capitolo 82
CHRIS
- Quindi è tutto risolto? Non voglio che ti senta in dovere di parlarmi soltanto perché mio padre si frequenta con tua zia ... - Sean era imbarazzato, lo vidi appoggiarsi appena contro il mio scooter e studiarmi a dovere.
- Sean, non sono felice di quello che hai fatto, lo avrai capito, ma va bene, sono pronto ad andare avanti e dimenticare quello che è successo.. - dissi cercando di trovare le parole giuste per non mostrarmi eccessivamente tollerante. Non ero bravo a comportarmi di merda con le persone, né a tenerle sulle spine, in effetti avrei dovuto quanto meno prendere un po' più di tempo, fargli capire quanto fosse stato stronzo ma alla fine avevo ceduto sotto le sue continue richieste di vedermi per chiarire. In fin dei conti ne avevo passate così tante quell'estate, tra le minacce di Lewis e la pazzia di Scott non mi stupiva più nessuno raggiro ordito ai miei danni.
- Ti ringrazio in questo caso ... non avevo idea che avessi avuto delle brutte esperienze in passato. Quel ragazzo di cui mi hai parlato ti ha minacciato? Lo sta facendo anche adesso? -
Come se non fosse bastato il resto adesso mi ero anche ritrovato a raccontargli parte della storia della mia vita. Ottima mossa, Chris, mi diedi un cinque mentale – No, per fortuna è tutto risolto, ma non riesco a fidarmi della gente, sai ... credo di aver imparato dai miei errori per fortuna. - non poi così tanto se mi ero aperto in quel modo con Sean però.
Quello annuì – Ti capisco. Scusami ancora, non userei mai un'informazione del genere per minacciarti, te lo giuro. Non riuscivo soltanto a capire perché mi nascondessi le cose ... sono stato decisamente indelicato ... -
- Indelicato è un eufemismo, sei stato proprio uno stronzo, Sean. - rincarai la dose e ci ritrovammo entrambi a ridere.
Sollevò le mani in aria in segno di resa – Hai ragione. Giuro che non mi farò mai più i tuoi affari, Chris, e soprattutto non ti forzerò a raccontarmi dei tuoi problemi. -
- Bene. - accettai le scuse alla fine, non aveva senso continuare in quel modo. Lo fissai un attimo, non mi aveva mai dato l'impressione che potesse essere interessato a me, neanche in quel momento, eppure me lo aveva ribadito più volte ormai.
- Ecco, vorrei che evitassi queste occhiate, ad esempio ... so a cosa stai pensando e credimi, anche uno come me può sentire l'imbarazzo. - fu il mio turno di imbarazzarmi a quel punto, annuii e guardai altrove.
- Chiedo scusa, solo che non riesco ancora a crederci ... -
Sean rise ed i suoi occhi brillarono appena – A cosa? Non riesci a credere che qualcuno sia interessato a te? -
Quella conversazione stava diventando molto più che imbarazzante – No, ma ... non so, credevo che ... -
- Ti avevo puntato dall'anno scorso, Chris, da quando ci siamo incontrati alla gara. Conoscevo il tuo nome ed il tuo cognome, spesso ti cercavo anche su facebook e provavo a sbirciare qualche foto ... non sai quanto mi abbia fatto incazzare la privacy sul tuo profilo. - Sean sembrava divertito, io ero stato semplicemente preso alla sprovvista e, a giudicare dalla sua faccia, doveva averlo capito adesso – e dai! Non stupirti tanto. Quando ti ho visto e ho capito che tu eri il nipote della donna con cui usciva mio padre ... credimi, ero il ragazzo più felice del mondo. Cazzo, quanto è piccolo il mondo, no? -
- Lo è davvero. - concordai, ancora frastornato – avresti potuto dirmelo subito ... -
- Certo, come no ... - Sean mi fulminò con lo sguardo – eri sempre così sulle tue, dovevo capire cosa avessi in mente. Sapevo che eri gay, ma non facevi altro che rifilarmi frottole su frottole fino a quando non ti ho visto per la prima volta parlare con Bradbury e allora ho compreso tutto. Sta tranquillo – aggiunse quando vide il panico sul mio volto – nessuno si renderebbe conto di niente, nessun etero almeno, io ho l'occhio allentato, tutto qui. -
Sperai che fosse davvero così, ma ad ogni modo ormai era finita, no? Non ci sarebbe stato più nulla da temere o nascondere. Ancora una volta sentii il mio cuore farsi pesante come se fosse stato schiacciato da un enorme masso. Lo avevo visto andare via con la sua auto, mi era bastata una sbirciatina veloce per accorgermene. Doveva avere uno dei suoi appuntamenti, lo sapevo, forse con la tipa bionda e bellissima che avevo visto in spiaggia. Mi sentii raggelare dentro nonostante i trenta gradi di quella sera ... come potevo andare avanti in quel modo? Il mio corpo si muoveva come se niente fosse ma la mia mente era ferma lì, ancora su Tyler.
