!" raccolse definitivamente la borsa, afferrò la mano di Fred e fece per trascinarlo via, ma lui si fermò.
"Ho una cosa da dire anche io." aggiunse il rosso. "Hai ragione, Robert, hai perfettamente ragione, non sarebbe facile per te se succedesse qualcosa. Io sono il tuo migliore amico e ringrazio Merlino di esserlo, e puoi fidarti di me quando ti dico che non ho intenzione di farla soffrire, e che se un giorno lei facesse qualcosa a me, io non ti costringerei mai a schierarti o a scegliere."
Robert rimase a fissare l'amico per qualche secondo, poi se ne andò.

Kayla stava seduta in biblioteca. L'indomani sarebbe stato il compleanno di Fred e George, e lei e Robert non parlavano da tre giorni. Per questo, quando lui si sedette davanti a lei, lei ne fu piuttosto stupita. "Quanto è seria la cosa?"
"Ciao, Robert." Replicò lei secca, senza alzare gli occhi dal libro.
"Quanto seria è la cosa tra te e Fred?"
"Io e Fred non stiamo insieme, Robert."
"Quanto è serio ciò che provi?" insistette lui.
Lei sospirò. "Non lo so." Chiuse il libro e guardò il fratello. "Non lo so perché è una cosa strana, mai provata prima e mai immaginata. Non so cosa sia, so che quando non c'è mi manca e mi sento sola anche in mezzo alla gente, ma quando lui c'è, beh, il mondo sparisce, e non mi manca nulla."
Robert si inumidì le labbra con la lingua, cosa che faceva spesso quando pensava. "Okay."
"Okay?"
"Okay, si, per me è okay."
"Che vuol dire okay?"
"Che non farò più scenate come quella di sabato."
"Sai che devi dire, ora?"
"No."
"Devi chiedermi scusa."
"No, Kayla, ti prego ..."
"Sembri un bambino che non vuole mangiare i carciofi."
"Infatti, io odio i carciofi!" si lamentò.
Kayla sorrise. "Non posso perdonarti se non mi chiedi scusa."
"Kayla, non fare la bambina ..." sbuffò di nuovo.
Kayla sorrise. "Io bambina?" Lui alzò gli occhi al cielo e borbottò qualcosa. "Non credo di averti sentito bene, sai?"
"SCUSAMI!" esclamò lui, ridendo, per poi venire immediatamente cacciato dalla biblioteca per aver urlato.

Martha se ne stava seduta su una poltrona in salotto, con i calzettoni di lana e un libro tra le mani. "Che leggi?" domandò Sirius entrando.
"Un libro che mi leggeva sempre mia mamma."
"Di che parla?"
"Di un ragazzino che non vuole crescere e che vive sull'isola che non c'è."
Sirius sorrise. "E poi che succede?"
"Incontra una ragazza di Londra."
"E cresce?"
Martha scosse la testa. "No, lui non cresce mai."
"E la ragazza?"
"Torna a casa e cresce." Rispose, chiudendo il libro.
"Non mi piace, come finale." Disse lui, sedendosi nella poltrona davanti.
Lei sorrise, guardandolo. "Sai a cosa stavo pensando, invece?"
"No." ammise lui.
"Che, a parte le piccole cose di poco conto, ci sta andando tutto bene."
"Lily ti direbbe di non dirlo troppo forte, sai?"
"Si, era una cosa che aveva preso da mio padre." Rise Martha. "Forse è arrivato il nostro momento per essere felici. Tutti insieme."
Sirius si perse a guardare il sorriso della donna che amava. "Forse hai ragione." Poi aggrottò le sopracciglia. "Nella buona e nella cattiva sorte!" esclamò, alludendo al richiamo di Martha di una settimana prima.
"Sai che oggi Fred e George compiono diciassette anni? Non ti senti vecchio?" rispose lui.
"Beh, spero non si sentano vecchi loro." Scherzò Sirius. "Manderò loro un gufo."
Martha annuì. "Non sento Kayla da tre giorni, chiedi a Fred di ricordarle che ha una madre."
Sirius guardò Martha con sospetto. "Fred? E Kayla?" Martha annuì. "Sai qualcosa che io non so?"
"No, vedo cose che tu non vedi, è diverso."
Sirius alzò gli occhi al cielo e si coprì il viso con la mano. "Merlino, quando fai così! Che vuol dire che vedi cose che io non vedo? Cosa mi è sfuggito? Kayla ha quattordici anni!"
"Infatti! È giusto che sia così!"
"Non è che una bambina!"
"Per Fred no." sorrise Martha.
Sirius iniziò a misurare la stanza a grandi passi. "Non dirmi queste cose. Non farmi immaginare ... ooooh, Redfort, era davvero necessario?!"
Martha scoppiò a ridere. "Sei un padre adorabile, Padfoot."
"Sai che ti dico? Non farò gli auguri a Fred. Eccome se non glieli farò!!"
Martha scosse la testa, accarezzando la copertina di quel vecchio libro intitolato Peter e Wendy.


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