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°Capitolo Ventisette°

Canzone d'ispirazione: "Non capiva che l'amavo" di Paolo Meneguzzi.

Manca poco all'arrivo della primavera e le giornate iniziano a non farsi più fredde.
Alla fine, il rapporto tra me e Christopher si è migliorato, anzi ha persino promesso che, a breve, si farà un profilo facebook, visto che non l'aveva mai fatto perché lo odiava.
Lo considereró il più bel sacrificio d'amore che farà per me.
Sto cercando di considerarlo amico con tutte le mie forze, ma penso di non resistere ancora per molto.
Lui mi piace veramente ancora tanto.

No, non innamorarti di lui...

Oggi è un nuovo giorno del mio stage in ospedale, ma a breve ci hanno detto che ci faranno cambiare reparto.
Sono emozionata all'idea di sapere di cosa mi occuperò nel prossimo stage, ma per il momento mi goderò questo ultimo mese del reparto di ginecologia, che tutto sommato, mi dispiace un sacco a lasciarlo.
Appena arrivo in ospedale, sento che qualcuno mi dà una pacca di spalle.
Devono essere Veronica e Giorgio.
Mi volto verso dietro e confermo che si trattano proprio di loro.
«Ma buongiorno!» esclama Veronica, avendo un sorriso a trentadue denti.
«Dai, diglielo come mai sei così felice...» incalza Giorgio, dando un colpo con il gomito al braccio di Veronica.
«Dirmi cosa?» domando.
Veronica diventa rossa in faccia e fa un sospiro.
«Io e Michael stasera usciamo...»
«COSA? Dai, sono felicissima per te!»
«Appunto, per questo ti chiedo se puoi venire a casa mia dopo il turno. Voglio che tu sia la mia tutor su come vestirmi...»
Diciamo che non sono mai stata una grande esperta in quanto di vestiti, ma visto che la mia migliore amica me lo ha chiesto, la aiuterò molto volentieri.
«Ok, allora sarò la tua stilista... Tieniti pronta, questa sera sarai bellissima....» enuncio.
Gli occhi di Veronica si brillano e mi abbraccia forte.
Sapevo che la avrei resa felice.
«Grazie mille, Dile...» mormora.
Io non dico nulla, ma la stringo più forte a me, come per comunicare di essere onorata della sua gratitudine.

Finito il turno di stage, Veronica mi porta a casa sua e ci dirigiamo direttamente in camera sua.
Mi fa accomodare nel suo letto e lei inizia ad aprire le ante del suo armadio e inizia a tirare fuori tanti abiti.
«Non ho nulla da mettermi! Uffa!» si lamenta.
Io mi avvicino a lei e tentiamo di trovare un abito adatto all'appuntamento.
«Allora, vediamo...» predico, guardando tra i numerosi abiti che ha.
Non capisco come faccia a lamentarsi dicendo che non ha nulla da indossare, quando ha tutto il negozio di Zara e ci manca pure che tiene pure imprigionata la commessa.
Scherzi a parte...
Trovo un abito molto carino di colore blu notte e alla sera, ci sta perfettamente.
«Ho trovato... Potresti metterti questo...» propongo.
Lei lo guarda con un po' di incertezza e poi, decide di provarlo.
Un secondo dopo, esce con l'abito addosso e io rimango senza parole: è davvero bellissima.
«Vero, stai benissimo...» commento.
«Ma non è vero... Sono orribile...» piagnucolo.
Mi avvicino a lei, assumendo un'espressione seria.
«Dillo un'altra volta e ti spacco la faccia...» la minaccio simpaticamente.
«Ok hai ragione: sono bellissima»
«Ecco, così ti voglio...»
Lei mi sorride.
La aiuto con la scelta delle scarpe e le suggerisco di mettersi un semplice paio di tacchi neri.
Infine, terminiamo il suo outfit con un trucco semplice e i capelli boccolosi. Ora sì che mi piace.
È perfetta e sono sicura che Michael rimarrà senza parole dalla sua bellezza.
«Ecco, ora sei perfetta...» enuncio, avvicinandola allo specchio.
Lei s guarda e non crede ai suoi occhi. Presumo che ho fatto un ottimo lavoro.
«Ma sono bellissima...» dice, essendo molto emozionata.
«Lo sei, infatti...»
«Grazie mille, Dile. Ti devo un favore!» replica, per poi abbracciarmi forte.
Sono felice di essere riuscita a fare una cosa, mettendoci tutto il mio cuore.
Mi auguro per lei che vivrà un meraviglioso primo appuntamento.

Verso le nove di sera, Michael è sotto casa a prendere Veronica.
Lei è molto agitata e anche io lo sono per lei.
«Allora, sei pronta?» le chiedo.
«Sì, ma ho paura...»
«E di che cosa?»
«Di non piacergli...»
«Non partire in negativo. Se adesso stai uscendo con lui, vuol dire che gli piaci...»
Lei mi sorride, convincendosi di quello che le ho appena detto.
«Ti ringrazio infinitamente, Dile. Sei la mia migliore amica...»
Io le sorrido e le suggerisco di raggiungere Michael.
Spero con tutto il mio cuore che sarà l'inizio di un percorso positivo per la sua vita.
Veronica va incontro a Michael, che lui le ha persino aperto la portiera della macchina.
Wow, che gesto molto carino.
Io, invece, sarà meglio che mi dirigo alla fermata del pullman, così vado a casa per riposare un pò.

Sono alla fermata e del pullman non ci sono segni.
Ho tanta paura di stare qui sola al buio, però dovrò aspettare soltanto qualche minuto.
Nel frattempo, invio un messaggio Christopher per chiedere com'è andata la sua giornata, ma sono pienamente sicura che mi risponderà tardi.
Guardo l'orario e mi sto accorgendo che il pullman sta facendo sempre più tardi e sono già le nove e mezza.
Sarà meglio che mi dirigo a piedi per andare alla stazione di Catania, al costo di arrivare molto tardi.
Mentre m'incammino, un faro di un auto mi lampeggia.
Cazzo, che fastidio.
La luce continua a lampeggiare e giuro che se adesso non la smette, lo insulto in tutte le lingue del mondo.
Insiste ancora di più con il gesto e adesso il nervoso è alle stelle.
Mi volto e mi dirigo verso l'auto in questione.
«Oh, ma brutto stronzo! La smetti di lampeggiarmi con questi cazzo di fari?» strillo.
Si spengono i fari e appena vedo il conduttore, inizio a provare una grande vergogna. La persona in questione si tratta di Martino.
«Marty, scusami. Non volevo...» blatero mentre mi avvicino al finestrino.
«Non fa niente...» ribatte, per poi scoppiare a ridere.
Ok, non c'è rimasto male.
«Che ci fai qui sola al buio?» chiede Martino.
«Sono stata a casa vostra, perché dovevo aiutare Veronica per una cosa e adesso me ne stavo andando a casa...»
«Vuoi un passaggio?»
«No, dai vado a piedi. Devo prendere il treno dalla stazione centrale di Catania...»
«Stai scherzando, vero?»
«No»
«Sali subito in auto. Non esiste che tu debba prendere il treno, specialmente a quest'ora della sera...» enuncia.
Accetto il suo passaggio e lui sembra che sia felice.
Ora che ci penso, non stavo facendo una cosa tanto bella e quindi, adesso con Martino mi sento al sicuro.
«Almeno hai mangiato?» chiede.
«No...»
«Perché, tesoro?»
«Non avevo fame...»
«Non mi piace il fatto che non mangi. Mi fai preoccupare, facendo così... Che ne dici di un bel Big Mac al McDonald's?» propone Martino.
«Va bene» rispondo, arresa dalla dolcezza Di Martino.

