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Non sentivo niente, intorno a me c'era solo una spessa nebbia nera che mi avvolgeva fino a farmi mancare quasi del tutto il respiro.
Ero solo in quel luogo metafisico, ero nella mia testa.
Avevo paura non sapevo come fare per uscire di lì o per far fermare quella nebbia che stava andando ad infittirsi sempre di più.
Iniziai a chiamare aiuto.
"C'è qualcuno?" Niente.
Provai un'altra volta, a volte più alta.
"Qualcuno può sentirmi?"
Niente.
Iniziai a correre qua e là senza una meta, vedendo solo nebbia.
Mi accasciai a terra, la nebbia ormai aveva formato una sorta di muro da quanto era spessa e scura.
Iniziò ad avvolgere i suoi tentacoli evanescenti intorno al mio corpo rendendomi difficile alzarmi e respirare, quasi come avessi un masso sopra al metto.
Me stesi a terra iniziando ad annaspare cercando aria, più il tempo passava più sentivo di essere vicina alla fine.
Le palpebre diventarono pesanti, stavo per chiuderli quando una luce abbagliante bianca si depositò al mio fianco facendo riassorbire immediatamente tutta la nebbia.
Ero senza forze, non riuscivo a riaprire gli occhi. Sentii solamente una mano delicata che mi accarezzava il viso dolcemente.
Quel contatto fu come ricevere una ventata di vita, sentii scorrere l'energia nelle mie vene.
Come se avessi preso la scossa mi alzai di scatto vedendo seduta accanto a me una donna meravigliosa.
I lunghi capelli bianchi e lucidi erano in contrasto con gli occhi scuri e profondi.
"Stai tranquilla Victoria, non ho intenzione di farti alcun male."
"No io non riesco a stare tranquilla, voglio dire ti ringrazio per avermi aiutato ma non ti conosco come fai a sapere il mio nome?" Farfugliai nervosamente.
"Oh cara io so i nomi di tutti i miei figli, che madre sarei altrimenti."
"Non credo di star capendo. Mi madre si chiama Jill."
Ridacchiò dolcemente guardandomi.
"Giusto, errore mio, non mi sono presentata. Io sono la Dea della Luna, ogni licantropo è figlio mio."
La guardai ad occhi sbarrati.
"Ma io non sono un li-" non mi lasciò terminare la frase.
"Victoria tesoro non abbiamo molto tempo, devi ascoltare quello che ho da dirti. Il morso di quel lupo si è rivelato più letale del dovuto, nel bosco hai perso molto sangue. Carter è tornato da te-"
"Carter?" Chiesi terrorizzata, immagindomi la sua reazione dopo aver saputo della mia fuga.
"Si dannata ragazzina lasciami finire. Il tuo compagno per non lasciarti morire ti ha morso sperando in una tua trasformazione. Devi lottare adesso Victoria, non tutti riescono a superarlo."
"Cosa?! No non può essere vero, non a me." Urlai iniziando a camminare nervosamente, stavo per avere una crisi isterica quando la Dea mi raggiunse e mi prese il viso tra le mani.
"Svegliati Victoria e inizia a lottare per te...per Carter"
Appena pronunciò quel nome, quasi come per magia iniziai a riacquistare tutti i sensi.
Capii di essere stesa in un letto, piano piano captaii dei pezzi di conversazione.
"Prega che sopravviva alla trasformazione Gabriel perché se così non dovesse essere, migliore amico o no ti ucciderò con le mie stesse mani cosicché le chiederai perdono tu stesso per quanto è successo."
"Carter nessuno poteva prevede-"
Sentii un rumore sordo come se lo avesse sbattuto al muro.
"Tu dovevi essere in grado di prevederlo, sei il mio Beta per un motivo. È evidente che dovrò rivedere le mie decisioni, e adesso portami l'Alpha del Nord in giardino. Sarà giustiziato pubblicamente per non essere stato in grado di contenere degli insulsi ribelli. Non farmi aspettare Gabriel, non voglio lasciarla sola un minuto di più."
Feci appena in tempo a sentire i due lasciare la stanza prima che un calore inumano iniziò a prendere possesso del mio corpo.
Avvertii la temperatura corporea salire in brevissimo tempo, gocce di sudore iniziarono ad imperlare la mia pelle.
Un dolore lancinante mi fece aprire gli occhi di scatto.
Saltai giù dal letto, era la stanza di Carter.
Carter.
Qualcosa scattò nella mia testa, il suo profumo ogni cosa lì dentro richiamava la sua immagine ed io pensai di stare per impazzire.
Lo volevo.
Avevo bisogno di lui.
Dovevi trovarlo a qualsiasi costo.
Mi lanciai a corsa per le scale, arrivata nella sala sentii la sua voce provenire dal giardino.
Questo stimolo mi diede la forza necessaria di coprire gli ultimi metri che ci separavano, ignorando il dolore in ogni singola parte del mio corpo.
Aprii il portone di scatto trovandomi davanti una scena raccapricciante, Carter aveva appena staccato la tesa a Nate, l'Alpha del Nord.
Nonostante l'orrore l'unica cosa su cui riuscii a concentrarmi fu Carter.
Era bellissimo, voglio dire era sempre stato un uomo meraviglioso ma adesso era come se lo vedessi per la prima volta.
Dentro di me qualcosa scattò con una potenza inqualificabile tanto che riuscii solo a dire un semplice "Mio" prima che di accasciarmi al suolo.
In un battito di ciglia lui fu accanto a me ed io con un urlo riuscii finalmente a mettere fine a quel mio dolore trasformandomi.
Quando riaprii gli occhi non stavo più guardando come semplice umana ma come lupo, ogni cosa era uguale a prima ma al tempo stesso diversa.
Ero ancora intenta ad osservarmi intorno quando avvertii una presenza collegata a me. Era il mio lupo.
A quel punto iniziai a sentire delle voci concitate vicino a me.
"Avete visto i suoi occhi?"
"Non posso crederci?"
"Paul è un'Alpha"
Alpha.
Quella parola.
Sentii una forza crescere in me, guardai Carter lo desideravo ma con il suo potere minacciava il mio.
Avevo bisogno di sfidarlo dovevo prendere il controllo del branco, l'avrei battuto e poi sarebbe stato mio.
Così dopo aver preso confidenza con il mio nuovo corpo ringhiai al mio compagno.
Lui mi osservò ghignando.
"È veramente questo che vuoi piccola?" disse alzandosi iniziando a togliersi la maglietta.
Cercai di trattenermi dal non saltargli addosso.
Gabriel aveva ragione, essere un lupo mi stava mandando fuori di testa per lui.
Respirai profondamente e ringhiai talmente forte che alcuni membri del branco furono costretti a tapparsi le orecchie.
"Non agitarti piccola, devo ancora darti una lezione per essere scappata di nuovo." Mormorò seriamente prima di trasformarsi.
Non avevo mi visto Carter trasformarsi in diretta.
Il mio istinto mi spingeva a sfidarlo per il potere, nonostante in quel momento volessi solo mandare via tutto il branco e rimanere da sola con lui.
Così inebriata dal pensiero del potere balzai in avanti dando il via allo scontro.
Lascio a voi i commenti, fatemi sapere.
Un bacio
😘
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