Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 1

Continuo a sentire le sirene dell'ambulanza e quel fastidioso suono morto del cardiometro o come cavolo veniva chiamato dai medici, e, come se non bastasse, continuo a tremare nel ripensare agli ultimi avvenimenti. Ogni volta che chiudo gli occhi è come se fossi di nuovo lì, in quella sala operatoria, come se qualcuno volesse togliermi anche le mie ultime forze vitali; sento continuamente un peso opprimente sulla testa che mi costringe a sdraiarmi per terra. Fino a ieri speravo che tutto questo fosse un incubo ma ora, alle tre e quarantasei del mattino, mi ritrovo a fissare il soffitto, incapace di dare una spiegazione a tutto questo, incapace di alzarmi e gridare forte il mio dolore, incapace di versare altre lacrime, incapace di urlare contro Marcus tutto il mio odio verso di lui, incapace di aiutare mia madre mentre soffre, incapace di fermare tutto questo...
Sembrano passate ore quando inizia a trapassare qualche raggio di sole dalle tende come a cercare di rincuorarmi, come a dirmi 'forza! È un altro giorno! Supererai anche questa'; ma io mi sento ancora troppo debole per affrontare la realtà, troppo debole per affrontare un funerale e decisamente troppo debole per andare avanti.
Un leggero bussare alla porta mi risveglia dai miei pensieri e riesco a malapena a sentire la voce roca di mia madre: "tesoro, credo che faresti meglio a mangiare qualcosa...ti ho preparato un the ai frutti di bosco, come piace a te; ci sono un po' di biscotti nella dispensa...perfavore scendi"
So che ha ragione: è da due giorni che non tocco cibo, ma appena sento soltanto l'odore di quest'ultimo mi salgono i conati di vomito; è come se anche il mio corpo si fosse stancato di obbedire alla normalità.
"Ok" rispondo con voce debole; devo farmi forza...devo...lo devo a mio padre.
Mi giro verso lo specchio della mia camera: le mie occhiaie sono più che evidenti, i miei capelli decisamente spettinati e indosso ancora i vestiti di quell'orribile giorno; dovrei decisamente farmi una doccia ma non trovo la forza.
Piano piano riesco a sedermi sul letto, ad appoggiare i piedi nudi sul freddo pavimento della mia camera; senza volerlo, come un lampo, risento la pioggia che mi scivola addosso e il cemento sotto di me. Scuoto la testa cercando di scacciare via quei brutti ricordi: 'oggi è un altro giorno'.
Uscendo dalla mia stanza mi torna in mente il momento in cui mi hanno comunicato la notizia: la corsa fuori dalla mia stanza sbattendo la porta contro il muro con talmente tanta forza da ammaccarlo. Ho sempre avuto due difetti sin da quando ero bambina: non riuscivo a dimenticarmi nulla anche se lo volevo e li rivivevo nella mia mente in continuazione non riuscendo a controllare i miei scatti d'ira.
Scendo le scale e riesco finalmente a raggiungere la sala, dove vedo mia madre seduta sul divano, girata di spalle, mentre sospira e si tiene la testa fra le mani; so che la causa di tutta questa sofferenza è anche dovuta a me, ma è come se ora non riuscissi a sentire più nulla: un immenso vuoto ha preso il posto delle mie emozioni, lo ha divorato, ed ho paura che si rivolterà contro di me fino a farmi compiere azioni che non farei mai.
Entro in cucina e riesco a vedere sul tavolo un piccolo volantino bianco a scritte nere: 'siete invitati a commemorare il nostro amatissimo John Valley il giorno 6 Settembre...' distolgo velocemente lo sguardo: non voglio leggere altro...
Inizio a fissare insistentemente la tazza di the vicino al microonde, la prendo con due mani dato che sto iniziando a tremare; ne prendo un sorso e devo ammettere che mi mancava questo sapore: lo finisco un po' alla volta per poi mettere la tazza nel lavandino. Torno in sala e vedo mia mamma addormentata; così decido di uscire: lascio un biglietto vicino alla porta in cui le dico che tornerò tra poco, prendo la mia felpa nera ed esco da casa, senza una meta precisa.
Mentre cammino per strada ricomincio a pensare a ciò che mi aveva detto Marcus ed una fitta di dolore si fa spazio vicino alle mie costole, facendomi accasciare di nuovo a terra. 'Non ci pensare, non ci pensare, non ci devi pensare ok?? È solo un coglione, e i coglioni non meritano la tua attenzione e il tuo dolore' continuo a ripetermi, per farmi forza ecco. Inizio a cercare di rialzarmi, mettendo le mani a terra; risento ancora la sensazione del cemento bagnato è una volta in piedi comincio a correre, come a fuggire dai miei molteplici problemi: fin da piccola correre era come una parte di me; mi rendeva libera, mi sembrava quasi di poter volare.
Senza volerlo mi fermo davanti al parco, davanti a quel parco: il parco dove è iniziato tutto, dove io, Marcus e Adriana ci siamo conosciuti...
Decido di farci un giro mentre mi guardo attorno: i giochi sono stati cambiati e rimodernizzati da quando eravamo bambini, ne sono stati aggiunti alcuni e per questo la maggior parte del verde era sparita. I bambini stanno giocando tranquillamente ma ad un certo punto ne vedo uno dondolarsi sopra il palo delle altalene; all'improvviso i colori si scuriscono e non vedo più gli altri bambini, ma solo quello che si dondola, a terra, mentre urla di dolore e si tiene la gamba, probabilmente rotta. Strizzo gli occhi e li riapro cercando di focalizzare meglio l'immagine, ma tutto è tornato come prima; non ci sto capendo niente ma, quando vedo il bambino tentennare un po' e iniziare a scivolare con una mano, capisco e con uno scatto lo raggiungo, riuscendolo a prendere al volo. Il bambino mi guarda stupito ed all'improvviso esclama "Ma come hai fatto?? Ti sei teletrasportata??" io non capisco ma poi mi giro e guardo dov'ero due secondi prima, ed effettivamente non era molto vicino a dove sono ora; scuoto la testa e appoggio il bimbo a terra. Mentre sto per andarmene arriva una signora di corsa, presumo sia la mamma del bambino, e mi ringrazia.
Ricomincio a camminare verso casa, dato che è passato un po' di tempo e, finalmente arrivata a destinazione, entro e noto subito mia madre sdraiata sul divano mentre dorme; con una gamba giù da esso: decido di prendere una coperta dall'armadio e di coprirla...dopotutto si merita un po' di riposo. Mentre sto salendo le scale e inizio a sentire come dei rumori metallici interrotti dal muro; ci appoggio l'orecchio incuriosita e i rumori si fanno più potenti...sembrano...spari! Mi tappo le orecchie dato che, nonostante mi sia staccata dal muro, continuo a sentirli; inizio ad agitarmi sempre di più e decido di correre fuori casa a controllare. Arrivata fuori i rumori scompaiono...non capisco...com'è possibile? Dopo essermi guardata un po' in giro decido di tornare in camera mia a cercare di addormentarmi: niente pranzo oggi...come al solito in tutto questo casino, ma ho paura sia soltanto l'inizio di un'altro casino ancora più grande.

