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Diciassettesima Parte

:-"Serana riprenditi. Serana! " urlai preoccupato.

Provai a scuoterla più volte. Ma niente. Aveva lo sguardo perso nel vuoto. E ripeteva di continuo la stessa frase « Anivor artsov al àras otserp, aznareps id ecirtatrop é ehc ieloc» una voce al di la della porta attirò la mia attenzione:

-"Enogard, ti chiami così giusto? Prima o poi lei sarà mia, ed insieme costruiremo un nuovo mondo" sghignazzò per poi continuare : - " non potrai tenerla chiusa li in eterno¡"

-"Sei Matto se pensi che io ti lasci prendere Serana! " ringhiai furibondo.

-" Ma non sarò io a venirla a prendere, sarà lei a venire da me me! Ci rivedremo presto!"

Quel lurido bastardo, come ha fatto ad entrare nel castello?!? Usci fuori, anche per assicurarmi che se né fosse andato. Sali le lunghe scalinate è ciò che vidi, mi pietrificò. La maggior parte delle guardie erano morte. Mentre altre erano ferite gravemente. Mio padre era accasciato a terra, ma per fortuna era solo ferito. Il sangue era dappertutto, mi voltai e vidi mio fratello, placidamente seduto su d'una poltrona, a sorseggiare del vino rosso, completamente incolume, la rabbia mi salí alle stelle.

-"Shitis tu centri qualcosa in tutto questo?!?! " dissi furioso.

-" Ma fratello mio, possibile che per qualsiasi cosa, si da la colpa a me? " rispose pacato.

-" Spiegami allora com'è possibile che tu sia l'unico incolume ! " righiai .

-" Bhe... Non sono l'unico ci sono i servi, che stanno benissimo, ed anche tu! Gli unici ad essere stati feriti sono coloro che hanno ostacolato il suo cammino. Ma a me di Serana non frega niente, così sono rimasto semplicemente seduto qui"

Mi disse ciò, con un sorrisetto che non prometteva niente di buono. Poi scoppiò a ridere senza alcun motivo, per poi aggiungere :

-" Sai fratello io mi limito ad osservare lo scorrere degli eventi"

-"Cosa stai arrchitettando, demonio! " ringhiai.

-" Uffa.... " sbuffò. -" Io niente, ma fatti due conti, Serana prima di diventare un demone, e stata capace di purificare cento anime in una volta sola, cosa impossibile perché al tempo ella era solo un inutile e patetica anima. Secondo è riuscita a spezzare dei sigilli potentissi, vecchi di cinquemila anni in una frazione di secondo. Azura non sta tornando, lei e già TORNATA. " ringhio malefico per poi aggiungere :-" E solo questione di tempo prima che prenda il sopravento su Serana "

Mi sentì congelare, tutto tornava. Spiegava i suoi insoliti poteri. Il fatto che sia un demone di livello dieci. Tutto quadrava.

***********

Mi ritrovai sola. Non ricordavo niente dal momento prima che sentissi quella voce nella mia testa, poi buio totale. Alzai lo sguardo e vidi tutti i sigilli che erano affissi, ormai ridotti a brandelli. Ma cos'era successo?!?! Terrorizzata iniziai a chiamare il nome di Enogard ripetitivamente, ma lui non veniva, effettivamente come avrebbe potuto sentirmi? Mi trovavo a chi sa quanti chilometri sotto terra, in una stanza che sembrava una mezza specie di bunker/ prigione, così uscì a cercarlo, anche perché ormai era inutile rimanere li dentro, i sigilli erano stati spezzati, quindi ora erano solo carta straccia.

Appena tornai in cima, il caos regnava sovrano: c'erano servi che correvano a destra e manca per soccorrere i feriti, altri che toglievano il sangue dalle pareti, mentre altri ancora si recarono nella camera del Re con bende e attrezzature varie per la medicazione. Mi affacciai alla soglia della porta con cautela, c'era il Re Hermes, disteso al letto, con Enogard al suo fianco.

Però appena mi vide, Enogard si alzò di scatto, dicendomi furioso:

-"Cosa ci fai qui, torna di sotto?!? "

-" Emm.... A questo proposito. Non so bene cosa sia accaduto. Ma credo che io gli abbia distrutti, anche se non sono sicura che sia stata proprio io! " risposi timorosa.

Il volto di Enogard si oscurò, fissandomi spaventato. Ma cosa aveva? che qualcuno mi spieghi cosa stia succedendo per la miseria?!?! Enogard ordinò agli schiavi di occuparsi di suo padre. Poi afferrandomi per il polso iniziò a trascinarmi, per il castello. Io sbottai ormai al limite :

-"Enogard basta mi fai male?!? " per poi aggiungere spaventata:

-" Ho paura, non so cosa mi stia succedendo. Nessuno mi spiega niente. Ma cosa più importante, quando ho ripreso conoscenza, mi sono ritrovata da sola in una stanza completamente distrutta, e tu non c'eri proprio quando avevo bisogno di te. Ora so che mi hai lasciato sola perché tuo padre è rimasto ferito a causa mia ma io.... "

Non riuscì a continuare perché le lacrime iniziarono a prendere il sopravento, so che era egoistico da parte mia desiderarlo solo per me, soprattutto quando il suo regno aveva bisogno di lui, ma non potevo far a meno di desiderarlo tutto per me. Si lo so sono: egoista, stupenda spregevole e mi faccio schifo da sola. Però volevo un suo abbraccio. Mi gettai fra le sue braccia, affondando il mio viso sul suo petto, ormai in preda hai singhiozzi, tutti questi feriti solo per proteggere me! Ed io penso solo a me stessa.

Enogard contraccambia il mio abbraccio, stringendomi forte a se. Non disse niente: ne battutine stupide,ne parole sgarbate. Semplicemente mi abbracciò forte, trasmettendomi tutto il suo calore, dopo un po' di tempo che rimanemmo in quella posizione, finalmente riuscì a calmarmi. Afferrò delicatamente il mio viso tra le sue mani, costringendomi a guardarlo, per sussurrami dolcemente :

-" Non avere paura, come ti ho già detto, ci sono io con te e non permetterò che ti accada nulla"

In tutti questi anni trascorsi assieme, con me si era addolcito parecchio. Si alcune volte rimaneva sempre arrogante, e snervante. Però sembrava portarmi più rispetto, non mi trattava più come una semplice schiava, sembrava provare.... Affretto?!? Possibile.... No, no, no, Non era il momento di pensare a certe cose, dovevo darmi da fare anch'io, tutte queste persone erano ferite a causa mia, dovevo almeno aiutarli, così gli dissi guardandolo dolcemente :

-"Grazie" mi asciugai una piccola lacrima, e prosegui sforzando un sorriso di auto incoraggiamento :

-" bene e ora diamoci da fare, ci sono molti feriti da soccorrere! "

La giornata fu lunga e faticosa, ma alla fine tutti i feriti furono stati soccorsi, il castello sembrava essere tornato alla sua tranquillità. Ma continuavo a sentirmi strana, come se stessi cambiando. Come se qualcosa dentro di me volesse uscire a tutti i costi.

*******

L'indomani mattina, quando mi svegliai Enogard non c'era. Sicuramente era andato a sbrigare delle faccende importanti, col padre ferito, adesso aveva molti più impegni. Enogard mi vietò categoricamente di uscire, ed anche se volessi disubidirgli quel maledetto ha messo due guardie a sorvegliare la mia stanza. Ergo ero di nuovo come una prigioniera. Ma in fondo capivo perché lo faceva, voleva proteggermi. Enogard era davvero cambiato, non era più quel freddo, e pungente stronzo che era all'inizio, anzi ora nei miei confronti era più premuroso.

Ormai tardo pomeriggio, gironzolavo per la stanchezza come una matta. Mi annoiavo a morte. Non ce la favo più a starmene rinchiusa qui.
Senti bussare, ed entrò una serva con il pranzo, la guarsai sbigottita, e dissi infastidita :

-"Davvero?!?! Ora non posso nemmeno uscire per mangiare? " la donna dispiaciuta, si scusò dicendomi :

-" Mi scusi, ma sto eseguendo gli ordini del principe. Mi a estremamente negato di farla uscire e se nel caso si fosse lamentata di consegnarla questo "

mi porge un biglietto ed appena lo apro. Dire che mi innervosisco e dire poco. Mi aveva scritto solo due parole:

« Zitta e mangia»

E dai però?!?! Proprio adesso che iniziavo a pensare che si fosse addolcito doveva fare lo stronzo? Ringrazio la signora, ancora arrabbiata ovviamente, ed essa facendo un leggero inchino di capo stava per uscire, quando sentì involontariamente i suoi pensieri

« tsk perché quel damerino di un re, deve trattarla sempre con freddezza. Si vede lontano un miglio che le piace»

ma prima che potesse uscire la fermi dicendogli scioccata:

-"Aspetti cos'ha detto??!? "

Lei sgranò gli occhi, quasi terrorizzata per poi rispondermi:

-" Niente, perché? " ma prima che potessi rispondergli senti nuovamente i suoi pensieri

« sentite non voglio problemi, il re mi aveva avvertita del suo dono, se viene a sapere cos'ho fatto non sarà clemente con me, ve ne prego non le dite niente!»

