Capitolo 12: I primi problemi
Erano già in marcia da almeno due ore e, ad un tratto, sentirono un grido, poi un altro e un altro ancora.
Aislee allerta, gridò: "IMBOSCATA!! ARCIERI PUNTATE A QUALSIASI MOVIMENTO SOSPETTO! GUERRIERI ARMI IN PUGNO!!!!!"
Scese veloce da cavallo e sguainò i pugnali.
Delle piccole creature verdi, con grandi orecchie sbucarono da ogni parte, ogni cespuglio, accumulo di foglie.
Erano armati fino ai denti, occhi rossi e temperamento assai aggressivo: Gremlins.
Aislee ne colpì uno al torace, ma altri quattro la colpirono con oggetti acuminati, numerose volte. Sharin ne colpì due con le sue frecce. Gli altri due li sistemò la stessa Aislee.
I guerrieri più giovani si trovarono inizialmente spaesati: non avevano mai visto delle creature così tanto piccole e cattive e non sapevano cosa fare. Kenneth e Fennen si misero subito in mezzo alla mischia e ne uccisero più che potevano. Ma erano tanti. Continuavano ad arrivare da ogni dove.
Aislee continuò a sferrare colpi, senza mai fermarsi e così fecero i suoi guerrieri, ma i loro sforzi sembravano non bastare.
Kenneth fu colpito ad una spalla e altri due Gremlins cercarono di legarlo per i piedi ma non ci riuscirono: era troppo veloce per loro.
Ma le piccole creature ebbero la meglio su alcuni guerrieri, ancora troppo poco esperti.
Ad un tratto fu come se il tempo si fosse fermato: i Gremlins erano paralizzati con gli occhi fissi davanti a loro.
Solas aveva le mani aperte davanti a sè, gli occhi opachi. Con un movimento rapido delle mani, una potente onda d'urto li scaraventò a diversi metri di distanza. Alcuni, spaventati, corsero dove la foresta si faceva più fitta. Aislee ne seguì uno.
Dopo poco lo raggiunse e lo atterrò. Era terrorizzato: balbettava parole senza senso. Sembrava che la vista di Solas li avesse resi stranamente in allarme.
Lo prese per le orecchie e gli disse: "Portami dal tuo capo, ho bisogno di farci due chiacchere". Il gremlin annuì immediatamente e poco dopo anche i suoi compagni più valorosi si arresero e si consegnarono agli elfi.
Si avviarono verso un sentiero poco battuto, circondato da antichissimi alberi, ancora verdi e rigogliosi.
Sbucarono in un piccolo villaggio, costituito da piccole case di legno e terriccio, tutte collegate l'una all'altra. Nel centro stava una sequoia, e scavato nel tronco c'era un piccolo buco dal quale si intravedeva una stanza con un trono.
Appena gli abitanti del villaggio videro gli stranieri fuggirono dentro le loro case o si nascosero dietro i cespugli.
Ad un tratto dal piccolo foro della sequoia, comparve un gremlin assai anziano, con un bastone fatto di ossa a cui si appoggiava.
"Ssss--signore mi-mi dispiace, mmm-ma non siamo rrriusciti a fefe-fermarli.." disse il piccolo gremlin, ancora tra le mani di Aislee.
"Non ti preoccupare hai fatto il possibile. Sono molto più alti e armati più di noi, dopotutto"
"Carino il bastone. Ossa di elfo?" Il black humor di Sharin alcune volte era irrefrenabile.
"Oh no mia cara, solo di qualche piccola creatura che è diventata nostro pranzo"
Molti gremlins a quel punto, vista la reazione del loro capo cominciarono a sbucare dai loro nascondigli. Guardavano attentamente Solas, che li scrutava con aria severa.
"Sss-signore... lo stregone... è con loro.."
"Quale stregone?!" disse Fennen sbalordito.
Il piccolo gremlin indicò Solas con l'indice. Alcuni tremarono solo al suono di quella parola.
"Scusate l'interruzione, ma le domande qui le faccio io. Mi chiamo Aislee, e sono il nuovo comandante dei guerrieri Haenia. Siamo in viaggio verso le terre degli Avvar perchè ci hanno attaccato e vorremmo restituire il favore. Non mi risultava di essere in confitto anche con i Gremlins, i trattati di pace non sono stati sciolti mi pare..."
"Le porgo le mie scuse Comandante, non volevamo attaccare senza motivo. Ma di questi tempi siamo molto allerta: ogni notte sentiamo bisbigliare, sentiamo un forte battito d'ali e poi silenzio. E il giorno dopo qualcuno è stato rapito o ucciso. Alcuni di noi hanno visto una figura oscura nel bosco, un mago, che faceva incantesimi ai nostri alberi e ai nostri terreni. Pensavamo che foste voi. Perdonateci..."
