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Capitolo 3

Il suono del campanello mi distoglie dai compiti di inglese. Con malavoglia mi alzo e mi dirigo verso la porta d'ingresso.

Appena la apro, mi ritrovo una signora che credo abbia sulla quarantina d'anni, malmessa, magra, alta, con la coda di cavallo che le tira sù dei lunghi capelli castani, non truccata, con delle occhiaie molto evidenti. Ha una semplice felpa blu e dei jeans scuri, accompagnati da delle scarpe da ginnastica. Dietro di lei c'è un bambino che mi sembra familiare, certo! Come dimenticarlo è il bambino del parco.

<<Buongiorno, lei è?>> chiedo cercando di essere il più cordiale possibile.
<<Buongiorno, io sono Maria, ho visto il tuo volantino, volevo chiederti se potevi fare da babysitter a mio figlio Thomas, ti pagherei 10 euro all'ora>> dice mostrandomi il volantino che ho distribuito ieri.
<<Certo, vuole accomodarsi, così parliamo con più calma, comunque io sono Gaia>> dico porgendo la mia mano, e invitandola ad entrare.

La faccio accomodare su una sedia del tavolo della cucina. Mentre io mi avvicino al bambino.
<<Ciao, io sono Gaia, dimmi, ti piacciono i cartoni?>> dico sorridendogli.
<<Sì>> mi risponde molto timidamente.
<<Ti va di venire a vederli?>> chiedo porgendogli la mano. Lui un po' insicuro l'accette ed io lo porto sul divano e gli accendo la TV, dopodiché torno dalla madre.

<<Allora signora, mi dica, quando vorrebbe che mi occupassi del bambino?>> domando mentre mi siedo sulla sedia dall'altra parte del tavolo.
<<Prima di tutto, dammi del tu, poi vorrei che tenessi Thomas due pomeriggi a settimana, se riesco ad andare a prenderlo all'asilo, poi occupartene fino all'incirca le 19:00>> mi risponde.
<<Perfetto, e questi giorni sarebbero?>>
<<Lunedì e martedì>> mi dice sorridente.
<<Direi che ci po...>> non mi lascia finire.
<<Aspetta, ti vorrei fare un quadro della situazione>> dice un po' nervosa, mentre i suoi occhi si rattristiscono.
<<Certo, mi dica>> mi sto preoccupando, non ho paura di occuparmi di bambini problematici, anzi sto studiando apposta scienze umane, ma di certo mi dispiace per la famiglia.
<<Allora, il padre di Thomas, potremmo dire che è assente, all'incirca 6 mesi fa, l'ho denunciato per violenza domestica, ogni volta che tornava a casa dal lavoro, mi picchiava e stuprava notti intere, e tutto questo davanti a nostro figlio. Per questo ora si trova in prigione. Thomas, però ne ha risentito molto, il suo comportamento non è dei migliori, certe volte è scontroso, non ascolta, gioca a fare cose che un bambino normale non dovrebbe nemmeno pensare, ecc... Io lavoro dalla mattina alla sera, amministro una azienda fuori città, quindi non posso occuparmi di mio figlio anche se è quello che vorrei, così lo mando dai miei genitori appena finisce l'asilo, ma sono molto anziani, perciò ho deciso di assumere una babysitter, beh, questo è tutto>> rimango un po' sorpresa da queste parole, ma non mi faccio scoraggiare, quanto può essere difficile?
Parliamo ancora per un po' e poi verso le 20:00 tornano a casa.

È stata una giornata intensa eppure sono ancora energica.
Comincio a preparare da mangiare, Giulia tornerà a casa tra un'ora, la visita che deve fare è più o meno a due ore di strada da qui, vicino a dove abita mio padre. Mia sorella è sempre nervosa quando ha queste visite, così ho deciso di farle una cenetta con i fiocchi, per tirarle su il morale, e poi oggi sono passata in videoteca a prendere il suo film preferito, che io non ho mai visto prima.
Metto il grembiule, pendo il cellulare accendo la musica a volume altissimo e comincio a cucinare, mentre canto e ballo come una matta, rido, sono gasata, ma tra tutti i miei movimenti, sfioro con la mano una pentola piena d'acqua bollente. Fa malissimo, tra il male continuo a ridere, prendo subito la crema, è la spalmo sulla parte dolorante. E poi... si ricomincia.

Sento mia sorella aprire la porta di casa, io ho già preparato tutto, la tavola imbandita, il risotto servito, un centro tavola e delle candele, tutte cose che lei adora. Io entro in cucina sorridente.
<<Come mai?>>
<<Cosa?>> chiedo avvicinandomi.
<<Tutto questo?>> sembra stupita.
<<Non posso fare una sorpresa alla mia sorellona che tanto adoro?>> dico abbracciandola.
<<La mia bambina>> dice accarezzandomi i capelli delicatamente.
<<La mia famiglia>> dico stringendola ancora più forte.

Autrice:
Ciaoooo a tutti/e!!!
Come state??? Io abbastanza bene dai.
Cosa ne pensate della storia di Thomas???
Spero che il capitolo vi sia piaciuto e ci vediamo con il prossimo; ciaoooo👋🏼👋🏼👋🏼

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