Capitolo 14: Dei nuovi amici
Nei due giorni seguenti Aislee e Solas non si erano rivolti la parola. Lei aveva cercato di parlare, ma lui subito si era allontanato, nemmeno rivolgendole uno sguardo.
Il sole era alto, ma la vegetazione impediva ai raggi del sole di passare. Sin da quando erano partiti, non avevano fatto altro che incontrare alberi, alberi e alberi. A parte qualche piccola radura o fonte, la monotonia del paesaggio era sempre la stessa. Ma finalmente qualcosa cambiò.
Gli alberi cominciarono a diradarsi e il sentiero si faceva più definito e ampio. Delle costruzioni in pietra sbucarono dai pini. Uomini ben piazzati erano intenti a lucidare armi, portare e spaccare legna. Alcuni bambini correvano tra di loro, mentre le donne stavano sulla porta ad osservare la scena. Gli elfi attraversarono il sentiero, osservati da tutti.
Un uomo alto, capelli neri e barba rigogliosa, si fece avanti. I suoi pettorali erano ricoperti in parte da una pesante armatura di ferro e teneva stretta una grande ascia. Aveva uno sguardo rude e severo, forse anche consapevole di cosa un nemico avrebbe causato al suo villaggio.
"Chi siete e che cosa volete?"
"Siamo solo di passaggio.... Io sono Aislee, e tutti noi" lo disse indicando gli altri guerrieri dietro di lei, "siamo elfi guerrieri del popolo Haenia. Siamo diretti a nord, oltre le montagne"
"Io sono Gregor, e qui siamo tutti cacciatori di draghi. Mi dispiace darvi questa notizia, ma la strada a nord non è più praticabile: c'è stata una frana. Dovrete fare il giro lungo da est. Ma accomodatevi, sarete stanchi per il lungo viaggio.."
"Come detto siamo solo di passaggio, abbiamo già dei contatti ad est che potrebbero darci ospitalità..." aggiunse Sharin.
"Insisto. Ora siete miei ospiti. Avanti, date i cavalli ai miei uomini, mentre noi facciamo due chiacchere"
L'uomo si avvicinò al cavallo di Aislee e, a bassa voce, le sussurrò: "Vi consiglio di fare come dico, qui non siamo tutti amichevoli verso la vostra razza". Il Comandante rimase fermo ad osservarlo, e poi, con molta calma, scese da cavallo e si trovò davanti all'uomo: era enorme, spalle larghe e braccia possenti, che facevano intravedere i muscoli sin dall'esterno. Aislee non abbassò lo sguardo, e avvicinandosi ancora di più all'uomo, gli rispose: "Come ho detto, siamo solo di passaggio, le lascerò giusto il tempo di osservare le nostre armi e le nostre orecchie a punta".
Gregor emise una sommessa risata e si inoltrò verso il villaggio. Sharin ed Aislee si guardarono in faccia con aria sorpresa e decisero che ormai tanto valeva provare a restare, in ogni caso, sarebbero rimaste in allerta.
Qualche tempo dopo, i guerrieri Haenia si erano già sistemati: parlavano animatamente con i cacciatori di armi o tecniche di cattura e si davano consigli a vicenda. Forse tutta quella ostilità non era così vera come Gregor voleva far sembrare.
Aislee si guardava intorno e con lo sguardo cercava l'uomo, che sembrava essersi volatilizzato dopo averli scortati nella casa. Ad un tratto si sentì toccare la spalla, si girò e si trovò Gregor che le faceva segno di seguirla. Le disse che loro due avevano bisogno di parlare. Il Comandante si alzò, e con lo sguardo, fece cenno a Solas di rimanere con gli altri guerrieri. Anche se non si erano rivolti la parola per giorni, alcuni accordi rimanevano saldi.
Si incamminarono verso il sentiero, uno accanto all'altra. Aislee era attenta ad ogni suo passo o movimento, cosa di cui Gregor non sembrava curarsene.
"Sei molto giovane per essere un comandante. Che io ricordi, l'ultima volta che firmai i trattati, c'era ancora il Comandante Bane..."
"Risiede ancora al Consiglio, ma la sua mente non è più lucida come quella di una volta. C'era bisogno di qualcuno che prendesse l'iniziativa"
Gregor accennò un sorriso e, con lo sguardo davanti a sè, riprese: "Sei proprio figlia di tuo padre. L'intraprendenza deve essere una cosa di famiglia... "
Aislee si fermò e lo fissò. L'uomo si voltò e continuò a parlare.
"Non ero sicuro che fossi tu, d'altronde non avendoti mai vista, non potevo sapere come fossi. Ma ho fatto i miei conti, e non poteva esserci un'altra Aislee, almeno non un'altra Aislee capo dei guerrieri Haenia"
"Come conoscevi mio padre?"
I due ripresero a camminare, stavolta entrambi più rilassati.
"Ho combattuto contro di lui in passato, e non era uno di quelli che si fermava alla prima difficoltà. Pensavo che una volta tornato a casa, diventasse capo del Consiglio, ma il destino ha voluto riservargli un'altra fine. Stimavo tuo padre, mi dispiace che si andata così"
"Dispiace anche a me. Comunque mi sorprende che tu dica questo: nessuno dei contatti di mio padre sembra avere il minimo interesse a darmi ospitalità e men che meno ad aiutarmi e poi, mi chiedo come possa essere così palese che sia figlia sua..."
"Dato il potenziale di tuo padre è ovvio che gli abitanti del regno osservassero con attenzione la sua unica figlia. Lunghi capelli bianchi, occhi azzurri, testarda, o almeno così ti hanno sempre descritta, e devo dire che ci avevano azzeccato, alla fine non sei cambiata molto..". Aislee gli tirò un'occhiataccia. Ora Gregor la osservava in modo diverso, forse con più rispetto.
"Non ti devi sorprendere se altri sappiano il tuo nome: tuo padre sapeva bene cantare le lodi della sua piccola in battaglia, non riusciva mai a stare zitto, nè con i suoi compagni, nè con i suoi avversari. Ma non tutti la pensavano come me. I doppiogiochisti ci sono sempre stati e pure i codardi. In guerra, nessuno vuole schierarsi da una parte, si preferisce sempre rimanere neutrali, sopratutto se la guerra può minare le basi della pace".
Prese un ramo tra le mani e lo spezzò, osservando i piccoli pezzi di corteccia frantumarsi.
"Avrei voluto combattere al suo fianco, ma il destino non me ne ha dato l'occasione. Sarei stato onorato di farlo"
"Ti ringrazio. Beh, se ti consola il destino non è stato buono nemmeno con me"
Gregor la guardò, e come farebbe una figura paterna, le strinse la spalla sinistra e accennò un sorriso.
"Mi dispiace che mio figlio Jay non sia qui: ti avrebbe mostrato la via più veloce verso le montagne"
"Perchè ora vuoi aiutarmi? Io non sono mio padre, e trasgredire agli accordi non gioverebbe al tuo popolo. Combatto contro un nemico di cui non so nulla, e sto cominciando a pensare che forse mi sono intromessa in qualcosa più grande di me"
"Nessun nemico è più grande dell'avversario che gli sta di fronte, è la paura che modifica il nostro punto di vista. E comunque, se tutta questa gente ha deciso di seguirti, non sarai una pazza. Sopratutto se ti segue anche un mago.."
Dal punto in cui si trovavano, vedevano il gruppo di guerrieri e cacciatori al centro del villaggio, e proprio vicino ad una fonte, videro Solas parlare con un uomo alto, barbuto, quasi simile a Gregor.
"I maghi non hanno mai seguito gli ordini di nessuno, tranne quelli del loro Negromante ovvio..."
"Quelli del negromante? Ma non sottostavano agli ordini del Consiglio?"
"Si, ma solo all'inizio. Con il passare del tempo, il legame tra i maghi e il loro maestro diventava sempre più forte, sino al punto in cui essi perdevano ogni capacità di giudizio e si affidavano completamente al loro mentore. Non erano più padroni di loro stessi, sentivano solo una voce: quella del negromante. Diventarono pericolosi, per questo venivano sempre tenuti sotto controllo. Quando l'Oscuro tradì la causa, quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. Vennero rinchiusi, torturati, uccisi, chi può saperlo.. sparirono e basta. Non dico che sia stata la scelta giusta, ma non si poteva non far nulla..."
"Come fai a sapere queste cose? Nessuno ha mai detto che fu il Consiglio a eliminare i maghi..."
"Combatteresti per qualcuno che invece di risolvere il problema, ha preferito uccidere? Non credere sempre a quello che ti dicono, Aislee, tutti mentono"
"Allora come faccio a sapere che quello che mi hai raccontato è la verità?"
"Lo scoprirai da te.."
In quel momento arrivò una folata di vento che portò uno strano odore.
"Aaaaaah, drago arrosto! Mi moglie si che sa come rendere felice un cacciatore! Vi consiglio di rimanere, non potete perdervi questa prelibatezza" Gregor si avvicinò all'orecchio di Aislee e le sussurrò: "Tanto per la cronaca, non ho mai pensato di ucciderti, era solo per vedere la tua reazione"
Aislee rimase un attimo sbigottita, poi gli rispose: "Ah ottimo, beh non mi resta che accettare allora. Dalle mie parti non si mangiano spesso queste cose...".
Gregor le diede una pacca sulla schiena e si diresse verso il centro del villaggio, mentre lei lo seguiva silenziosa.
A cena, tutti erano seduti intorno ad un grande fuoco. Aislee lo stava fissando e per un attimo si sentì osservata.
Alzò lo sguardo, e incrociò quello di Solas.
Accennò un sorriso, e con sua grande sorpresa, anche Solas lo fece.
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