Capitolo 10- Se l'uno a fianco all'altra noi staremo:
I centauri assegnarono ai fratelli Pevensie delle tende in cui dormire e degli abiti più adatti.
Abituata a calze e gonna, Emily si sentiva molto più libera in quel vestito rosso e con i capelli raccolti in una treccia.
Dopo essersi ambientata, osservò che Peter fosse fisso su una collina e guardava qualcosa.
In realtà, le imbarazzava un po' presentarsi da lui in quelle nuove vesti.
Peter si accorse di lei e le sorrise.- Ehi...-
-Ciao...- bofonchiò lei, arrossendo. -Che stavi guardando?-
Peter le fece cenno di guardare oltre le colline e con grande stupore, Emily vide una distesa d'acqua cristallina, dove su un monte, ergeva un grande palazzo.
-Cair Paravel.- intervenne Aslan, alle loro spalle.- Il castello dei quattro troni...Dove siederai tu, Peter, come re.-
Sentendo quelle parole, Peter abbassò lo sguardo.- Aslan, io non sono quello che credete...-
-Dubiti della profezia? Vedi, Peter, Narnia è governata dalla grande magia che determina il destino di tutti noi. Il mio, come il vostro.- spiegò il leone.
Emily sentì di nuovo quello strano, ma piacevole calore, soprattutto ora che si trovava lì.- Ha ragione.- affermò, guardando Peter.- Io mi sento così bene, qui...E' come se questo fosse il mio posto.-
Peter fece spallucce.- Io non sono nemmeno in grado di proteggere i miei fratelli.-
Emily lo guardò accigliata.- Ci hai portati fin qui sani e salvi.-
-Non tutti...-
-Io farò tutto quello che è in mio potere per salvare Edmund.- aggiunse Aslan.- Ma dovrai ascoltare attentamente quello che ti dirò...Anche io voglio salvare la mia famiglia.-
Emily immaginò che Peter ed Aslan avrebbero parlato di tattiche di battaglie su come sconfiggere la Strega, perciò voltò le spalle per andarsene, ma Peter le afferrò la mano.
-Non andare...- le disse, guardandola negli occhi.- Anche tu centri in tutto questo.-
-Cosa te lo fa dire?- gli chiese lei, col fiato sospeso per via di quel tocco.
-Il mio cuore.-
Emily era confusa e curiosa allo stesso tempo di capire che cosa intendesse.
-Hai ragione, questo posto mi fa sentire bene...Mi fa sentire diverso.- le sussurrò, avvicinandosi a lei sempre di più.- E per troppo tempo mi sono nascosto, troppo a lungo ho soffocato quello che provavo, ma ora non voglio che sia più così...-
Finalmente tutti i nodi vennero al pettine ed Emily non era mai stata abbastanza sicura che Peter ricambiasse i propri sentimenti per lui.
-Qui ed ora noi possiamo essere ciò che vogliamo.-
Emily si commosse dalla gioia e poggiò una mano sul suo petto, percependo il suo cuore che batteva forte.
Subito dopo, Peter poggiò la fronte sulla sua, proprio nello stesso momento in cui si udì il suono di un corno.
Entrambi si guardarono sgranando gli occhi e riconobbero il suono.- Susan!-
Se Susan avesse suonato il corno, avrebbe voluto dire che era in pericolo.
Peter ed Emily corsero verso il rumore, giungendo dentro la foresta dove Susan e Lucy si era accampate.
Ora le due erano salite sopra un albero per sfuggire alle zanne di due lupi che probabilmente erano sfuggiti alla cascata.
-State indietro!- urlò Peter, estraendo la spada.
Si ritrovò di nuovo di fronte a Mougrim, mentre il secondo lupo venne trattenuto dagli artigli di Aslan.
Sentendo le grida, erano arrivati anche alcuni centauri, fauni e leopardi.
-Fermi! Questa battaglia è di Peter.- ordinò Aslan.
Così, anche Emily mise via i pugnali e rimase a debita distanza, ma comunque in pensiero per Peter.
-Avanti ragazzino, ci siamo già passati.- esordì Mougrim, facendolo girare in tondo e rimanendo in allerta.- Vuoi fare bella figura davanti alla mocciosa, eh?- continuò ridacchiando.- Credi di essere un eroe, ma...Morirai...Come un cane!-
Di scatto, il lupo gli saltò addosso ed Emily vide Peter cadere all'indietro, con la spada puntata.
Susan e Lucy gridarono e scesero dall'albero, accorgendosi che sia il lupo che il fratello fossero immobili.
Emily corse verso di lui e vide che l'animale non stesse respirando, forse era morto.
Così, con forza, spostò la carcassa dal corpo di Peter: era vivo.
Era riuscito a trafiggere il lupo prima che lo azzannasse.
Emily lo strinse a sé, col fiato corto, sollevata che stesse bene.
Anche Susan e Lucy si precipitarono da loro e ci fu un abbraccio di gruppo.
Infine, Aslan lasciò andare il lupo che aveva catturato.- Seguitelo, vi condurrà da Edmund.-
Probabilmente il leone credeva che il lupo sarebbe tornato dalla Strega e perciò all'accampamento dove veniva tenuto prigioniero Edmund.
Successivamente, voltò lo sguardo profondo verso Peter.- Peter, punta la tua spada.-
Allora Peter prese la spada e la puntò a terra, inginocchiandosi davanti ad Aslan.
Con la possente zampa, il leone gli diede una pacca su entrambe le spalle.- Alzati, principe Peter, flagello dei lupi e cavaliere di Narnia.-
Lucy e Susan si sorrisero, sorprese e fiere del fratello.
Peter si alzò in piedi e guardò Emily negli occhi che gli fece un grande sorriso.
***
La prima notte all'accampamento di Aslan andò serenamente: era da tanto tempo che Emily dormiva senza fare incubi.
La mattina successiva, quando uscì dalla tenda, osservò che Peter guardasse un punto preciso.
In quel punto c'erano Aslan ed Edmund che stavano conversando.
L'attacco a sorpresa delle truppe di Narnia doveva esser andato a buon fine.
Nonostante ciò, il leone aveva uno sguardo severo, come se gli stesse facendo una ramanzina su ciò che aveva fatto.
Li videro anche Susan e Lucy e, nonostante l'avesse ferita e fatta stare male, la più piccola non vedeva l'ora di corrergli in contro.
Peter la fermò, lanciandole uno sguardo, come per dire di aspettare.
Poco dopo, il leone e il ragazzo si avvicinarono a loro ed Emily poté vedere com'era ridotto: Edmund aveva il labbro spaccato e diversi lividi sulla guancia.
-Il passato è passato. Non serve parlare con Edmund di ciò che è stato.- commentò Aslan, lasciandoli soli.
Rimasero tutti zitti, un po' imbarazzati.
-Ciao...- mugugnò poi Edmund.
Lucy lo abbracciò ed Edmund sorrise, sollevato di esser tornato a casa.
-Come ti senti?- gli chiese Emily, accarezzandogli la spalla.
-Ho un po' fame...-
-Ci prepareranno qualcosa da mangiare...Tu vatti a cambiare quei vestiti umidi.- gli disse Peter; solo dopo si accorse di aver usato un tono troppo severo e cercò di correggersi.- Magari senza sparire, questa volta.- aggiunse, facendolo ridacchiare.
Emily fece un cenno con la testa a Peter, confermandogli che era stato bravo con lui.
Si sedettero quindi intorno ad un tavolo e fecero colazione.
Lucy osservò che Edmund stesse mangiando con foga.
-A Narnia non finiranno i toast, Ed.- gli disse ridacchiando.
-Prepareranno qualcosa anche per il viaggio di ritorno.- intervenne Peter, che se ne stava in disparte.
Susan lo guardò confusa.- Torniamo a casa?-
-Voi sì...Ma se c'è bisogno di me, io posso restare ancora un po'.-
-Oh no, ci risiamo.- borbottò Emily, sollevando gli occhi al cielo.
-C-Cosa?-
-Ecco che fai di nuovo il superiore: hanno bisogno di tutti noi, non solo di te.- affermò Emily, guardandolo male.
-Ha ragione...- disse Edmund, deglutendo nervosamente.- Ho visto la Strega che fa...E l'ho aiutata a farlo.-
Emily capì dal suo tono che intendesse di aver visto la Strega uccidere qualcuno.
-Non possiamo abbandonare quella gente che soffre.-
-Allora abbiamo deciso.- esclamò Emily, prendendo i propri pugnali.
-Dove stai andando?-
-A fare un po' di pratica.- rispose lei, con un ghigno divertito.
Edmund la seguì sorridendo.- Vengo con te.-
All'accampamento di Aslan c'era un posto tutto dedicato all'addestramento, con dei fantocci e dei bersagli.
Emily si mise a qualche metro di distanza e lanciò uno dei propri pugnali, colpendo quasi il centro.
-Wow!- esclamò Edmund, sgranando gli occhi.
Emily ridacchiò e lo guardò meglio.- Dimmi la verità, Ed...Perché sei andato da lei? So che Peter può essere una testa calda, a volte, ma...-
Edmund scosse la testa, abbassandola.- No, è che...Per una volta volevo sentirmi io quello importante, credo...Mi aveva promesso delle cose...E fatto assaggiare dei dolci.-
Emily fu incuriosita.- Dei dolci?-
-Sì...Dopo aver dato il primo morso sembrava come se non ne potessi fare a meno.-
Emily annuì con la testa, decisa.- Lo sapevo che ti aveva fatto qualche incantesimo.-
-Ora non ha importanza...Sono tornato ad essere lo sfigato di prima.- borbottò Edmund, giocherellando con la fondina della propria spada.
Emily lo guardò con un sopracciglio alzato.- Sfigato? Tu? Ma di cosa stai parlando? Ed, tu non sei uno sfigato, sei molto coraggioso. Ed, tu mi hai salvato la vita.-
Sembrava che Edmund si fosse scordato di questo particolare e la guardò negli occhi.- Ah sì?-
-Certo, ti sei dimenticato? Se non fosse stato per te io sarei ancora in quel tunnel, non avrei mai avuto una famiglia.- spiegò Emily, mettendogli una mano sulla guancia.- E' stato tutto grazie a te.-
Edmund sorrise appena e arrossì.- Già...-
-Verrà un giorno, Edmund...Un giorno in cui io ti ripagherò di tutto ciò...Un giorno in cui tutto dipenderà da te.- aggiunse, dandogli un leggero bacio sulla guancia.
Subito dopo, Edmund si sentì meglio ed Emily notò con grande stupore che i lividi sulla sua guancia erano spariti.
-C-Come hai fatto...?-
Emily era sorpresa quanto lui.- I-Io non lo so...-
Prima che potessero approfondire la cosa, il castoro corse verso di loro a perdifiato.- Emily! Edmund! La Strega ha chiesto di conferire con Aslan! Sta venendo qui!-
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