°Capitolo Ventotto°
Canzone d'ispirazione:"Don't Cha" delle PussyCats Dolls
È ufficialmente finito l'inverno e sono contenta.
Niente più giacche pesanti, niente più rischi di scivolare col ghiaccio, niente più problemi a separarsi dal letto al mattino presto.
Mi sento molto più attiva.
Oggi è il mio giorno di riposo e sono sul pullman diretto all'Ikea.
Ho deciso di voler parlare con Martino, almeno posso capire cosa lo affligge.
Da quella sera che mi ha accompagnato a casa, ha fatto un po' di fatica a parlare con me. Non voglio che si comporti così e specialmente, non voglio neanche che il nostro rapporto si distrugga.
Appena entro all'Ikea, tento di trovare Martino tra le casse.
Vedo che non c'è e penso che ho sbagliato giorno. Magari, oggi è il suo giorno di riposo.
Sto per andarmene quando...
«Diletta!» urla qualcuno.
Mi volto ed è Martino che mi sta sorridendo.
«Che ci fai qui?» domanda.
«Beh, volevo parlarti, ma vedo che stai lavorando... Allora non ti disturbo...»
«No, non mi disturbi affatto, anzi, andiamo a prenderci un bel caffè...»
«Va bene...»
Ci dirigiamo al bar dell'Ikea e Martino ordina due caffè al tavolo.
«Allora, di cosa volevi parlare?» domanda Martino.
Ok, non sono ancora pronta psicologicamente a parlarne, ma ho promesso a Veronica che avrei scoperto il problema di suo fratello.
«Marty, io ho notato che sei strano...»
«Strano?»
«Sì. Quella sera che hai mi hai accompagnata a casa, ti ho notato triste, specialmente quando ti citavo di Christopher. Volevo chiederti che cosa ti stava succedendo...»
«Quella sera ero solo molto preoccupato. Ho tanta paura che ti faccia del male e non vorrei che si ripetesse...»
«Marty, io ti ringrazio che ti preoccupi per me, ma non ce n'è bisogno. Lui è cambiato: ci sentiamo sempre e mi ha anche promesso che ci vedremo di persona molto presto...» ribatto, per poi abbracciarlo forte, come segno del nostro chiarimento.
Lui mi stringe forte a sé, come se avesse paura di perdermi.
Ora mi sento molto meglio, soprattutto non ho il corso rischio di rovinare la nostra amicizia. Improvvisamente, il mio telefono vibra ed è Christopher.
Decido di non rispondere per rispetto di Martino.
«Rispondi, se è urgente...» enuncia.
Io mi alzo per allontanarmi e rispondo alla telefonata.
«Pronto?»
«Ciao amore... Che stai combinando?»
«Niente. Sono a farmi un giro all'Ikea, e tu?»
«Pausa dallo studio e intanto, ti penso...»
Io sorrido appena pronuncia quella frase e mi volto verso Martino, avendo ancora un'espressione amareggiata.
Forse, è davvero così tanto preoccupato.
«Amore, devo andare...»
«Va bene, ci sentiamo dopo... Ti amo»
«Anch'io...»
Chiudo la telefonata con Christopher e raggiungo Martino al tavolo.
«Tutto ok?» mi chiede.
«Sì, sì...»
«Marty, sei sicuro che va tutto bene?»
«Certo...»
«Guarda che ne puoi parlarne con me, lo sai...»
«E va bene, te lo dico chiaramente: mi sono innamorato...»
«Innamorato? E di chi?»
Martino sta per rispondere alla mia domanda, quando un suo collega si avvicina a lui.
«Marty, devi andare in cassa...» dice il ragazzo.
«Arrivo subito...» risponde Martino
Ci salutiamo di fretta e mi dirigo all'uscita, essendo soddisfatta di aver risolto il dilemma.
Appena esco dall'Ikea, mando un messaggio a Veronica.
"Tutto ok, Vero. Ho appena parlato con Martino. Non è nulla di grave, è semplicemente innamorato..."
"Mio fratello innamorato? Chissà perché non me lo sarei mai immaginato... Comunque, grazie di tutto Dile..."
"Di nulla, almeno hai scoperto chi è la fortunata?"
"No, non ho fatto in tempo..."
"Grazie lo stesso, Dile!😘"
Metto via il telefono e vado a prendere il pullman, così vado a casa che devo iniziare a studiare per l'esame che ho a fine mese.
Quando arrivo a casa, penso di stare da sola e invece no, ci sono tutti in casa.
Non fanno altro che urlare di felicità.
Che cosa sta succedendo?
Gli raggiungo in sala ed eccoli che sono tutti riuniti, avendo in braccio un gattino dal pelo rosso tigrato e, a giudicare, sembra davvero dolcissimo.
«Dile, vieni qua!» mia sorella Elisabetta tutta entusiasta.
Io mi avvicino al cerchio della famiglia e accarezzo il gattino.
Lo vedo abbastanza magro e scommetto che sarà un trovatello.
«Dove l'avete preso?» chiedo.
«Era in un sacchetto della spazzatura. Evidentemente, qualche bastardo non lo voleva...» risponde mio padre.
Riguardo il gattino e in un certo senso, mi viene da piangere.
Chissà quanto avrà sofferto a stare lì dentro e mi piacerebbe avere la possibilità di scoprire il figlio di puttana che ha fatto questo gesto. Lo ammazzerei con le mie mani.
«Papà, possiamo tenerlo?» chiede Elisabetta, avendo in braccio il gattino che fa le fusa.
Come è dolce questa scena.
«Tu lo sai che avere un animale richiede grande responsabilità, vero?» replica mio padre.
«Ce ne prenderemo cura noi...» intervengo, cercando di mettere di mezzo anche Giada e Guglielmo.
Mio padre, all'inizio, è perplesso ma poi, viene intenerito dagli occhi di Elisabetta che esprimono la voglia di avere un amico a quattro zampe.
«E va bene, lo teniamo...»
Elisabetta corre da mio padre per abbracciarlo forte. Scommetto che sarà felice ed io lo sono per lei.
Noi, tutti insieme, dimostreremo a Mara e a papà che noi siamo una squadra e che ce la faremo.
Siamo ancora tutti riuniti per trovare il nome.
«È un maschietto...» mormoro.
«Chiamiamolo Favij!» interviene Giada.
Ci avrei giurato che mia sorella voleva chiamare il gatto come il suo youtuber preferito.
«Ma no, sei fuori? Che cazzo di nome è?» ribatte Guglielmo.
«Ragazzi, non iniziate a litigare...» intervengo.
«Idea: chiamiamolo Trevor!» esclama Guglielmo.
«Ma dai, Che nome è! Poi dici a me che sono sfigata perché lo voglio chiamare come il mio Lorenzo Ostuni!» risponde a sua volta Giada.
«Ragazzi, basta!» mi intrometto e loro, subito dopo, fanno silenzio.
«Amore, tu come lo vorresti chiamare?» parlo, rivolgendomi ad Elisabetta.
«Beh, a me piace molto Tigro...» predica la mia sorellina, accarezzando il gattino.
«Sembra un nome perfetto....» prende parola Mara.
«Anche a me piace...» replica papà.
«Bene, allora si chiamerà Tigro...» interpello.
Elisabetta è felice per il nome scelto e adesso, ci sta pure giocando. Io, invece, sarà meglio che metto la testa tra i libri.
Non ho molta voglia di studiare, ma almeno non rischio di avere l'acqua alla gola.
Che nessuno mi disturba, almeno fino all'ora di cena.
Dopo cena ho voglia di rilassarmi, mettendomi al computer. Alla fine me la merito, visto che ho fatto delle ore intese di studio.
Decido di fare un giro su Facebook, tanto per essere curiosa di quello che fanno gli altri.
All'improvviso, non so come, finisco nel profilo di Christopher. L'immagine del profilo è così bella.
