7- "𝓓inner" at 𝓓avis's house
JAMES'S POV
L'avevamo rifatto. Dinuovo.
Dire non me ne capacitavo sarebbe stato una cazzata, ma dire che non avevamo nemmeno provato a resistere era decisamente ovvio.
Non avevamo fatto neanche un piccolo accenno ad un "fermiamoci" o ad un "non facciamolo".
Probabilmente perché sarebbe stato inutile. Eppure quando scendemmo dall'auto per recuperare il suo cellulare e appoggiare il borsone che avevo usato come scusa per accompagnarla, non ci scambiammo mezza parola.
E lo stesso atteggiamento lo avevamo avuto durante tutto il tempo che impiegava il tragitto verso casa di Axel.
Finiva sempre cosí, ogni dannata volta.
Lo facevamo e poi ci eravamo costretti a fingere che nulla fosse accaduto, che non fossimo le vittime delle nostre stesse azioni, dei nostri stessi comportamenti.
Non era giusto ma era il nostro modo di merda di tentare di risolvere la cosa, anche se poi, effettivamente, non risolvevamo un cazzo di niente e ne eravamo più che consapevoli.
Ma sapere cosa arrivava dopo il piacere che ci procuravamo non bastava a fermarci.
Non avevo idea di cosa sarebbe servito, forse una catastrofe naturale, o che qualcuno ci scoprisse, ma non ne ero sicuro, anzi.
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La mattina successiva, più presto del dovuto, mi svegliò un mal di testa forte, che riuscii a placare solo con dell'ibuprofene che trovai frugando in mezzo al cassetto del mio comodino.
Il mio "buongiorno" verso quella giornata era caratterizzato dalla combo sigaretta e caffè, che andai a prepararmi al piano di sotto.
Quando uscii dalla mia camera, non potei non guardare alla mia sinistra. Verso quella porta ormai sempre chiusa. Li, dove avevo visto mia nonna per l'ultima volta, nella sua stanza dalle pareti glicine, come i fiori che tanto le piacevano.
Colore che andava in contrasto con tutto il resto della casa, che era quasi interamente tinteggiata di bianco, ma durante i suoi ultimi mesi di vita terrena, io, Liam e Taylor, avevamo fatto qualsiasi cosa pur di strapparle un sorriso, anche improvvisarci imbianchini e verniciare le pareti di nascosto dai nostri genitori.
Distolsi lo sguardo per poi attraversare il breve tratto di corridoio e recarmi verso le scale in marmo perfettamente lucidate.
Scesi velocemente ma senza fare alcun rumore per poi arrivare in cucina e preparami il caffè.
Benedetto sia chi l'ha scoperto.
Saltai decisamente anche la macchinetta e presi la mia moka. Preferivo il sapore che dava la caffettiera.
Presi dei chicchi già macinati, misi l'acqua e accesi il fuoco.
Mentre aspettavo che fosse pronto, mi appoggiai all'isola difronte al pianco cottura e tirai ancora del tabacco dal mozzicone ormai da buttare.
Il caffè uscii, e insieme a questo mio fratello dalla sua camera, facendo un rumore assordante, rovinando quel piccolo momento di pace che mi ero creato attorno.
-Sono le sei, che cazzo ci fai già sveglio?- mi chiese scendendo le scale.
-Proprio perché sono le sei fa piano, coglione- lo rimproverai -Sono sveglio perché avevo mal di testa, tu invece?- mio fratello non era mai stato un tipo particolarmente mattiniero a differenza mia.
-Mi sono alzato dal letto solo per pisciare e poi cazzo, non sono riuscito ad addormentarmi di nuovo- rispose sbuffando.
Ridacchiai e gli offrii una tazza di caffè che accettò volentieri.
-Che avevi ieri sera?- mi chiese sedendosi comodamente su uno sgabello nel lato opposto al mio.
Sbiancai, ma ringraziai la luce, fioca, che gli impediva di vedere il mio reale colorito.
Che si fosse accorto del mio atteggiamento della sera? Effettivamente ero nervoso, come ogni volta dopo il sesso con Lydia ma non pensavo si vedesse. Poi ci ripensai. Gli volevo bene, ma mio fratello era troppo stupido per arrivare ad una cosa del genere.
Proprio mentre stavo per rispondere si aggiunse a noi la terza White, Taylor che scese le scale in punta di piedi, almeno lei.
-Che cazzo, fate le riunioni di famiglia e non mi invitate?- ci accusò.
Io e Liam ci guardammo increduli.
Se c'era una persona ancora più pigra di lui era Tay, e non la vedevamo in piedi a quest'ora da anni, probabilmente almeno tre, se non di più.
