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Enogard mi condusse al suo castello che dall'aspetto sembrava molto antico ma ben curato, se non fosse per l'arredamento tetro e deprimente, su ogni vetrata c'era un’enorme tenda rossa, ma uno di quei rossi scuri che sapeva di vecchio. Gli abitanti ed i lavoratori del castello, ovviamente erano anch'essi demoni, mi fissavano con occhi maligni e sotto quegli sguardi il mio corpo tremava sempre di più. Senza accorgermene mi aggrappai al braccio di Enogard e lui confuso da questo mio gesto mi chiese con il suo solito tono arrogante:
-" Stupida meretrice, che diavolo hai ora? "
Meretrice? Ma come osava parlarmi così? Provai a dargli un ceffone , ma prima che potessi farlo, mi afferrò il braccio, ruggendo pericolosamente. Era più spaventoso di quello che credevo, trasalì al tal punto nel vedere i suoi occhi diventare rossi di rabbia, che sul suo viso apparve un sorrisetto maligno e mi fece quasi raggelare il sangue. Provavo vergogna ad essere così fifona, ma rimanevo pur sempre un’umana e lui uno spietato demone, voi cosa avreste fatto al mio posto? Di certo non potevo stare tranquilla e rilassata. Se poi consideriamo anche il fatto che mi trovavo in un posto sconosciuto, senza nessuno che potesse difendermi. Ero proprio terrorizzata e quel demonio se ne accorse, infatti, mi disse divertito:
-" Per adesso faccio finta che non sia successo nulla, ma la prossima volta mi aspetto che la mia serva sia più ubbidiente"
Serva?!? Giammai… io sono una principessa, non potevo mai neanche lontanamente immaginare di diventare la schiavetta di questo demone da strapazzo. Fu così che la rabbia mi diede la spinta giusta per ribellarmi, mi dimenai, cercai di divincolarmi dalla sua presa, ma senza alcun successo, infatti, Enogard infastidito da quel mio gesto mi afferrò la gola stringendo la presa attorno al mio collo, di certo non potevo morire di nuovo, questo lo so… Però cavoli! Il dolore era insopportabile. Si avvicinò al mio viso con un sorriso maligno dandomi un bacio… ma non un semplice bacio, perché le sue labbra erano diventate incandescenti, provocandomi un dolore lancinante: i miei gemiti di dolore aumentarono e io speravo che forse per compassione mi avrebbe liberata, ma non fu così perché sembrava divertito nel causarmi cosi tanta sofferenza. Del resto cosa potevo aspettarmi da un demone? Che stupida!. Ormai al limite delle forze , cercai nuovamente di liberarmi, ma la sua presa attorno al mio collo si fece più forte, a quel punto dalle mie labbra uscirono urla cosi forti che rimbombarono per tutto il castello, Enogard mi gettò a terra ridendo di puro gusto, e indicando le sue labbra disse con tono beffardo:
-"Quello che ti ho fatto è un marchio! " Un cosa?!? Lo guardai confusa chiendogli ancora dolorante:
-"Un marchio? "
-"Si, così ogni volta che mi disubbidirai sentirai lo stesso dolore che hai provato ora" mi rispose Enogard vittorioso e aggiunse:
-"E poi è pericoloso per te aggirarti per il castello, sei sempre un’ anima umana, con questo marchio tutti sapranno che sei mia e nessuno oserà mettersi contro il figlio del re dei demoni. In ogni caso, senza di me non andare da nessuna parte, hai capito? " Io annuì, e lui mi condusse in una stanza, si voltò verso di me e mi disse freddamente
-"Questa è la mia stanza, tu dormirai per terra" io sgranando gli occhi urlai allibita:
-"Mi hai preso per un cane per caso? Col cavolo che dormo per terra" Enogard schioccò le dita e le mie labbra iniziarono a bruciare, sicuramente era per il marchio. Schifoso mostro, non poteva trattarmi così, ero pur sempre una principessa e che cavolo?!? Il dolore si fece insopportabile constringendomi a cedere e dissi :
-"Va bene, va bene dormo per terra, fermati ora mi fai male" A quel punto sul viso di Enogard apparve un sorrisetto divertito, e disse compiaciuto:
-"Bravo cagnolino"
Contrassi la mascella dalla rabbia, mi davano sui nervi i suoi modi di fare. Lui uscì chiùdendomi a chiave nella stanza, iniziai a dare dei forti pugni sulla porta supplicandolo di aprirmi, ovviamente mi ignorò lasciandomi li come uno stoccafisso, così dopo un po' rinunciai, tanto non sarebbe mai venuto ad aprirmi. Così ne approfittai per guardarmi attorno, forse per scappare avrei trovato un'altra via di uscita, e lì a mente lucida notai una piccola feritoia ma grande abbastanza per me, se non potevo andarmene dalla porta me ne sarei andata dalla finestra, l'aprì ed affacciandomi notai che eravamo parecchio in alto, cercai di farmi coraggio dicendomi " Dannazione Serana, sei già morta, non puoi morire una seconda volta" cosi iniziai a camminare lungo il bordino per raggiungere l'altra finestra situata ad un paio di metri più in là, da lì avrei cercato l'uscita per scappare dal castello.