- Posso aiutarti. - la voce bassa di Sean mi riportò al presente, mi ritrovai a guardarlo, sbattendo le palpebre per la confusione.
- Non vedo come. -
Quello rise maliziosamente – Tranquillo, lo vedo io. Lo faremo impazzire di gelosia ... -
- Cosa? No! -
- Dai! Vedrai che cederà nel giro di qualche giorno! Li conosco i tipi come lui ... sono così possessivi ... -
Beh, si sbagliava ed anche di grosso – Tyler non è così ... a lui non gliene potrebbe importare meno, Sean, credimi. -
- Non ti credo invece. E' quello che vuole darti a vedere, ma sotto sotto sta morendo dalla gelosia. -
Scossi la testa, mi sarebbe piaciuto credere in quella meravigliosa menzogna, sarebbe stato infinitamente bello sprofondarci dentro e pensare che a Tyler fosse mai importato qualcosa di me, ma non era così. Era stato chiaro, le sue parole lo erano state almeno.
- Possiamo farci vedere insieme, che ne dici? Puoi raccontare a sua sorella dettagli scottanti della nostra relazione ed assicurarti che lui ti senta! Possiamo ... -
Lo interruppi – Sean, no. E' finita, a lui non importa ed io non mi renderò ridicolo in questo modo. Poi non mi permetterei mai di usare te e Rachel per i miei scopi, non sono quel tipo di persona ... -
- Dovresti diventarlo invece, forse faresti strada, forse riusciresti a prenderti ciò che vuoi. - commentò quello, serissimo. Mi stava fissando, vidi del desiderio sul suo volto.
- Sono confuso ... non capisco perché tu mi stia proponendo una cosa del genere, sarò sincero ... -
- Perché credo sia una buona mossa! -
Scossi la testa – No, non è questo il punto. Non capisco come possa starti bene una cosa del genere ... farti usare come leva per far incazzare Tyler e spingerlo di nuovo da me. Non è bello, se davvero io ti piaccio ... questo ti farebbe molto male, Sean. -
- Lo so, lo farei soltanto per te infatti. Per farti capire quanto Bradbury non valga neanche una tua lacrima. -
Mi venne da ridere, ma non di felicità – Questo lo so già, Sean. -
- Allora dovresti voltare pagina. -
- Chi ti dice che non lo stia già facendo? - gli chiesi, serio.
