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Immensi campi di grano si spiegano di fronte a me a grande velocità. Ho imparato a godermi lo spettacolo regalato da questa strada di campagna ogni qualvolta torno a casa. Ciao, io sono Jade Storm e ho 20 anni. Ho i capelli castani e scalati con dei riflessi più chiari. Anche i miei occhi sono marroni e abbastanza grandi. Mi vesto spesso di nero (rare sono le volte che mi vesto con qualche colore che non sia il nero) e porto sempre dei vari anelli sulle mani e una lunga collana, che come pendente ha un pentacolo, che si ferma poco sopra i seni. 

Sto ritornando da New Hope, una piccola cittadina, la quale è la combinazione perfetta di bellezza naturale e fascino storico, ed è lì che Jeff mi ha chiesto di portare dei tortini di granchio per la cena. Ovviamente li manderemo giù con un paio di birre locali; in altre parole, un banchetto regale. A ogni modo, il sole stava quasi calando e questa bella giornata non deve indurmi ad abbassare la guardia. I guai non sono mai lontani, specialmente da queste parti... La radio lascia uscire delle strofe grunge.. Si sta sforzando di trasmettere una canzone dei Nirvana, "Lake of Fire", penso... È impossibile far funzionare bene questa maledetta radio. Adoro il pick-up di Jeff  e tutte le miglia che ha percorso, i suoi graffi e i sedili in pelle ma in quanto a tecnologia è rimasta ferma agli anni '70. Domani proverò a chiedere alla mia amica Byte di darle un'occhiata. Lei è un'esperta di elettronica, forse potrà salvare i miei poveri timpani. 

Infastidita e alterata, diedi una manata sulla radio. Ad un certo punto quest'ultima iniziò a balbettare all'impazzata: che cosa le è preso? Non fa mai cosi :"Kssshhh... Erano i Nirvana... Kssshhh... Con "Lake of Fire!... al Seattle Live & Loud! Kssshhh..." . Bhe, guardiamo il lato positivo, almeno ho scoperto che canzone fosse. Vivere nello stato che ha dato i natali al grunge aiuta; peccato non averla potuta ascoltare come si deve...                                    

Finalmente casa.. Be', a casa di Jeff. Li è "dove vivo" già da sei mesi. La casa di Jeff è un rifugio pittoresco e appartato nel cuore della campagna americana (Ok, va bene, si potrebbe anche descrivere come una zona remota,isolata e dimenticata da Dio...). Comunque, sono a destinazione. Accosto, parcheggio sul lato della strada ed esco dal pick-up. Giusto il tempo di chiudere lo sportello, prima che Jeff compaia sotto il portico e subito mi lancia uno sguardo risoluto; sicuramente sta per dirmi di nuovo che ho parcheggiato male. -Ottimo tempisto, Jade!- 

-Si, lo so, sei affamato e stavi aspettando i tuoi tortini di granchio. Tranquillo, mi sono ricordata della maionese.- Dico mostrando un sorriso innocente, proprio come quello di una bambina. Jeff mi guarda e alza gli occhi al cielo. Se dovrei descrivere Jeff con una parola, sceglierei "gigante". Jeff ha 40 anni e ha i capelli brizzolati e ogni mattina si mette un pizzico di gel sulle mani e con un movimento veloce si tira indietro i capelli. Ogni giorno si mette sempre la sua camicia preferita: color marrone vintage con sotto una canottiera bianca. Forse questo non ve lo dovrei dire, ma ogni volta che va in bagno io ammiro il suo fisico possente. Ha dei pettorali e dei bicipiti così grossi da poter scacciare un'orso. (Ehi, che cosa volete, Jeff è un tipo davvero molto attraente...). 

-Jade, il cibo dovrà aspettare. C'è un esorcismo e devo far appello ai tuoi talenti. Un padre in panico per sua figlia...- Guardai i suoi occhi grigi, mi misi apposto la maglietta e mi feci dare subito l'indirizzo. Per me non c'era nessun problema. Molto meglio fare esorcismi che stare con quell'odioso di Jake. (Jake è il cane di Jeff. È un barboncino nero come la notte e ogni volta che mi guarda non esita a tirare fuori i suoi denti bianchi come le zanne di un'elefante. Non so che cosa gli abbia fatto ma mi odia a morte.) -Sarei felice di andare io al tuo posto ma ormai tu sei più brava di me in questo tipo di cose. Non è più il genere di cose che fanno per me.- L'uomo mi guardò, fece un sospiro e prima di andarmene mi urlò. -JADE!- Mi girai e mi trovai a qualche centimetro dalla sua cintura in pelle di pitone...Era troppo vicino per i miei gusti. (Si lo so, prima vi dico che Jeff è il mio prototipo di uomo ideale, ma ehi, ognuno di noi vuole il suo spazio e io odio quando le persone si avvicinano troppo a me). -Jade, stai attenta. Percepisco qualcosa di strano nell'aria.- La parola "strano" è il nostro pane quotidiano, quindi se Jeff mi dice che c'è qualcosa di strano, dev'essere qualcosa di veramente potente e insolito.  Incuriosita, chiedo che cosa percepisce. In seguito apro la portiera, mi siedo, accendo il motore e abbasso il finestrino. Poi appoggio il gomito sulla portiera e mi chino verso Jeff per sentire la sua risposta. -Il cielo. Gli animali. Tutto. Prima la tv di casa è andata in tilt. Non so, sei tu quella con i poteri. Di solito hai fiuto per questo tipo di manifestazioni. Fidati della mia esperienza di Paladino: c'è qualcosa nell'aria e non è venuto per una visita di cortesia. Le interferenze alla linea elettrica sono una piccola prova di ciò che ti sto dicendo...- Mi raddrizzo di scatto sul sedile, colpita. Tipico di Jeff, non è cambiato di una virgola da quando l'ho conosciuto. Si aspetta sempre che incameri tutte le informazioni che mi dà senza fare domanda. 

-Aspetta, i disturbi alla linea elettrica sono un segno di presenze malvagie? E me lo dici solo ora?- Domandai nera di rabbia. L'uomo mi guardò e con un sorriso mi disse che c'era ancora un sacco di cose che devo ancora imparare e che il mio cammina da Dama era ancora lungo e pieno di insidie. -Ok... Quindi tutti gli strani suoni che sento da stamattina, erano... Wow, non ci credo!- Esclamai felice. Jeff continuò a guardarmi e promise che ne riparleremo più tardi a cena e che dovevo assolutamente andare. Tutto quello che dovevo sapere è chele interferenze erano un brutto segno e che il mio esorcismo probabilmente sarebbe stato il più duro di tutti. -Jeff, ti avverto,appena ritorno dovrai dirmi per bene tutto quanto. E non osare mangiarti tutti i tortini di granchio!- Schiacciai l'acceleratore a tavoletta e partì, mentre osservai  Jeff dallo specchietto che mi guardava con benevolenza e sopra la sua testa si stagliavano delle nuvole grigie cariche di pioggia. 



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