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Guardai fuori dalla finestra ma era impossibile vedere cosa stava succedendo. Jeff, Caleb e il servitore del Giudice era in un punto cieco. -Se passassimo dalla porta sul retro?- Domandò ad un tratto Byte mentre si rimetteva la protesi alla gamba. Così, attraversai di corsa la cucina per raggiungere la porta sul retro, ma questa era bloccata allo stesso modo. Era impossibile aprirla! Era là, bloccata in cucina, con un pessimo umore e un'emicrania lancinante insomma, una giornata fantastica. Sentivo i rumori della lotta che si facevano sempre più concitati; dovevo assolutamente trovare il modo di aprire quella maledetta porta! Così, aprì la credenza sotto il lavandino. C'era un sacco di roba inutile, ma notai che, nascosto dietro ad un sacco nero, c'era un piede di porco. Bingo! Incastrai il piede di porco nello stipite della porta della cucina e feci leva. CRAC!
Lo strumento si piegò.... ma la porta non si aprì. Nulla di ciò aveva senso. Livida di rabbia, colpì la finestra, che stava sopra il lavabo, con quanta forza avevo in corpo. Se la porta non si apriva, la finestra si spaccherà di sicuro. Ma per quanto ci provassi, il vetro non si voleva rompere! Provai nuovamente , ma mi feci soltanto male alla mano. -Jade! Smettila. Così ti farai solo male!- La porta e la finestra era perfette, come se non le avessi mai toccate. In compenso, io era coperta di graffi e polvere. Dunque, la porta non voleva aprirsi e va bene, ma la finestra?!? Come aveva fatto Caleb a renderla infrangibile?! Era come se fosse diventato un vetro antiproiettile... quando giusto il mese scorso un uccellino si era schiantato contro e aveva rotto tutto. Le grida di Caleb, di Jeff e del demone venivano sovrastate da dei tuoni che prima non c'erano.
Mi scervellai ma non mi venne in mente nulla. Ero senza idee, eravamo chiuse dentro e nulla sembrava funzionare! Byte si chiuse a riccio, come per proteggersi. Era evidente che la situazione la faceva sentire persa e senza speranza. Mi guardò mortificata, quando all'improvviso le venne un lampo di genio. -Siamo d'accordo che sia una sorte di magia a tenerci bloccate in casa... So che non è il momento di nerdare, ma ora faccio delle ricerche su questo incantesimo di protezione.- Byte aveva ragione. Se potevamo rimuovere l'incantesimo, potevamo unirci agli altri.. prima che fosse troppo tardi.
Byte si mise seduta sulla poltrona di Jeff e tirò fuori il portatile. Le sue dita danzavano velocissime sulla tastiera! Lei era sempre felice di avere tra le mani un problema da risolvere con la materia grigia, al contrario di me: io non conoscevo nemmeno la differenza tra il deep web e il dark web, lei invece poteva entrare nel Pentagono in un minuto. La vidi scrivere righe e righe di codice ad un velocità spaventosa. Byte sorrise; sembrava contenta del risultato. -Forse ho trovato qualcosa che possiamo provare a riprodurre.- Battei le mani contentissima e con l'adrenalina che scorreva nel mio sangue. -È un'incantesimo inventato nell'antica Roma, da Giulio Cesare in persona ed ovviamente è in latino. Sai, Giulio Cesare, oltre ad essere stato un'ottimo stratega era anche un'eccezionale Paladino... Okay, okay vado oltre. Il problema è che non so come pronunciarlo o che passaggi seguire.-
-Allora improvvisiamo!- Esclamai sfregandomi le mani contro i jeans. Byte mi fissò intensamente con lo sguardo serio di chi stava per rivelare i segreti dell'universo.
-Adversus praesidium. Ripeti con me: Adversus praesidium.- Iniziai a pronunciare l'incantesimo ma non feci neanche in tempo a finire la frase che una scarica elettrica fece saltare via la corrente! Eravamo completamente al buio! Cercai di farmi strada nell'oscurità e dopo qualche minuto, raggiunsi le mani ruvide di Byte. -Cavolo! Ci serve la luce per riuscire a controbilanciare l'incantesimo! Ho già una gamba in meno, mi terrei volentieri la seconda e tutto il resto.-
-Tu stai qua. Io vado a cercare il quadro elettrico.- Avanzai come potevo. Byte sembrava spaventata dall'idea di rimanere da sola al buio, così si alzò anche lei e non mi mollò la mano neanche per un secondo. Fortunatamente, dopo venti minuti arrivammo al quadro elettrico. Lo aprì e riaccesi l'elettricità. Guardai fuori dalla finestra e vidi la pioggia che si mescolava con la terra, mentre tutto intorno l'aria era colma di ozono.
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