- I tuoi occhi, i tuoi sospiri, quell'aria triste che hai impressa addosso ogni volta che ti vedo ... -
- Andrà meglio prima o poi. Devo solo evitare di incontrarlo ... -
Sean sghignazzò – Come se fosse semplice, non so se te ne sei accorto ma continua a vivere accanto a casa tua ... -
- Beh, cosa vuoi che faccia? Che mi trasferisca? Che cambi stato? Pianeta forse? -
Il suo sguardo si fece più profondo – No, puoi venire a letto con me però, possiamo spassarcela per tutta l'estate. Ti assicuro che alla fine non ricorderai neppure il suo nome. -
Quelle parole mi lasciarono basito, ultimamente capiva spesso, quel tipo era fuori di testa, ma capii che non stava scherzando affatto – Ne dubito, Sean ... -
Lo sentii sbuffare forte – Bene, allora fa come ti pare. Io mi sono proposto, ed anche più di una volta ormai, non voglio risultare pesante quindi facciamo alla tua maniera. -
- Voglio solo un amico ... - dissi con estrema sincerità ed anche parecchia fatica.
- Sarò quello che vuoi – Sean mi fece l'occhiolino, poi controllò il cellulare – adesso se non ti dispiace vado a beccarmi con un tipo che non si è lasciato sfuggire il treno. -
Mi ritrovai a ridere – Va bene, buona serata allora. Ci sentiamo domani, ti faccio sapere per quella festa. -
- Sicuro! - Sean mi salutò, poi montò in auto e si dileguò in un paio di secondi dalla mia vista.
Che casino del cazzo, pensai, mentre prendevo posto sul mio scooter fresco di officina. Quello vecchio era del tutto andato dopo lo schianto di Wes e Seth. Avrei dovuto capirlo già da allora come sarebbe andata a finire con Bradbury, anzi a dire il vero lo avevo già capito, ma mi ero incaponito come sempre, avevo sperato di sbagliarmi, di poter migliorare quell'enorme testa di cazzo del mio vicino. Avrei dovuto mandarlo a quel paese quella notte in spiaggia, invece no, avevo creduto alla sua promessa ...
E se volessi trattarti bene da ora in poi, Wayright?
Sì, eccome se lo aveva fatto. Ma come potevo essere stato così idiota? Non era da me, avevo sempre avuto tutto sotto controllo, non avevo mai permesso a nessuno di infilarsi nei miei pensieri a quel modo ... avevo avuto paura di diventare come mio fratello Seth ed adesso c'ero dentro anch'io fino al collo.
Parcheggiai al centro, fu una fortuna trovare posto tanta era la confusione. Non sapevo neppure perché fossi uscito, forse l'idea di starmene chiuso in casa a deprimermi per un'altra lunga giornata mi mandava in bestia. Mi stavo facendo distruggere la vita da uno che a quel punto doveva aver dimenticato perfino come mi chiamassi. Sean aveva ragione, dovevo lasciarmi andare, sperimentare un po' con lui? Era un bel ragazzo ... alto, fisico prestante, capelli chiari, occhi verdi ... eppure.
No, non era Bradbury. Non poteva andare.
Se fossi stato solo mi sarei preso a pugni per quello che avevo appena pensato, fu tutta quell'enorme folla di gente ad impedirmi di picchiare la testa contro una vetrina. Ero un idiota! Stavo ancora morendo dietro quel lurido figlio di puttana! Lo vedevo, quei ricordi arrivavano come flash inaspettati, il suo corpo muscoloso e nudo, la cicatrice sulla sua spalla, quegli occhi glaciali puntati su di me mentre si spingeva dentro il mio corpo, poi quel sorriso ... raro e bellissimo. A volte aveva sorriso per me e con me ... non potevo essere così insignificante per lui ... no?
- Ehi, Chris! - ero imbambolato, mi voltai verso la voce per incontrare il viso sorpreso di Rachel a qualche metro da me.
- Ehi, ciao! - le andai incontro e risposi al suo bacio, era con delle amiche, ragazze che conoscevo di vista soprattutto, salutai tutti – che ci fai qui? -
- Faccio un giro con le ragazze, niente di che ... ma sei da solo? -
- Già ... - dissi un po' imbarazzato.
