Quindicesima Parte
quando partimmo ci fu un grande trambusto, infatti i soldati di Boethia si misero a lavoro per rendere al sicuro la zona, la reggina mi disse che mi avrebbe avvertito lei quando sarei dovuta tornare, e nel frattempo mi disse di darmi da fare nel regno di Hermes, ma anche se me lo disse lei l'avrei fatto comunque, perché oltre me nessuno poteva aiutare quelle povere anime.
Nel frattempo nella carrozza, Enogard mi guardava con un aria afflitta, so che si sentiva in colpa dell’accaduto, ma non era mica colpa sua, non poteva sapere che tenessero una cosa tanto pericolosa nel regno di quella strega, provai a consolarlo, ma senza successo, infatti si spostò, io infastidita gli dissi:
-"Stupido, stavo solo cercando di tirarti su di morale, visto che sei depresso! " lui mi guardò duramente è rispose :
-" Non sono depresso, sono arrabbiato con te! " io sgranando gli occhi risposi sorpresa :
-" Con me? E che centro io? " lui alzando la voce rispose:
-" SI CON TE?!?! quante volte ti ho detto di non allontanarti da me? Quante volte ti ho detto che girare da sola e pericoloso? ma no! Tu devi fare sempre di testa tua, non e vero? pure come quella volta con Sithis, per fare come vuoi tu, tra poco ti facevi ammazzare"
Adesso capivo, non era arrabbiato si era preoccupato tanto per me, mi stava sempre appiccicato perché l'avevo fatto preoccupare tantissimo, ed io cosa avevo fatto per lui? Niente, in fondo Enogard è l'unico di cui mi fido, l'unico con cui parlo effettivamente, ma nonostante ciò non facevo niente per lui, eccetto farlo preoccupare, mi sentivo uno schifo, mi avvicinai a lui abbracciandolo, lo strinsi forte e dissi con un filo di voce:
-"Grazie, grazie mille "
All'inizio rimanette teso, ma poi ricambio il gesto, e sbuffando mi disse :
-" Insomma, per essere la mia schiava mi dai troppo lavoro!"
Era da un po' che non glie lo sentivo dire, e stranamente mi mancava questo suo lato burbero.
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Arrivati al regno di Hermes, mi senti finalmente a casa, strano che quel posto potesse farmi sentire cosi bene, ormai sentivo che questo era il mio posto, l'enorme castello, immerso nel verde, mi fece venire una grande emozione, cavolo se mi era mancato tutto questo.
Ad accoglerci fu un maggiordomo che prese i nostri bagagli per portarli nelle nostre rispettive stanze, io invece guardando Enogard lo supplicai con lo guardo, che lui intuendo già cosa volevo, di risposta mi fece :
-"no, no, no, scordatelo sono distrutto, voglio riposarmi non girovagare a caso per il castello"
Inizia a fargli gli occhi dolci, nella speranza di convincerlo, ma non voleva sentire raggioni, così mi giocai l'ultima carta:
-"All'ora ci andro da sola! "
Lui mi fulminò con lo sguardo, e mi disse ruggendo:
-" ti devo ricordare che sei la mia schiava? Tu sei di mia proprietà e se dico no, tu obbedisci è basta! "
Quando faceva così era proprio odioso, questa storia che ero di sua proprietà doveva finire, ma cosa dovevo fare? Tentare di farlo ragionare era come aspettarsi che un muro ti rispondesse, perciò gli misi il broncio e dissi arrabbiata :
-" ok andiamo in quella stupida stanza"
Appena entrammo, Enogard si buttò sul letto, io gli dissi contrariata:
-"Enogard quando avrò la mia stanza? " lui mi rispose indifferente :
-" Mai, se ho bisogno di te non posso mica venirti a cercare per tutto il castello, visto che hai il talento innato di cacciarti nei guai " io sbuffai e risposi
-" E dai Enogard anch'io voglio dormire " lui di tanto risposta:
-" Dormi per terra se proprio vuoi"
Lo guardai in cagnesco, è da quando eravamo tornati che si comportava cosi stranamente, sembra essere tornato hai primi giorni cui vivevo qui, però con l'unica differenza che non usava più il marchio sulle mie labbra, che mi fece per torturarmi;
così ignorandolo mi sdraiai sul letto assieme a lui e mi infilai sotto le coperte, e lui guardandomi in cagnesco mi disse:
-"Scendi" io scossi il capo e lui sbuffando rispose:
-"Sei impossibile, perché non capisci che sei solo una schiava " io gli risposi a tono:
-" E tu perché non capisci che io per terra non ci dormo?!? "
Enogard sbuffò e si girò di schiena, così feci anch'io calando in un sonno profondo.
Stavo camminando per un bosco a me ignoto, nemmeno sapevo come ci ero finita, mi guardai attorno per cercare di capire dove mi trovavo, poi notai qualcosa di strano alzai gli occhi al celo ed era giorno, impossibile qui la notte era eterna, come è potuto succedere? A distrarmi dai miei pensieri fu un una voce a me famigliare, ascoltavo le parole e mi sembrava di averle già se sentite
« Anivor artsov al àras otserp, aznareps id ecirtatrop é ehc ieloc»
Ma si certo erano le parole che mi disse il demone arcano, continua a ripeterle aumentando sempre di più la velocità, dentro di me iniziavo a sentirmi strana, non facevano male come l'altra volta, però sentivo il mio corpo tutto in subbuglio.
Mi risvegliai di soprassalto, vedendo il volto di Enogard preoccupato, io invece mi sentivo ancora strana, iniziavo a pensare che mi aveva fatto qualcosa, perché mi sentivo diversa, era come se qualcosa dentro di me fosse cambiato.
*******
Nota autore :
Volevo ringraziare quelle persone che seguono la mia storia, perché mi anno dato la spinta per fare meglio e tentare di migliorare me stessa, vi ringrazio so di non essere molto brava ma sapere che voi mi seguite lo stesso, mi riempie di gioia, grazie a tutti...
Ps scusate se è più corto del solito ma, e tutto programmato perché tra poco accadrà qualcosa....
Un ultima cosa.....
L'immagine qui sotto, ve lo messa per farvi un idea di com'è un Divoratore...
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