Le mie gambe tremavano, ma non era il momento di fare la fifona, non ora, non potevo certo accettare di pagare un errore commesso da mio padre, così dopo minuti che sono sembrati secoli, riuscì finalmente ad arrivare all'altra finestra, però mi resi ben preso conto che era chiusa a chiave dall’interno e la disperazione prese il sopravento, iniziai a battere sul vetro con disperazione con la speranza che qualcuno udendomi fosse venuto ad aprirmi, però nessuno veniva, nessuno mi sentiva stavo già per tornare in dietro ormai sconfitta all'evidenza di dover sottostare alla sua tirannia, quanto all'improvviso una folata di vento mi fece perdere l'equilibrio e al quel punto la finestra si spalancò ed un ragazzo dagli insoliti capelli bianchi mi afferrò al volo, ci fissammo per qualche istante, i suoi occhi color ghiaccio mi trasmettevano all'apparenza tranquillità, poteva avere circa diciassette anni più o meno, ma la sua bellezza era stravolgente, mi tirò su con una facilità incredibile, afferrandomi al volo, portandomi dentro la stanza. Rimanemmo per un po' l'uno tra le braccia dell'altro, quando poi si allontanò mi disse con un tono pacato:
-"Tu devi essere il nuovo giocattolo di mio fratello!" dannazione ero passata dalla padella alla brace, indietreggiai terrorizzata, ma egli mi tranquillizzò dicendomi:
-"Stai tranquilla, non mi interessa farti del male, però dovresti tornare nella sua stanza altrimenti ti punirà"
Io invece di ascoltare le sue parole rimasi incantata dalla sua bellezza, cercai di riprendermi e gli chiesi intimidita:
-"Come ti chiami? " lui mi guardò e rispose:
-"Io sono Sithis il secondo genito del re dei demoni" così risposi con un timido sorriso:
-"Piacere io mi chiamo Serana" lui fece spallucce e rispose con indifferenza:
-"Nessuno te l’ha chiesto ed ora vattene dalla mia stanza" mi prese per un braccio e mi riportò nella stanza di Enogard, richiudendomi dentro. Perfetto… sono bloccata di nuovo qui dentro.
Passarono delle ore e il mio corpo si fece sempre più stanco, non riuscivo a stare in piedi, le mie palpebre diventarono sempre più pesanti, mi sdraiai sul letto di Enogard,anche se non avrei dovuto farlo, non avevo alcuna intenzione di dormire per terra.. mi stesi sul letto ed il sonno mi raggiunse in un istante. Al mio risveglio mi ritrovai di fronte il viso di Enogard che mi fissava con il suo solito ghigno divertito, e sobbalzando dal letto urlai impaurita:
-"Ti prego non farmi del male ero solo troppo stanca" lui mi sorrise divertito e rispose:
-"Se volevi dormire con me bastava dirlo fin dal principio, non ti avrei nemmeno punito! " Riusciva ad essere sempre così irritante da farmi diventare viola dalla rabbia. Enogard mi porse un foglio e disse seriamente:
-"E’ ora di fare il tuo dovere di serva, vai nel mondo umano ed uccidi le persone che ci sono s questa lista che ti consegno e non pensare di poter scappare perché verrò con te per tenerti d'occhio" io, scettica, risposi:
-"Ma io non posso uccidere qualcuno, non l'ho mai fatto prima d'ora" Enogard mi guardò e mi disse divertito:
-"Da oggi sarai la mia personale cacciatrice di taglie, io stipulo i contratti e se non li mantengono entri in gioco tu che gli darai la caccia"
Ero terrorizzata, io non volevo uccidere nessuno, perché proprio a me questo compito? Io non ero un’assassina, che ne sarebbe stato di me?!?
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