13
Finì di mangiare senza nessuna fretta; dovevo rimettermi in forze dopo una giornata del genere. L'unica cosa nota positiva di quella giornata era che almeno potevo passare una serata tranquilla con la mia amica. -Ora che quel vecchio brontolone è uscito, voglio sapere tutto su quel ragazzo.
Sbuffai e alzai gli occhi al cielo. -Non ho mai detto che fosse attraente. Era molto sicuro di sè, un po' misterioso... e assolutamente troppo presuntuoso.- Fissai negli occhi Byte mentre cercavo una via di fuga. -Ti chiedo mai di Jesse?- Byte abbassò la sua forchetta, visibilmente imbarazzata. -Ehi, stai calma. Sai che in queste mura non si può mantenere un segreto... sono spesse come dei grissini.- Jesse era la proprietaria del "Vintage Bar" e lei e Byte si erano conosciute quando quest'ultima aveva fatto il colloquio per diventare barista (ovviamente era una sorta di copertura per il suo "secondo" lavoro) e da quel momento la ragazza di colore non potè fare a meno di parlare con Jesse tutti i giorni.
Byte guardò in alto, nuovamente con la malizia negli occhi, mentre un pensiero a luci rosse gli passò per la mente. L'apostrofai e mentre ridemmo a crepapelle, venni improvvisamente sovrastata da un'energia indefinibile. Il mio cuore iniziò a battere all'impazzata e non riuscivo a fermare i battiti cardiaci. Non mi ero resa conto di quanto la giornata fosse stata pesante, forse mi ero stancata più del dovuto... Ciò che sentì era davvero qualcosa di potente. Non aveva niente a che fare con il fetore dei demoni o con lo scambio di sguardi con il magnetizzatore. No. Era decisamente qualcosa di molto più potente.
Era passata un'ora da quando Jeff era uscito per prendere una "boccata" d'aria fresca e non era ancora ritornato. Che abbia percepito anche lui quello scambio di energie nell'atmosfera? Mi passai una mano sulla fronte e notai che era completamente sudata. -Byte, non ti senti un po' strana?- La ragazza di colore mi guardò con curiosità mentre buttò giù del buon vino rosso.
-Uhm, un po' si.... dal giorno in cui mi sono accorta che mi manca una gamba. Ma nulla di strano, no?- Sorrisi per la sua battuta mentre lei rivolse lo sguardo oltre la finestra della cucina. -Che sta facendo?!- Presa dalla curiosità, raggiunsi Byte e vidi Jeff che stava parlando con un uomo, il quale ci dava le spalle. Non riuscimmo a sentire ciò che si stavano dicendo, ma sembrava che la conversazione non piacesse per niente a Jeff, il quale si agitava e distribuiva l'ansia da una gamba all'altra.
Presa dalla curiosità, uscì dalla cucina in direzione del porticato. Aprì la porta di casa con cautela, attenta a non farmi scoprire. Feci appena in tempo a mettere un piedi fuori, che si voltarono verso di me e smisero subito a parlare. Spostai lo sguardo dalla faccia burbera di Jeff per poi guardare l'uomo che era accanto a lui. Venni subita colpita dalla sguardo penetrante dello sconosciuto: mi assalì una sensazione familiare. Il suo sguardo era dolce e malinconico, ma anche caldo e triste... Nei suoi occhi c'era un po' di tutto. (Devo aver avuto una giornata davvero difficile per sentirmi così combattuta). Che sia stata lui a sprigionare la strana aura che mi aveva investita cinque minuti fa? Lo sconosciuto emanava una stupenda sensazione benigna, ma non l'avevo mai visto prima. Chi lo sa, magari c'eravamo conosciuti in un'altra vita...
Jeff sembrava veramente infastidito dalla conversazione. La differenza tra i due mi lasciò sgomentata. Jeff era un uomo robusto, mentre lo sconosciuto era snello. Jeff aveva alcuni capelli bruni mentre il ragazzo era biondo. Jeff era scontroso mentre il biondino sembrava affidabile. Il ragazzo si avvicinò con calma. Guardò dritto verso di me e la sua faccia si rilassò in un leggero sorriso. Come è da manuale, cercai di leggere i suoi pensieri ma subito incontrai un muro... proprio come con Zac! Per quanto mi concentrassi, non riuscivo a penetrare nella sua mente. Eppure sapevo di non aver perso i poteri, visto che era entrata nella mente dell'autostoppista e di Mary... Quel ragazzo aveva qualcosa che non riuscì ad interpretare... Non mi serviva entrare nella sua mente per capirlo.
Il modo in cui mi guardava era ancora più inquietante: era come se non fosse sorpreso di vedermi. Poichè però, per me, era impossibile ricordare il passato a causa della mia amnesia, non sapevo se l'avessi già conosciuto o meno. Scossi la testa e mi concentrai ancora. Wow, ero davvero così confusa da non riuscire a tirar fuori una sola parola?! -Salve.- Volevo rispondergli, ma le mie labbra non si muovevano. Non sapevo che cosa dire... Cercai di ricompormi. (Jade, se continui a fissarlo in quel modo, penserà davvero che tu abbia una rotella fuori posto).
-E lei chi sarebbe?- Domandai quasi balbettando. Cavolo, sembravo una ragazzina del liceo!
-Nessuno.- Rispose brusco Jeff con una maschera di arroganza in volto. L'uomo dallo sguardo gentile fissò torvo il mio Paladino, infastidito.
-Io sono Caleb. Sono un Paladino... come Jeff.- Ora toccava a me squadrarlo dalla testa ai piedi. Non avevo mai visto un Paladino così educato. La maggior parte dei Paladini che avevo incontrato avevano dei modi... poco raffinati, diciamo. -Sono giunto ad avvisarla di un grande pericolo. Sempre più demoni stanno comparendo nei dintorni e sospetto che il loro capo trami qualcosa. Qualcosa di veramente brutto.-
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