Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Death

Per alcuni, la morte puó sembrare la soluzione più semplice per eliminare ciò che ci turba, ma può anche farci perdere un'occasione: quella di vedere le cose migliorare. Antea, era una ragazza di diciotto anni che viveva vicino al mare. Era molto particolare e silenziosa. Diversa nel modo di vedere le cose e di capirle, una cosa che non è da tutti. Il particolare che piú la distingueva da noi era il fatto che fosse morta. Non proprio morta, ma certamente non completamente viva. Era come bloccata fra vita e morte. Il giorno in cui tutta la sua vitalitá le scivolò dalle dita, fu un giorno di vacanza. Aveva finito da poco la scuola. Aveva passato una notte con degli amici, ma mentre percorreva la strada che conduceva verso casa sua, perse i sensi... O almeno, questi erano piccoli frammenti della sua memoria. Si sentiva come un fantasma perchè nessuno la vedeva, ma si sentiva viva perchè provava ancora delle emozioni. La cosa che più la tormentava, era non sapere come fosse morta. Ogni notte, ripercorreva la stessa strada che aveva fatto prima di morire e non riusciva a trovare mai nulla che potesse aiutarla, nessun indizio. Se solo non fosse svenuta quella sera. Ma come aveva fatto a svenire? Aveva bevuto troppo? No, aveva smesso tempo fa. Forse, aveva avuto un calo di zuccheri? Porsi tutte quelle domande, le faceva credere di non poter mai arrivare a una conclusione sensata.
Una notte, mentre ripercorreva la strada, notó una cosa che le altre volte non aveva notato: la presenza di impronte nella terra. Forse non le aveva viste, ma sapeva benissimo che non le aveva mai viste prima. Erano forse parte di un'allucinazione?
Non voleva pensarci. Si avvicinò a una delle impronte, erano orme di piedi umani. Un piede abbastanza normale, ma sottile. Ah, erano le sue orme...
Un fantasma può lasciare delle orme? Lei non era nemmeno un fantasma, non del tutto. Forse con lei non valevano le leggi della fisica. Poteva non essere percepita, ma poteva lasciare delle orme. Questo pensiero le suonò davvero insensato. Alzò gli occhi al cielo e notò che stava iniziando a schiarirsi, era giunto per lei il momento di tornare nel suo "covo segreto". Era uno scoglio vicino all riva. Più sporgente nella parte superiore, ci si sedeva sempre sopra e aspettava la notte. Le grida dei bambini, le conversazioni tra persone e i litigi al telefono di giovani donne la distraevano dai suoi pensieri a volte. Era morta da molto tempo, ma non vedeva più la sua famiglia in spiaggia. Erano morti? Forse si erano trasferiti? Lei non poteva saperlo, le uniche zona che le erano state concesse dal suo infelice destino erano la spiaggia e la scogliera. A volte piangeva e sentiva le calde lacrime scivolarle sulle guance, possibile che potesse sentire tutto quello, ma non potesse farsi sentire? A volte gridava sulla scogliera, ma nessuno udiva i suoi lamenti.
Tornó alla realtá e si accorse di aver passato tutto il tempo a pensare, se n'erano andati via quasi tutti. Quando si è un fantasma, si sente il tempo passare in modo diverso. Tutto trascorreva molto velocemente.
Le onde raggiunsero le punte dei suoi piedi, tutto questo era ridicolo. Sentiva il gelido tocco dell'acqua e percepiva la sabbia morbida farle sprofondare lentamente i piedi. Si sentiva così umana e viva, ma tutto le sembrava solo una menzogna.
Tornó sulla scogliera quella notte e osservó la luna specchiarsi nello nell'acqua del mare sottostante. La schiuma di mare non si vedeva, ma alcune parti delle onde erano illuminate come piccoli diamanti. Si avviò verso il bordo, si rifiutava di sporgersi. Ogni volta che guardava giù, aveva un brutto presentimento. Temeva di poter essere spinta da qualcuno, che idea stupida. Non potevano sentirla, ma lei aveva comunque paura delle persone. Questa, era una paura che non aveva mai avuto durante la sua vita.
Era tutto così strano, cosí sbagliato. I suoi ricordi arrivavano lenti, come se stessero attendendo il momento giusto per arrivare. Quanto doveva aspettare per ottenere delle risposte? Cosa aveva fatto di male? A pensarci bene, questa cosa non l'aveva mai presa in considerazione. Cosa aveva fatto per meritarsi questo? Aveva peccato? Tutti peccano, anche senza volerlo. Aveva ucciso qualcuno? Non ricordava.
I giorni passarono e lei non riusciva a ricordare cosa fosse successo nei suoi giorni di vita, solo piccoli frammenti di memorie giravano nella sua mente. Le parole "morte", "dolore" e "finire" risuonavano nella sua testa come il suono di una campana, ma questa campana non si sarebbe fermata fino a quando la memoria non le fosse tornata. Quella notte, mentre passava per la spiaggia per arrivare alla scogliera, notò un'ombra dietro il suo scoglio. Se lo era immaginato? Riprese a camminare dopo essersi ricordata che nessuno poteva vederla, ma la vista di quella figira l'aveva turbata. Era arrivata sul bordo del boschetto vicino alla spiaggia, quando notò un foglio per terra. Diceva: "La scogliera ti fará ricordare. Ore: 23. Tim"
Cosa? Chi era Tim? Sapeva della ptesenta di Antea? No, impossibile. Doveva trattarsi di un ragazzo che aveva inviato una lettera alla sua ragazza, ma perchè l'aveva messa lí? Cosa stava succedendo? Antea salí sulla scogliera alle dieci di sera, voleva godersela prima di trovarvi due piccioncini che si baciavano furiosamente. Per terra trovò un altro biglietto "Ricordi la notte in cui ci siamo conosciuti? Mi rifiutasti, ma io mi innamorai di te. Tim."
Rimase confusa. Cosa significava? Chi era Tim? Antea si sedette e osservò il mare e poi alzò lo sguardo verso il cielo, questa scena le ricordava qualcosa. Ricordava la sua ultima sera, l'ultima. Aveva litigato con i suoi amici e... Non ricordava. Osservò il retro del foglio. Vi era disegnato un cuore, sopra il quale vi era scritto "A+T". Tutto questo era ridicolo. Lanciò il foglio dietro di sé. Un altro frammento si fece largo tra i suoi pensieri, aveva litigato con la sua famiglia. Odiava tutti ed era convinta che tutti la odiassero quella notte. Si avviò verso la punta della scogliera, forse avrebbe ricordato anche quel particolare che le infliggeva dolore quando guardava gli scogli sottostanti. Guardò giù e tutto le tornò in mente. Quel giorno era stata rimproverata dai suoi genitori perchè voleva uscire di casa al posto di andare a una cena di famiglia e poi, aveva litigato anche con i suoi amici. Erano tutti contro di lei, soprattutto un ragazzo dagli occhi azzurri e dai capelli biondi. Un ragazzo che pretendeva troppo da una come lei, lui voleva farle solo del male. Lei allora gli aveva sputato contro la sua coca cola che stava bevendo e si era alzata dal tavolo. Arrivata all'uscita, decise di mettere fine a tutto. Nemmeno lei sapeva esattamente quale fosse il motivo. Forse, era a causa di quel ragazzo. Aveva lo sguardo di chi sa solo far male e gli occhi troppo trasparenti per essere umani. Iniziò a correre e poi si fermó di fronte alla scogliera, si avvicinò al bordo. Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo, ma non si buttò. Non avrebbe mai mandato la sua vita in frantumi per una persona. A quel punto, quel ragazzo comparve alle sue spalle e la guardò. La prese per il polso e le tirò una sberla. Poi le sussuró delle parole nell'orecchio e la spinse sugli scogli sotto la scogliera. Quali erano le parole? Si sforzó, ma non riusciva a ricordarle.
Si alzò e decise che per quel giorno aveva capito fin troppo del suo ultimo giorno di vita. Le girava la testa. Decise di tornare a "casa", ma la testa le girava e i pensieri si stavano trasformando in una bufera, poi divennero annebbiati. Cosa stava succedendo? Cadde e, appena alzò lo sguardo, notò un foglio di fronte a sé. Lo prese fra le mani e lo lesse. Il foglio le cadde dalle mani tremanti quando ebbe finito di leggere. Erano quelle le parole.
Si girò e guardó dietro di sé. Un ragazzo biondo dagli occhi azzurri, troppo trasparenti per essere umani, la guardò. La prese per un polso e la trascinò sulla punta della scogliera e, con una forza sovraumana, le trapassò lo sterno con la mano e ne prese il cuore. Pulsava ancora. Lei non sapeva neanche di avere un cuore. Forse, era diventata un mostro anche lei. Aveva degli organi, delle ossa e tutto ciò che aveva un corpo ben funzionante, ma non aveva una vita. Lui la guardò e le disse le parole che lei aveva appena letto "Se pensavi di non far uscire la bestia che dorme dentro di me, ti sbagliavi."

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro

Tags: