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Capitolo 12- Dove non ci sono più regole:

Niente avrebbe impedito ad Emily di fuggire via di lì, insieme alle proprie armi.

Nonostante Peter glielo avesse impedito, dopo ciò che l'albero gli aveva riferito, Emily corse nella foresta, con le lacrime agli occhi.

Aslan era morto.

Ancora una volta ciò che aveva sognato si era realizzato.

Emily capì che quei sogni non erano affatto sogni, ma come una specie di premonizione e non si spiegò come fosse possibile.

Non sapeva nemmeno esattamente dove si trovasse la Tavola di Pietra; era come se i propri piedi si muovessero da soli, raggiungendo lo stesso posto del sogno.

Lo stesso luogo dove aveva visto la Strega trafiggere Aslan.

Ed infatti lui era lì: Lucy piangeva sul suo corpo inerme e ancora legato.

Emily si gettò sul suo muso scoppiando a piangere: si sentiva così triste, come se avessero tolto la vita a lei stessa.

Abbracciò Lucy, in pena per lei, dato che aveva assistito a ciò che era successo.

La piccola tentò di estrarre la bottiglia dalla propria cintura, ma Emily mise la mano sulla sua.- E' troppo tardi...E' morto.- singhiozzò: il sole si era quasi alzato all'orizzonte e Aslan era stato ucciso in piena notte, perciò ormai era troppo tardi per cercare di riportarlo in vita.

Emily tornò ad accarezzargli il muso, dove gli occhi dorati erano chiusi.

Istintivamente, prese a cantare sotto voce le ultime due strofe della ninna nanna di Peter.- Dove il cuore vola...In cui amore non è solo una parola...- mugugnò, baciandogli delicatamente il pelo.

-Emily...La Strega ha detto che ci ucciderà tutti...- intervenne Lucy, tirando su col naso.

Sì, Emily lo sapeva bene: ora che Aslan era morto, Peter era rimasto da solo a dover guidare le truppe per la battaglia contro la Strega.

Doveva dirglielo, doveva avvisarlo, ma al contempo non se la sentiva di lasciare lì Aslan da solo.

Così, si ricordo dei doni di Babbo Natale e afferrò la conchiglia: l'uomo aveva detto che con quella avrebbe potuto comunicare con chiunque, anche se non sapeva come funzionasse.

Si portò l'estremità alla bocca e parlò.- Peter?-

Peter, rimasto alla tenda, udì come una voce che sembrava provenire da lontano e la riconobbe.- Emily? Dove sei? Ti prego, torna qui.-

-No...Non voglio lasciarlo.- bofonchiò, asciugandosi altre lacrime che scendevano.

Peter si lasciò andare sul proprio letto.- Quindi è vero...? E'-E' morto...?-

-Sì...Ora dovrai essere tu a guidarci.-

Peter chiuse gli occhi quando capì che quella voce era in realtà nella propria testa.- Ma io non ne sono in grado...-

Emily si accigliò, stringendo la mano intorno alla conchiglia come se stesse stringendo quella del ragazzo.- Aslan credeva di sì...E anche io lo credo.-

Allora Peter aprì gli occhi, guardando a terra.- Non posso senza di te...-

-Peter, io non ti abbandonerò...Fidati di me.-

La conversazione si interruppe quando Emily vide un gruppetto di topolini salire sul corpo di Aslan e iniziare a mordicchiarlo.

-No! Andate via!- esclamò, cercando di scacciarli.

-No...Guarda.- le disse Lucy.

Emily non si era accorta che in realtà i topolini stavano cercando di mordicchiare le corde che tenevano Aslan imbavagliato e così lo liberarono.

Emily si sentiva così stanca e così triste, che alla fine poggiò il corpo su quello del leone e si addormentò.

***

Quando Lucy ed Emily si svegliarono, si accorsero che si era fatto giorno.

Dovevano tornare indietro, anche se gli si spezzava il cuore a lasciare Aslan lì.

Emily strinse la piccola a sé mentre se ne andavano, quando, improvvisamente, la terra sotto i loro piedi tremò e quasi non caddero.

Si guardarono indietro e non poterono credere ai loro occhi: la Tavola di Pietra era spezzata in due e del corpo di Aslan non c'era traccia.

-Che cosa è successo?- si chiese Lucy, guardandosi intorno.

Nemmeno Emily se lo spiegava, Aslan era sparito.

Però, ad un certo punto, proprio davanti a loro, il sole uscì da dietro le nuvole ed illuminò un maestoso leone dalla lunga criniera d'orata.

Aslan era vivo.

Lucy ed Emily saltellarono di gioia e gli corsero incontro per abbracciarlo, nessuna delle due ci credeva.

-Ma ho visto il pugnale! La Strega!- esclamò Emily, entusiasta.

-Se la Strega conoscesse meglio la Grande Magia, saprebbe che se un innocente viene sacrificato al posto di un traditore, la Tavola Di Pietra si spezza e perfino la morte torna sui suoi passi.- spiegò Aslan, riferendosi alle iscrizioni che vi erano sulla pietra, quelle che probabilmente la Strega non conosceva.

Ora Emily si sentiva di nuovo meglio, aveva la forza per combattere.

-Ho fatto sapere della tua morte...Peter ed Edmund incominceranno a breve la guerra!-affermò Emily.

-Dobbiamo andare ad aiutarli.- intervenne Lucy, estraendo il proprio pugnale.

Aslan mise una zampa sulla sua mano.- Ci andremo, non vi preoccupate, ma prima dobbiamo fare tappa da un'altra parte: a Peter ed Edmund servirà tutto l'aiuto possibile. Salite sul mio dorso, arriveremo in poco tempo.- gli disse Aslan, piegandosi a terra per farle salire su di sé. -E vi consiglio di tapparvi le orecchie.-

Subito dopo, Aslan emise un potente ruggito e partì.

Emily si resse alla sua folta criniera e si chiese dove sarebbero andati mentre si guardava intorno: ormai Narnia era tornata verde e rigogliosa, l'unica cosa rimasta di ghiaccio era la Strega.

Stavano correndo forte e il vento colpiva la faccia di Emily.

Proprio in quel momento, il paesaggio verde che aveva davanti si trasformò in un campo di battaglia.

Era come se Emily stesse sognando ad occhi aperti, come se stesse avendo una visione.

Da una parte vi era l'esercito di Narnia con a capo Peter che, vestito di un'armatura, sedeva su di un unicorno bianco.

Dall'altra parte, l'esercito della Strega, a bordo di una biga trainata da due orsi polari.

La corona in testa e lo scettro stretto bene nella mano destra.

Si stava avvicinando e così Peter estrasse la spada, puntandola in alto.

A quel punto, uno stormo di aquile si vibrò in volo sopra l'esercito della Strega e gli lanciò addosso grosse pietre per rallentarli.

Successivamente, sarebbe toccato a loro.

Peter diede il segnale e tutti i soldati formati da fauni, centauri e leopardi si mossero insieme a lui.

Peter strinse la mascella e guardò dritto davanti a sé con coraggio.

Sei con me?

Chiese la voce nella sua testa ed Emily lo udì.

Sarò sempre con te.

Allora Peter un colpetto con il piede al proprio cavallo ed esso galoppò a tutta velocità.

Per Emily fu come se stesse guardando tutto dagli occhi di Peter e, quando batté le palpebre più volte, si ritrovò di nuovo sul dorso di Aslan.

-E' cominciata!- gli disse e fu in quel momento che capì dove fossero diretti.

Il lago che stava tutt'intorno al castello della Strega si era scongelato, così come stava cadendo a pezzi il palazzo stesso.

Quando Emily vi entrò, vide che la sala era circondata da statue di ghiaccio che piano piano si stavano disintegrando.

C'erano animali di ogni tipo: centauri, fauni, leopardi, leoni e...volpi.

Emily sgranò gli occhi quando riconobbe la piccola volpe che aveva aiutato i Pevensie a scappare dai lupi.

Come si poteva spezzare quell'incantesimo?

Era troppo tardi per ognuno di loro?

Proprio lì vicino, Lucy scoppiò a piangere quando vide la statua del signor Tumnus.

Emily immaginava che la Strega lo avrebbe punito per il suo tradimento.

-Che cosa possiamo fare?- bofonchiò Emily, stringendo Lucy a sé.

-Quello che non sai, Emily Pevensie, è che la magia scorre in tutti noi, a modo suo. Esistono molti modi di togliere la vita, come ne esistono molti per ridarla.- le disse Aslan.

Emily lo guardò negli occhi e senza sapere come, capì che cosa volesse dire.

Si ricordò di quando aveva baciato la guancia di Edmund e la sua ferita era guarita.

Forse poteva fare lo stesso con il signor Tumnus.

Poggiò una mano sulla sua guancia gelida e sull'altra ci mise le labbra, baciandolo appena.

In men che non si dica, il suo corpo si scongelò e, ancora un po' intontito, gli cadde addosso.

Ce l'aveva fatta, lo aveva portato indietro dalla morte e finalmente Emily capì di avere un potere.

Tumnus la guardò negli occhi e sorrise ampiamente, mentre Lucy si unì a loro in un abbraccio.

Poco dopo, Aslan si diresse dalla volpe e ci soffiò sopra.

Il suo alito magico assunse un'area dorata e anche la volpe tornò in vita.

Emily gli sorrise e gli corse in contro, così come la volpe gli saltò addosso per stringerla.

-Dobbiamo setacciare il castello, solo così potremmo aiutare Peter ed Edmund.- affermò Aslan.

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