Capitolo 4- Che splendidi sogni farai:
-Forza, venite! Forse lei ancora non sa che siete qui!- esclamò il fauno, che ora sembrava volerle aiutare.- Ma dobbiamo sbrigarci perché il bosco è pieno delle sue spie! Perfino alcuni alberi stanno con lei!-
Non sapendo se fidarsi o no, Emily lo seguì senza fiatare e fece un sospiro di sollievo quando tornarono al lampione.
Da lì, Emily si ricordava benissimo la strada per tornare all'armadio.
-Avanti Lucy va, ti raggiungo!- le ordinò Emily: voleva che la più piccola fosse al sicuro al più presto.
Una volta che vide Lucy allontanarsi, si voltò a guardare il fauno: ora che lo vedeva piangere, provava pena per lui.
-Mi dispiace, scusami...- singhiozzò, continuando ad asciugarsi il viso.
-Ehi...Grazie.- gli sussurrò, guardandolo negli occhi e osservando che tentasse di restituirla il fazzoletto, ma lei scosse la testa. - Serve più a te.-
-Tu sei diversa...- commentò Tumnus, tirando su col naso.- La magia non ha avuto effetto su di te...-
Emily non capiva che cosa volesse dire.
-Non mi importa che cosa succederà Emily Pevensie, io sono contento di avervi conosciuto. Mi avete fatto sentire un calore che non provavo da 100 anni.-
Emily non poté che sorridere a quelle parole e, istintivamente, gli diede un dolce bacio sulla guancia pelosa.
Infine, gli lasciò la mano e corse via.
***
Emily non riuscì nemmeno a calcolare il poco tempo in cui ci misero a tornare dentro l'armadio e poi ad uscirvi.
Emily lo chiuse alle proprie spalle velocemente e poi tornarono in corridoio, dove avevano lasciato il nascondiglio dietro la tenda ad Edmund.
Con loro grande sorpresa, Peter stava ancora contando.
Ma come era possibile?
Emily riconobbe benissimo la sua voce, stava per arrivare a 100.
-Eccoci! Stiamo bene!- esclamò Lucy, di getto.
Edmund fece capolino da dietro la tenda, sospirando.- Zitta, sta arrivando.-
Di fatti, Peter giunse poco dopo e li scovò.- Credo che non abbiate capito alcuni meccanismi fondamentali del gioco.-
Di sicuro per giocare a nascondino, non si dovevano far trovare così facilmente.
-Ma...Io ed Emily siamo sparite per delle ore...- mugugnò Lucy.
-Allora ho vinto io.- intervenne Susan, giungendo con faccia trionfante.
-Non credo che Lucy voglia ancora giocare.- commentò Peter.
Né Emily né Lucy capirono che cosa fosse successo e la più piccola raccontò subito ai fratelli quello che avevano vissuto.
Emily, d'altro canto, fece quello che aveva sempre fatto: stette zitta.
Aveva osservato molto bene i visi dei fratellastri e aveva già appurato tra sé e sé che non avrebbero creduto a niente.
Perciò, per lei era inutile.
Ancora confusa dalla situazione, si mise a guardare fuori la vetrata della stanza vuota, mentre Susan ed Edmund controllavano l'armadio.
A Narnia era passato un intero pomeriggio, mentre fuori dall'armadio era come se fossero passati solo 5 minuti.
-Lucy, qui gli unici alberi sono quelli usati per fare l'armadio, quindi adesso basta con questa storia.- esordì Susan.
-Voi non capite! Emily era con me!- insistette Lucy.
Emily percepì tutti che la stavano fissando.- Lascia stare Lucy, non importa quanto ci proverai, loro non ti crederanno.- disse, guardando Peter negli occhi.
Peter ricambiò lo sguardo, con severità.- Un gioco alla volta. Non tutti abbiamo la vostra fantasia.-
-Oh, detto da te è un eufemismo.- ribatté l'altra.
-Io ti credo.- intervenne Edmund e Peter guardò lui.- Sì...Non vi ho raccontato dei campi da calcio negli armadietti del bagno?-
Per un solo attimo, Lucy crebbe che il fratello la stesse spalleggiando, ma poi si rivelò solo uno dei suoi giochetti.
-Oh Edmund, ma la vuoi piantare?!- borbottò Peter. -Ma quando crescerai?!-
-Zitto Peter!- esclamò Edmund, sostenendo il suo sguardo con rabbia.- Credi di essere papà, ma non lo sei!- affermò, prima di correre via.
Emily capì allora che ad Edmund dovesse mancare molto suo padre e lo capiva: anche a lei mancavano i propri genitori, nonostante tutto.
Susan guardò il più grande con un sopracciglio alzato.-Lo hai preso per il verso giusto.- gli disse, prendendo a rincorrere Edmund.
Alla fine, dunque, Lucy rimase intristita.- Ma...C'era veramente...-
Peter sospirò.-Susan ha ragione, Lucy. Adesso basta.-
***
I fratelli non affrontarono più il discorso per il resto della giornata e andarono a dormire in silenzio.
Durante la notte, Emily iniziò a girarsi e rigirarsi nel letto.
Credeva di saper ormai distinguere un sogno dalla realtà, ma quell'incubo sembrò molto reale.
Sognò di trovarsi di nuovo dentro la casa del fauno, ma qualcuno aveva appena buttato giù la porta.
Animali, animali oscuri dappertutto che avevano messo a soqquadro la casa, rovesciando e rompendo qualsiasi cosa.
Poi, qualcuno aveva costretto il signor Tumnus ad uscire, anche se si rifiutava.
Lo portarono via con la forza ed Emily sentì come il cuore arrivarle in gola, come se fosse molto spaventata.
Infine, dopo aver udito un grido agghiacciante, Emily sgranò gli occhi e si svegliò.
L'urlo era nel sogno, poiché tutto taceva nella stanza delle ragazze.
Era illuminata da un paio di candele ed Emily sapeva bene che non si sarebbe riaddormentata facilmente.
Perciò, prese una candela e si diresse nella stanza dei ragazzi, senza minimamente accorgersi che né Lucy, né Edmund erano nel proprio letto.
Poggiò la candela sul comodino accanto al letto di Peter ed essa illuminò il suo viso tranquillo.
Che cosa avrebbe dato per dormire così serenamente come lui e non avere più quegli incubi.
-Peter...- gli sussurrò per svegliarlo, ma lui non la sentì.
Allora Emily decise di infilarsi nel suo letto, sdraiandosi dietro la sua schiena.
Odorava ancora di buono.
Chi li vedeva dall'esterno, avrebbe sicuramente pensato che quel rapporto tra fratellastri fosse molto ambiguo.
Si prendevano cura l'uno dell'altro, a modo loro.
Tuttavia, ad Emily sembrava come se il loro legame fosse come una mano che vuole toccare il fuoco, così vicina, ma non abbastanza coraggiosa da andare oltre.
E così il loro rapporto rimaneva in una specie di limbo, un qualcosa che nemmeno loro avevano ancora capito.
Ad un certo punto, Peter si accorse che qualcosa si muoveva accanto a sé e aprì gli occhi, vedendo il viso di Emily illuminato dalla candela. -Ehi...-
-Scusa...Ho fatto un brutto sogno.- gli sussurrò lei.
Peter sapeva che cosa volesse dire e senza aggiungere altro, iniziò a canticchiare la solita ninna nanna, voltandosi verso di lei.
Però, di scatto, Emily gli mise le dita sulle labbra carnose, bloccandolo.- Peter...Soltanto perché c'è la guerra e siamo lontani da casa, non significa che siamo adulti.-
Il fatto che Peter avesse inventato una ninna nanna tutta sua per far addormentare Emily stava a significare che anche lui era un ragazzo fantasioso, proprio come Lucy.
-Ma adesso è tutto diverso, Emily... Io devo assicurarmi che voi stiate bene.- affermò Peter, a voce bassa.
Emily fece un sorrisetto.- Secondo me ce la sappiamo cavare benissimo anche da soli e prima o poi lo capirai.- aggiunse, mettendogli una mano sulla guancia.
Peter la guardò negli occhi e mise la mano sulla sua, intrecciando le loro dita.- E' che certe volte mi sembra di non esserne in grado...-
-Non sei solo, Peter...-
Improvvisamente, la luce si accese e Lucy corse verso il letto, saltando su di esso.- Peter! Sveglia, sveglia! Esiste! Narnia esiste davvero!- esclamò, scuotendolo.- Ho visto il signor Tumnus di nuovo e questa volta Edmund è venuto con me!-
Sentendo le voci della sorella, anche Susan si alzò e venne in camera.
Tutti si voltarono verso Edmund ed Emily si accorse che avesse il pigiama umido.
Aveva quindi camminato nella neve?
-Tu hai visto il fauno?- gli domandò allora Peter.
Edmund scosse la testa, senza proferire parola, sembrava come nascondere un segreto.
-In realtà...Edmund non è venuto con me.- continuò Lucy, voltando lo sguardo su di lui, stranita.- Lui...Che cosa stavi facendo, Edmund?-
Emily capì quindi che Edmund non aveva visto il signor Tumnus, ma, stando a quanto diceva Lucy, era andato a Narnia.
-Io...Ho solo finto di stare al gioco.- rispose Edmund.- Scusami Peter, non avrei dovuto incoraggiarla...Ma sai come sono i bambini al giorno d'oggi.-
A quel punto, Lucy scoppiò a piangere e corse via.
Secondo Emily, il comportamento della più piccola stava ad indicare che Edmund era davvero venuto a Narnia, ma non lo voleva ammettere per non sembrare un ragazzino.
Emily, Susan e Peter, dopo aver dato uno spintone al fratello, rincorsero Lucy in corridoio.
Emily arrivò per prima lungo le scale e sgranò gli occhi quando si accorse che Lucy era andata a sbattere contro il proprietario di casa.
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