Io risposi a bassa voce, per non farmi sentire dalle guardi:

-"Tranquilla non dico niente! Ma per favore devo sapere! "

Lei sbuffo amareggiata e mi rispose pensando per non farsi sentire :

« Va bene, tanto ormai il danno l'ho fatto. Comunque il Principe è molto preoccupato per lei, nonostante continui a ripetere a tutti che lei è solo una serva, a me sembra che si stia impegnando un po' troppo per la sua sicurezza. Si e vero che lei è la purificatrice. Ma non e stata di certo l'unica. E l'unica che tratti con tanto riguardo. Anzi chiariamoci è l'unica donna che tratti con tanto riguardo»

Finito di parlare (per modo di dire), fece un leggero inchino con il capo, per poi uscire. Anche perché le guardie ci guardavano straniti. Ormai erano dieci minuti buoni che ci fissavamo. L'unica che trattava con tanto riguardo? Riguardai il biglietto. «Zitta e mangia» . Bho a me non sembrava che mi trattava con tanta premura.

********

Erano passate due settimana, ed ormai non vedevo più la luce del giorno( sempre per modo di dire visto che qui era sempre notte), ed in tutto questo tempo non vidi per niente Enogard, se non la sera per pochissimi minuti e riusciva. Capivo che era impegnato, con suo padre in convalescenza, ma io mi sentivo tremendamente sola,non avevo contatti con nessuno, per eccetto che con la serva che veniva a portarmi da mangiare. Ma ormai non toccavo nemmeno più cibo mi sentivo in trappola. A rovinare il mio momento di depressione furono dei pensieri

«Tutti moriranno, e chi si unirà a me, si inginocchieranno al mio cospetto, nessuno oserà pronunciare il mio nome, e giuro che un giorno io rinascerò e mi vendicherò su di te, sul tuo regno e sulla tua dinastia, questa è una promessa»

Io spaventata urlai:

-"Chi sei? "

Di chi erano questi pensieri? Qui c'ero solo io! Poi però realizzai che io quelle parole le avevo già sentite, ma dove? Mi sforzai per ricordare, dopo un po' ricordai. Il sogno. Le avevo sentite nel mio sogno, ora ricordo.

« Tutti moriranno. Tutti si piegheranno al mio cospetto. E tu lurida presto soccomberai a me

Io urlai ancora più terrorizzata :

-" CHI SEI, DIAMINE FATTI VEDERE, SMETTILA DI NASCONDERTI COME UNA CODARDA"

senti una risata, ma sempre nella mia testa, poi mi rispose

« Mia cara, chi a detto che io mo stia nascondendo, io sono qui»

Rabbrividì, potevo sentire i suoi pensieri. Ma non potevo vederla. Mi rannicchiai in un angolo urlano il nome di Enogard. In questo momento solo lui poteva aiutarmi.
Dopo qualche minuto, arrivò, spalancando la porta e precipitandosi verso di me. Mi abbracciò forte tentando fi calmarmi e mi chiese preoccupato :

-"Cos'hai? " io risposi terrorizzata :

-" C'è qualcuno qui, sento i suoi pensieri.... Ma.... Io...
Ma non la vedo.... Io..... Ho paura Enogard "

Risposi stringendolo di più a me. Passarono alcuni minuti prima che mi chiedesse qualcos'altro, anche perché ero troppo scossa persino per parlare. In fine quando mi calmai un pochino, mi chiese ancora preoccupato :

-" Serana cos'hai sentito? " io lo guardai, e risposi :

-" Una voce mi diceva che sarebbero tutti morti e presto io soccomberò ad essa. Ma non so chi sia, non mi a detto il suo nome né tantomeno se fatta vedere. Ho sentito solo i suoi pensieri e non so come mai, ma ho iniziato ad avere una paura inspiegabile. "

Enogard a fine racconto, sembrò molto scosso. Mi guardava con occhi sgranati come se avesse capito ciò che a me rimaneva ancora un mistero.








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