Lui è l'esempio della perfezione.
Scorro giù per vedere i link che condivide, finché i miei occhi vedono qualcosa di strano.
Qualcosa che mi fa spezzare il cuore e che mi fa venire voglia di vomitare.
Una ragazza ha postato un cuoricino sulla bacheca del mio ragazzo e la cosa peggiore è che lui le ha persino messo "Mi Piace".
Come vorrei bere un litro di vodka per dimenticarmi tutto questo schifo.
Non è possibile tutto ciò...
Visito il profilo della ragazza in questione e si vede chiaramente che è una troia.
In ogni sua foto, ha tre mila chili di trucco, vestitini corti e selfie che fanno vedere le tette.
Mi sta sul cazzo senza nemmeno averla conosciuta.
Per forza, sono in preda dalla gelosia e chiunque tocchi chi amo, divento una bestia.
La notifica di Skype mi conferma che Christopher che è online e mi ha già scritto.
Spero che mi dia una spiegazione a tutto ciò.
"Ciao piccola❤"
"Ciao..."
"Tutto ok?"
"Sì, sì... Tu?"
Ho deciso di usare questa sorta di tono freddo, così vediamo se lui capisce che sono incazzata nera.
"Amore, ti noto strana..."
"Strana? Ma no, figurati!"
Perché sto ancora mentendo? Perché lo sto ancora giustificando?
Basta, Diletta! Tira fuori le palle e dimostra di che pasta sei fatta!
"No, non sono strana. Sono solo incazzata nera..."
"Incazzata, perché amore?"
"Te lo dico solo in una sola domanda: Chi è la zoccola che ti ha messo il cuore sulla tua bacheca di Facebook?"
Se dovessi dare retta al mio istinto, io farei la valigia e andrei dove è lui per picchiarlo.
Invece, no: devo cercare di mantenere la calma.
"Ah, è tutto quello che sai dire?"
"No, amore. Giuro che non sto non ci sto capendo nulla..."
"Vai su Facebook e poi ne riparliamo..."
Christopher si assenta per qualche minuto e penso tra me e me di quanto sia delusa e di come lui abbia fatto finta di non sapere nulla a riguardo.
Secondo me lo sapeva benissimo, ma soltanto che non lo dice perché è uno stronzo.
"Hai visto?"
Scrivo così, per vedere che cosa ha da dirmi a sua discolpa.
"Sì, amore. Lascia perdere, quella è una matta..."
"Ma chi cazzo è??"
"È la mia compagna di università che mi viene dietro, ma io non la cago di striscio..."
"Ah sì? E il "Mi Piace" "?
"Sì, amore. È soltanto per fargli il contentino..."
Perché non smetto di essere così terribilmente incazzata?
Ho proprio voglia di ucciderlo.
L'idea che quella zoccola possa immaginare il mio ragazzo nelle sue fantasie erotiche...
Aaaaaaah! Datemi un cazzo di calmante, altrimenti la uccido.
"Sa che sei fidanzato con me, vero?"
"No, amore e non penso che sia necessario..."
"Invece è necessario. Se non lo fai tu, lo faccio io..."
"Calmati, amore. Domani glielo dico..."
"Ti conviene farlo seriamente..."
"Stai tranquilla. Io sono tuo..."
L'ultima frase mi fa sorridere e mi domando come non riesco a farne a meno di lui.
Io lo amo troppo.
Infondo prima ho esagerato con la mia gelosia e la mia insicurezza, quindi decido di lasciare perdere e di convincermi che lui mi ama.
Concludo la serata a parlare con Christopher, raccontando l'arrivo di Tigro in casa.
È felice quanto lo sono io.
Meno male che tutto è andato per il verso giusto.
- Spazio Autrice -
Eccomi qua!
Vi è piaciuto il capitolo?❤
Ho ricominciato a lavorare e quindi, se dovessi pubblicare un capitolo in ritardo, è per questo.
Al prossimo capitolo!!
Alessandra
https://youtu.be/YNSxNsr4wmA
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