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Capitolo 4: Gelosia

Non erano nemmeno le otto, ed Aislee era già al campo base ad allenarsi. Quel giorno, sarebbe stato dedicato interamente al combattimento corpo a corpo, e lei sapeva già chi scegliere come suo avversario. Sharin e Fennen arrivarono mezz'ora dopo e anche loro iniziarono a sistemarsi e a prendere le armi.

"Dov'è Kenneth? Oggi è il suo giorno, può finalmente usare i pugnali"

"Ahh, lascia perdere Aislee, siamo passati a casa sua, ma era talmente sbronzo che non riusciva ad alzarsi dal letto. Ieri notte deve essersi dato alla sua fantastica vita asociale" disse Sharin.

Fennen allora disse: "Voleva solo vedere quanto reggeva, e quando mi sono accorto che dopo tre bicchieri era già fuori, l'ho lasciato perdere e sono tornato a casa"

"Grande amico che sei, lo lasci pure crogiolare da solo nell'alcool" sbuffó Aislee.

"Sono stato li un po', ma poi alla fine me ne sono tornato a casa: sua madre continuava a dirmi che potevo dormire li, ma ci mancava che si fomentavano ulteriormente le dicerie che girano. Io gradirei trovarla una ragazza seria prima di avere 90 anni"

"Beh allora, "ragazzo serio" ti muovi? Abbiamo del lavoro da sbrigare!" e mentre Sharin gli urlava contro, gli tirò dietro qualche arma, che per poco non gli arrivava dritta in fronte.

Gli altri ragazzi erano quasi arrivati tutti, ma Solas ancora non si vedeva. Il capo dell'esercitazione si avvicinò a Aislee e le disse: "Aislee scegliti un altro compagno, Solas non credo arrivi a questo punto"

"Arriva arriva, inizi pure io lo aspetto qui"

"Come vuoi tu.."

L'allenamento era già iniziato quando dagli alberi sbucò una figura alta e magra, con una lancia di ferro legata dietro le spalle. Arrivando vicino ad Aislee sorrise e stava per dire qualcosa, ma lei lo interruppe bruscamente: "Togliti quel sorrisino dalla faccia. E muoviti, mi hai fatto perdere parte dell'allenamento" e mentre lo diceva gli tirò l'armatura al petto e con un piccolo sussulto, Solas rispose: "Ai suoi ordini, mia regina"

"Vedi di essere pronto, oggi non sarò tanto clemente".

Appena preparatosi, Solas si mise di fonte a lei con la lancia ben salda tra le mani e disse: "Pronta?"

"Io sono nata pronta" e subito si avventò su di lui con tutta la forza che aveva, e Solas a stento le teneva testa.
Lei continuava a sferrare attacchi con i pugnali a destra e a sinistra, non si fermava un attimo, mentre lui, ancora sbigottito, rimaneva sulla difensiva. Appena riprese le forze, le andò addosso con la lancia e lei dovette parare il colpo con entrambi i pugnali.

"Svegliata bene stamattina mi dicono"

"Sei tu quello che è arrivato in ritardo" e la sua voce fece trapelare un po' della sua rabbia silente.

"Sei arrabbiata con me per caso?"

"Io? E perchè dovrei? Non sei mica un bastardo che se la fa con tutte"

Mentre parlavano il duello si faceva sempre più acceso, sia lei che lui si impegnavano per parare i colpi dell'altro e per passare al contrattacco.

"Non sei rimasta a casa ieri sera, vero?"

"Oh scusami se ho scoperto il tuo piccolo segreto, prometto che non lo racconterò a nessuno"

"Lo sai che non e' il mio tipo, Aislee..."

"Allora deduco che stasera davanti a casa mia possa lanciarvi libri, mentre vi scambiate effusioni"

"Credi davvero che ci vada? Poi se volevo tenerlo veramente segreto, quantunque fosse vero, non sarei di certo venuto davanti a casa tua. Certe volte bisogna raggiungere degli accordi, se si vuole ottenere qualcosa"

A questo punto Aislee colse il momento di debolezza di Solas e lo mise spalle al muro con un pugnale alla gola: "Cerca di non farmela trovare tra i piedi o dubito che la rivedrai intera. E non illuderti che lo faccia per te..."

Solas con una gamba le colpì il ginocchio destro e Aislee non riuscendo a reggersi, cadde a terra.
Solas buttò via la lancia, le si posò sopra e le tenne fermi i polsi con le mani e le disse, guardandola fissa negli occhi: "Non mi importa niente di lei, a me importa solo di te...".

