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Capitolo 29: Sgradite sorprese

Era tempo di ripartire di nuovo. Ormai era diventato quasi automatico: sveglia all'alba, e ci si metteva in marcia. Gli allenamenti al campo base erano solo un ricordo; il sole batteva sulle loro spalle scoperte e rendeva ancora più pesante il viaggio.
Solas era sempre più silenzioso, stava spesso nelle retrovie e scrutava con sguardo vigile la foresta. Aislee invece, in testa al gruppo, era concentrata sulla strada davanti a sè, pronta a sfoderare i pugnali in ogni momento, seguita da Sharin e Fennen.
Percorrevano kilometri e kilometri senza fermarsi, mentre un lupo bianco, di tanto in tanto, faceva capolino tra gli alberi.

Aislee fece segno a Solas di avvicinarsi e i due si staccarono di qualche metro del gruppo. I loro cavalli erano l'uno vicino all'altro, con la testa abbassata, al passo.

"A cosa stai pensando?" Gli chiese Aislee.

"A troppe cose... non venendone a capo"

"Ti invidio sai... nonostante tutto, riesci ad essere calmo"

"O forse sono bravo a fingere. Dentro, ho un vero inferno"

"Senza nemmeno un indizio, sarebbe inutile andare in giro per la foresta a cercare Keeran.. non è colpa di nessuno se.."

"No, non è per questo... Quanto ti ho portato al Vir'Abelasan... sapevo che avrebbe avuto qualche effetto su di noi, ma non pensavo così radicale. Mi sento responsabile per quello che ti sta succedendo..."

"Sarebbe successo comunque, prima o poi. Keeran l'aveva percepito, prima di tutti. Tu non hai fatto niente di male, e..."

In quel momento una schiera di corvi apparve davanti a loro e, in un attimo, tutto l'ambiente circostante divenne cupo e offuscato. I cavalli si impennarono e tutti rimasero immobili. Una figura nera si stanziò tra gli alberi e una risata agghiacciante fece rabbrividire i soldati.

"Ma che carini che siete voi due.. sempre a dirvi paroline inutili e sdolcinate. Sempre a pensare a voi due e mai agli altri..qualcuno potrebbe definirvi egoisti.."

"Risparmia il fiato, presto non ne avrai più.." Aislee digrignava i denti, quasi come una bestia feroce, mentre intorno a lei, la sua aura, prendeva piede.

"È sorprendente come una parolina di troppo può accrescere così tanto un potere così antico..."

"Le tue parole non ci sfiorano nemmeno. Dicci invece dov'è Kenneth" disse Solas con tono severo.

"È qui con me... anche se non so se sia esattamente come lo avevo trovato.."

Sollevò un braccio e dal cumulo di nebbia creato dai corvi, si intravide Kenneth, piegato sulle ginocchia, dolorante. Aveva un occhio gonfio e un labbro spaccato; numerose ecchimosi lungo tutto il corpo.

"KENNETH!!" Sharin scese da cavallo e corse incontro a lui, ma una folata di vento la fece ricadere a terra, qualche metro indietro. Provò a rialzarsi, ma Fennen la tenne ferma.

"Sharin fermati. Ti fai solo del male" le disse Fennen, mentre cercava di tenerla ferma, a fatica.

Lei tentò di dimenarsi, ma la stretta dell'elfo era forte.

"Lasciali stare. È me che vuoi"

"Beh non proprio te... ma se insisti, non mi tiro certo indietro"

Solas mandò un grido acuto e dalle sue mani si sprigionò pura magia nera. Avvolse i corvi come una tenaglia e li allontanò da Kenneth.

Aislee disse agli altri di allontanarsi, non voleva che altri ci rimettessero.
Keeran appena vide quello che stava succedendo, sorrise e scuotendo la testa, con un movimento rapido della mano, contrastò la magia di Solas, il quale venne sbalzato giù dal suo destriero, battendo la schiena.
Aislee urlò il suo nome e lui le diede una rapida occhiata. Sto bene.

L'elfa strinse i pugni e i suoi occhi si opacizzarono.

"Che cosa vuoi fare? Sfidarmi? Sei ancora troppo debole e incapace per farlo, Aislee"

"Ma posso provare a farti male"

Distese le mani e un'onda bianca colpì Keeran in pieno petto.

Keeran si toccò la ferita: stava quasi bruciando.
Solas approfittò del momento di debolezza di Kerran, e si avvicinò a Kenneth; lo prese sotto braccio e lo portò tra la schiera dell'esercito.

Aislee non aveva smesso di concentrare le sue forze su Keeran: con il suo fuoco bianco aveva creato un cerchio attorno al mago e questo sembrava incapace di oltrepassarlo.

"Come... come riesci a fare questo? Tu.. tu non hai le capacità per.."

Ma io si, Luugh.

"No.. non puoi essere tu..."

Tutti erano rimasti sbalorditi, Solas più di tutti. Quelle parole dalla bocca di Aislee sembravano provenire da un'altra dimensione, da un'altra epoca. Senza nemmeno accorgenersene, si era alzato e si era avvicinato a lei. Le aveva preso la mano e le aveva sussurrato all'orecchio: "Kenneth è salvo. Ora non è il momento di combattere"

Quando si voltò, i suoi occhi tornarono azzurro vivo e la sua aura era svanita.

Solas la prese tra le braccia ed Aislee, appoggiata alla sua spalla destra, vide Keeran svanire tra gli alberi.

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