- Quindi alla fine Sean ti ha mollato ... - sollevò un sopracciglio, quel gesto mi ricordò incredibilmente il fratello. Era così tipico di lui che mi imbambolai di nuovo – Chris? Va tutto bene? -
- Sì ... volevo solo fare un giro, prendere un po' d'aria e qualcosa da bere ... -
- Puoi venire con noi ... non abbiamo parlato molto di recente, credo di essere stata spodestata da qualcuno. -
Ce l'aveva con me, conoscevo e capivo le donne meglio di quanto facessi con i ragazzi, mi resi conto – Rachel, te l'ho detto ... è il figlio del tipo che esce con mia zia Monica e so che voi due non andate d'accordo ... -
- Noi due? E tu ci andresti d'accordo quindi? Anche dopo quello che ti ha fatto? E' un bugiardo, Chris! Se ne sta soltanto approfittando, perché tu sei dannatamente buono ... -
- Non sono un cazzo io, Rachel! - ero stufo, cominciavo davvero ad essere incazzato adesso – dacci un taglio con questa storia irritante e smettila di metterti in competizioni con lui ... -
Il suo viso si fece paonazzo – In competizione? Ma stai scherzando, vero? Non capisco come tu possa fare finta di niente! Ti ho visto parlare con lui poco fa fuori casa tua ... -
- Ok, e quindi? Dimmi, cosa dovrei fare secondo te? Dovrei bandirlo da South Gate? Non rivolgergli mai più la parola nonostante continui a scusarsi? Tutti sbagliano, Rachel. Anche tu lo hai fatto con me, eppure adesso siamo qui ... siamo amici nonostante tutto. - la vidi abbassare lo sguardo, doveva aver capito cosa intendevo – quindi smettila di rompermi le palle su Sean. -
- Ho capito. -
Aveva capito, ma il resto della serata trascorse terribilmente lento. Nonostante tutto non le era passata, non ce la faceva proprio a lasciar perdere, mi ritrovai a parlare più con le sue amiche che con lei, per fortuna il cameriere fu veloce con le ordinazioni e un'ora dopo ero già in scooter, pronto a tornarmene a casa a deprimermi.
Mi stesi sulla sdraio, i miei occhi fissavano la superficie dell'acqua scossa appena da una brezza lieve. L'avevamo fatto anche lì, su quella stessa sdraio sulla quale mi trovavo, nonostante avessimo fatto piano Seth ci aveva visto dalla finestra della sua stanza, l'unica rivolta direttamente verso la piscina. Un brivido mi percorse la schiena al ripensare al nostro ultimo incontro a casa sua, sul divano in salotto, prima ancora sul suo letto. Niente lasciava presagire un finale così disastroso, pensai, portandomi la testa tra le mani.
Poi sentii dei passi, alzai gli occhi ed incontrai quelli di Matt a qualche metro di distanza dalla piscina. Aveva una cera di merda ed era piuttosto insolito.
- Cugino ... -
Quello rispose al saluto con un cenno della testa, poi si sedette accanto a me.
- Voglio andarmene da qui. - mi confidò con un sussurro.
- Tutti vogliono andarsene da qui, ma nessuno può farlo. E' come un incubo soltanto che purtroppo è la nostra realtà. -
- Davvero ... non vedo l'ora che questa estate finisca ... -
Mancava ancora troppo per i miei gusti, ma ad ogni modo i miei problemi non se ne sarebbero andati con l'estate purtroppo. Non volevo pensarci, eppure non facevo altro. Che cosa gli avevo permesso di farmi? Quanto in profondità era riuscito ad entrare?
- Ci sarà una festa sabato... la più attesa dell'estate, a quanto pare ... - iniziò lui.
- Sì, la conosco, ma non ho mai trovato dei biglietti per andarci. E' un posto molto chic, aperto soltanto alle persone con molti agganci. -
Matt sorrise appena – Potrei averne qualcuno – ero stupito – un mio compagno di classe verrà in zona tra qualche giorno, fa da fotografo per questo gruppo esordiente ma già molto famoso che è stato ingaggiato per suonare. Credo che possa racimolare qualche biglietto anche per noi. -
- Forse è quello che ci vuole – dissi speranzoso.
- Di certo non potrebbe andare peggio di così. -
Matt aveva ragione ... no, non poteva andare peggio di così, pensai, avvilito.
NIKOLAJ
Erano passati giorni da quella notte, giorni senza che io riuscissi a cancellare quell'avvenimento dalla mia testa, senza che potessi togliermi dalla mente quegli occhi. Lo sguardo con cui mi aveva guardato, sembrava che non mi vedesse neanche, non mi aveva permesso nemmeno di spiegare. Avevo provato molte volte ad avvicinarlo ma i suoi occhi me lo avevano impedito, quell'astio e disgusto mi paralizzavano. Ero bloccato, avevo chiesto a Dylan di darmi del tempo, sapeva che qualcosa non andava e mi aveva detto di fare ordine in me e che poi ne avremmo parlato. Ordine. Come potevo farlo se l'unica persona che volevo, la ragione per cui tutto era cominciata, non mi degnava neanche di una parola, se evitava la mia faccia e mi vomitava il suo disprezzo solo con un'occhiata di sfuggita? Decisi di farmi forza e parlagli quel giorno.
Era il quindici di Agosto e avevamo organizzato un barbecue, si erano uniti anche i Ward a noi, volevo approfittare della confusione generale per parlare in privato con Matt. Lo avevo tenuto d'occhio per tutto il pranzo ed alla fine si era isolato, salendo in camera sua, così lo seguii. Rimasi per qualche istante a fissare la porta chiusa e raccolsi tutto il coraggio che avevo per prepararmi a bussare, ma non lo feci. All'improvviso sentii la voce di Matt e questo mi bloccò, rimasi ad ascoltare quella che doveva essere una telefonata molto riservata se era salito fino in camera sua.
- Ehi .... Qui fa tutto schifo – diceva la voce di Matt affranta – davvero non vedo l'ora di vederti, mi manchi da morire – quelle parole mi uccisero, con chi stava parlando? – dammi buone notizie adesso... -
La sua risata proruppe ed il mio cuore perse un battito, chi diavolo lo stava facendo ridere così?
- Davvero? Non mi prendi per il culo, ce li hai? – era euforico adesso – Cristo, certo che ci vengo stasera! Sono stanco di stare qui, non vedo l'ora di poter passare del tempo con te, mi sei mancato – mormorò, un'altra risata – sei disgustoso, non possiamo fare una cosa del genere ... sì, certo ed io che ci guadagno? - l'agitazione mi stava divorando, di che cosa stavano parlando? – passiamo a cose serie, li porti, vero? Non ti do il permesso di entrare a South Gate senza, sono seriamente in astinenza e ne ho un bisogno assurdo di recente ... -
Quelle parole mi spiazzavano, cosa diavolo poteva essere? Chi era al telefono? Non volevo pensare al peggio ma per un momento pensai che potesse davvero essere droga.
- Mi devi raccontare tutto ... sì che ci sarà tempo! – un'altra risata – ma piantala non si può avere una discussione seria con te! Juri!!! Sei peggio di una puttana, una di quelle che violenta la gente però – un'altra risata – ok ... lo dico a mio cugino ... ci vediamo stasera ... sì, sì anch'io –
Juri ... era di certo il nome di un ragazzo, chi poteva essere? Non avevo mai sentito quel nome pronunciato da Matt altre volte, che anche lui avesse i suoi segreti? Rimasi impietrito davanti a quella porta e non mi resi conto minimamente conto che Matt stava per venire fuori dalla stanza, mi ritrovai i suoi occhi azzurri che mi fissavano confusi.
- Che ci fai qui? – chiese sorpreso – stavi origliando? – ora il suo tono era di nuovo arrabbiato.