A quel punto il capo istruttore dichiarò concluso l'allenamento e disse di tornare nel pomeriggio per la seconda parte.
Aislee colpì Solas alle parti basse con il ginocchio e lui di scatto si accasciò su un lato dolorante.

Sharin e Fennen si godevano la scena ridacchiando, mentre Aislee prendeva la sua roba e si incamminava verso casa.

Fennen si avvicinò a Solas e gli porse una mano per rialzarsi: "Ehi campione, la vita di coppia non è proprio rosa e fiori eh?"

"Fennen, ti consiglio di non andare avanti o te ne pentirai amaramente.."

"L'unica cosa che posso dirti è che se hai fatto incazzare Aislee, te la sei veramente meritata quella ginocchiata" disse Sharin.

"Si, direi proprio di si".

Quella sera Solas andò a casa di Aislee e trovando la porta aperta entrò. Scostò piano piano la tenda che dava sulla camera di Aislee, si schiarì la voce e disse piano: "Posso entrare?".
Lei non lo degnò nemmeno di uno sguardo, era intenta a fissare il suo pugnale d'argento. Era seduta sul letto e indossava un bellissimo vestito blu. Le risaltava il fisico, e le teneva scoperte le gambe. Sul braccio destro aveva un bracciale blu che si attorcigliava come un serpente lungo l'avambraccio; i lunghi capelli bianchi erano raccolti in una treccia. La luce fioca della stanza evidenziava i suoi zigomi ben definiti, e le sue labbra rosse.
Solas entrò piano piano nella stanza e si sedette di fianco a lei.
Aislee continuava a ignorarlo.
Lui con due dita le prese il mento delicatamente e lei rivolse finalmente lo sguardo verso di lui.

"Perchè quel muso lungo? Con questo vestito addosso stasera cadranno tutti ai tuoi piedi". Aislee a quelle parole sorrise dolcemente. "Questa è la mia bellissima Aislee".

I loro occhi erano fissi l'uno in quello dell'altra e sembravano quasi parlarsi, senza dire una parola.
Si avvicinarono l'uno all'altra piano piano, mentre Solas le prendeva il viso tra le mani, accarezzandole i capelli.
La magia di quel momento venne interrotta da uno strano rumore che proveniva dalla strada, appena fuori dalla finestra di Aislee.
Aislee e Solas si guardarono con aria interrogativa e insieme guardarono fuori dalla finestra. Rivana era fuori che borbottava, continuando a scalciare per terra per il nervosismo.

Aislee soffocò una risatina e guardò Solas con aria complice dicendogli: "Quando le dirai che non ricambierai mai il favore?"

"Di certo non stasera, avrei altri impegni.."

Aislee con sguardo beffardo gli rispose: "Ah davvero? E sentiamo quali erano i tuoi piani per la notte?"

"Stare qui con te, ovviamente..."

Aislee sorrise, si alzò dal letto e andò alla sua libreria. Cercò tra gli scaffali e finalmente trovò quello che cercava: un libro di vecchie favole, ormai impolverato e rovinato. "Te lo ricordi questo?"

"Certo e come potrei dimenticarlo? Quando eri piccola ti leggevo ogni notte una favola per farti addormentare. E tu non ne volevi mai sapere di dormire"

"Allora apri il libro e inizia a leggere".

Solas iniziò a leggere, e man mano che procedeva nella storia Aislee lo fermava e commentava ogni passaggio per fargli perdere il segno. Ridevano e scherzavano, come facevano da bambini e intanto le ore passavano.
Rivana ben presto se ne tornò a casa, mentre la luna si alzava nel cielo e le luci della città si spegnevano.

Solas stava ancora leggendo quando si accorse che Aislee si era addormentata con la testa delicatamente appoggiata al cuscino.
La guardò quasi affascinato e chiuse delicatamente il libro per non svegliarla. Stava per scostare la tenda della camera, quando Aislee disse: "Ti prego, resta".
Si girò e la vide con gli occhi appena aperti che lo guardavano. Si spostò di lato e gli fece posto sotto le coperte.
Lui senza pensarci due volte si tolse la camicia, i pantaloni e le scarpe e si mise sotto le coperte con lei.
Aislee appoggiò la testa al suo petto, mentre lui la cingeva con le braccia.
Prima di addormentarsi, le baciò la fronte dolcemente e con una mano le accarezzò i lunghi capelli bianchi.

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