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°Capitolo Trentanove°

Canzone d'ispirazione: "Here With Me" di Dido.


Mi risveglio  circondata da due volontari della Croce Rossa.

Un momento...

Ma cosa ci faccio qui?

Io ero in motorino con Veronica.

Dove si trova e, soprattutto, come sta?

«Veronica!» urlo, mettendo paura ai soccorritori.
«Signorina, si calmi...»
«Dove si trova la mia amica?»
«Nell'altra ambulanza. Stiamo andando all'ospedale tutti e due insieme...» risponde l'altro soccorritore.
Mi sento molto agitata e tento di alzarmi dalla barella.
Voglio sapere immediatamente come sta Veronica.
«No, signorina: non si agiti, altrimenti è peggio...»
Non faccio in tempo a rispondere perché i soccorritori mi danno un tranquillante che mi fa addormentare di nuovo.

Chissà Veronica come sta...

Mi risveglio nuovamente e sono completamente stordita.
Ho avuto come una specie di flashback.
Mi trovavo in ambulanza, ero agitata e chiedevo di Veronica.

Aspetta... Veronica!

Mi alzo dal lettino e cerco di trovare un bancone della reception, che così posso chiedere informazioni.
Devo assolutamente sapere come sta.
Arrivata al bancone, trovo un'infermiera e mi affretto ad avvicinarmi.
«Scusi?»
 «Sì, mi dica. Non si sente bene?»
«No, no io sto benissimo. Io voglio sapere come sta la mia amica...»
«La sua amica?»
«Sì. Quella che era coinvolta nell'incidente col motorino...»
«Mi può dire il nome?»
«Veronica Costa»
L'infermiera digita sul computer e i secondi che passano dal sapere della risposta sono piuttosto lenti.
«Sì, risulta essere qui nel nostro ospedale...»
«Per favore, può dirmi come sta?»
«In questo istante si trova in sala operatoria»
«Come in sala operatoria?»
«Sì, la tua amica ha subito un'emorragia celebrale...»
Rimango pietrificata a sentire le tue ultime parole.

Emorragia celebrale...

È tutta colpa mia.
Non doveva succedere tutto questo.
Lei non doveva essere qui perché la faccenda con quello stronzo, la dovevo risolvere soltanto io.
Sta passando un momento difficile a causa mia.
Soprattutto i suoi familiari sapranno che Veronica si trova qui in ospedale?

Sono proprio una persona orribile...

«Signorina, va tutto bene?» chiede l'infermiera.
«No...» rispondo, per poi sentirmi svenire.
L'infermiera interviene subito, mentre io cado giù per terra e rimango a fissare il soffitto dell'ospedale.
Mi sento girare la testa come una spirale.
«Signorina, signorina?» mi chiama l'infermiera.
Io non riesco a dire neanche una parola.
Riesco soltanto a pensare se Veronica sopravviverà all'operazione.
«Veronica, Veronica, Veronica!» inizio a urlare, per poi mettermi a piangere disperatamente.
«Signorina, si calmi. La porto sul lettino e le do un calmante...»
«No, io voglio vedere la mia amica adesso!»
«Non è il caso. Appena i dottori finiranno di operarla, le daremo ulteriori notizie...»  
Spero con tutto il mio cuore che stiano facendo tutto il possibile.
L'infermiera mi ha riaccompagnato letto e mi inietta un calmante.
«Stia tranquilla ora e cerchi  di riposare. Ne ha veramente bisogno...» mi rassicura l'infermiera.
«Ce la farà, secondo lei?»
«Certo che sì. La tua amica sarà una vera forza, vedrà...» ribatte, per poi lasciarmi sola.
Il calmante inizia a farmi effetto intanto, penso a Veronica che spero che riesca a evitare la morte.

Apro gli occhi e vedo tutto sfocato, vedendo che c'è una persona.
«Come stai?» chiede qualcuno con una voce familiare.
Sfrego bene gli occhi e realizzo che si tratta di Martino.
All'inizio mi sento in imbarazzo per come ci siamo lasciati l'ultima volta,  ma apprezzo che lui sia qui.
Infondo vuol dire che mi vuole ancora bene.
«Marty... Che bella sorpresa...» mormoro.
«Dimmi: come stai?»
«Mi gira la testa e mi sento confusa...»
«Come mai?»
«Mi hanno dato un sacco di calmanti. Ero molto agitata e preoccupata per tua sorella. Giuro, mi dispiace così tanto...» dico, per poi scoppiare a piangere.
Mi sento colpevole.
Come posso aver fatto questo a lei, dopo che mi ha perdonato per l'ultimo litigio?
Martino si avvicina a me e mi abbraccia forte a sé.
Quell'abbraccio, per quanto possa essere rassicurante, non mi fa togliere i sensi di colpa.
Saranno eliminate del tutto, una volta che saprò veramente come sta la mia amica.
«Mi sento uno schifo. È tutta colpa mia, Marty...» mormoro in preda alle lacrime.
«No, non è colpa tua...»
«Invece sì. Avrei dovuto evitare tutto questo...»
«Tutto questo cosa?»
«Il fatto che siamo qui per risolvere la faccenda con quel bastardo...» ribatto sempre più tristemente.
Martino mi stringe sempre di più a sé e mi sento più al sicuro.
Mi mancava questo gesto oppure mi mancava proprio Martino.
Improvvisamente l'infermiera fa il suo ingresso nella stanza e ci interrompe.
«Come sta adesso, signorina?» chiede.
«Un po' meglio...»
«Adesso misuriamo la pressione...»  
L'infermiera procede e  Martino continua a starmi vicino.
Lo vedo proprio dai suoi occhi che ha voglia di prendersi cura di me, lo vedo che mi vuole bene, nonostante non mi sia comportata bene con lui in passato, lo vedo che, forse, spera che io possa avere un ripensamento su di lui.
La verità è che Martino mi è sempre piaciuto, ma sono stata troppo attaccata a quel verme per ammetterlo.
«Bene, vedo che la pressione è tutto a posto. Prima era alta, ma adesso va bene: si vede che il calmante è servito...»
«Mi scusi, volevo sapere come sta la mia amica?»
«E' appena uscita dalla sala operatoria. Si trova nella sua stanza e se vuole, può andare a fare visita...»
Non me lo faccio ripetere due volte.
L'infermiera mi fa accomodare su una sedia a rotelle e ci dirigiamo al reparto di Veronica.
«Sei felice di vederla?» mi chiede Martino.
«Non sai quanto...» rispondo, mentre mi rigano sulle guance due lacrime di gioia.
Non vedo l'ora di sapere come sta.

Arriviamo alla stanza di Veronica e la vedo nel letto che, chiaramente è ancora sotto effetto dell'anestetico.
Mi avvicino alla mia amica e le tocco la mano.
Mi viene da piangere.
Tutta la famiglia di Martino e di Veronica mi stanno vicino e mi toccano le spalle, come per consolarmi.
«Abbiamo appena parlato con i dottori. Hanno detto che è fuori pericolo. Si rimetterà in sesto molto presto...» dice Concetta.
«Davvero?»
Concetta annuisce e io scoppio in lacrime, ma stavolta di gioia.
Ho avuto molto paura.
Ho temuto di perderla per sempre.
Mi sarei sentita in colpa per tutta la vita se fosse successo il contrario.
Sento muovere le dita di Veronica e penso che si stia svegliando.
«Ciao Dile..» sussurra con un tono rauco.
«Ciao Vero, sono qui...»
Lei apre gli occhi e mi guarda sorridendo.
«Perché piangi?»
«Perché sono molto felice che tu...»
Non faccio in tempo a finire di rispondere che mi alzo e abbraccio forte la mia amica.
Sono così contenta che lei sia fuori pericolo.
Rimaniamo a farle compagnia per un paio di ore, fino a quando l'infermiera non mi dice di ritornare nella mia stanza.
«Domani lei verrà dimessa dall'ospedale, mentre la sua amica dovremmo aspettare almeno una settimana per tutti gli accertamenti...»  spiega l'infermiera.
«Certo. Comunque grazie per quello che avete fatto» ribatto.
L'infermiera sorride e scommetto che avrà apprezzato il mio complimento.
Sono proprio contenta che domani lascerò l'ospedale, ma ancora di più che Veronica stia bene.

