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*POV EMMA*

(Lunedì)

Non risponde, non risponde ad una sola chiamata.

Vorrei parlargli, vederlo, scusarmi con lui ma non me ne da la possibilità.

Metto la divisa del bar e vado a lavorare, questa volta col motorino.

"Ciao André" dico giù di morale appena entro nel bar.

"Parla. Cos'é successo?" chiede subito, come se si vedesse che sto male a 200 metri di distanza.

"Non è stato un weekend da urlo" mi limito a dire.

So che parlarne fa bene, ma non vorrei parlare qui, davanti a tanta gente e sul posto di lavoro.

"Parliamo dopo, okay?" chiede lui come se mi avesse letto nella mente ed io annuisco.

Lavoriamo aiutati da Marta, è una brava ragazza, lavora senza fermarsi un secondo.

"Emma, la birra va nel bicchiere piccolo!" quasi urla Andrea.

"È la terza volta che sbagli" dice e mi prende il bicchiere di mano.

"Vuoi prenderti una pausa?" chiede.

"No, devo aiutarvi"

"Così non sei d'aiuto" dice e lo guardo malissimo.

"Emma non guardarmi così, preferisco che ti vai a riposare, non sei concentrata"

"Che palle" dico e sbatto un piede per terra.

Andrea mi guarda e poi me ne vado.

Mi siedo su una panchina vicino al bar, almeno oggi il cielo è sereno, c'è solo qualche piccola nuvola passeggera.

Da oggi odieró la piaggio, la odieró più di prima.

Due ore dopo Andrea viene verso di me e si siede sulla panchina.

"Non ti obbligo a parlare, ma non fa bene tenersi tutto dentro"

"Venerdì dopo il lavoro ha cominciato a piovere. Ero a piedi e ho cominciato a correre. Sono andata a sbattere contro Grayson, che mi ha obbligata ad andare a casa sua. Lí è successo il disastro, mi ha baciata, e io da stupida non l'ho respinto. Cam lo è venuto a sapere per colpa di Grayson, glie l'ha detto davanti a me, e lui mi ha lasciata..."

"Oh Emma" dice e mi abbraccia.

L'abbraccio anche io, so che non ha doppi fini questo ragazzo, è mio amico e mi vuole bene.

"Lo ami giusto?" chiede.

"Cam?"

"Si"

"Certo che lo amo!"

"Lo capirà e lascerà passare, sono cose che succedono nelle relazioni"

"Perché in queste situazioni sei così saggio?" chiedo e lui si mette a ridere.

Forse ha ragione, forse Cam lascerà passare e ritornerà da me.

Sarebbe bellissimo.

"Scusa Emma, ma ora vado a dormire. Domani devo rimorchiare" dice e si alza dalla panchina.

"Che idiota. Ci vediamo mercoledí" dico e ci abbracciamo.

Vado a prendere il motorino e torno a casa.

Salgo le scale ed entro in bagno per fare una doccia veloce, mi lavo e poi lego i capelli in una coda alta dal momento che non ho voglia di asciugarli.

Entro in camera e appena mi stendo sul letto mi addormento con mille pensieri che mi girano per la testa.

Io so di amare Cam, so che quegli occhi marroni mi hanno conquistata fin dal primo giorno, e guardandoli il mio amore è cresciuto sempre di più.
So di amare Cam, non è un semplice ragazzo da una settimana e basta, lui è molto di più, può cambiarti la vita in meglio, può farti provare emozioni, sentimenti immaginabili, ma principalmente sa come farsi amare.

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(Martedí)

Oggi è il grande giorno, oggi vedrò Grayson, mi correggo: quell'idiota di Grayson che non si sa fare i cazzi propri.

Arrivo al lavoro e la prima persona che vedo è Laura, non Grayson.

Direi che è un miracolo!

"Buongiorno" dice Laura appena mi vede e io ricambio con un sorriso.

"Ho una buona notizia" dice mettendosi davanti a me.

Davvero? Sa qualcosa di Cam? Forse gli è arrivata voce che vuole rimettersi con me!

"Qual'é?" chiedo agitata.

"Sono arrivati nuovi libriii!" dice alzando le braccia in aria e facendo muovere le mani.

Mi metto a ridere, non per il suo modo di fare, sí anche per quello, ma per la stupidaggine che avevo pensato.

Di certo non lo saprebbe se Cam si volesse rimettere con me, a malapena si conoscono.

"Che notiziona" dico e Laura sparisce per un attimo per poi ritornare con due scatoloni stracolmi di libri.

"Io questo lo chiamo sfruttamento di impiegati" si lamenta Laura.

"Perché?" chiedo curiosa.

"Guarda" indica gli scatoloni, "ci saranno circa 500 libri in ogni scatolone e io ho solo due mani, due! Non sono un ragno, e non ho otto zampe" dice furiosa.

"Ma tanto chi deve fare questo lavoro? Io, ovvio! Perché un certo Grayson dovrebbe aiutarmi? Sta tanto bene seduto a non fare un cazzo su quello sgabello" dice e indica una sedia vicino al computer.

"E la sua scusa qual'é? "Devo prenotare online altri libri". No scusa, ma fai davvero? Tra un po' mi si spezza la schiena in nove parti e tu prenoti altri libri? No Emma, io esco" dice e va verso la porta, la apre e poi esce sbattendola.

Mi metto a ridere come una cogliona, da sola nella biblioteca.

Questa sclerata non me l'aspettavo proprio, Laura arrabbiata? Davvero?

"Eccolo, arriva!" dice entrando.

"Chi?" chiedo.

"Papa Giovanni!"

"Che?"

"Il Re dello sgabello!" dice e mi rimetto a ridere.

Grayson entra e mi nota subito ridere,
"Che succede qui?" chiede preoccupato.

"Ma buongiorno Re dello sgabello, si sieda pure, vuole un caffè? Per caso anche una brioche?" chiede Laura rivolgendosi a Grayson.

"Laura, tutto bene?" chiede Grayson.

"No, non va tutto bene! Guarda lí" indica gli scatoloni, "ora basta prenotare libri online e mettili a posto tu, io mi sono rotta le palle. E sai anche che devi fare? Apri il negozio che io mi siedo sullo sgabello e prenoto altri libri che sistemerai tu"

Grayson mi guarda con sguardo interrogativo e io faccio sparire il sorriso dalle mie labbra.

Si avvicina a me e mi sfiora la guancia giusto un po' dal momento che mi sposto subito.

"Perché fai così?" chiede.

"Così come?"

"Mi eviti"

"Cosa dovrei fare? Baciarti e dire al mondo intero che ti amo?" chiedo ironica.

"Potresti farlo"

"Va a quel paese e va a sistemare i libri" se ne va mugugnando qualcosa di incomprensibile.

*POV GRAYSON*

Ridesse pure, tanto so già cosa fare, è così ingenua.

La prima missione è compiuta, Cam l'ha lasciata e non sta più con lei. La seconda sará baciarla davanti a lui, so che non la lascerà andare così facilmente e baciarla davanti ai suoi occhi lo fará impazzire. Il terzo punto sará ancora più facile, ovvero fidanzarsi con Emma.

"Allora Emma, dimmi un po', come va con Cam?" le chiedo e sul suo viso si forma un'espressione di tristezza mista a rabbia.

"Non parlare di lui. Non devi nominare il suo nome davanti a me, se pensi di potermi conquistare mettendoti fra me e Cam ti sbagli, io lo amo e lui mi ama, non c'è nulla da fare"

"Se lo ami perché mi hai baciato?"

"Tu mi hai baciata!" urla nonostante ci sia della gente in biblioteca.

"Ma non mi hai respinto"

La sua mano arriva sulla mia faccia, non con dolcezza, ma con rabbia.

"Non dovevi farlo" dico e le sorrido.

"Perché devi metterti fra noi due? Ci sono tante altre ragazze belle in questa città, perché io? Lasciami in pace, basta!" dice e se ne va via sull'orlo del pianto.

Cavolo, questo non ci voleva. Corro verso di lei e le prendo il polso per farla girare verso di me.

"Grayson lasciami" dice con la testa bassa.

Le metto la mano sotto il mento e lo alzo in modo da farle alzare la testa.

Il suo viso è rigato da qualche lacrima, ma la sua espressione è composta da pura rabbia.

"Non piangere" dico e le asciugo le lacrime.

"Lasciami stare" dice a denti stretti e se ne va.

Tra qualche minuto aggiorno di nuovo. Ho finito la storia quindi adesso aggiorneró più spesso

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