Capitolo 27: Imboscata
Quando Aislee e Solas tornarono all'accampamento, si accorsero che qualcosa era cambiato. Alcuni rami dei pini circostanti erano stati spezzati e trovarono sul sentiero segni di trascinamento. Man mano che si avvicinavano vedevano armi, scudi e corpi ormai senza vita. Scesero subito da cavallo e si precipitarono a soccorrere i feriti, ma ormai non c'era più niente da fare. Arrivati alla loro tenda davanti ai loro occhi si presentava uno scenario di guerra: tende mezze strappate, corpi trafitti e ammassati uno sull'altro, sangue sparso ovunque. In mezzo ai corpi dei loro compagni, però, c'erano anche quelli delle guerriere Avvar.
Passarono in mezzo ai corpi e trovarono molti feriti e qualcuno illeso per miracolo. Sharin sbucò da una tenda, con un giovane ragazzo sotto il braccio, che zoppicava.
Appena li vide, fece sedere il ragazzo e corse ad abbracciare Aislee.
"Oh mio dio Aislee, sei viva!! Ho temuto il peggio. Grazie al cielo state entrambi bene. Io e Fennen ci siamo svegliati in tempo, per fortuna, così abbiamo avuto modo di respingerle"
"Come hanno fatto a trovarci? Non siamo ancora nel territorio degli Avvar e per di più nessuno poteva sapere che eravamo qui.."
"Devono averci visti quando abbiamo passato il valico sulle montagne. Anche da una grande distanza, se il cielo era sereno, potevano vederci. Da quello che so, il loro villaggio si trova in un punto rialzato: vedono arrivare il nemico da ogni direzione" disse Solas.
"Sharin, dimmi che la cosa non è così grave come sembra.."
"Abbiamo subito delle perdite, ma per fortuna la maggioranza sono solo feriti. Erano forti e agguerrite, avevano l'effetto sorpresa, ma noi eravamo comunque in soprannumero rispetto a loro".
In quel momento arrivò Fennen con un lungo taglio sul braccio, tutto sporco di sangue.
"Solas, Aislee.. non vi trovavamo.. dove cavolo eravate finiti?"
"Sulle tracce di Kenneth... ma per ora ancora niente. Ora preoccupiamoci dei feriti, loro hanno bisogno più assistenza di noi"
"Cerchiamo di radunarli tutti in un punto e che qualcuno stia di guardia: dubito che adesso sferrino un altro attacco, ma dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza. Sharin, io vengo con te. Solas, tu vai con Fennen. Ritroviamoci qui quando avremo medicato tutti i feriti"
Fecero il possibile per salvarli, ma alcuni erano troppo gravi. Le ferite riportate dal combattimento erano troppo profonde, il sangue usciva copioso dal loro corpo e non si fermava. Giovani volti innocenti, portati via dalla sete di potere e dall'odio.
Aislee stava accanto a loro, fino al loro ultimo respiro. Teneva loro la mano e quando le loro sofferenze terminavano, chiudeva i loro occhi e diceva una preghiera in elfo antico.
Solas aiutava come poteva :richiamava le loro anime dalla terra e dava loro la libertà. Sentiva i loro racconti, il loro dolore. Alcuni non si erano nemmeno svegliati dal loro sonno: la lama dei coltelli aveva reciso le carotidi e in un istante, se n'erano andati.
Sepolti i loro compagni, e medicato quello feriti si riunirono tutti intorno alla tenda di Aislee, a pregare tutti insieme.
"Quello che è successo qui non dovrà più ripetersi. Coloro che ci hanno colpito nei momenti di debolezza per arrestare il nostro cammino, verranno puniti. Il dolore che infliggeremo loro sarà peggiore di qualunque altro abbiano mai provato; chiunque, anche a mille miglia di distanza, percepirà il loro dolore e la loro sofferenza.."
Mentre parlava, dalle sue mani si sprigionava un piccolo bagliore bianco e i suoi occhi diventavano sempre più chiari. Solas se ne accorse, e guardò il suo palmo: nessuna traccia dell'ombra nera che era comparsa al Vir'Abelasan.
Mano a mano che le parole le uscivano dalla bocca, il suo potere cresceva e la sua aura diventava più visibile.
"...rimarranno in agonia, sul campo di battaglia, a scontare i loro peccati. Perchè giustizia deve essere fatta, e solo noi sappiamo quanto sia importante per il nostro popolo e la nostra razza"
"Aislee? Ti senti bene? Hai una strana aura bianca intorno a te.."le chiese Sharin.
Aislee si guardò le mani, e solo allora percepì parte del suo potere. Riusciva a sentire una forza crescere dentro di sè, un antico potere, rimasto dormiente per millenni.
"Aislee..."
Quando incrociò il suo sguardo, la sua aura scomparve e ritornò di nuovo sè stessa. Solas andò da lei e la strinse a sè.
"Si può sapere cosa sta succedendo??"
Aislee, a bassa voce, disse a Solas: "È arrivato il momento di dire tutto, Solas. Devono fidarsi di noi, la verità è la nostra unica arma ora"
Solas annuì con la testa e iniziò a spiegare tutto dal principio: Keeran, Kenneth e il Vir'Abelasan.
Tutti ascoltavano, con lo sguardo fisso su Aislee, la quale si era seduta su un tronco d'albero, e guardava i suoi palmi. Si toccava l'anello che le aveva dato Solas e rimaneva lì, pensierosa.
"Aspetta aspetta... quindi vuoi dirmi che è successo tutto questo e noi non ci siamo accorti di niente?? E sopratutto.. IN MEZZO A TUTTO QUESTO CASINO VOI DUE VI SIETE SPOSATI?? MA COME VI È VENUTO IN MENTE DI NON DIRMELO??" Sharin, come sempre, doveva fare i commenti meno opportuni.
"Perchè volevi organizzare un ricevimento?" La prese in giro Fennen.
"Oh stanne certo che quando tutto questo sarà finito, tornati a casa faremo la festa più grande che gli Haenia abbiano mai visto"
"Ecco.. lo sapevo.. era meglio saltare questo passaggio.."
Sharin stava per ribattere, ma tra gli alberi si sentì un fruscìo e tutti si misero sull'attenti.
Piano piano qualcosa si stava avvicinando a loro e non era in forma umana.
Dagli alberi sbucò un lupo bianco, con gli occhi azzurri, il quale non sembrava minimamente turbato dalle armi puntate verso di lui.
"No, fermi.. non attaccatelo" disse Solas, mettendo una mano di fronte a sè, per bloccare le armi dei guerrieri.
In un attimo, quel lupo riprese la sua forma umana: una ragazza dai capelli biondi, con lo sguardo penetrante.
"Rivana? Che cosa ci fai qui?" Aislee non poteva immaginare come potesse aver fatto tutta quella strada, da sola, per di più sotto le sembianze di un lupo.
"La tua dolce metà ha dimenticato un piccolo particolare: sono IO che l'ho liberato, prima che Keeran lo catturasse. E sono IO, che ti ho permesso di guarire.."
"Se questo è un tentativo per rientrare nelle nostre grazie, è fallito miseramente. Riprova, magari sarai più fortunata" Sharin aveva incrociato le braccia di fronte a sè e il suo sguardo non prometteva nulla di buono.
"È vero, lei mi ha aiutato. Ma non so ancora il perchè..."
"Ogni azione deve avere un motivo? Sono qui solo per aiutare"
"Potresti anche essere una spia di Keeran, per quanto ne sappiamo. Ti conosco bene Rivana: non fai nulla se non hai la certezza di avere qualcosa in cambio"
"Questa volta ti sbagli. Gli antichi spiriti mi hanno guidato da te, percepisco il tuo potere, ora, e qualcosa mi dice di seguirlo. Non so perchè lo faccio, ma se questo è quello che vogliono gli dei non farò obbiezioni"
"È per questo che mi hai portato la Verbena.."
"Non sono un nemico, come vi ho detto, sono qui per aiutare..."
"Allora puoi restare. Forse gli antichi spiriti potranno esserci d'aiuto, una buona volta"
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