Io e Martino arriviamo nella mia stanza e  e mi sdraio sul lettino.
Sono ancora presa dalla felicità.
«Caspita, sono proprio felice...» dico.
«L'ho notato...» ribatte, per poi sorridermi teneramente.
Solo ora mi sto accorgendo che quel sorriso è così bello.
Come ho fatto a non farci mai caso?
«Ma sono anche contento che tu stia meglio. Non sai quanto mi sono preoccupato per te...» aggiunge Martino.
«Dici seriamente?»
«Sì. Per quanto mi sono arrabbiato l'ultima volta con te, non ho mai smesso di pensarti...»
«Davvero?»
«Sì. Ho provato a dimenticarti, ma nulla: non ce l'ho fatta...»
«Perché?»
«Perché sono ancora innamorato di te...»
Io gli sorrido lusingata da ciò che mi ha appena detto.
Il mio cuore inizia a battere e, forse, molto più forte di quando avevo visto Christopher dal vivo.
«Mi dispiace Marty...»
«Per cosa?»
«Per aver capito tardi quello che provo per te. Ero troppo cieca da quel bastardo per accorgermi di te, ferendoti in profondità. Sono proprio una persona schifosa.» mormoro, abbassando lo sguardo dalla vergogna.
Poco dopo sento che Martino si avvicina a me e mi prende per il mento, fissandomi con i suoi occhioni azzurri.
«Tu non sei una persona orribile: hai fatto soltanto un errore e può capitare a chiunque. Sono disposto a perdonarti, pur di non perderti...» sussurra, avvicinandosi alle mie labbra.
Non riesco più a respirare. Sono come una diga che sta per scoppiare di felicità.

Mi lascio andare...

Sento le labbra di Martino posarsi sulle mie.
Mi sta baciando per la seconda volta e mi piace molto, più della prima .
In questo bacio avverto la sua nostalgia che ha avuto per me, avverto il suo vero amore che prova per me e avverto la sua voglia di rimanermi accanto, nonostante le difficoltà che abbiamo avuto inizialmente.
È ufficiale: anch'io provo lo stesso.
Martino si stacca dolcemente dalle mie labbra e mi sorride.
Il suo sorriso vale molto più di mille parole.
«Sei fantastica, lo sai?» bisbiglia.
Divento rossa come un pomodoro, solo a sentire il suo complimento.
«Ti amo tanto, Diletta...» sussurra vicino all'orecchio, per poi baciarmi a stampo.
«Anch'io ti amo, Martino...» rispondo a mia volta.
Mi sembra di vivere una favola, ma questa è tutta una bellissima realtà.
«L'orario delle visite è terminato, signore...» interviene l'infermiera, che si intromette quando non dovrebbe.
Lo vedo proprio dallo sguardo di Martino che non vorrebbe andarsene da me, purtroppo è costretto a fare ciò.
«Ti scrivo dopo quando sono in hotel... Ok, piccola?»
«Ok»
Mi da un bacio in fronte e lascia la stanza.
Ora sono ritornata ad essere sola e già mi manca, anche se è andato via da pochi secondi.
Altro che Christopher, Martino è cento volte meglio di lui.
È più uomo, più dolce, più presente e soprattutto, una persona reale.
Come ho potuto non accorgermi che avevo già qualcuno che mi voleva bene veramente, rispetto a Christopher?
Beh, ero proprio una scema...

Pochi minuti dopo mi arriva un messaggio su WhatsApp.
È il mio Martino.

"Sono in hotel, ma preferirei essere lì con te... Mi manchi troppo piccola...❤"
"Anche tu mi manchi...❤"
"Domani ci vediamo ancora... Non ti preoccupare"
"Non vedo l'ora😍"
"Ora vado a nanna... Buonanotte mia dolce principessa... Ti amo❤"
"Buonanotte, Anch'io!❤"

Spengo il cellulare e cerco di addormentarmi anche se so già che è difficile, dato che mi sento troppo felice.

Non posso credere che sia vero tutto questo...

- Spazio Autrice -

Ciao a tutti! 
Ecco il capitolo tanto aspettato da tutti voi!
Che ne pensate? Vi piace?
Fatemelo sapere con un commento qui sotto! :)
Poi volevo farvi tanti, tantissimi auguri di buon anno a tutti voi! 
Al prossimo anno e prossimo capitolo! ;)

Alessandra

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