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Andai con Enogard nella Sala Grande del castello, doveva parlare con suo padre di alcuni contratti, da quello che capì. Non ci mettemmo molto tempo a raggiungerla, la sala non era molto distante dalla camera di Enogard ma, ovviamente, quello scorbutico non si degnò nemmeno di dirmi mezza parola, spesso si comportava come se non esistessi. All'improvviso si fermò di colpo, facendomi sbattere contro la sua imponente schiena, non mi disse nulla e si limitò a lanciarmi un'occhiataccia di disappunto, io, guardandomi intorno compresi il motivo del suo gesto brusco, eravamo arrivati alla sala, e siccome ero con la testa fra le nuvole non me n'ero accorta, comunque sia, non c'era bisogno di guardarmi in quel modo, che maniere!! La sala era immensa e su un piccolo altare c'era un signore dai capelli grigi, molto muscoloso, con due occhi rossi agghiaccianti che mi fissavano scrupolosamente, dopo avermi squadrato per alcuni minuti dalla testa ai piedi, l'uomo con tono autoritario disse a Enogard:

-" E questa fragile ragazzina sarebbe il tuo acquisto? Non mi sembra adatta a fare la cacciatrice di taglie" Enogard si inchinò e rispose remissivo:

-"Padre, verrà addestrata da me ed è appunto per il suo aspetto che passerà inosservata. E quando saranno distratti li ucciderà" il Re scettico rispose:

-"Mmm.. Non ne sono convinto, ma so che non mi deluderai, altrimenti sai cosa accadrà" Enogard rispose sempre a capo chino:

-"Non La deluderò padre" Il re fece un cenno con il capo e aggiunse:

-"Lo spero per te, ma ora veniamo a noi, qualcuno ha richiesto i nostri servigi in cambio desidero ottenere l'anima di sua moglie, è una donna dal cuore puro" Anima?!? Ma non dovevo ucciderli? Forse quando intendeva che dovevo ucciderli si riferiva alle loro anime? In fondo una persona priva di anima è soltanto un guscio vuoto. Cosi chiesi sottovoce ad Enogard:

-"Cosa succede alle anime?" lui mi azzittì con un gesto, si inchinò al Re ed uscimmo. Una volta fuori rispose alla mia domanda dicendo:

-"Non tutti hanno la tua stessa fortuna, devi sapere che noi demoni ci nutriamo di anime rendendoci più forti e più sono pure, più ci fortificano è così che accresciamo il nostro potere" io terrorizzata risposi:

-"Quindi mi mangerai?" lui mi guardò e rispose seriamente:

-"Io no, ma mio padre vorrebbe, ma se farai come ti dico e ti renderai utile non ti mangerà, però devi ascoltarmi e fare tutto quello che ti dico, intesi? E niente più tentativi di fuga ragazzina!"

Restai impietrita, come faceva a saperlo? Enogard notando la mia espressione sorpresa aggiunse beffardo:

-"Io sono un demone vedo tutto e so tutto, un'ultima cosa" si avvicinò a me, mi afferrò portandomi tra le sue braccia e mi sussurrò all'orecchio:

-"Tu sei mia non osare mai più stare tra le braccia di un altro uomo"

Mi distaccai da lui imbarazzata, io non ero un giocattolo. Però ripensando alle sue parole capì che se non volevo essere mangiata dovevo far divorare altre anime al mio posto, e per vivere dovevo sacrificare altre persone innocenti? No, non può essere vero, non sono mai stata quel tipo di persona, ci deve essere una soluzione, ci pensai a lungo durante il tragitto di ritorno ed anche se mi faceva stare male, non volevo essere divorata dal Re. Ma ciò che mi incuriosì molto fu il comportamento di Enogard, a modo suo mi stava proteggendo? Se avesse voluto divorarmi, a quest'ora lo avrebbe già fatto, invece mi offrì questo patto... anche se non mi lasciò molta scelta a dire il vero, ah?!?! Mi sentivo confusa, lui è malvagio, più volte mi ha fatto del male, allora perché mi aiutava? Comunque sia, a questo ci avrei pensato poi, ora dovevo prendere una decisione, io volevo vivere, perciò avrei fatto come diceva lui, voleva un cacciatore di taglie? Sarei stata il migliore sulla piazza, il Re avrebbe visto con i suoi occhi la mia determinazione di vivere. Mentre ero sovrappensiero, Enogard mi afferrò bruscamente, facendomi trasalire, ma non ebbi nemmeno il tempo di pensare cosa stesse facendo, che con uno schiocco di dita ci ritrovammo sul mio mondo.

Mi guardai in giro confusa e stupita al tempo stesso, lo fece con una tale facilità?!? Poteva veramente viaggiare tra il suo mondo e il mio con una tale leggerezza? I demoni sono veramente creature dotate di poteri immensi, ma in fondo rimaneva pur sempre il principe dei demoni... Mi guardai attorno per capire dove ci troviamo, eravamo dentro un villaggio a due passi dalla capitale di Whiton, le persone sembravano non notarci, era come se fossimo invisibili, Enogard capendo il mio dubbio mi disse:

-"Non ci vedranno fino a quando non lo deciderò io, ed ora andiamo da quell'uomo" cacciò fuori il contratto che aveva in tasca, e lesse ad alta voce:

-"Bene, leggiamo un po', il signore si chiama Winston Nobirton ed è un contadino, a quanto pare ha chiesto il nostro aiuto, per la figlia, pare sia malata, e non gli rimane molto da vivere"

mi prese per un braccio iniziando a trascinarmi per i vicoli del paesino, e passando accanto alle persone che incontravamo lungo il cammino non venivamo notati, ad altri addirittura li attraversavamo, ma io non avevo il tempo di fare e pensare nulla, perché quel troglodita mi trascinava così forte che se fossi stata viva molto probabilmente mi avrebbe slogato una spalla, infine, dopo alcuni interminabili minuti finalmente mi lasciò, fermandosi dinnanzi ad una piazza, indicò una casa malandata e disse:

-"Il signor Winston abita lì, al momento è in casa, voglio metterti alla prova, fa' firmare il contratto al signore a qualunque costo, non ammetto errori o sarò io a divorarti e non mio padre"

Io annuì impaurita, e presi il foglio che mi porse Enogard, mi incamminai verso la casa, e una volta dinanzi al portone, feci un profondo respiro ed entrai. La casa puzzava di muffa e c'erano buchi ovunque ed in fondo alla stanza notai un letto fatto con della paglia, mezzo rotto. Il signor Winston era in ginocchio che piangeva tenendo la mano della bambina. Mi avvicinai anch'io per vedere la bambina, la scena che mi si presentò davanti fu terrificante, quella povera e piccola creatura era pallida come la farina e respirava malamente, a distrarmi dai miei pensieri fu lo schiocco di dita di Enogard, che sicuramente mi rese visibile. Infatti il signore si voltò verso di me con il viso segnato dalle lacrime, corrugò la fronte confuso e mi chiese con la voce ancora rotta dal pianto:

-"Chi è lei? E come ha fatto ad entrare?" Trattenni una risata per la sua stupida domanda, chiunque sarebbe entrato con estrema facilità che fosse vivo o meno, visto che la porta di ingresso era mezza rotta, ma, tornata seria, gli risposi:

-"E' lei che mi ha chiamato, per sua figlia, ma se la mia presenza non serve più me, ne vado" Feci finta di andarmene, quando il signore mi fermò supplicandomi:

-"Aspetti non se ne vada, per favore farò qualsiasi cosa" Povero signore, starà soffrendo parecchio, pensai, mi si spezzava il cuore a vederlo in quello stato, ma non potevo cedere, non ora... ero combattuta: una parte di me voleva lottare, mentre l'altra non voleva sottostare alle angherie di Enogard e di suo padre. Ma la voglia di vivere ebbe la meglio, così ripetei inarcando un sopracciglio:

-" QUALSIASI?" lui annuì, e io gli porsi il contratto proseguendo:

-" Firma questo e sua figlia guarirà"

Il signore stava per prendere il foglio, ma la mia parte buona prese il sopravvento, non potevo ingannarlo, ma se proprio dovevo farlo, allora lo avrei fatto con le mie regole... doveva sapere a cosa andava incontro, così lo fermai bruscamente prima che potesse firmare:

-"ASPETTI?!? Deve sapere una cosa molto importante, la guarigione di sua figlia ha un costo molto elevato" lui mi guardò determinato e mi rispose incrociando il mio sguardo:

-"Qualsiasi cosa per mia figlia!" Sì proprio?!? Sono sicura che una volta sentito il prezzo da pagare egli avrebbe vacillato, così gli risposi cupa:

-"Il costo è l'anima di sua moglie" lui sgranò gli occhi ed in un lampo tutta la sua sicurezza svani come per incanto, tremava e vedevo chiaramente che stava trattenendo le lacrime, e supplicandomi con lo sguardo ripose:

-"Mia moglie no, ve ne prego!?!"

Io mi inchinai per mettermi al suo livello, visto che per tutto il tempo non aveva mai staccato la mano della figlia, gli posai dolcemente la mano sulla spalla e gli dissi con tono dolce:

-"Non farò niente senza il suo consenso è lei a decidere! Purtroppo tutto ha un costo ed a volte bisogna prendere decisioni difficili per chi si ama!" le lacrime ormai gli rigavano le guance come un fiume in piena, era disperato e non gli davo torto: doveva scegliere fra le due persone che amava. Trascorse alcuni minuti a starsene in silenzio, si asciugò le lacrime con la manica della maglietta e stava per rispondermi, quando venne interrotto dalla presenza della moglie, mi guardava con rispetto ma nonostante ciò era quasi palpabile il dolore che emanava, i suoi occhi si fecero rossi per via delle lacrime e rispose senza un filo di incertezza:

-"Se è per nostra figlia ci sto! Prenda pure la mia anima" il marito si voltò di scatto urlandogli disperato:

-"NO MARIA?!?!" lei lo azzittì con un gesto della mano mentre avanzava verso di me, fece un grosso respiro ed aggiunse:

-"Dammi almeno un anno, voglio poter trascorrere del tempo con mia figlia" All'improvviso senti la voce di Enogard che mi rimbombava nella testa dicendomi " no e troppo tempo" allora dissi alla donna:

-"No è troppo, facciamo nove mesi" la donna annuì e le diedi il foglio, a quel puto apparve Enogard che afferrò la mano della donna gli fece un taglio sulla mano e la posò sul foglio:

-"Verrò tra nove mesi, mantenga la promessa o la punizione sarà severa" mi prese per mano e schioccando le dita e ci ritrovammo nuovamente al castello, si voltò verso di me sorridendo e mi disse compiaciuto:

-"Complimenti sei stata brava, siccome se auto sacrificata la sua anima a guadagnato più valore, il Re ne sarà compiaciuto, per questo ti darò una ricompensa cosa desideri? Soldi, gioielli?"

Rimasi incantata dal suo sorriso, ecco qual era lo spiraglio di luce che intravidi in lui, ma essendo un demone non mi potevo aspettare chi sa gran che. Però mi promise una ricompensa, e sinceramente non desideravo né soldi né gioielli ero morta, cosa cavolo ci facevo?!?! Ma c'era una cosa che desideravo gli chiesi speranzosa:

-"Vorrei poter rivedere mio padre anche per cinque minuti, almeno così saprò che sta bene" Enogard, ci pensò per diversi minuti, infine me lo concesse. Se ero bloccata qui, almeno volevo assicurarmi che mio padre stesse bene.

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