-La signorina si é svegliata, ma buongiorno, ti hanno svegliato i like tattici o le foto che ti manda Nelson mia cara?- la accolsi in maniera teatrale con Liam che mi dava corda.
Lei ci imitò facendoci la linguaccia per poi rubare la tazza a Liam e bere il restante contenuto al posto suo.
Fortunatamente con il suo arrivo la situazione si alleggerì e non dovetti rispondere alla domanda di Liam.
Parlammo per un pò, rivolgendole qualche altra battuta a suo dire poco simpatica su Axel che diceva essere "l'ultima persona che si sarebbe mai fatta" e arrivò il momento di prepararsi per un'altra giornata ad Harvard.
Salii verso camera mia, come sempre facendo i gradini a due a due, e mi fiondai velocemente in doccia. Aprii l'acqua che mi aiutò a scacciare tutti i pensieri che avevo per la testa a causa della strana curiosità di Liam.
Uscii dalla doccia e mi tamponai con l'asciugamano i capelli scuri bagnati, lasciandoli spettinati come mio solito.
Presi poi l'uniforme che quella santa donna di Estefanía aveva stirato e appeso alla mia porta e la indossai assieme alle scarpe nike e all'immancabile profumo.
Andai poi velocemente verso l'ingresso dove insieme a Liam, aspettammo quella lumaca che ci era capitata come sorella.
-Siamo in ritardo- alzai la voce per farmi sentire da colei che ce lo stava facendo fare.
-Taylor muoviti o vengo a trascinarti dai piedi- urlò nuovamente mio fratello facendola uscire dalla sua stanza.
-Merda, con calma- rispose lei sfilando per i gradini con gli occhiali da sole addosso.
Alzai gli occhi al cielo ridendo per poi aprire la porta e uscire fuori.
-Guido io- affermò Liam con le chiavi della mia macchina tra le dita.
-Si, col cazzo- risposi continuando a ridere sfilandogliele dalle mani per poi entrare in auto senza dargli possibilità di ribattere.
Mi sistemai sul sedile guidatore con affianco Liam e dietro Taylor e ci addentrammo per le strade di Boston raggiungendo, dopo una mattina che mi pareva già troppo lunga, il college.
Parcheggiai e ci ricongiungemmo ai nostri amici, che erano appoggiati al muretto in mattoni dell'ingresso.
Mi salutò subito Aaron con un colpo sulle spalle che io ricambiai con uno al collo e poi mi rivolsi verso gli altri.
I miei migliori amici, le persone migliori che potessi avere al mio fianco.
Mia sorella abbracciò subito Lydia e così ebbi il pretesto per guardarla in volto. Non ci eravamo salutati, e non mi sorprendeva, quindi feci solo questa piccola cosa.
Era bella anche di prima mattina e non faticavo ad ammetterlo.
I capelli ondulati che erano quelli che preferivo su di lei, le incorniciavano perfettamente il viso e gli occhioni scuri leggermente truccati.
Le labbra erano perfettamente contornate da un marroncino e un lipgloss rosa. L'uniforme le cadeva perfettamente sul corpo e gli stivali che aveva le davano un tocco in più.
Fui bloccato dai minuti che andavano avanti e segnarono l'orario di inzio delle lezioni.
Ci dividemmo e ognuno andò a seguire il proprio corso.
Le lezioni passarono veloci e le seguii con uno spiccato interesse. Il mio sogno di diventare medico era sempre più forte, e anche se era incoerente da parte mia voler curare le persone quando ero il primo a farsi del male, non c'era altro che volevo fare nella mia vita.
La mattinata passò velocemente e per pranzo mi riunì con i miei amici. Passando per il corridoio mi deliziai un pò delle occhiate che ricevevo. Con il mio metro e novantasei, spalle larghe e il solito sguardo definito indolente, venivo particolarmente apprezzato dalle ragazze che mi rivolgevano sorrisi o sguardi che non sostenevano quando mi giravo verso di loro.
-Modesto come sempre, cazzone- mi disse Aaron mentre mi raggiungeva con l'aria di chi si era appena fatto una sveltina, notando la mia faccia compiaciuta.
-Senti chi parla, cazzone numero due- risposi mentre gli diedi un colpo sulla spalla e ci godemmo per un altro momento quelle attenzioni che ci riservavano.
Attraversammo la fine del corridoio e il giardino, arrivando nelle nostre panchine dove trovammo gli altri già accomodati.
Liam stava parlando ovviamente dei suoi allenamenti di basket che erano da poco ricominciati con Marcus e Axel, Rachel guardava Lucy e Carl che si facevano un ritratto a vicenda, le gemelle Davis parlavano tra loro sulla serata mentre Tay era concentrata sul telefono e Lydia era affianco a lei.
I nostri sguardi si incrociarono per un secondo impercettibile che mascherammo alla perfezione.
Mi sedetti nel mio posto, con accanto Aaron a cui rubai una sigaretta.
-Allora, cosa cazzo facciamo in questo sabato sera?- chiese ad un certo punto Carl con una canna in bocca, mentre colorava il disegno della sua ragazza nel quaderno.
-Riposo e sesso- rispose il ragazzo affianco a me stiracchiandosi.
-Se stai scopando non ti stai riposando Aar- lo contradisse Ax.
-Io mi riposo cosí- affermò dinuovo Collins facendo roteare in aria la sua dose di nicotina.
-Ottimo metodo tralaltro- mi intromisi -lo uso anche io- finí buttando fuori il fumo.
Lyd che era concentrata a guardare sul telefono di mia sorella alzò lo sguardo a questa mia affermazione, ed era quello sguardo di una che avrebbe voluto metterti le mani addosso e non solo per picchiarti.
Ma anche per toccarti. Dappertutto.
-Comunque- si mise in mezzo Sarah -stasera abbiamo organizzato una cenetta da noi- e le "cenette" erano piuttosto particolari.
Cassie sorrise mentre accavallava le gambe e si spostava i capelli all'indietro.
Vidi Marc in procinto di rivolgerle la parola ma poi chiuse la bocca e non disse nulla.
A parlare quindi, fu mio fratello Liam.
-Una cenetta tranquilla o delle solite?- domandò, ma la risposta la sapevamo tutti.
-Delle solite- gli sorrise Sarah.
-Io non bevo- disse Carl alzando le mani con la canna ancora accesa.
-Ma fa silenzio, nessuno ti crede- lo scherní Lydia con tanto di gesto con la mano.
Ci mettemmo a ridere tutti insieme, probabilmente per lo stesso motivo, il ricordo di Carl White in mutande che faceva una serenata in spagnolo a Lucy. E lui non sa lo spagnolo manco per il cazzo.
La conversazione si allungò arrivando alle solite chi passa a prendere chi, chi porta che cosa. Ogni volta che organizzavamo qualcosa era la stessa storia.
Io ascoltavo, o almeno facevo finta di ascoltare perché ormai la mia mente vagava già su altro. Annuivo solo di tanto in tanto e poi venni sbloccato ancora da Axel.
-Quindi ci siamo tutti? O qualcuno ha altri piani?-
-Altri piani? Che cazzo dici?- lo guardò confuso Aaron.
-Non so io chiedo, magari James deve ripassare medicina, si deve allenare o ha...altro da fare-
Axel era sempre stato quello più permaloso del gruppo e sicuramente le mie battute verso lui e mia sorella non gli avevano fatto ridere. A me invece si, percui buttai il filtro arancione -L'unico mio piano di stasera é stenderti a beer pong- lo sfidai scherzosamente alzandomi dalla panca.
-Ti piacerebbe J- rispose ridendo e allora gli diedi un colpetto in testa mentre gli altri si alzarono subito dopo di me.
-Perfetto- iniziò Cassie
-Ci vediamo a casa nostra alle dieci- continuò la gemella.
-Siate puntuali- riprese la prima enfatizzando puntuali.
Io Liam e Tay tornammo a casa e il resto del pomeriggio passò velocemente. Io mi buttai sui libri, cercando di studiare qualcosa per il mio prossimo esame e ci riuscii sorprendentemente senza alcuna fatica, forse perché ero ancora lucido e avevo il cervello piú riposato del solito.
Prima che me ne accorgessi si fece quasi ora di partire, quindi mi ributtai in doccia e mi vestii per la serata.
Indossai dei jeans baggy neri, un maglione bianco e le mie campus nere. A questo punto spruzzai un quintale di Sauvage come di consuetudine e raggiunsi i miei fratelli al piano inferiore dove li trovai a parlottare vicino al portone.
-Ma ciao fratellone, come ci siamo fatti belli stasera, chi vuoi conquistare delle mie amiche?- disse Taylor sorridendomi
-Io sono sempre bello- risposi poco modestamente mentre le lasciavo un piccolo bacio sulla guancia.
Ridacchiammo insieme per poi reinbucarci nel traffico di Boston.
La famiglia Davis era tra quelle dell'élite della città e la loro casa lo lasciava bene a vedere.
La modernità e il lusso sprizzavano da ogni angolo e inoltre da loro sembrava sempre estate per via delle piante tropicali che si trovavano in tutto il perimetro.
-Hanno già iniziato?- chiese mia sorella sistemandosi la manica della sua maglietta con su scritto I love me e la miriade di collane oro.
-Si, credo di si- rispose Liam guardando verso il patio delle gemelle.
Mi unii a loro uscendo dall'abitacolo e ci spostammo verso il gruppo.
-Eccoli qui, ora mancano solo i Collins, i piú ritardatari del globo- disse Sarah alzando al cielo il suo bicchiere.
-Ovviamente- aggiunse Marcus mentre organizzava il torneo di beerpong.
Mi accomodai sul divanetto mentre presi il bicchiere di liquore che mi stava offrendo Ax.
-C'é veleno qui?- lo stuzzicai.
-No fratello, anche se fai battute un pò del cazzo non ti avvelenerò mai- controbatté lui cominciando a bere.
Iniziammo un pò a bere e parlare tra noi quando fummo interrotti dall'arrivo dei tre fratellini.
-Ma buonasera- iniziò Carl fiondandosi subito verso Lucy a cui rubò un lungo bacio.
-Voi due, trovatevi una camera, per il resto buona sera- disse puntando il dito verso la coppia Lyd, per poi mandare dei baci volanti.
Indossava un paio di jeans larghi a vita bassa, una maglia nera e cinta e samba leopardate. Quanto le piaceva il leopardato non sapevo quanficarlo.
La osservai appena mentre si univa a noi assieme ai suoi fratelli e si accomodò vicino a me.
Brutta mossa Piccola Collins.
Mi buttai all'indietro mettendo un braccio sullo schienale e notai che la piccola porzione di pelle che aveva scoperta si tese e il suo sguardo si rivolse velocemente verso la mia mano per poi tornare dov'era.
Si mise a parlare con le Angels e io con i Devils fino a quando ci interruppe Cass già stranamente brilla che si lasciò cadere vicino a Marcus che la guardò come se fosse un'opera d'arte.
-Allora, a che gioco volete giocare?-
-Facciamo qualche gioco da scuole medie- disse Sarah passandoci da sopra un vassoio altri bicchieri.
-Tipo il gioco della bottiglia?Abbiamo 12 anni?- la sfottè Ax.
-Io ci sto, ma siamo ancora troppo poco ubriachi per questo tipo di giochetti- formulò Aaron alzandosi andando verso il tavolo in pietra -Abbiamo una partita di beer pong in sospeso- terminò.
Mi alzai, consapevole del fatto che la partita ce l'avevo sicuramente anche io.
Mi misi subito a terminare di sistemare la superficie di gioco facendo cenno ad Ax di alzare il culo.
Io e Aar formavamo una coppia, mentre Nelson e Marcus la seconda.
Avremo fatto a turni se non fosse che Carl, stava, come sempre risucchiando Lucy e Liam stava già bevendo abbastanza e aveva inolte fatto una "rinuncia in partenza" al gioco.
Ci sistemammo nelle posizioni che avevamo stabilito mentre le ragazze si misero vicine a noi per guardare la partita. Dicevano sempre che "si divertivano molto".
Sai che divertimento vederci ubriachi.
Il mio primo tiro, al contrario di quello di Hill fu esemplare, centro perfetto.
E la partita all'inzio andava avanti cosí, con solo la squadra avversaria che beveva.
Poi Aaron ha cominciato a disconcentrarsi, continuando a fissare un punto indefinito della stanza. Cosa cazzo c'erano i fantasmi? Poi mi girai e mentre bevevo per colpa sua, notai che davanti ai suoi occhi c'era il culo di Rachel e collegai i puntini.
Noi ragazzi sapevamo del suo piccolo debole per lei, ma lui lo ammetteva in parte, parlando solo di attrazione fisica.
Ma io quella sensazione la conoscevo troppo bene per crederci.
La tensione sessuale era quella che avevo io con sua sorella, che ogni volta che la vedevo le volevo solo strappare i vestiti di dosso senza immaginarmi in un futuro con lei.
Aaron invece si, lui un futuro con la sorellina Nelson se lo immaginava eccome, anche se non lo diceva.
Il mio migliore amico era un cazzone ma aveva un grosso punto debole.
All'ennesimo tiro sbagliato, schioccai le dite vicino al suo orecchio, facendolo riconettere.
-Abbiamo finito di guardare il culo a Rach?- sussurrai per non farmi sentire.
Gli altri ci stavano mettendo le palle in testa e io non avevo mai perso a beer pong.
Collins tornò lucido come per magia dopo le mie parole, e non mi chiesi nemmeno il perché, visto che da quel momento in poi le sue mosse furono tutte perfette.