A quel punto qualcosa scattò dentro di me – Con chi stavi parlando? – domandai a mia volta con tono autoritario.
Quello parve stupirsi, ma durò un solo istante, poi divenne solo infastidito – non credo siano affari tuoi. –
- Lo sono invece – ribattei.
- No ... non lo sono affatto ... perché non ti preoccupi del tuo ragazzo, non l'ho visto oggi, stasera passerete una notte romantica sotto le stelle? A pomiciare dove nessun occhio indiscreto vi veda?-
Mi zittii per un istante e lui cercò di passare oltre, ma glielo impedì afferrandogli il braccio – Matt .... Che stai facendo? –
- Quello che avrei dovuto fare mesi fa ...- disse a denti stretti liberandosi dalla mia presa – piantarla di farmi illusioni –
- Se solo mi lasciassi spiegare ... perché non vuoi sentirmi? – chiesi disperato.
- Perché sentirti dare spiegazioni al fatto che mi hai mentito per tutti questi mesi mi fa soltanto incazzare, Nik ... perché io ti ho chiesto chiaramente cosa stava succedendo e tu hai negato .... – rispose straziato – mi hai fatto diventare qualcuno che ruba ad una persona l'uomo che ama ... ed io non sono così –
- Ma io non lo amo più .... Io amo solo te, Matt ... su questo non posso mentire –
- Ma lui ti ama Nik, l'ho visto e quella di mettermi in mezzo doveva essere una mia scelta e tu me l'hai negata – sbottò – ed adesso io mi prendo il diritto di scegliere e decidere per entrambi, quindi no! Non voglio sentire le tue scuse, non voglio ascoltarti, non voglio le tue scenate di gelosia! È tardi adesso ... -
Vedemmo arrivare Chris dal fondo del corridoio, Matt si allontanò da me per raggiungere il cugino a passo svelto, gli mise un braccio intorno alle spalle.
- Cugino stasera vestiti bene – gli disse – ce ne andiamo a quella festa –
- Scherzi? – quello parve sorpreso – quindi te li sei procurati sul serio? –
- Il ragazzo di cui ti ho parlato ci ha rimediato i pass, basta dare i nostri nome al buttafuori – rispose soddisfatto – stasera ci divertiremo come si deve! Basta seghe mentali e tanti scrupoli .... Mandiamo il mondo all'inferno per una notte! –
Quello annuì compiaciuto e si diedero il cinque, poi Matt scese di sotto e Chris entrò in bagno, io andai dietro al primo. Volevo altre spiegazioni, sapevo che non avrei potuto ottenerle ma al contempo non volevo rassegnarmi.
Era in salotto insieme a Wes e Monica adesso, così mi bloccai un attimo, accostandomi accanto alla porta per non farmi vedere, tuttavia non potei riprendere la nostra discussione, a quel punto non mi rimase che ascoltare la loro conversazione per cercare di ottenere altre informazioni.
- Una festa in una villa? E chi la organizza? – chiese Monica – siamo sicuri che non sia pericoloso? –
- E' solo una festa mamma – la rassicurò Matt – e poi ci vado con Chris e Sean, di che ti preoccupi? –
- Lascia che si diverta, Monica, non fare sempre il poliziotto cattivo – disse Wes scocciato – chi vi farebbe entrare a dei pivellini come voi? Non è roba che richiede degli inviti? –
- Ci pensa Juri – spiegò quello.
A quel punto tesi l'orecchio e non mi sfuggì lo sguardo più sereno di Monica, ancora una fitta la centro dello stomaco, la cosa mi irritava sempre di più.
- Juri verrà qui?- esclamò mia sorella entusiasta –si ferma qualche giorno? Perché non lo inviti a pranzo? –
- Posso dirglielo, ne sarà felice – rispose Matt.
- Allora resta vicino a lui stasera, sono più tranquilla se so che c'è anche lui con voi – disse lei, poi anche Maurice si aggiunse al trio.
- Quindi verrà anche Sean? –
- Sì, ha già parlato con Chris, ci ripensiamo noi a portarlo a casa dopo. –
- Grazie davvero! Mi sembra incredibile che i miei ragazzi siano qui da più di una settimana senza lamentarsi! Siete stati davvero gentili ... non potevo chiedere di meglio – commentò l'uomo con un sorriso radioso rivolto prima a Matt, poi a Monica.
Altri convenevoli, poi Monica e Maurice lasciarono la stanza, così Matt e Wes si ritrovarono da soli, stavolta la conversazione si concentrò su altri argomenti.
- Allora come va? – mormorò il più piccolo.
- Non so di che parli, fratellino –
- Sì, invece ... con Kevin ... l'ho capito cos'è successo, non sono mica idiota – gli fece notare Matt con un sorriso – adesso state insieme? –
Quello sorrise, un sorriso candido e quasi sognante – sì ... noi ... ci proviamo –
- Mi fa piacere, Wes ... ti vedo davvero felice –
- E tu invece? – chiese quello con sguardo indagatore – ho notato che tu e lo zietto siete di nuovo ai ferri corti ... - il più piccolo parve subito a disagio – hai scoperto forse qualcosa che non sapevi? – il volto di Matt non nascose lo stupore come il mio del resto – quel Dylan è più di un amico non è così? Avevo visto delle chiamate sul cellulare di Nikolaj mesi fa ... parecchie ... non immaginavo che potesse essere una cosa del genere ma dalla tua faccia deduco che non mi sia sbagliato ... -
- Già – disse quello con voce rotta.
- Vedi? Hai visto che persona è? E' un bene che abbiate rotto ... pensa se fosse durata e tu avessi scoperto una cosa del genere? Quello stronzo non ti merita, Matt ... - disse lui abbracciandolo – pensa a divertiti stasera, stai con Juri ... ci penserà lui a tirati su il morale! –
Ancora quel nome, lo detestavo, me ne andai via troppo amareggiato per restare ad ascoltare quanto io fossi dannatamente sbagliato e quel tipo la medicina alla malattia che avevo gettato su Matt.
Mi sedetti fuori e rimasi a fissare quel giardino ed il cielo estivo mutare, i colori brillanti farsi più scuri e quel giorno andare verso il tramonto. Osservai Wes salutare la madre e uscire, vidi anche Seth dopo poco attraversare il giardino e sparire lungo la strada. Dei ragazzi in casa sarebbero rimasti solo Raphael e Celine che passavano parecchio tempo insieme di recente.
- State attenti voi tre, mi raccomando! – sentii dire a Monica.
Matt le fece un cenno con la testa mentre usciva dalla casa con le chiavi della macchina in mano seguito da Chris e Sean. Lo osservai sflilare davanti a me senza che mi degnasse di uno sguardo, lo avevo davvero perso? Ero davvero pronto a permetterlo?
NOTE DELLE AUTRICI: Buongiorno a tutti!
Abbiamo notato che siete state particolarmente numerose lo scorso capitolo, siamo entusiaste di notare che la storia vi stia ancora entusiasmando nonostante la lunghezza ^^ non tutti sono così coraggiosi da imbarcarsi in una lettura di tale portata. Speriamo che possiate apprezzare anche i capitoli successivi, vi promettiamo che non vi annoierete neanche un istante, perché da qui in poi la situazione si complica (ancora di più? vi chiederete? ebbene sì!) Siete pronti per lasciare un pezzettino del vostro cuore sulle pagine virtuali di efp? :P
Bene, preparatevi!
Un bacione a tutti e ancora grazie mille per l'affetto che ci mostrate ogni settimana!
Baci :)
PS: Curiose sull'identità di questo fantomatico Juri? Chi credete che sia? E cosa porterà a South Gate? Lo saprete meglio nel prossimo capitolo :P
- BLACKSTEEL -
u<7
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro