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Capitolo 11- Io e te insieme alla luce del sole:

Emily ed Edmund raggiunsero gli altri alla tenda di Aslan, dove tutti si erano riuniti poiché la Strega Bianca era arrivata.

Sedeva su di un'ampia sedia di legno che veniva trasportata da 4 ciclopi e finalmente Emily poté vederla.

La sua pelle era bianca come la neve, i capelli crespi raccolti in un'acconciatura alta e indosso aveva un lungo vestito bianco a maniche corte, con uno strascico a seguito.

Accanto a sé aveva la sua arma, quella con cui probabilmente congelava le creature: si trattava di una specie di scettro appuntito, con una stalattite di ghiaccio sulla superfice.

Emily vide Edmund molto nervoso e perciò gli strinse la mano per calmarlo.

Tuttavia, la Strega sembrava non riuscire a reggere lo sguardo severo del leone davanti a sé, neanche quando scese dal proprio trono e si avvicinò a lui.

-C'è un traditore fra i tuoi, Aslan?- gli domandò subito.

-Nessuna offesa ti è stata arrecata da lui.- borbottò Aslan.

-Forse hai dimenticato che secondo la Grande Magia il sangue dei traditori è mio di diritto.-

A quel punto, Aslan le ringhiò.- Non osare citare la Grande Magia in mia presenza, Strega! Io c'ero quando è stata scritta!-

-Perciò sai che il sangue di ogni traditore è di mia proprietà.-

A quel punto, Peter estrasse la spada verso di lei, forse incautamente.- Vieni a perderlo, allora.-

Emily capì il perché Peter avesse fatto quel gesto, anche se la Strega non sembrò nemmeno prenderlo in considerazione.

Alla fine, però, Emily non aveva affatto paura di lei.

-Perché non ci illumini del come mai Edmund ci ha traditi?- intervenne Emily, fissandola negli occhi; la Strega cercò di nascondere la sorpresa nel vedere quella bambina così audace.- Dell'incantesimo che gli hai fatto.-

Subito dopo, la Strega ridacchiò.- Credete che la forza possa sottrarmi ciò che è mio? Piccoli re?-

Sentendole dire quelle parole, Peter si sentì offeso e quasi piccolo quanto la Strega gli aveva detto, ma Emily non demorse e rimase con sguardo fisso.

-Aslan sa che, se non avrò quello che ho chiesto, Narnia cadrà! Distrutta dal fuoco e dall'acqua!- affermò la Strega, guardando chi aveva intorno.- Quel ragazzo...- continuò, indicando proprio Edmund. -...Morirà! Sulla Tavola di Pietra, come da tradizione.-

-Ora basta! Conferirò con te in privato.- intervenne Aslan, conducendola dentro la propria tenda.

I minuti che passarono sembrarono ore, talmente tanto che i fratelli Pevensie si sedettero sull'erba ad aspettare.

Emily sperò che Aslan facesse di tutto per non consegnare Edmund nelle mani della Strega; era quello che aveva promesso.

Dopo circa 10 minuti, la Strega uscì dalla tenda di Aslan e, senza dire niente, si incamminò verso la propria sedia, dando solo un rapido sguardo ad Edmund.

Dietro di lei Aslan, che fece restare tutti col fiato sospeso.- Ha rinunciato al sangue del figlio di Adamo.-

Edmund fece un sospiro di sollievo e gli altri esultarono.

-Come faccio a sapere che manterrai la tua promessa?- gli chiese la Strega.

Di tutta risposta, il leone lanciò un potente ruggito ed Emily giurò di aver visto un filo di paura nello sguardo della Strega.

L'intero accampamento festeggiò mentre ella se ne andava via.

Tuttavia, Emily voltò lo sguardo verso Aslan che, al contrario di tutti gli altri, sembrò afflitto.

Incrociò i suoi occhi d'orati e fu la prima volta che lo vide così triste, ma non si spiegava il perché.

Infine, voltò le spalle e se ne tornò in tenda.

***

Quella notte si alzò un forte vento che scosse gli alberi e fece muovere le tende, causando ad Emily un sonno turbolento.

In realtà, stava dormendo profondamente, ma i brutti sogni tornarono a trovarla.

Anzi, quel sogno sembrò più reale degli altri.

Stava sognando Aslan che camminava lentamente dentro la foresta di notte.

Il suo sguardo era proprio come l'ultima volta che Emily lo aveva visto: affranto, triste, impaurito.

E anche lei si sentiva esattamente così.

Poi, ad un certo punto, superati i cespugli, vide una luce.

Era la luce di diverse torce accese in un accampamento che Emily non si immaginava di trovare così vicino a quello di Aslan.

L'accampamento della Strega.

Ma non era solo un semplice campo, era il posto dove si trovava la Tavola di Pietra.

La famosa Tavola di Pietra dove la Strega avrebbe dovuto giustiziare i traditori.

Cosa ci faceva Aslan lì?

La Strega Bianca era circondata da ogni tipo di creatura oscura: ciclopi, pipistrelli giganti, minotauri, megere e lupi.

Emily la vedeva dritta davanti a sé e aveva in mano un affilato pugnale, come se lo avesse tirato fuori per usarlo.

Che cosa significava?

-Ecco a voi il grande leone.- esordì per scherno.- Imbavagliatelo.-

I seguaci della Strega si prepararono con delle corde per legare il leone.

-Aspettate...Prima di tutto va tagliata la criniera.-

Perciò, un piccolo nano dal ghigno malefico estrasse un coltello e iniziò con soddisfazione a tagliargli tutta la criniera.

Fu come se pure Emily sentisse le sue infide mani su di sé e prese ad avere il fiatone.

Successivamente, altri gli legarono le zampe e il muso, così da immobilizzarlo definitivamente.

Ora nessuno di loro aveva più paura di lui, dato che era del tutto innocuo.

Perché Aslan rimaneva immobile?

Perché non si ribellava?

La Tavola di Pietra sopra cui era posta la Strega aveva delle incisioni sul bordo di una lingua ad Emily sconosciuta.

Aslan venne trascinato inerme davanti la Strega e fu allora che Emily capì che cosa sarebbe successo, a che cosa servisse quel pugnale.

-Sai Aslan, mi hai molto deluso...Davvero credevi che con questo tuo gesto avresti salvato il traditore?-

Era questo che i due si erano detti dentro la tenda?

Aslan aveva dato la propria vita per salvare quella di Edmund?

-Ti stai sacrificando per lui e non salverai nessuno, poiché con la tua morte niente mi impedirà di prendere il suo sangue.- gli sussurrò, accarezzandogli il dorso.- Amore è solo una parola.-

Con un sol gesto, la Strega Bianca fece tacere i propri seguaci.

Si udì solo lo sbattere delle torce da parte delle megere e lo sfrigolio del coltello che usciva dalla fodera.

-Questa sera la Grande Magia verrà pagata!- esclamò ella.- Ma domani noi prenderemo Narnia! Per sempre!-

Gli animali continuarono ad esultare e a spronare la loro regina.

-Con questa consapevolezza...Disperati e...- continuò lei, sollevando il coltello. -...Muori!-

Quando la Strega affondò il pugnale nel cuore di Aslan, Emily si svegliò di soprassalto, gridando.

Si toccò il petto, come se avessero colpito lei stessa, ma stava bene.

Lo aveva sentito, aveva sentito chiaramente il dolore, la lama trafiggerle il petto.

Era stato uno dei sogni più brutti che avesse mai fatto.

Agitata e ancora impaurita, Emily uscì a piedi nudi dalla propria tenda e si avviò in quella di Peter.

Lui stava dormendo profondamente, così lo scosse appena.-Peter...-

Peter aprì appena gli occhi e la guardò.- Di nuovo i brutti sogni? Credevo che fossero finiti.-

-E' stato orribile.- mugugnò Emily, stendendosi accanto a lui.- Non oso raccontartelo.-

Il ragazzo le accarezzò la guancia con il dorso della mano.- Stai bene ora?-

Emily lo guardò negli occhi, facendo un sospiro di sollievo.- Sto bene, ora.-

Peter si mosse appena verso di lei, sfiorando il naso col suo e poi incominciò a canticchiare sottovoce:

Se hai paura, non temere di stringermi forte

La mia anima con la tua si dan manforte

E un giorno tu vedrai

Che splendidi sogni farai

Colline rigogliose, alberi rosa

Dove una dolce voce si posa

"Stai con me per sempre

Oltre l'orizzonte, oltre il mare"

La battaglia contro il male vinceremo

Se l'uno a fianco all'altra noi staremo

Io e te insieme alla luce del sole

Dove non ci sono più regole

Emily sentì il proprio cuore battere a mille e il fiato dolce di Peter sopra la propria bocca.

Così, cedette per prima, pensando che non ci potesse essere occasione migliore.

Prima che la ninna nanna finisse, poggiò delicatamente le labbra sulle sue e Peter approfondì il bacio, mettendole una mano sulla guancia.

Credeva che quel momento non sarebbe mai arrivato e dentro di sé rivisse tutti i momenti in cui Peter l'aveva fatta sentire bene e al sicuro.

Senza di lui non avrebbe mai saputo come superare la morte dei propri genitori adottivi.

E, da quel momento, Emily sentì come se stesse nascendo qualcosa dentro di sé, una forza che prima d'ora non aveva mai avuto, un coraggio che le rinforzò le ossa, un qualcosa che la fece sentire un tutt'uno con il mondo che la circondava.

Tutto d'un tratto, però, mentre si stavano baciando, Peter sentì qualcosa solleticargli la guancia.

Di scatto e sull'attenti, estrasse la propria spada dalla fodera e la puntò verso l'uscita della tenda.

Tuttavia, non vi era nessun pericolo: davanti a loro c'era un mucchio di petali di ciliegio che aveva la forma di una persona.

La stessa che Emily aveva incontrato quando erano arrivati all'accampamento di Aslan.

-Calma, mio principe.- disse ella, mettendo le mani avanti.- Purtroppo vi porto brutte notizie da vostra sorella.-

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