Il resto della partita fu ricco di sfottò e battutine un pò troppo spinte, che andavano ad aumentare insieme al livello di alcool nel nostro sangue.
Alla fine, io e Aaron vincemmo la partita lasciandoli con l'amaro in bocca, in entrambi i sensi possibili.
-E il titolo rimane ancora a James White- pronunciò Tay battendomi pugno.
-Come sempre- aggiunse Lyd a cui rivolsi una fugace occhiata.
Mi lasciai cadere nella posizione dell'inizio serata mentre mi gustavo la partita delle ragazze.
Le gemelline contro mia sorella e la Piccola Collins.
Rachel non beveva, mentre Lucy e Carl erano andati, ormai in un angolo per i fatti loro.
Guardavo quel gioco con un interesse persino maggiore rispetto alle lezioni ad Harvard.
Cassie fece un tiro perfetto, costringendo cosí le altre due a bere.
Osservai Lyd mentre assaporava l'amarognolo del liquore, mentre tra il pollice e l'indice tenevo ben stretta una sigaretta.
Ero sicuro che il mio sguardo le stesse bruciando sulla schiena, come a me prima stava bruciando il suo, ma io recitavo bene, e lei anche.
Eravamo due casi persi, ma continuando cosí anche due attori da Oscar.
Finita anche la seconda partita la situazione alcool era piuttosto drammatica.
-Bene- iniziò Sarah mentre non si reggeva praticamente piú sulle sue stesse gambe -Adesso facciamo...non ho mai-
-Età media, primo anno di liceo- si mise in mezzo finalmente Lucy, staccandosi da quello che un giorno sarà sicuramente suo marito.
-Tanto- alzò l'indice in aria Tay -siamo quasi tutti sul'orlo di vomitare, sarà divertente-
Questo welcomeback anni d'oro, avenne molto fedelmente.
Ci distribuimmo in cerchio mentre una bottiglia di jagermeister vuota decideva chi avrebbe iniziato.
Iniziò Cassie.
-Io Non ho mai...mandato un nudes al contatto sbagliato-
Mia sorella bevve, incapace di mentire.
-A mia discolpa- si giustificò appoggiandosi a Lyd -l'ho eliminato subito-.
Almeno quello.
Giá sapere che vedessero Taylor nuda mi faceva incazzare, figuriamoci se mandava le foto alle persone sbagliate.
Poi toccò a Carl, finalmente dei nostri.
-Non ho mai fatto una scopata nei bagni di scuola-.
Bevemmo tutti. Nessuno escluso, pure lo stesso Carl.
-Merda, che imbarazzo- iniziò Rachel arrossendo.
-E che scopate mi sono fatto li- mi misi in mezzo solo per dare un pò fastidio.
-James scopa troppo, tra poco non gli funziona più- rise Aaron facendo sorridere tutti.
Io non ero connesso al 100% motivo per il quale lanciai uno sguardo a Lydia, come per chiederle un parere.
Lei si mordicchiò il labbro non guardandomi per piú di due secondi. Decisamente mi funzionava ancora. E anche perfettamente.
-Che schifo, comunque che cazzo di maniaci sessuali siamo- terminò Sarah con aria colpevole.
Partimmo in una risata di gruppo fino a quando Cassie con quel poco di cervello che le era rimasto attivo andò verso l'interno a prendere qualcosa, che scoprimmo poi essere dei cartoni di pizza. Tanti cartoni di pizza.
Mangiando quelli avremmo probabilmente vomitato, ma sicuramente la sbornia sarebbe passata. Poco ma sicuro.
Finimmo questa benedetta pizza e ci fu spazio per altre battute sporche e qualche vecchio ricordo, fino a quando l'orario e tutta la stanchezza accumulata in quella settimana non si fece sentire.
Pian piano l'atrio delle gemelle cominciò a svuotarsi, e noi seguimmo gli altri a ruota.
Le salutammo calorosamente, soprattutto Liam, e mi rimisi alla guida l'ultima volta per quella giornata, e non potei fare a meno di pensare a tutti quegli sguardi nascosti tra me e il mio piú grande casino da qualche mese a questa parte.
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𝓢PAZIO 𝓐UTRICE🫶🏻
Ciao amori mieii. Ecco a voi il settimo capitolo.
Lasciate una stellina⭐️ se vi é piaciuto.
Ve ne sarei grata.
Vi ricordo che se avete qualche consiglio è sempre ben accetto.
Cosa ne pensate di questi sguardi un pò nascosti e un pò no ;)???
Vostra,
Riri⭐️
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