Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

'Ti diverti?'

Justin's POV.
Mi staccai dall'abbraccio, guardando Brigitte negli occhi. Sorrisi confortandola.
"È tutto okay?" chiese.
"Tutto bene" annuii.
Essere lasciati sarebbe stato traumatico, ma in quel momento era l'esatto contrario. Le baciai la fronte, senza chiudere gli occhi. Il mio sguardo vagò per la stanza, incontrando un paio di occhi verdi. Mi bloccai, riconoscendo che quegli occhi appartenevano a Rebecca.
"Becky" sussurrai, con un filo di voce. Spostai Brigitte di lato, avvicinandomi alla mora. "Cosa ci fai qui?"
"Ero venuta a salutarti,-" cercai il suo sguardo, invano. "-ma dato che sei occupato vado via." girò le spalle e si avviò alla porta.
"No aspetta, torna qui!" mi avvicinai, ma mi fulminò con lo sguardo. Mi bloccai e sospirai, passando una mano tra i capelli. La lasciai andar via, evidentemente ci era rimasta male a vedere quella scena.
"Chi era?" chiese Brigitte, affiancandomi.
"La figlia dei vicini." risposi solamente, continuando a guardare il punto in cui l'avevo vista andar via.
"E come mai ti voleva?" chiese Brigitte alzando un sopracciglio.
"Penso che non siano più fatti che dovrebbero interessarti" sputai, prendendo il grembiule e andando via. Rebecca era in piedi vicino al bancone. Aveva lo sguardo perso nel vuoto e le braccia incrociate al petto, era triste e rendeva me strano vederla in quel modo. Provai ad avvicinarmi, ma venne chiamata da Paul che le diede delle pizze. Gli fece un piccolo sorriso, le prese e si girò, per poi andar via. In pochi secondi fu fuori, sotto il mio sguardo attento. Avrei voluto aiutarla.
"Cos'è successo a Rebecca?" mi chiese Paul, non appena lo raggiunsi. Mi strinsi nelle spalle, abbassando leggermente lo sguardo.
"Penso che abbia frainteso una cosa." mi grattai la fronte, guardando ancora la porta d'ingresso. "Brigitte mi ha lasciato, pensando che ci fossi rimasto male mi ha abbracciato e penso che Rebecca abbia visto tutto" sbottai, sotto lo sguardo sbigottito di Paul.
Già, ero appena stato lasciato da quella che stava per diventare mia moglie.

Rebecca's POV.
Durante il viaggio di ritorno, rimasi in silenzio. Ero ancora scioccata, anche se sapevo che prima o poi sarebbe successo. Insomma, era fidanzato. Ero io l'intrusa, non lei. La cosa che proprio non riuscivo a spiegarmi, era il perché di quelle parole, di quei suoi gesti. Se era fidanzato, perché mi aveva baciata? Perché diceva di volermi? Aveva già lei, una bellissima ragazza dai capelli biondi e gli occhi blu come il mare. Era così bella, lei si che era il suo tipo. Mi stava illudendo, ed io mi stavo facendo illudere.
Ancora una volta.
"Pulce, tutto bene?" mi chiese Ryley, fermandosi al semaforo. Annuii, guardando fuori dal finestrino. L'unica cosa che desideravo, era andare a casa, mangiare e andare a letto. Anzi, chiudere le finestre e andare a letto. Non volevo ritrovarmelo dentro camera all'improvviso.
"Sta tranquillo, mi fa solo male la gamba" mentii, sorridendogli appena. Arrivammo a casa in poco tempo, parcheggiammo l'auto in garage e scendemmo con le pizze. Mamma e papà avevano già apparecchiato tavola e ci stavano aspettando sul divano. Sorrisi nel vederli abbracciati a guardare la tv.
"Mamma! Papà!" urlarono i bimbi, catapultandosi tra le loro braccia. Mi avviai in cucina con Ryley per posare le pizze sul tavolo.
"Domani andiamo a scuola insieme?" gli chiesi, mangiando una patatina. "Justin ha la mia moto." mi morsi l'interno guancia, non dovevo far sapere che Justin mi aveva investita ed io cosa stavo facendo?
"E perché Justin ha la tua moto?" chiese, aggrottando le sopracciglia.
"Si è offerto di ripararmela" esordi e in fondo un po' era vero.
"Domani non ho lezione, mancano alcuni prof e invece di andare a scuola per un'ora sola di lezione preferisco restare a casa e studiare, dato che non ho mai tempo per farlo"
"Va bene, allora penso di restare anch'io" feci spallucce e andai in salotto per dire a tutti di venire in cucina, altrimenti le pizze si sarebbero freddate.
Di andare a scuola proprio non ne avevo voglia, anche se avevo un'interrogazione di filosofia. Non avevo nemmeno voglia di mangiare, figuriamoci di andare a scuola. Dopo la scena che avevo appena visto, mi si era chiuso lo stomaco.
Perché doveva farmi provare quelle sensazioni? Perché dovevo stare così male per un ragazzo? Dopo James mi ero ripromessa che mai più nella mia vita sarei stata male per un ragazzo. E invece no, mi lasciavo illudere. E l'illusione, porta ad amare conseguenze.