CHICOOOSSS ZALVEEE!
Sii ecco la nuova storie e tipo non so se avete già notato che è leggermente diversa dal genere dell'altra mia storia, che so che dovrò aggiornare...già già...la copertina verrà sostituita a breve e sono felice di dirvi che ho già buttato giù una scaletta per metà storia o, speriamo, anche di più...è che ero piena di idee e tipo Bho le ho collegate tutte...
Mi è venuto in mente di scriverla grazie ad un'altra canzone che stavo ascoltando(ascolto tanta musica I know):Until Eternity di Black Briar...ditemi se la volete nel prossimo capitolo...
Detto ciò via con il cast!

Sarah Valley: Alexandra Daddario(ammetto di aver avuto problemi con il suo personaggio: volevo una ragazza dai capelli neri e gli occhi azzurri ma l'unica che mi veniva in mente era Kaya Scodelario che era già protagonista in RDS e non voglio copiare nessuno...poi mi sono rimessa a leggere Percy Jackson e mi è tornata in mente lei che interpretava Annabeth nel film)
Per i prossimi devo ancora decidere i nomi ma ho già pensato a qualche personaggio (mi sono basata su come li immaginavo io quindi purtroppo Cameron non è incluso per ora); vi dico solo che molto probabilmente ci sarà Alex Pettyfer.

A PRESTOOOOOO(spero di non morire prima per il rientro a quell'inferno di scuola...)

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro