Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Emily Hamilton

Londra, 1898, autunno.
L'immagine della ragazza manifestata nello specchio pareva una maschera. Non lasciava intravedere nessuna emozione, lo sguardo passivo fisso nel suo riflesso. I biondi capelli si adagiavano sulle spalle arricciandosi lievemente, mostrando il suo vestitino azzurro con ricami in pizzo bianco, regalato da suo padre il giorno prima in onore del compleanno della figlia. L'uomo non sapeva però che gli occhi ambrati di Emily si erano spenti ormai da un anno. La ragazzina, dopo la morte della madre, aveva imparato a nascondere le emozioni sotto un velo di eleganza e serietà. Era diventata più forte esternamente ma allo stesso tempo più debole dentro. Aveva deciso che era giunto il momento di trovare spiegazioni che da tanto tempo aveva sperato di avere; nessuno le spiegò mai che cosa fosse fosse accaduto dopo quella piovosa notte di dicembre. Uscì dal bagno di nascosto e con uno scatto furtivo sgattaiolò via dalla cucina e, aprendo la porta sul retro, si trovò la città davanti. Era molto trafficata nonostante fosse lunedì, viandanti, commercianti, il mercato era ricco di gente. Questa era la gioia della bambina, affacciarsi alla finestra e osservare la vita, osservare e provare ad immedesimarsi nelle persone e nei loro problemi, nelle loro preoccupazioni. La città le faceva riprendere vita, era come assistere ad una recita teatrale; persone che inciampano, ridono, litigano e si divertono oppure che passeggiano ogni giorno, quello era il suo passatempo quando si annoiava. Ora però era lei a far parte di quella commedia, doveva raggiungere la destinazione senza attirare troppe attenzioni. Non era solito vedere una bambina che girovagava per le strade da sola. Si guardò intorno e fermò un cocchiere, dicendogli di portarla ad Hoxton, lì abitava l'amico di suo padre, forse una delle poche persone che conosceva talmente bene sua madre che poteva darle delle spiegazioni. Il viaggio passò in fretta, la ragazza era sommersa dai pensieri e dopo circa quaranta minuti arrivò davanti ad una grande reggia che si faceva spazio tra una piccola boscaglia. Scese nella stradina rocciosa, si sistemò la gonna e non appena fu pronta, si avviò verso la recinzione. Nel momento in cui si trovò la porta davanti esitò, suo padre l'avrebbe uccisa se avesse saputo quello che stava facendo. Ma dopo tutta quella strada ormai era troppo tardi per tornare indietro, busso tre volte alla porta e dopo qualche istante una figura alta e slanciata le si presentò davanti.
Il gentiluomo, Everard Bradford, indossava un vestito molto elegante, si può dire che avesse intorno ai sessant'anni, la chioma era quasi interamente grigia, disposta perfettamente, tant'è che non un capello era fuori posto. La ragazzina l'aveva visto poche volte, un paio d'anni prima, ma suo padre veniva a trovare il signor Bradford almeno una volta ogni due mesi, durante i fine settimana. Lei restava a casa e per questo all'uomo ci volle un po' di tempo per inquadrare il visetto conosciuto.
"Oh, cara mia, che cosa ti porta fin qui, tutta sola, non sei con tuo padre?"
"Sono giunta fino alla sua abitazione, signore, per avere delle spiegazioni."
"Oh, mia cara, mi cogli alla sprovvista, ma prego entra."
Sapeva che si poteva fidare di lui, le infondeva un senso di serenità e pace. Non era mai stata in quella casa, andava sempre Bradford a trovarli. L'accolse subito una signora intenta a fare i lavori domestici, la invitò a sedersi su una poltrona in pelle, davanti ad un tavolino e subito dopo un'altra poltrona, dove si sedette il gentiluomo.
"Allora cara, cosa ti turba?"
Entrambi sapevano la ragione della visita.
"Vede, mi chiedevo se poteva raccontarmi com'è morta mia madre."
"Cara, sei giunta fin qui, hai affrontato tutta questa strada per una risposta che anche tuo padre ti poteva dare?"
"Mio padre avrebbe di certo contestato e non avrebbe mai risposto alla mia domanda, perciò sono venuta da voi, perché lei è l'unico che ne sa realmente qualcosa."
"Cosa te lo fa credere?"
Un ghigno si disegnò sul suo volto, ma la ragazzina non gli prestò attenzione.
"Presto allora avrai una risposta."
L'uomo però si alzò e se ne andò in cucina, prese un foglio di pergamena e si mise a scrivere con una piuma d'oca molto pregiata.
< La ragazzina è curiosa e determinata, è venuta da me per sapere come è morta tua moglie e credo che le spetti una risposta. Ma dopo quella non le basterà, è giovane e vorrà sapere, potrebbe ostacolare i nostri piani, è necessario Kristopher, mi dispiace, mi occuperò io della faccenda. >
                                Everard.
Chiamò la donna di casa e le ordinò di spedire immediatamente quella lettera.
Tornò così da Emily, che lo fissava con occhi chiari e trafiggenti, occhi assetati di sapere.
"Allora Emily, sarò molto chiaro e diretto, non voglio farti soffrire ma spero solo di fare la cosa giusta e mi auguro che questo non avrà ripercussioni su di te.
Tua madre stava passeggiando per un sentiero, in quella giornata d'inverno le vostre provviste scarseggiavano e dato che tuo padre era altrove per affari, lei andò al mercato. O almeno la sua intenzione era quella di andare al mercato. Venne accoltellata alla schiena mentre si avviava in città e venne gettata nel fiume, tua madre morì all'istante."
La ragazzina sussultò, suo padre non aveva mai avuto il coraggio di dirglielo perciò cercò di dimostrarsi forte difronte al signor Bradford.
"Chi è stato?? Voglio sapere il nome dell'assassino! Mio padre ha detto che è stato preso, voglio sapere chi! Solo questo la prego! Devo saperlo."
"Una notizia così non è facile da accettare all'improvviso, ora rilassati che ti andrò a prendere una tazza di tè."
Se ne andò così in un'altra stanza, e lasciò la bambina sola.
Ora che sapeva tutto, si sentiva spaesata. Era normale, ma lei prese a camminare avanti e indietro, frenetica, quando un oggetto catturò la sua attenzione. Su per un mobile, dietro alla sua poltrona, si trovava un ritratto. Sua madre era in mezzo a due uomini, a destra Everard, a sinistra suo padre. Era una bellissima creazione e notò che erano tutti molto giovani, segno di un'amicizia longeva. Sotto di essa però era presente un cassetto in legno, di medie dimensioni. Da esso sbucava fuori una carta di giornale, a quanto pare riposta frettolosamente all'interno. Tirò la maniglia ed estrasse il contenuto. Quasi le venne un colpo. La prima pagina era dedicata ad un articolo che vedeva come protagonisti niente di meno che il signor Bradford e suo padre!
Purtroppo però ad Emily non arrivarono buone notizie. Una lacrima rigò il suo voltò cadendo a capofitto sulla carta, lasciando un segno indelebile. Gettò il giornale a terra, stentando a credere a quello che aveva letto.

Assassinio ad Hoxton, Everard Bradford e Kristopher Hamilton uccidono Elizabeth Owen accoltellandola e gettandola nel Tamigi, uno degli uccisori era il marito della donna.

Così Everard affilò la lama del coltello e si rivolse alla bambina con sarcasmo: "Mia cara, c'è forse qualcosa che non va?"

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro