Capitolo 13: Risposte
I giorni passavano, ma la strada da percorrere non sembrava mai avere fine. Ogni giorno qualche ostacolo rallentava la marcia dei guerrieri e la loro meta si allontanava sempre di più. Aislee sapeva che non poteva percorrere miglia e miglia senza mai fermarsi, quindi doveva fare delle soste.
Cercava di fermarsi il meno possibile, ma quando si accampavano, il cielo era già scuro ed era impensabile marciare al buio, con le sole torce infuocate a fare luce. Aveva ancora tante idee in testa, ma senza delle risposte non poteva fare nulla. E finalmente arrivarono.
I falchi ci avevano messo molto a trovare la strada di ritorno, perchè con i continui spostamenti, spesso perdevano le tracce e dovevano tornare indietro per orientarsi. Era mattino presto, ma Aislee era già sveglia, appena fuori dalla sua tenda, mentre Solas era ancora all'interno che riposava.
Kenneth arrivò quasi correndo e urlò: "Aisleee! Sono arrivati!!"
"Sssshhh! Parla piano! Qui dormono ancora tutti! Avanti, dammi quelle lettere"
Kenneth gliele porse e Aislee iniziò subito ad aprirle e leggerle. Dal suo volto prima pieno di speranza si iniziarono a susseguirsi una dietro l'altra espressioni di delusione e tristezza. Solo l'ultima ebbe un risultato positivo.
"Speravo che con il passare degli anni, alcuni favori valessero ancora, ma evidentemente certi amici di mio padre non vogliono mettersi contro il Comandante Bane. Solo Suledin ci ha offerto ospitalità. Non vedo l'ora di rivederlo, sono troppi anni che non ascolto le sue storie"
"Suledin? Vuoi dire quel vecchio satiro che abita vicino alla tribù dei Dalish? Cavolo quell'affare è una leggenda! Dicono che...."
"Risparmiati gli argomenti. Potrai porgli tutte le domande che vorrai là, ma ora ho bisogno che rispondi alla sua lettera: digli che arriveremo tra tre o quattro giorni al massimo e riferisci anche di tenere questa cosa nascosta, non sappiamo ancora da che parte stanno i Dalish in questa storia"
"Vado subito!"
Aislee era pensierosa. Keeran non si era ancora fatto vivo, ma lei sapeva che li stava seguendo e che presto sarebbe ricomparso.
Si tolse la cintura, rimanendo disarmata. Cercò di muoversi per allontanare la tensione, ma tutto quello che sentì fu uno scricchiolio delle sue scapole. Si guardò intorno, per essere sicura di non essere seguita, e poi si avviò verso il boschetto lì vicino, cercando di non dare nell'occhio.
Il boschetto era tetro e, di tanto in tanto, sentiva uno sbattito d'ali. Aspettò di essersi sufficientemente addentrata nel verde, e poi disse: "Lo so che sei qui, che mi osservi. Avanti, dimmi che cosa vuoi. Non mi piacciono i tuoi giochetti, Keeran"
Una figura oscura apparve dietro di lei e disse: "Ce ne hai messo di tempo per chiamarmi.. pensavo di doverti seguire ancora per giorni.."
Aislee rimase immobile mentre Keeran le scostava i capelli dal collo.
"Che strano... non sento odore della paura, solo quello di sfida. Sei proprio speciale come raccontano gli antichi spiriti allora.."
"Nessuno è speciale, e tanto meno lo sono io"
"Non negare l'evidenza: quei guerrieri ti hanno seguita per un motivo, non solo per il tuo dolce visino..". Si girò e si mise di fronte a lei, la guardava dall'alto in basso, senza toccarla.
"Che cosa vuoi da me?"
"Qualcosa che ancora non sai di avere e che io dovrò risvegliare..."
Aislee non riusciva a capire di cosa stesse parlando, era confusa e lo fissava. Voleva porgli delle domande, ma dalla sua bocca non uscì un suono.
"Abbi cura di te, Aislee. I fiori come te, vanno preservati" e in una folata di vento svanì, lasciandola sola.
Aislee era rimasta ferma, ancora a fissare lo spazio vuoto che aveva lasciato il necromante. Non aveva mai sospettato di avere qualcosa di diverso, tanto meno di speciale. Era una ragazza guerriera, viveva una vita normale, rispettava le leggi, nulla di più. Che cosa poteva avere lei che gli altri non avevano?
Tornata al campo era ancora scossa e incrociò Solas per strada.
"Dove eri finita? Ti stavamo tutti cercando" la fissò un momento e poi disse "Stai bene? Hai l'aria confusa"
"Si, non preoccuparti, avevo bisogno di stare un po' da sola, niente di che. Ora sarà meglio sbrigarsi, abbiamo già perso troppo tempo". E con passo svelto si avviò verso l'accampamento, lasciando Solas preoccupato.
L'elfo guardò in direzione della foresta e i suoi occhi si opacizzarono: stava cercando la presenza di qualcuno. Vide un corvo volare e via. Strinse i pugni e si diresse al suo cavallo.
Durante la marcia Solas stette nelle retrovie, in silenzio. Al primo segno di stanchezza dei guerrieri, il comandante dette segno di fermarsi. Lì la vegetazione era verde e ricca, gli alberi che circondavano il sentiero diventavano sempre più fitti, un ottimo punto positivo. Qualcuno notò una fonte, non molto distante da loro, e subito tutti si precipitarono.
Solas rimase in disparte, e Aislee lo seguì.
"Qualcosa non va?"
"Non sono io quello che dovrebbe parlare". Il suo sguardo era severo.
"Che cosa vuoi dire?"
"Perchè continui a fare così? Smettila di non dirmi cosa sta succedendo. Pensi che non mi accorga della sua presenza? Che cosa mi stai nascondendo Aislee? Di cosa hai paura?". Era furioso.
"Per una volta, sto solo cercando di sistemare le cose a modo mio. Keeran è venuto da me, da nessun altro.... e non voglio che in questa storia ci entrino altre persone"
"Altre persone? Sul serio? Io sarei come le altre persone? Io sto cercando di proteggerti"
"Ti prego Solas, non complicare le cose.."
"NON FARE LA STUPIDA, AISLEE!! Lui è un manipolatore, sa bene quali modi usare per raggirarti e ottenere quello che vuole. Parlami! Dimmi quello che ti ha detto!!"
"ADESSO BASTA! Tu non puoi aiutarmi! Non.." urlò.
"Come vuoi, allora". La guardava fisso negli occhi, con uno sguardo severo e tagliente, quasi simile a quello statuario degli antichi dei. Poi, ad un tratto, senza aggiungere altro, si avviò verso gli altri, ancora arrabbiato.
Aislee lo guardò allontanarsi, provò a chiamarlo ma lui non la ascoltò, continuò a camminare come se non la sentisse.
Non poteva raccontargli tutto, non poteva rischiare che gli succedesse qualcosa. Era ovvio che l'aura di potere di Keeran aveva degli effetti negativi su Solas, ma non sapeva ancora il perchè. Su di lei non provocava nessun effetto, e doveva sfruttare questo a suo vantaggio, per riuscire a trovare un punto debole.
Sharin da lontano aveva sentito le loro voci e piano piano si avvicinò ad Aislee. Anche a pochi metri di distanza era difficile non percepire la tensione fra i due, ma tutti gli altri se ne guardavano bene da intromettersi tra il comandante e il mago. Quando le fu vicina, accarezzò il cavallo di Aislee.
"Che cosa succede? Ho sentito le vostre voci sin dalla fonte"
Aislee fece un respiro profondo, espirò e poi rispose: "Crede che non mi fidi di lui, ma lo faccio solo per proteggerlo. Certe cose vorrei risolverle da sola..."
Sharin la guardava con occhio benevolo, e le pose una mano sopra alla sua.
"Non nasconderti dietro a queste storie, Aislee. Anche se le cose sono complicate, non potrai tenergliele nascoste per sempre. È meglio che sappia, qualsiasi cosa sia, fidati. Cerca di proteggerti in tutti i modi, ma se non ti apri, non potrà mai sapere quali sono i veri pericoli. Stare lontano da te lo fa soffrire, e questo non se lo merita. Non gli fare questo, Aislee"
Aislee stette in silenzio per diversi momenti. Non fargli questo Aislee, stare lontano da te lo fa soffrire. Quelle parole le rimasero nella mente, ferme, martellanti. Solo l'idea di fargli del male, le faceva rimpiangere di aver fatto il primo passo con lui. Era la persona a cui teneva di più al mondo, e forse, anche per questo, alcune cose non poteva saperle. Non poteva permettere che gli accadesse qualcosa. Se questa sua ignoranza lo avrebbe salvato, sarebbe stata anche disposta a sopportare lo sguardo preoccupato di Solas, che per lei, era come cento lame che le trafiggevano il cuore.
Distolse quei pensieri dalla sua mente per un secondo, e rivolgendosi a Sharin le disse: "Vi dirò tutto, te lo prometto, ma non ora, non posso. Ho bisogno che vi fidiate di me"
"Fallo in fretta però, Aislee, perchè il nemico potrebbe essere dietro l'angolo".
Aislee distolse lo sguardo e i suoi occhi andarono a posarsi sul mago, in ginocchio davanti alla fonte, a dissetarsi. Lo fissò per alcuni secondi, e poi disse tra sè e sè: "è più vicino di quanto immagini, amica mia ...".
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