Capitolo 9: L'anima di Solas
Era quasi mezzogiorno e i giovani guerrieri si stavano esercitando gia' da ore. Aislee era pensierosa. Era in piedi, con le mani dietro la schiena, mentre scrutava l'orizzonte dall'altopiano.
Sharin la raggiunse e le tocco' lo spalla. "Ehi, come ci si sente ad essere il capo?"
"Stressati"
"Che pessimista. Porta anche dei vantaggi essere al potere, tutti farebbero qualsiasi cosa per te"
"Spero solo di fare del bene"
"Siamo tutti con te, Aislee. Siamo tutti qui perche' crediamo nelle stesse cose in cui credi tu, soltanto che non eravamo abbastanza coraggiosi da dirle davanti a tutti. Sei la nostra roccia, il nostro leader e finita questa guerra diventerai anche un'eroina".
Aislee la guardo', le strinse una mano e sottovoce le disse: "Grazie".
Sharin ricambio' il sorriso e le disse: "Comunque parlando di cose piu' amene... quando mi dirai cosa combinate tu e Solas? Vi ho visti a casa tua l'altro giorno.. e non mi sembravate solo "amici"..."
"Non voglio avere rimpianti. Se davvero dovremo affrontare una guerra e le cose si mettessero male, voglio che lui sappia cosa provo. Non riesco piu' a fingere.."
"Sono contenta che tu l'abbia ammesso. Entrambi meritate di essere felici. Ho sempre fatto il tifo per voi!"
"E tu Sharin? Sceglierai mai tra Kenneth e Fennen?"
"Per ora mi piace l'idea di tenermeli tutti e due... poi si vedra'.."
Aislele diete una gomitata e Sharin la guardo' in malo modo. Intanto arrivo' Fennen e schiarendosi la voce disse: "Scusate mie signore, ma abbiamo delle novita' abbastanza importanti. Sareste cosi' gentili da seguirmi?". Le due elfe allora si voltarono eseguirono Fennen verso il Campo Base.
"Allora che avete scoperto?"
"Alle cascate abbiamo trovato molte tracce: si devono essere accampate li per settimane. Abbiamo seguito le impronte fino ai confini delle Montagne, ma li erano come dissolte. In compenso c'erano un gruppo di corvi che ci hanno seguito per tutto il tragitto, come per controllarci.." disse Fennen.
"Come quelli che hai visto tu, Aislee.. Devono essere collegati a cio' che sta accadendo" aggiunse Solas.
"Kenneth hai trovato qualche piccione viaggiatore?"
"Molto meglio: falchi. Sono piu' veloci e difficili da predare. Sono pronti, al tuo segnale possiamo farli partire"
"Io invece ho delle notizie interessanti: chiedendo un po' in giro, ho scoperto che una delle guardie del Palazzo quella sera doveva essere di riposo e invece era al lavoro. Era sicuramente una spia degli Avvar, ecco come sono entrati indisturbati al castello" aggiunse Sharin, soddisfatta.
"Io non mi sono mai fidato di quei damerini al servizio del Consiglio. Non hanno mai avuto le palle di allenarsi con noi guerrieri"
"Beh direi che ora e' arrivato il momento di agire. Preparate i ragazzi. Dopodomani all'alba si parte. E mi raccomando, non fate trapelare la notizia, al Palazzo non devono sapere dei nostri piani o cercheranno di fermarci"
Fenneth e Sharin uscirono subito dalla stanza ed andarono ad avvertire i ragazzi. Kenneth invece porto' carta e penna ad Aislee per le lettere. Si mise subito ascriverne alcune, da consegnare ad alcuni amici di suo padre.Firmatele tutte, le diede a Kenneth che si premuro' di legarle personalmente alle zampe dei falchi e spedirle il prima possibile.
Solas le passo' accanto e le sussurro' all'orecchio: "Ora ti lascio sola, avrai del lavoro da svolgere. Ti aspetto stasera a casa mia".
Aislee rimase sola nella stanza. Doveva riflettere: dalle sue decisioni dipendevano le sorti della guerra e dei suoi amici, non poteva commettere sbagli.
Passo' tutto il pomeriggio ad allenarsi con i piu' giovani, a combattere sino allo sfinimento. Doveva distraesi e quello per lei era il modo migliore. Prima di incamminarsi verso la casa di Solas, diede ancora diverse disposizioni e parlo' con Sharin, Fennen e Kenneth.
"Ehi boss, ti abbiamo preparato un letto, se vuoi stasera puoidormire qui" disse Fennen.
"Il Comandante stanotte va da Solas, dato che e'cosi' stressata ha bisogno un po' di svago.." aggiunse Sharin, con sguardo malizioso.
"Hai capito... il nostro capo se la spassa stasera!!"
"Attento a quello che dici Fennen, i miei pugnali sono sempre pronti all'uso"
"Vedo che non sei cambiata di una virgola, Solas non ti ha per niente ammorbidita, anzi...." disse Kenneth, con una spalla appoggiata al muro.
"Basta ragazzi, lasciatela stare e spostate questa roba, se no io dove cavolo dormo?"
Stavano continuando a discutere, ma Aislee si era gia' chiusa la porta alle spalle e aveva intrapreso il sentiero.
Arrivata al limitare della foresta, Solas era sulla porta che la aspettava. Aveva la sua solita lunga maglia bianca e quel suo sguardo soddisfatto che piaceva tanto a Aislee.
"Finalmente sei arrivata, avevo quasi perso le speranze"
"Ma sono qui adesso, no?".
Solas le prese il mento con la mano e la bacio' dolcemente. Poi la prese per mano, la porto' dentro e chiuse la porta dietro di se'.
Inizio'a baciarla sul collo e a toglierle piano piano il mantello. Le sue mani scorrevano sul suo ventre e la accarezzavano con delicatezza. Lei si giro' di scatto e fece scorrere le sue mani sul suo petto per togliergli la maglia e lo spinse contro la porta di casa. Inizio' a baciarlo appassionatamente, e lui la prese per le gambe, cosi' lei si aggrappo' a lui per farsi trasportare. La appoggio' sul letto e la fece distendere. Tutto era perfetto.
Ma Solas ad un tratto divento' strano: i suoi occhi diventarono completamente neri e sul suo volto si abbozzo' un sorriso quasi maligno.
Aislee lo prese per le braccia e gli disse: "Solas? Che ti succede?"
In un secondo i suoi occhi si schiarirono e ritorno' sè stesso.
"Cosa mi e' successo?"
"Nulla Solas, vieni qui.." e lo strinse forte a se'. Ad un tratto noto' la penna di corvo per terra, sopra il suo mantello, che aveva una strana aura nera e pulsante. Si senti' un battito d'ali fuori dalla casa e appena Aislee riposo' lo sguardo sulla penna, questa era di nuovo una comunissima piuma di corvo.
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