"Rebecca, sei solo innamorata. Infondo lo sai com'è l'amore. Un attimo prima ti porta su, un attimo dopo ti porta giù. L'amore non è il 'e vissero felici e contenti delle fiabe', l'amore è sofferenza e passione allo stesso tempo. Notti insonni, desideri, lacrime, sorrisi, sudore, passione, dolcezza. L'amore è come un boomerang, e tu stessa lo sai. È il buio del tunnel, ma allo stesso tempo può esserne la luce. Hai scelto di innamorarti, adesso sta a te pagarne le conseguenze."
Chiusi gli occhi, perché Olga devi sempre avere ragione?

Finii in fretta di mangiare, lavai ciò che avevo sporcato e salii di sopra, per preparare lo zaino ai bimbi. Preparai le varie cartelle e le misi fuori ad ognuna delle stanze, come facevo tutte le sere. Feci addormentare Mirabelle e Jhonny, che nel frattempo avevano finito di mangiare, dopodiché andai in camera mia per lavarmi e mettermi comoda. Una tuta della MNML bianca e nera era l'ideale, anche se tecnicamente non era proprio una tuta da usare in casa.
Scesi di sotto, trovando la mamma intenta a lavare i piatti. "Mamma, posa subito quei piatti. Faccio io" sbottai, prendendole da mano la spugnetta e poggiando i piatti nel lavabo.
"Tesoro, non preoccuparti, posso lavare due piatti"
"È tardi e devi riposare. Finisco io qui, tu va di sopra e riposa" le sorrisi dolcemente, continuando il lavoro che aveva cominciato.
"Bimbi andiamo, la mamma vi racconterà una bella fiaba" papà mi lasciò un bacio sulla fronte prima di scomparire, seguendo la mamma di sopra. Ryley mi aiutò a pulire la cucina per poi sedersi con me sul divano. Non avevo tanta voglia di vedere la televisione, ma solo di chiudere gli occhi e riposare. Allo stesso tempo, non volevo andare di sopra e stare a letto da sola.
"Vado a comprare le sigarette e torno" sussurò Ryley, alzandosi dal divano. Alzai un sopracciglio.
"Tu non fumi" incrociai le braccia al petto, seguendolo mentre si avvicinava alla porta.
"Era tanto per dire qualcosa" alzai gli occhi al cielo.
"Okay, allora io vado a letto" gli sorrisi, per poi vederlo andar via.
Alla fine, rimasi sola lo stesso.
Portai la gamba buona al petto e ci poggiai il mento sopra, perdendo il mio sguardo in un punto impreciso della stanza. Presi il cellulare e cominciai a parlare con la mia migliore amica, mi mancava un sacco uscire con lei. Da piccole, eravamo sempre insieme, anche perché vivevamo vicine. Come io le ero stata vicina quando i suoi genitori si erano separati, anche lei mi era stata tanto vicina quando mamma si era ammalata. Non era una migliore amica, era la migliore amica. Assieme a Ryley, era una delle persone più importanti della mia vita.
Prima di staccare, le mandai un bacio e le dissi 'ti voglio bene'. Non un solito ti voglio bene, ma un ti voglio bene carico d'amore. Poggiai il cellulare sul divano e mi ci stesi. Era appena cominciato Master Chef USA e cominciai a guardarlo. Ciò che odiavo era la pubblicità, proprio non mi andava giù vedere dieci minuti di programma e un quarto d'ora di pubblicità. Per ammazzare il tempo, andai in cucina a prendere un bicchiere d'acqua ma, proprio quando stavo per rientrare in salotto, la porta di casa si aprì. Ryley teneva il braccio sulle spalle di una ragazza e le intimava qualcosa all'orecchio. Li squadrai bene, e non appena vidi quella ragazza restai paralizzata.
"Becky, non dovevi essere a letto?" sbottò Ryley, strabuzzando gli occhi.
"Stava facendo masterchef" feci spallucce, squadrando la ragazza. "E lei sarebbe..?"
"Brigitte, dormirà con me stanotte.." Ryley strinse la mano della ragazza che deglutì.
"Okay.." sussurrai, avviandomi verso le scale. Sentii dei passi farsi sempre più vicini, finché una mano non si poggiò sulla mia spalla. "Ry, sono stanca" sbottai girandomi, ma non incrociai gli occhi di Ryley. "E tu che vuoi adesso?" chiesi esasperata.
"Non so chi tu sia, so solo che Justin ti conosce e che sei la sorella di Ryley. È da un po' che ci frequentiamo e proprio per questo, oggi ho rotto con Justin. Quindi per favore, non dire nulla a tuo fratello,-" mi prese le mani e mi guardò negli occhi "-ci tengo troppo" guardai i suoi occhi, di un blu acceso. Mi limitai ad annuire, stordita.
Salii di sopra senza fare troppe storie. Non volevo rivelare a Ryley che Brigitte era -ormai- l'ex quasi moglie di Justin, sarebbe stata una mossa meschina. Non avevo mai visto mio fratello così felice e così preso, non volevo rovinare tutto a causa della mia gelosia.
Entrai in camera e mi gettai sul letto, portando il cuscino sul viso. Sentivo la necessità di urlare e scacciare via tutta la rabbia che provavo. Così, presi un cuscino a forma di cuore e ci sprofondai la faccia all'interno, urlando.