Arrivato al McDonald's di Acireale, ci mettiamo in fila.
È davvero lunghissima e io non le sopporto, specialmente quelle dei fast food. Ti fanno venire più fame del solito e anche il nervoso, perché ci sono persone che non sanno cosa vogliono prendere, come esempio ora: c'è un davanti a me e Martino, una ragazza che è indecisa cosa prendersi perché ha paura di ingrassare.
Allora, perché è qui se non vuole ingrassare? Mah.
Alla fine, con una grande gioia ha scelto di prendersi un insalata e mi verrebbe voglia di fare un esalto di gioia, ma mi trattengo e faccio finta di nulla.
Martino ordina per tutti e due lo stesso menù e mi suggerisce di cercare posto per sedersi.
Vedo che la situazione è complicata, visto che è strapieno e quindi, cercherò di stare attenta quando si libera un posto.
Poco dopo, si libera un tavolo e io, di fretta e furia, lo occupo subito.
Appena mi siedo, controllo il telefono. Nessun messaggio, quindi presumo che Christopher stia facendo altro.

Non devo essere gelosa. Lui è soltanto mio amico. Punto e basta.

«Eccomi...» mormora Martino, avendo in mano i due vassoi.
Io mi prendo il mio e ci sediamo a tavola per mangiare.
A pensarci bene, la fame mi è davvero venuta.
«Come sta andando lo stage?» mi chiede Martino, mentre addenta il panino.
«Oh, bene... Mi piace tanto. Tra poco cambierò reparto e non vedo l'ora di scoprire di che cosa si tratterà...»
«Sono contento...» ribatte, mentre mi sorride.
Quel sorriso mi fa tremare le gambe.
All'improvviso, si avvicina un ragazzo e da una pacca a Martino.
«Ehy!» esclama il ragazzo.
Martino si volta verso di lui e saluta il ragazzo, dandogli il cinque.
Chissà chi è.
«Come ti butta?»
«Ah, bene. Sei qua con la tipa?» domanda il ragazzo, indicandomi.
«Cosa? Ehm, no. È solo una cara amica...» blatera Martino, diventando rosso in faccia.
«Sì, è vero. Siamo solo amici...»  intervengo, diventando anch'io rossa in faccia.
Che situazione di merda.
Il ragazzo in questione se ne va e ci lascia soli me e Martino.
«Si è ancora fatto sentire quello?» domanda Martino.
«Quello, chi?»
«Quello dell'Australia...»
«Ah, Christopher... In un certo senso, sì. Per ora, siamo soltanto amici...»
L'espressione di Martino cambia improvvisamente e ad essere sincera, un po' mi preoccupa.
«Dile, te lo chiedo con tutto il cuore: stai veramente attenta...»
«Attenta a cosa?»
«Attenta a come ti tratta. Queste persone sono così strane: quando ti mentono una sola volta, lo rifaranno altre volte...»
«Ho notato che adesso è cambiato...»
«Tu stai attenta, ugualmente... A volte, l'apparenza inganna...»
«D'accordo...»
Mi fa strano che Martino si preoccupi così tanto per me. È una cosa molto dolce da parte sua, ma credo che Christopher sia davvero cambiato.
Almeno spero.

Durante il viaggio verso casa mia, io e Martino non abbiamo parlato molto.
Non vorrei che ci fosse rimasto male per la storia che ha fatto pace con Christopher o magari, è soltanto preoccupato.
Non lo so.
Arriviamo sotto casa mia e Martino, appena parcheggiato l'auto, inizia ad abbracciarmi forte, come se non volesse lasciarmi andare.

Che gli sta succedendo?

«Tesoro, stai davvero attenta... Ti prego.» sussurra con una voce molto cupa.
Io lo osservo e, in effetti, Martino sembra davvero triste. Non l'avevo mai visto in quel modo e sto iniziando a preoccuparmi.
«Io ti voglio davvero tanto bene e non voglio che nessuno ti faccia del male...» aggiunge.
«Tranquillo. Non glielo permetterò mai...» ribatto.
Ci stacchiamo dall'abbraccio e lo saluto, scendendo dall'auto. Martino se ne va lentamente e nella mia testa mi frullano tantissime domande per la situazione appena successa.

Appena arrivo in camera mia, sento il mio telefono vibrare. Qualcuno mi sta chiamando e mi domando chi sia.
Lo tiro fuori dalla tasca dei miei jeans e a vedere quel nome sul display, mi si stringe lo stomaco.
È Christopher.
Mi accerto che in casa tutti stiano dormendo e quando ho la conferma, lo richiamo.
«Ciao piccola...» risponde con un tono molto dolce.
Sono tornate le farfalle nello stomaco e mi manca il respiro.
È proprio così quando c'è, non ci capisco più un cazzo.
«Che cosa fai?» mi chiede.
«Sono a letto, tu?»
«Anch'io e mi sto immaginando che tu sei qui con me...»
Il mio cuore inizia a battermi forte.
«Ah sì, amore?»
«Ti vorrei accarezzare e baciarti fino all'infinito...» sussurra.
Il mio corpo inizia a tremare e a sentire che il fuoco della mia eccitazione si sta accendendo piano, piano.
«Vorrei poter sfiorare il seno.... Mmm, solo al pensiero, mi fa impazzire...» blatera, avendo un respiro un po' accelerato.
Secondo me, è eccitato anche lui.
Me lo immagino: noi che facciamo l'amore e che sarà un bellissimo e dolcissimo momento tutto nostro. Saremo due corpi nudi in una sola anima.
Ah sì, ne sono sicura.
«Amore, oh mamma mia...» enuncia, avere il fiato sempre più corto.
«Tutto bene?»
«Oh sì, sono appena venuto...» ribatte, per poi sentirlo sollevato.
Lui ha raggiunto il suo orgasmo, mentre io ancora no.
«Dai amore, ora devo andare. Devo pulirmi e mettermi a dormire...»
Ci rimango di merda.
Io sono ancora eccitata e lui non mi sta aiutando a farmi raggiungere l'orgasmo.
Che odio.
«Sei stata davvero fantastica. Meglio di un porno, direi...» mormora.

Grazie al cazzo!

«Ah, volevo dirti che mi sono fatto il profilo di Facebook e ti ho chiesto l'amicizia. Hai visto che mantengo le promesse?» aggiunge.
Questa ultima frase mi fa sentire così tanto felice, al punto di dimenticarmi il motivo per cui ero incazzata due minuti prima.
Ci diamo velocemente la buonanotte e già sento un nodo alla gola.
Mi manca di già.

Finito di fare il mio ultimo giro quotidiano di Facebook, in cui ho accettato l'amicizia di Christopher, ricevo un messaggio su WhatsApp.

"L'appuntamento con Michael è andato alla grande! Lui è il ragazzo dei miei sogni!"
È Veronica.

"Wow, sono contenta per te!"
"Sai, appena sono arrivata a casa, ho notato che Martino è molto strano. È chiuso in camera e si rifiuta di parlare..."

Adesso che ci penso, Martino era molto triste quando mi ha portato a casa.

"Non ti ha detto proprio nulla?"
"No, te l'ho detto. Non vuole parlare con nessuno, nemmeno con me che sono sua sorella. Sono seriamente preoccupata per lui..."

Ho deciso che dovrò parlare con Martino, visto che tutto quel disagio glielo ho procurato io. È il minimo che posso fare.

"Proverò io a parlarci, ok?"
"Sei sicura di volerlo fare?"
"Certo, Vero..."
"Grazie mille, sei un amore!😘"

Molto presto scoprirò il problema che affligge Martino, ma per il momento vado a letto.
Sono troppo stanca.

- Spazio Autrice -
Scusate per il ritardo della pubblicazione del capitolo.
Ho avuto problemi con internet e adesso c'è l'ho fatta!!!

Che ne pensate del capitolo in questione? 😀😀😀

Al prossimo capitolo!😘

Alessandra

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