Ottavo Capito
Rimuginavo su Sithis, se bene non avesse detto nulla di preoccupante sentivo una brutta sensazione su di lui, i suoi pensieri “presto sarai mia” mi fecero preoccupare. Non era ome Enogard, perché anche se sadico e violento bene o male mi proteggeva sempre a modo suo, mentre Sithis anche se non lo conoscevo a fondo dentro di me avevo il presentimento che stesse tramando qualcosa.
Decisi di passeggiare da sola nel giardino del castello, avevo bisogno di un po’ di tempo con me stessa per riflettere in questi casi avrei chiesto consiglio a mio padre però non potendo sentirlo mi dovetti accontentare di vederlo tramite lo specchio che mi regalo Enogard, lo tirau fuori dalla tasca e pronunciai il nome di mio padre... volevo vederlo anche per assicurarmi che stesse bene, purtroppo mio padre ancora non si era ripreao, il suo sguardo divenne di ghiaccio volevo aiutarlo, se sapesse che stavo bene magari la smetterebbe di cruciarsi in quel modo, l’unico problema è che ancora non sapevo usare bene i miei poteri, perciò per viaggiare dal mondo di mezzo, al mondo degli umani mi serviva l’aiuto di Enogard, ma non avrebbe mai accettato di aiutarmi.
Mi sdraiai sul prato a guardare i frammenti d’anima librare per il prato, osservarli mi tirava sempre su di morale, se solo sapessi come aiutarli! Però Tutto questo silenzio mi aiutò a riflettere sui miei dubbi, quando quei Divoratori mi condussero qui sentì all’inizio dei ruggiti, ma in seguito divennero voci implorandomi aiuto, il fatto che io sia una purificatrice potrebbe spiegare il fatto che riesca a leggere la mente e di come salvai quelle anime marcie? Però in quel momento non ero un demone, forse perché che stavo per trasformarmi in uno di loro potrebbe spiegare il fenomeno, però forse anche i frammenti avevano dei pensieri, Enogard mi disse che quando un anima viene divorata non muore del tutto quindi potrebbe essere abbiano ancora dei puccoli pensieri, anche se era una teoria assurda dovevo provarci.
Mi alzai di scatto e chiusi gli occhi per concentrarmi, dopo qualche minuto di silenzio iniziai a sentirmi ridicola, ma non potevo mollare in cosi poco tempo, forse lo scopo della vita era proprio questo, offrire un’altra possibilità a delle anime sfortunate. Allungai una mano su un frammento, lo strinsi delicatamente nel palmo della mano e riaprì gli occhi, il frammento a quel punto iniziò a illuminarsi sempre di più, fino a prendere sembianze di un ragazzo, lui disorientato si guardò confuso, provò a parlarmi ma non usciva alcun suono, purtroppo non ero in grado di farlo tornare come era prima, infatti era incompleto più simile ad un ombra luminosa, mi avviciani maggiormente a lui gli strinsi la mano e dissi con un tono rassicurante:
-“ va tutto bene, ci sono io qui” mi guardò confuso oer qualche minuto per poi comunicarmi telepaticamente «Come e possibile, il Re Hermes mi aveva divorato» come immaginavo i frammenti potevano pensare, mi sentivo estasiata le mie deduzioni erano tutte corette lo guardai dolcemente rispondendogli entusiasta:
-“Tranquillo ora ci sono io, ti offrirò una seconda possibilità, ma tu devi promettermi che non farai mai più alcun contratto, per nessuna ragione”
Il suo volto si illuminò, rispondendomi speranzoso « quindi posso rivedere la mia amata Mirabel?» povero, non so che tipi di contratto fece ma intuisco che centrava qualcosa queata Mirabel, ma di mentirgli non se ne parlava doveva sapere la verità:
-“ purtroppo no, io posso solo farti reincarnare “ il volto del ragazzo si rattristò, mi fece così pena che dovevo fare qualcosa per lui, gli posai una mano sulla spalla dicendogli con tono dolce per ranquorarlo:
-“ però avrai la possibilità di ricominciare, di rimediare hai tuoi errori, sono più che certa che se vi amate veramente un giorno vi reincontrete” lui mi abbracciò, potevo sentire la sua gioia, era brutto sentirsi soli e abbandonati, dopo che si distolse dall'abbraccio gli chiesi se era pronto e quando annui, lo abbracciai di nuovo, il mio corpo iniziò a brillare fino a quando il bagliore lo illuminò a tal punto che i suoi lineamenti si fecero più chiari, non era più una semplice ombra era diventato come me, ovviamente non un demone, ma bensì una persona in carne ed ossa e prima di sparire mi ringrazio commosso. Quando finì tutto mi ritrovai circondata da frammenti, anche se ero esausta, dovevo aiutarli non potevo ignorarli pure a costo di crollare a terra.
*********
Giravo per il castello alla ricerca di Serana, da quando divenne un demone spariva in continuazione, perché non capiva che non poteva girare da sola? In più non la vedevo da quattro ore, mio fratello spuntò dal nulla mettendosi in mezzo al mio cammino, e guardandomi divertito mi disse:
-“ Enogard fratello mio, hai perso qualcosa?” sapeva benissimo chi stessi cercando, eppure se ne usciva con quelle domande solo per il gusto di farmi girare le scatole, lo fulminai con lo sguardo riapondendogli:
- “Dovevo immaginarlo cosa le hai fatto” lui scoppiò a ridere, e mi rispose guardandomi con uno sguardo di sfida:
-“ Niente, almeno per adesso! ” non ne potevo più, andai verso di lui afferrandolo per la maglietta rispondendogli con tono minaccioso:
-“ Non ti azzardare a toccarla, lei e mia” allontanò la mia mano, e guardandomi in cagnesco mi rispose a denti stretti:
-“Per adesso!” e detto ciò se né andò gongolando. Anche se avrei preferito picchiarlo, non avevo tempo per giocare con lui, dovevo trovare quella scema, spero solo che mio fratello non gli ha fatto niente.
Dopo ore a girare per tutto il castello, ancora nessuna traccia di Serana, l’unico posto che ancora non avevo controllato erano i giardini, se non era li non sapevo dove altro cercarla, ma di certo non poteva essere andata tanto lontano.
Una volta arrivato nel giardino, per mia fortuna la trovai distesa nell’erba che dormiva profondamente, mi scappò un sorriso ed io che mi ero preoccupato inutile, mi sdraiai accanto a lei : in suo viso, le sue labbra tutto mi piaceva di lei, so benissimo che per un demone e vietato innamorarsi, ma prima che me ne resi conto ero già ero perso di lei, aveva una tenacia ed una forza ammirevole. Gli accarezzai i capelli ed avvicinandomi sempre di più alle sue labbra la baciai, in quel momento il mio cuore iniziò a battere all’impazzata, se solo contraccambiasse i miei sentimenti potrei essere felice per la prima volta in vita mia.
********
Fui circondata da frammenti da tutte le direzioni, uno dietro l’altro voleva essere reincarnato, però io purtroppo non c’è la facevo più, la vista iniziava ad appannarsi, arrivata all'imite urlai esasperata a gran voce:
-“ Ora basta, non c’è la faccio più, vi aiuterò tutti ma non posso farlo in un solo giorno, siete troppi” per fortuna si allontanarono, ma avevi oerso teoppe energie, non riuscì a fare nemmeno un passo il mio corpo non voleva muoversi, forse avevo esagerato un po’ tutte quelle anime erano troppo persino per me, perciò mi addormentai in mezzo all’erba e stremata calai in un sonno profondo.
Quando mi risvegliai, per poco non mi venne un infarto nel vedere Enogard che mi baciava, lo allontanai imbarazzata e dissi rossa come un peperone:
-“ M-ma co-cosa fai?” lui mi sorrise malizioso e rispose divertito:
-“Oerché mi andava, problemi?” stavo per urlargli contro, ma ciò che sentì mi bloccò « se solo provasse i miei stessi sentimenti» Enogard notò il mio imbarazzo e chiese confuso:
-“Che c’è, che ho detto di male?” mi feci coraggio, e decisi che era arrivato il momento di raccontargli tutto, perciò gli dissi di come feci resuscitare le anime, ed a fine racconto si grattò la fronte sbalordito rispondendo:
-“Ma come hai fatto?” cosi gli raccontai di come potevo leggere nella mente e di come questo potere mi avesse aiutato a resuscitarli, lui rimase sconvolto era visibilmente imbarazzato, poi senti Enogard che penso « hai un bel seno» mi arrabbiai da morire, io gli raccontavo una cosa seria e lui pensava a certe cose, indignata gli urlai:
-“Sei un porco?!?” Scoppiò a ridere divertito dicendo in sua difesa:
-“Dai era per metterti alla prova, ma posso farti una domanda?” io annuì e lui prosegui con un tono imbarazzato:
-“Da quando hai questo potere?” Forse non era il caso di dirgli la verità avevo paura di come potesse reagire coaì mentì rispondendogli:
-“Da poco!” Enogard stava per controbattere ma si distrasse nel guardarsi in torno, il suo volto si oscurò e disse con un tono preoccupato:
-“Ma quante ne hai salvate? Non si vede quasi niente” io con un filo di vice risposi esausta:
-“Abbastanza” lui si passò una mano sul volto per disperazione, mi guardò severo e rispose:
-“Come devo fare con te, non ci arrivi da sola che è pericoloso? Cosi consumerai tutte le energie e ti ci vorrà più tempo prima che tu possa aiutare altre anime” lo guardai triste e gli risposi poggiando la mia testa sulle sue gambe:
-“ Scusami Enogard e che voglio rendermi utile” lui mi guardò dolcemente, mi afferrò tra le sue braccia e disse guardandomi negli occhi:
-“Ora fa la brava, torniamo a casa ” forse potevo innamorarmi di lui dopo tutto, non era così male come voleva far credere.
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