Aspettate un attimo, un cucino a forma di cuore?

Lo allontanai dal mio viso, prendendolo tra le mani. Era un cuscino rosso e grande, con scritto al centro 'KISS ME'. Mi guardai intorno sbigottita, come ci era finito in camera mia? Mi alzai dal letto e mi girai intorno, per poi focalizzare la mia attenzione su un bigliettino poggiato sul mio letto.

'Kiss me under the moonlight.'

Era una grafia che non avevo mai visto. Cercai con lo sguardo qualcuno, qualcosa. Finché, una folata di vento fece aprire la finestra. Nonostante l'avessi chiusa. Mi rigirai, sentendo un rumore proveniente da un punto impreciso della stanza, per poi spostare nuovamente lo sguardo verso la finestra, notando un paio di occhi color nocciola farsi spazio nel buio della notte.
"Kiss me under the moonlight" sussurò il ragazzo di fronte a me, prima di poggiare una mano sul mio collo e avvicinarmi velocemente al suo viso.
Ed eccola di nuovo, quella danza che avevo sognato durante tutta la notte. Mi erano mancate le sue labbra, anche se le avevo toccate una sola volta. Chiusi gli occhi e allacciai le braccia al suo collo, sentendo le sue mani poggiarsi sui miei fianchi e stringermi a sé. Sorrisi. Mi sembrava quasi di volteggiare nell'aria.
"Non aprire gli occhi" sussurrò Justin, per poi stringermi di più a sé. In pochi istanti, ci ritrovammo fuori, sul tetto, quasi come se ci avesse teletrasportati.
"Ma cosa.." sussurrai, staccandomi per guardare in basso. Poggiò un dito sulle mie labbra, prendendomi nuovamente il viso tra le mani.
"Adesso siamo al chiaro di luna" sussurrò, poggiando nuovamente le sue labbra sulle mie.
"Come hai fatto?" gli chiesi, sbigottita.
"Ti spiegherò tutto domani" sorrise. "Chiudi gli occhi" chiusi gli occhi, proprio come mi aveva ordinato. In pochi secondi, ci ritrovammo in camera mia. Riaprii gli occhi non appena i miei piedi toccarono il pavimento.
"Voglio sapere tutto adesso" lo abbracciai, stringendolo.
"Ora è tardi, piccola" ridacchiò baciandomi i capelli. "È facile farsi perdonare da te, sai?"
"Be' se sono.. no, nulla" mi morsi il labbro, socchiudendo gli occhi. Mi girai, intenta ad andare a letto.
"Se sei cosa?" mi prese per i fianchi, soffiando sul mio collo.
"Nulla" feci spallucce, sfuggendo alla sua presa e gettandomi sul letto. "Vieni qui? Tutto il giorno non ci siamo visti.."
"Prima mi dici cosa" allacciò le braccia al petto, cercando di sopprimere un sorriso.
"Pazza di te, ancora non lo hai capito?"

