Unione, assonanza di perfezione
Questa oneshot è un regalo di Natale per @lamiacasaehogwarts!
Inizialmente stavo per scrivere una storia un po' banale, ma poi ho avuto un'idea che secondo me si addice di più a Cassiopea.
Spero ti piaccia e buona lettura!
Cassiopea era intenta a leggere il libro di Difesa contro le Arti Oscure in modo molto simile a quello che aveva solitamente Bellatrix quando a casa doveva istruire e affinare le abilità di Antheo. Lei era proprio come la madre, impossibile da domare, uno spirito libero che tutti temevano o che provocavano troppo pagandone le conseguenze.
"Ti va una sfida? L'ho sentita di nascosto da Antheo" Orion le si avvicinò con uno sguardo divertito, pronto a sfidare la sorella per staccarla da quell'attività intelligente ma molto noiosa.
Cassiopea alzò lo sguardo dal libro con il suo sorriso sicuro: "Sono sempre pronta, soprattutto se sono sicura di vincere" disse in tono provocatorio, sapendo che qualsiasi sfida le avrebbe proposto, lei non si sarebbe tirata indietro.
Orion era rimasto a Hogwarts per la vacanze di Natale, non ci pensava proprio a raggiungere zio Lucius nel Wiltshire, non aveva mai avuto un bel rapporto, e Antheo nemmeno e sarebbe tornato a scuola dopo una breve permanenza a Little Hangleton. Con lui erano rimasti anche i fratelli Cassiopea, Nash e Nova per fargli compagnia e passare un Natale quasi tutti insieme. Poco prima di iniziare le vacanze, Orion era passato davanti allo stanzino di Antheo sentendolo parlare con qualcuno di un gioco che faceva da piccolo.
"In pratica: noi andiamo alla Foresta Proibita, scegliamo un premio da prendere e dobbiamo recuperarlo senza spaventarci. Se ti spaventerai non sarai degna di essere una Lestrange, accetti?" chiese Orion porgendo la mano.
Cassiopea sfoggiò un sorriso fiero: "Addetto ma voglio metterci del mio: entriamo tutti e due nella foresta e a chi arriva primo al premio" disse tringendo la mano del gemello.
Loro due in quel campo erano uguali: amanti del rischio e sempre pronti a pagare l'eventuale prezzo, senza paura né vergogna. Non ci mettevano molto in altre condizioni ad affatturare gli studenti che tiravano troppo la corda nei loro confronti, e peggio era quando gli si toccava u a persona a loro cara. E quella sfida non faceva eccezione, avrebbero fstto di tutto pur di divertirsi e mostrare quanto valessero come maghi e come Mangiamorte.
Si diressero verso la foresta sentendo dietro di loro i richiami e le domande dei due fratelli Nova e Nash, il secondo set di gemelli della loro famiglia. Non erano a conoscenza delle intenzioni dei gemelli più grandi, ma volevano comunque partecipare, si stavano annoiando a morte nella Sala Comune e il fratello maggiore non era ancora tornato.
"Siamo arrivati" dichiarò sicura Cassiopea guardando con aria di sfida il fratello, che gli restituì la stessa occhiata quasi prendendola con leggerezza. La Foresta proibita, come tutti sapevano, era tutto meno che sicura, e nessuno avrebbe mai capito con che logica i fratelli Lestrange gestivano le loro giornate.
"E dai! Diteci che volete fare!" insistette Nash tirando la manica del fratello.
"E va bene" fece Cassiopea "Orion mi ha sfidato a vedere chi è il Lestrange migliore ed io ho accettato. Andremo alla Foresta Proibita e prenderemo... Cosa dobbiamo prendere?"
"Una zanna di Chimera" rispose Orion con sguardo esaltato.
I tre fratelli siguardarono perplessi e confusi: una zanna di Chimera era davvero difficile da trovare, specie sapendo che di sicuro non ne avrebbero mai trovata una in mezzo al terreno della Foresta, pacifica e indisturbata. Quella zanna di sicuro si sarebbe trovata dentro la bocca della Chimera e loro avrebbero dovuto staccarla a forza. A quel punto sarebbe stato impossibile sottrarsi alla furia della Creatura.
Eppure Orion non sembrava affatto spaventato da questa condizione, anzi sapere che poteva essere più pericoloso del necessario pareva solo eccitarlo di più. Non aspettò nemmeno che potessero replicare che già mise un piede, un altro e il resto del corpo all'interno della foresta correndo e urlando che chi era ultimo era lo zimbello della famiglia.
Quel grido accese l'istinto avventuroso dei ragazzi, che lo seguirono dimenticandosi dei pensieri di prima. La sfida ebbe come prima parte una gara di velocità e di abilità, i fratelli Lestrange si intralciavano a vicenda e organizzavano trappole magiche per rallentare gli altri, nessuno voleva essere calpestato entutti volevano prevalere.
