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capitolo 12

<<Odio latino!>> dice la mia migliore amica, mentre ci dirigiamo verso l'uscita della scuola.                                                                                   <<Dai, non è così male.>> lei sbuffa. Sorrido alla pigrezza per la scuola di Emma, lei e lo studio sono due cose completamente diverse, incompatibili. <<Oggi viene Leonardo a casa mia>> dico tutto d'un fiato.
<<è la buona occasione per dirgli chi sei>> e la fa facile lei!
<<E se non volesse più vedermi?>>lei si ferma di colpo e si gira verso di me. <<Lo credi possibile?>> io sto zitta e abbasso leggermente lo sguardo. <<Gaia, a Leonardo, piaci un sacco, ne sono certa, quando vi siete conosciuti, lui ti è venuto a palare, poi, da quella sera, ti ha riempito di messaggi, finché; non vi siete rivisti, e ha provato pure a baciarti, vi siete salutati e tempo dopo ti è venuto a cercare a scuola, per chiederti di uscire, più prove di così...>>
<<Ma se, in realtà, volesse che diventassi una delle tante ragazze che gli sbavano dietro?>>
<<Da quello che ho capito, Augusto, era un tipo serio con tua sorella no?>> annuisco, mentre scendiamo le scale davanti all'uscita.
<<E, se non sbaglio, hai trovato una leggera somiglianza tra August e Leonardo, vero?>>annuisco una seconda volta.
<<Cosa non ti fa pensare che si assomiglino pure su questo? Dopotutto, puoi chiedere anche a tutte le ragazze di sto mondo, nessuna, sarà stata la ragazza di Leonardo. Certo, si è frequentato con qualcuno ogni tanto, ma niente di serio.>>

Appena usciamo dal cancello, mi blocco di colpo, eccolo lì, in tutto il suo splendore, ad aspettare, credo me...

<<Buona fortuna>> dice Emma prima di correre via.

Quando si gira e mi vede, gli compare subito un sorriso stupendo, che bello!

<<Hey>> dice non appena siamo abbastanza vicini da sentirci.

<<Ciao>> rimaniamo lì a fissarci per un tempo che sembra durante un secondo, anche se credo duri molto di più.

<<Sei carina>>si gratta leggermente la testa. Io mi squadro da capo a piedi.

<<Mi prendi in giro?>>

<<No>>

<<Ho solo dei jeans chiari, una maglietta bianca, una giacca e una treccia ai capelli, cosa ti fa pensare che sia carina?>> lui si avvicina, non mi sfiora nemmeno, ma i nostri nasi sono praticamente vicinissimi, sento il suo respiro sulla pelle del mio viso, guardo quell' occhi verdi, che fanno mancare il respiro.

<<Anche se indossassi un sacco di patate, saresti bellissima>> Fa un passo indietro.

<<Dai, sali>> dice indicando il motorino grigio alle sue spalle.

<<No no, dovevamo incontrarci alle 15, e adesso sono le 14, quindi, ci vediamo a casa mia alle 15. Ora se vuoi scusarmi vado a casa, mangi velocemente, e poi vado a prendere Thomas.>> lui ci rimane a bocca aperta, lo, non sono facile! Mi viene quasi da ridere.

<<Ok>> si rimette il casco, e sale sul motorino, sta per partire, ma io lo fermo, e mi metto alla stessa vicinanza, che prima sui aveva con me, lo fisso negl'occhi e dico.

<<Tranquillo, che non ti basta di certo un "sei carina" per conquistarmi>>

Mi giro e corro a casa, sono in ritardo. Quanto mi piace provocarlo!

Finito di mangiare, corro a prendere Thomas, lui finisce sempre a quest'ora, perché diciamo che non gli piace andare all'asilo, in più i nonni possono andare a prenderlo solo a quell'ora, quindi visto che i giorni che devo tenerlo, adesso, cambiano spesso, abbiamo tenuto lo stesso orario.

Appena arrivo mi salta in braccio, adesso non è più timido, anzi, tutto il contrario, ora è molto più socievole e giocherellone, ogni tanto ha i suoi momenti "no", a causa del suo passato, ma alla fine me la so cavare.

Quando siamo fuori dal cancello del condominio, mi fermo, ad aspettare Leonardo.

<<Gaia, perché aspettiamo qui fuori?>> mi chiede Thomas, mentre cerca di aprire il cancello, spingendolo.

<<Oggi viene una persona a farci compagnia>>

<<E' il tuo fidanzatino?>> io rimango a bocca aperta, mentre lui si mette a ridere.

<<Noooo, per niente>>

Sento qualcuno toccarmi la spalla, mi giro di colpo, ed eccolo lì in tutta la sua bellezza.

<<Ciao>>

<<Ciao>>

Mi abbasso, e prendo per mano Thomas, lui si avvicina molto lentamente, fa il timido.

<<Thomas, ti presento Leonardo, che aveva tantissima voglia di conoscerti.>>

<<Ora credo sia ora di salire>> continuo, infilando la chiave nella serratura del cancello.

Ho atteso fuori perché non vedesse il nome sul campanello, altrimenti avrebbe scoperto il mio nome...



Autrice:
Ciaooooooo, come va???
Spero che questo capitolo vi sia piaciuto!!! Adesso che è ricominciata la scuola cercherò di pubblicare di nuovo ogni venerdì.
Nei prossimi capitoli se ne vedranno delle belle, ma non vi svelo niente 🤫😂😅. Votate, commentate, fate quello che vi sentite di fare, ciaoooooo, ci vediamo al prossimo capitolo.😘

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