Justin's POV.
Sentire quelle parole dalle sue labbra, fece scattare qualcosa in me. Mi catapultai nuovamente sulle sue labbra, baciandola con tutto il desidero e tutta la passione che avevo dentro. Come lei era pazza di me, io ero pazzo di lei. Completamente.
"Perché ti voglio così tanto?" morsi le sue labbra, facendola sussultare. "Non immagini nemmeno cosa ti farei" mi spostai sul suo collo, succhiando la sua pelle.
"Justin.." sussurrò, stringendo i miei capelli e spingendomi ancora contro il suo collo. "Justin.." ripeté, staccandomi di poco. La guardai con occhi pieni di lussuria, bagnandomi le labbra con la lingua. "Mi hai fatto un succhiotto?"
"Forse" feci spallucce, ricevendo uno schiaffetto dietro la nuca.
"Non mi vendico solo perché sono troppo stanca" poggiò la testa sul mio petto, accarezzandomi. "Dormi qui vero?"
"Fammi almeno togliere la maglia" Sotto il suo sguardo attento, tolsi la maglia e mi stesi nuovamente al suo fianco. "Se mi trasferisco qui faccio prima"
"Per me non ci sono problemi" sorrise, toccando i miei addominali. "Buonanotte, Justin.." sussurrò, baciandomi la guancia.
"Buonanotte, piccola" presi ad accarezzarle la guancia, finché non sentii il suo respiro sempre più regolare.
Con Brigitte non avevo mai provato certe sensazioni, eppure ero stato con lei molti anni. Rebecca era tutt'altra cosa, Rebecca era completamente diversa. Più dolce, più sexy, più simpatica e più vera. Sentivo di potermi fidare di lei, e l'avrei fatto.
Speravo solo, di non metterla troppo in pericolo.

-

Una suoneria abbastanza fastidiosa mi spinse ad aprire gli occhi. Era il mio cerca persone. Con uno scatto felino lo presi, notando sullo schermo un messaggio di Harris. Pericolo 2, incendio a Santa Monica. Mi alzai velocemente ma facendo attenzione a non svegliare Rebecca, le diedi un bacio prima di mettere la maglia e uscire dalla finestra di casa sua.
The Storm doveva andare in azione.

Rebecca's POV.
Corsi velocemente giù per le scale e fuori la porta, seguendo Justin. Era andato via nel bel mezzo della notte senza neanche lasciarmi un biglietto, sentivo che mi stava nascondendo qualcosa. Cercai di ignorare il dolore che sentivo alla coscia, correndo il più veloce possibile. Arrivai fuori al suo garage e mi nascosi dietro la sua macchina. Si posizionò davanti a un angolo delle pareti dello stanzone, che si aprirono rivelando una stanza molto luminosa. Rimasi spiazzata. Non appena le porte si chiusero alle sue spalle, mi avviai anch'io verso il punto dov'era prima. Provai a tastare ogni centimetro di parete anch'io, senza risultati.
"Apriti, stupida parete" sbottai, dando un calcio all'angolo della parte. Le porte si aprirono. "Così, brave!" sorrisi, entrando all'interno della stanza luminosa. C'erano altre porte, che stavano per chiudersi. Corsi all'interno dell'altra stanza.
Era tutto così luminoso e così tecnologico. Camminai piano e guardandomi intorno. C'erano un paio di schermi enormi, con sopra disegnata la mappa di Los Angeles. Lampeggiava una luce rossa a forma di fuoco sopra ad una di esse. Mi avvicinai ad una parete, dove c'erano delle tute. Ne toccai una, sembrava quasi plastificata.
"Ti diverti?" sentii una voce alle mie spalle, che mi fece sussultare.

Cavolo.   

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro