Graffi dietro una maschera
Questa oneshot è ispirata alle parole consigliate da _Legar_
Maschera, graffio, letto
Più Draco guardava quel paesaggio tanto brullo e austero e più si chiedeva come avesse fatto ad accettare un tale ruolo. Non poteva credere che la sua vita fosse tutta lì e che quello che lo attendeva fosse solo morte e disperazione. Indossare una maschera che lo identificava come un nemico e mettersi contro tutti coloro che inizialmente aveva visto come compagni di scuola e semplici rivali andava oltre le sue previsioni di vita.
Sentì dei passi dietro di lui, lenti e ben distesi, e non gli fu difficile riconoscerli subito. La sagoma alta e snella di Antheo si fece largo tra la poca boscaglia e lo raggiunse poco dopo; mostrando il grosso graffio che si sovrapponeva allo sfregio da sotto la sua maschera.
"Un bello schifo vero?" chiese con un tono tra l'apatico e l'ironico, solo Antheo poteva scherzare in un momento del genere.
Draco sospirò lentamente tornando a guardare oltre il burrone dove si stava sporgendo; non aveva voglia di scherzare e francamente non riusciva a capire dove il cugino trovasse tutta quell'eccitazione. La parte di sua madre che affiorava iniziava a fare davvero paura.
"Come puoi essere tanto tranquillo? Guarda qua cosa abbiamo" disse Draco sentendo Antheo accanto a lui mentre contemplava lo stesso deludente spettacolo. Con la coda dell'occhio poteva vedere il sangue rosso e denso colare dal volto del cugino, mentre lui pareva non accorgersene nemmeno.
Antheo emise un verso piuttosto disinteressato, per lui non era nuovo uno spettacolo del genere, anzi: tornare al quartier generale ogni volta con lezioni di tutti i tipi faceva quasi parte del pacchetto completo del Mangiamorte medio. Gli pareva buffo che suo cugino Draco ancora non lo avesse capito, quei graffi, quei tagli e quelle ferite da Maledizioni le avrebbe portate con sé per il resto della sua vita, come dei trofei da esporre. Draco doveva rassegnarsi.
"Prima o poi dovrai abituarti al fatto che la tua pelle immacolata dovrà riempirsi di sangue e sudore Draco. Cosa credi? Che ora ti guarderanno ancora come il loro amichetto? É finita la pacchia" Antheo inclinò la testa di lato guardandolo in modo bizzarro. Per lui pareva solo essere un gioco tra amici, niente di tanto rilevante nella vita. Certo per uno che aveva intrapreso la via della Causa subito dopo la nascita, la visione di un campo di battaglia colma di morti e feriti, di soldati e maghi straziati dagli sforzi non era affatto strana; forse era proprio per quel motivo che Antheo non era così impressionabile.
"Non ti fa male?" chiese poi Draco alludendo alla ferita che partiva da metà volto e percorreva persino il collo.
Antheo fece spallucce, francamente aveva subito tanti di quei danni che poteva aver tranquillamente perso la sensibilità del corpo. Il suo infinito ruolo come Mangiamorte a capo dell'esercito gli aveva conferito una capacità del tutto diversa di superare ogni momento, anche gravi ferite.
Non gli rispose, non ce n'era bisogno, la domanda pareva addirittura retorica se si stava un secondo di più a pensare. Sentirono un grido in lontananza che li chiamava a rapporto e scesero a grandi passi dal dirupo, tra una smaterializzazione e l'altra tra un volo di qua e di là. Draco lanciava uno sguardo al campo devastato ad ogni apparizione, e per quanto Antheo fosse stato grezzo aveva ragione: abituati al fatto che da adesso nessuno ti guarderà come prima.
La missione era finita, e la notte iniziava a inglobare tutto il paesaggio nelle tenebre.
*****
Draco si girava e rigirava nel letto. Era più forte di lui. Quelle scene macabre gli vorticavano in testa come tanti drahi che volavano a gran velocità e con molta cattiveria. Alcuni graffi al petto e ai fianchi non smettevano di bruciare e per certi versi era convinto avessero ricominciato a sanguinare. Cercava di non svegliare Astoria accanto a lui, non voleva farla preoccupare. Era già capitato troppe volte che lo vedesse immerso nei suoi pensieri, tutti negativi, al punto d vederlo molto irritato e nervoso.
Voleva alzarsi ma allo stesso tempo aveva bisogno del suo calore, della sua presenza, dell'unica persona che in quel momento lo avrebbe accettato per quello che era diventato. E cosa era diventato? Un mostro? Un criminale? Non lo sapeva nemmeno lui. Tutto quello che sapeva era che da quel momento in poi il suo corpo sarebbe stato irriconoscibile e la sua mente si sarebbe dovuta abituare al fatto di dover assimilare pessime immagini. Per certi versi si sentiva in colpa, a trascinare la ragazza in ambienti del genere e avere a che fare con gente del genere. In fondo Astoria non aveva scelto quella vita...
"Va tutto bene amore? Si sento agitato" la voce di Astoria lo fece sussultare leggermente. Draco si girò a guardarla incontrando i suoi occhi che si illuminavano al chiarore della luna.
"Sì, non preoccuparti" disse cercando di assumere il tono più tranquillo possibile.
"Non mi inganni Draco" disse invece lei mettendosi a sedere "Non sei mai ststo bravo a nascondere i problemi. Non sei tuo cugino" lo guardò con uno sguardo ovvio, che lui non poté contraddire.
"Hai ragione..." disse lui imitandola. Non aveva senso mentire sapendo che non gli avrebbero mai creduto.
Lei si avvicinò di più accatezzandogli i capelli e appoggiando la testa sulla sua spalla, aspettando che lui raggiungesse le dita con le sue.
"Lo sai che anche se non sei come lui, sei comunque fantastico?" gli chiese costringendolo a guardarla "Tu hai qualità diverse, ma sempre qualità"
"Come puoi dirlo..." fece lui a bassa voce. Ma sentiva dentro che Astoria non aveva bisogno di prove concrete per esserne sicura. Lei lo aveva sempre visto per quello che realmente era proprio come Béatrice aveva visto qualità superiori alla crudeltà che divorava Antheo. Loro due erano uguali su quel punto di vista e lui non si sentì di mettere in dubbio le sue parole alla fine.
Si avvicinò di più a lei alzandole il viso, ormai i loro corpi aderivano perfettamente, le accarezzò il viso con un dito e unì le labbra alle sue in un delicato bacio che le manifestazione tutta la gratitudine che poteva darle, sapendo che, se per i Mangiamorte lui era ancora l'ultimo arrivato, per lei sarebbe sempre stato il migliore.
*****
Parole adattate:
-Maschera: i Mangiamorte
-graffio: le ferite che si procurano in battaglia
-letto: la conversazione di Draco con Astoria
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