"Erano corvi quegli uccelli che avete visto?"
"Corvi corvi! Corvi con sguardo minaccioso e assassino"disse il piccolo gremlin.
"Questa non può essere una coincidenza.." disse Solas a bassa voce.
"Ma di cosa state parlando?" chiese Kenneth, guardando Solas e Aislee con sguardo interrogativo.
"Ho visto dei corvi vicino al Campo di addestramento e ieri uno di loro ci stava seguendo.. Se sono arrivati qui, vuol dire che sanno già dove stiamo andando.."
"Ma chi sono questi che li controllano? Non posso starmene a guardare mentre portano via la mia gente! Dovete aiutarci!"
"Non so chi siano, o chi sia, ma vi aiuteremo, se voi aiutate noi ora..".
Discussero a lungo e, quando il sole era già alto, raggiunsero un'accordo: i gremlins dovevano scortarli fino alla fine delle loro terre e una volta arrivati lì dovevano indicare la strada più breve per le Alte Montagne, al di là delle quali, dopo molte miglia, si trovava la terra degli Avvar. In cambio Aislee lasciò quattro giovani guerrieri al villaggio, per proteggerlo. Sulle prime questi non vollero accettare, ma si resero conto che in campo aperto non sarebbero stati di molto aiuto: erano troppo poco abili nel maneggiare le armi, e alla fine del loro incarico, potevano sempre tornare a casa, non molto distante da lì.
Gli altri si rimisero presto in marcia, e salutati i piccoli gremlins al confine, si accamparono su una collina circostante, così da avere un'ottima visuale nel caso arrivasse qualche altro nemico.
Kenneth, quella sera, si fece medicare la ferita alla spalla da Sharin, mentre Fennen li guardava con sguardo geloso.
"Hey, dagli un momento di pace, dopotutto è stato ferito. Ha bisogno di qualcuno che gli curi le ferite" disse Aislee, dandogli una gomitata amichevole.
"Poteva medicarsele da solo, non ha più otto anni"
"E piantala di essere geloso: tu e Sharin non state insieme, non ne hai il diritto.."
"Ma.."
"O ci provi sul serio o accetti le cose come stanno. Ora mangia, prima che si raffreddi, e quando tornano, cerca di non fare lo stronzo con Kenneth, lo sai che a Sharin dà fastidio"
"Va bene boss, accetto il consiglio".
Aislee sorrise, e con lo sguardò cercò Solas. Lo vide che stava dando da mangiare ai cavalli. Diede una pacca sulle spalle a Fennen e gli disse: "Torno subito".
Solas accarezzò il muso del suo stallone e sentendo i passi di Aislee le disse: "Perchè non me l'hai detto?"
"Detto cosa?"
"Di Keeran"
"E tu come....?"
"Ho fatto i miei calcoli. Era troppo strano che gli Avvar ci avessero attaccato senza motivo. Doveva esserci qualcos'altro. Quando hai detto al Capo Gremlin se erano corvi quelli che avevano visto, ho subito capito. Perchè non me ne hai parlato?"
"Che cosa sarebbe cambiato? Avremo evitato lo scontro nella foresta? No, e allora era inutile che te lo dicessi"
"Tu non capisci..." ora era arrabbiato, anche se cercava di non cambiare il suo tono di voce "... è un disertore, un irrazionale, un guerriero che non si ferma di fronte a niente. Farebbe qualsiasi cosa per raggiungere i suoi obbiettivi. Non è un mago qualunque, è un negromante. Prende il controllo delle anime, crea un esercito di cadaveri che combattano per lui... Non ha limiti. Non sa fermarsi, e questo gli è costato parte del suo potere. Ma se è tornato, significa che qualcosa ha destato la sua curiosità, qualcosa di potente, che potrebbe restituirgli la totalità della magia....... Non posso permettere che...."
"Solas, io sono qui e sto bene. Qualunque siano i suoi piani, non permetterò che li porti alla fine. Ed in ogni caso: quando mi ci metto, do un bel filo da torcere"
Solas sorrise e disse: "Confermo". Aislee sorpresa gli tirò una gomitata. Solas fece finta di essersi fatto male, poi sorrise e la strinse forte al suo petto.
Il cielo era un tappeto di stelle, il vento scuoteva le fronde degli alberi, e per quella notte, nessun corvo si avvicinò all'accampamento dei guerrieri.
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