Si fermarono dietrocad un tronco caduto di un albero sentendo un respiro pesante. Una Chimera era addormentata nel suo giaciglio, ma sembrava locstesso molto pericolosa.
"Eccola lì" fece Nova, ma vedendo la stazza e la bocca della bestia, si sentì di girarsi verso la sorella "Dobbiamo proprio prenderle una zanna? Non sarebbe meglio qualcosa di meno pericoloso?"
"Cosa c'è Nova? Hai paura? Seicforse una Lestrange debole?" la canzonò Nash ridacchiando.
Nova, indispettita, uscì dal nascondiglio e si avvicinò quatta quatta verso la bocca della bestia, le cui zanne erano ben visibili e fuoriuscivano dalla bocca. Puntò la bacchetta contro al dente per poterla staccare con la magia, anche se sapeva che un semplice Wingardium Leviosa non sarebbe servito a niente.
"Nova! Torna qui!" urlò bisbigliando Orion, rendendosi conto che forse quello non era l'approccio giusto.
Cassiopea scosse la testa, non era possibile che in tre non facessero una testa, ed erano anche del suo stesso sangue. Uscì anche lei, vedendo Nova avvicinarsi fin troppo alla Creatura e decise che quella sfida doveva finire lì.
"Nova, levati da qui!" disse forte strattonandola per un braccio. Peccato solo che quel braccio si era avvicinato abbastanza ai denti da muovere la mascella di scatto, svegliando di colpo la Chimera. Gli occhi incrociarono gli sguardi sorpresi delle sorelle, e subito dopo la bocca si spalancò emettendo un ruggito molto minaccioso.
"Accidenti a te e alle tue sfide Orion!" sbottò Cassiopea facendo velocemente dietrofront e iniziandoca correre con i fratelli al seguito. Se fosse sopravvissuta lo avrebbe strozzato con le sue mani.
I frstelli si divisero tra i vari sentieri della foresta per confondere la Creatura, non si sarebbero di certo arresi tanto facilmente e avrebbero lottato fino alla fine. Lo schema fu molto semplice: Orion e Nash attirarono la Creatura a suon di schiantesimi, i colpi si scontravano contro il corpo della Chimera facendola sussultare e girare di scatto, e loro sempre velocemente cambiavano posizione lasciando che le ragazze si allontanassero e si nascondessero. Poi i ruoli si invertivano ed erano le ragazze a pensare a distrarre la Chimera.
Poi un rumore appena dietro a Cassiopea la fece sussultare e una mano sulla sua spalla la fece girare di scatto: "Cosa state facendo qui?" chiese una voce che subito dopo Cassiopea riconobbe come quella di Antheo.
"Chiedilo a quel genio di Orion!" disse Cassiopea "Quello là ti ha sentito parlare di un gioco che facevi da piccolo e ha voluto provarlo!"
"Ed era necessario svegliare una Chimera?!" esclamò Antheo Indicando la Chimera con tutta la mano. Al gesto scocciato di Cassiopea, il ragazzo prese velocemente la sua bacchetta e lanciò l'incantesimo della Pastoia Total Body immobilizzando la Creatura. Dopodiché recuperò i fretelli e li riportò alla Sala Grande.
"Mi volete dire che cosa vi é saltsto in mente?! Una Chimea e troppo anche per me!" chiese Antheo sedendosi di fronte ai fratelli.
"Era tutto sotto controllo Antheo!" fece Orion "Volevamo solo stabilire chi fosse il Lestrange migliore, la Chimera era solo un optional"
"Ma parla per te che per poco tua sorella non perdeva un braccio!" lo incalzò Cassiopea "Cara grazia che eravamo attenti"
"Be' se volete proprio sapere cho è il migliore, mi improvviso arbitro" fece Antheo sorridendo e ottenendo l'attenzione dei fratelli "Tutti: avete mantenuto uno schema perfetto durante la battaglia con la Chimera, suddividendo i ruoli e turnando le azioni. Direi che la perfezione l'avete raggiunta solo così"
I ragazzi lo ascoltarono affascinati, non avevano decretato il migliore di tutti ma erano certi che insieme potevano esser considersti imbattibili. In più sentire quelle parole dal loro fratello maggiore, che per primo aveva sperimentato con mano i pericoli e le abilità della magia, era una vera a propria goduria. Di sicuro anche i loro genitori ne sarebbero stati fieri, per deterinazione e abilità, che non era da tutti.
"Non c'è gara" concluse Antheo "Quando siete insieme unione è assonanza di perfezione"
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