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°Capitolo Trentasette °

Canzone d'ispirazione: "Please Forgive Me" di Bryan Adams

Le giornate iniziano ad allungarsi e a farsi più calde, ma nulla è cambiato.
Ormai è da quasi un mese e mezzo che Veronica non mi rivolge la parola e mi sento morire dentro.

Mi manca terribilmente...

Fortunatamente c'è Giorgio che mi sta aiutando ad affrontare questo periodo di merda, ma non è la stessa cosa.
Mi manca il nostro trio.
Come del resto, mi manca anche Martino.
Era un amico molto speciale e per colpa mia si è rovinato tutto quanto.

Che tristezza...

La buona notizia, invece, è che sono riuscita ad avere un ottimo voto per lo stage nel reparto di pediatria, ma non posso condividere questo momento di gioia con nessuno.
Neanche con Christopher che è sempre assente, più assente delle altre volte che è sparito.
Sono completamente sola e sinceramente, non c'è la faccio più a vivere in questo modo.

L'ultimo mese di università, a quanto ci ha detto il professore, lo faremo facendo della pratica: ci insegnerà qualche manovra salvavita con un fantoccio che simula le persone.
La lezione si svolge in aula magna e io mi ritrovo ad essere seduta in un angolino, osservando Veronica da lontano che chiacchiera con le altre compagne di università.
Mi sento sprofondare in una grande spirale di tristezza.
Sono arrivata alla conclusione di pensare davvero che la nostra amicizia sia finita per sempre.

O forse no...

Il professore entra in aula e fa interrompere il brusio di chiacchiere che si era creato tra gli studenti.
«Buongiorno ragazzi!»
«Buongiorno professore!» esclamiamo tutti quanti.
«Benvenuti in questa prima lezione di pratica, in cui impareremo delle tecniche di primo soccorso da applicare in caso di malore di una persona. Oggi impariamo la famosa manovra di Heimlich,  molto utile per salvare qualcuno da un'ostruzione delle vie aeree. Purtroppo, ci sono pochi fantocci per provare questa manovra e perciò, propongo di dividervi in squadre per poter provare tutti questa tecnica...» spiega il professore.
Gli studenti iniziano a formare dei gruppi e io, come al solito, mi sento molto in imbarazzo.

Con chi posso andare?

«Vieni, Dile!» urla Giorgio.
Io mi avvicino al suo gruppo e noto subito che c'è anche da Veronica.
Vederla da vicino mi fa provare strane sensazioni: felicità e anche tanta, tanta malinconia.
Magari non voleva neanche stare in squadra con me.
Le faccio un piccolo sorriso, ma lei mi guarda con indifferenza.
«Allora, bene... Vedo che avete formato i gruppi e che avete con voi anche il vostro fantoccio. Ora provate a fare la manovra di Heimlich, facendo così...» dice, per poi mostrare la tecnica.
Sembra semplice: basta abbracciare la persona da dietro, formare un pugno e appoggiarlo sulla zona leggermente sotto i polmoni e spingerlo verso l'alto, fino quando non sarà uscito l'oggetto dal canale respiratorio.
«Beh, ragazzi, è facile: provate anche voi!» sprona il professore.
Iniziamo a provare e all'inizio non è semplicissimo. 
Quando arriva il mio turno di provare la manovra, all'inizio risulto ad essere una completa frana e quasi me ne vergogno.
Improvvisamente si avvicina Veronica e mi mostra come fare.
«Guarda come si fa...» dice, per poi mostrarmi la tecnica fatta perfettamente.
In quell'istante, mi viene quasi da piangere: la mia migliore amica mi aveva rivolto la parola dopo un mese e mezzo.

Non posso crederci...

Provo a seguire il suo esempio e riesco a svolgerla perfettamente
Credo che tutto questo sia il potere dell'amicizia.
«Ottimo Troisi! Così si fa la manovra di Heimlich!» mi elogia il professore davanti a tutti.
«No. professore. Il merito va alla signorina Costa: lei mi ha aiutato.» ribatto, rivolgendo il mio sguardo verso di lei.
Veronica sorride imbarazzata dal commento, ma conoscendola, so che ha apprezzato le mie parole.
Chissà se ha capito che è soltanto un piccolo passo per ritornare ad essere amiche come prima.

Durante la pausa pranzo Veronica tende ancora a mantenere le distanze e io mi sento un pò triste.
Stamattina ero così contenta che mi avesse rivolto la parola e ora, invece? Che intenzioni ha?
È ora di mettere da parte l'orgoglio e chiedere scusa.
Mi avvicino a lei e appena mi vede, tenta di allontanarsi.
«Perché fai così?» le chiedo con gli occhi lucidi.
Lei mi lancia uno sguardo quasi intenerito, come se avesse capito che voglio recuperare il nostro rapporto.
«Lo so, ho sbagliato. Dovevo darti retta e non l'ho fatto. Sono stata così ingenua a permettere che un amore non ricambiato mi portasse via qualcosa di prezioso: L'amicizia. Tu e Martino mi mancate un casino e vi chiedo scusa per avervi causato così tanto dolore...» enuncio speranzosa del suo perdono.
Veronica cambia espressione e si mette vicino a me.
«Mi dispiace per tutto quello che è successo...» ribatte.
Io la fisso intensamente e un secondo dopo, ci uniamo con un abbraccio intenso.
Scoppio in un pianto disperato di  felicità. Mi sto sentendo così bene, finalmente.
Mi sento come se, dentro me, fosse finita una guerra.

Quanto mi sei mancata, Vero...

«Scusami...» mormoro ancora tra le tue braccia.
«Non è successo nulla, tesoro...» risponde a sua volta, mentre mi accarezza la testa.
Siamo ritornate ad essere ancora quello che eravamo prima, ovvero grandi amiche.

Mi sono tanto,  tanto felice...

La lezione del pomeriggio finisce più in fretta di quanto m'immaginassi. Sarà perché ho fatto pace con Veronica e quindi mi sono rasserenata. Mi sono ripromessa che non litigheremo mai più per motivi futili.
Mai più.
Durante il pomeriggio, non solo ho pensato a quanto sia felice perché ho fatto pace con Veronica,  ma mi è anche sorto un dubbio che ormai mi tartassa da tantissimi giorni: che fine ha fatto Christopher?
Ormai sono più di due settimane che non lo sto più sentendo e la sensazione che io a lui non gli importo più nulla mi divora sempre di più.
Mi fa male a pensare tutto ciò, ma devo accettarlo.
  
O forse no...

E se avesse problemi di connessione e non può contattarmi?
Ora l'ansia mi assale e mi chiedo come sta.
In questo momento sento che nella mia testa c'è una grande confusione.
Non so che fare.
Improvvisamente mi viene in mente un'idea, anche se folle: andare a Roma da lui.
So perfettamente che non se lo merita perché, ancora una volta, gli corro dietro come un cagnolino, ma certamente voglio uscire da questa storia il più presto possibile.
Sono stanca di soffrire per un fantasma, che poi mi chiedo: ne vale la pena di andare avanti così?
«Hey...» mormora Veronica, avvicinandosi a me.
Io le sorrido e ancora non mi sembra vero che abbiamo fatto pace.
«Come stai?» mi chiede.
«Tutto apposto, dai...»
«Piaciuta la lezione del pomeriggio?»
«Sì, sì certo...»
«Sicura che va tutto bene, Dile?» domanda Veronica perplessa.
Ormai conosce perfettamente i miei stati d'animo e tanto vale che le dico quello che mi passa per la testa.
«No, non va tutto bene. Le cose con Christopher non vanno bene...»
«Cioè? Non andate più d'accordo?»
«No, non è quello. E' che è proprio sparito. Non lo sento da più di due settimane e quindi sto iniziando a preoccuparmi...»
«E adesso cosa pensi di fare?»
«Ho deciso di partire per Roma.»
«Cosa? Davvero?»
«Sì. Voglio accertarmi che stia bene, tutto qui...»
Veronica assume un'espressione di disapprovazione. Sapevo che avrebbe reagito così.
«Sei sicura di quello che vuoi fare?» mi chiede.
Io annuisco  e un attimo dopo, mi da una pacca alla spalla. 
«Sai cosa ti dico? Io verrò con te a Roma...» farfuglia.
«Cosa hai detto?»
«Sì, hai capito bene: voglio venire con te a Roma, così se avrai bisogno di una spalla su cui piangere, ci sarà la mia e poi, è anche giusto staccare la spina dall'università. Non credi?» dice.
Rimango commossa da tutto ciò che è appena accaduto.
Solo ora mi rendo conto che la nostra amicizia, non è solo ritornata più sincera,  è anche diventata più forte di prima.
Non me la sarei mai aspettata una cosa  del genere.
«Grazie Vero. E' un bellissimo gesto e sarò felice che verrai a Roma con me.» ribatto emozionata.
«Stasera farò una ricerca sui prezzi del viaggio e poi ti faccio sapere, ok?»
«Va bene...» rispondo versando una lacrima di gioia.
«Dai, vieni. Ti accompagno a casa.» mormora.
Io le sorrido,  e un secondo dopo, ci dirigiamo ai parcheggi.
Sono così contenta che sia successo tutto questo all'improvviso.
Sembra quasi di vivere un sogno, ma non è così...

Wow...

- Spazio Autrice -

Ciao a tutti! Come è stato il nuovo capitolo? Vi è piaciuto?

Come sarà il viaggio a Roma? Lo scopriremo nel prossimo capitolo!

Alla prossima!

Alessandra

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