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6-Gioco

Caro diario,
Quando mi sono svegliata, la mattina ero tutta indolenzita e una fitta alla schiena rendeva tutto molto più difficile.
Davanti a me c'era un mobile enorme, con più di otto cassetti enormi, e la stanza era tutta lilla, le pareti erano decorate con ghirigori floreali.
Il letto su cui ero stesa non era il mio.
Per un attimo ho pensato che stessi sognando, poi però la figura accanto a me si è fatta più nitida.
«Buongiorno, BonBon.»
Avrei tanto voluto che fosse Richard, poiché l'ultimo ricordo che avevo della notte appena trascorsa era lui.
«Heaven, cosa...cosa è successo?»la voce non riuscivo proprio ad alzarla, e ho fatto fatica a dire quelle parole.
Heaven era già truccata e sistemata, sembrava uscita da uno di quei film dove le ragazze sono sempre in ordine anche in circostanze dove non dovrebbero esserlo, tipo a prima mattina.
I capelli mossi della ragazza ricadevano sul cuscino accanto a me.
«Sei svenuta, Richard ti ha portato qui, sei proprio una cogliona!»ha riso«Hai davvero paura dei grilli? Ahahahah, era la mia sorpresa per oggi, fare un esperimento, non pensavo che sarebbe stato fatale però... Ahahahah»poi si è alzata dal letto e si è avvicinata alla scrivania di ciliegio accanto alla finestra.
Ha aperto il cassetto e ha tirato fuori un pacchetto di sigarette.
«Che figura....ma che fai? Fumi?»ho chiesto mettendomi seduta sul letto.
Lei si è girata e mi ha fatto uno sguardo pieno di disapprovazione.
«No, non ci sono le sigarette.»ha esordito.
Aprendo il pacchetto, le è caduta una collanina d'argento sul materasso.
«Vedi, questo è il mio piccolo tesoro.»ha sorriso.
Ho visto bene la forma, c'era una H, come ciondolo.
«H?»ho chiesto.
Lei ha fatto un sospiro e poi se le è messa al collo andando allo specchio.
Nei suoi occhi non riuscivo a percepire nulla, anche se erano carichi di qualche emozione.
«Già...»ha sussurrato.

«Bene, ti conosco da pochi giorni e già mi stai simpatica, BonBon, però, ora muoviti, che abbiamo da fare»ha detto spronandomi.
Mi aveva accolto in camera sua, perché?
«Perché mi hai portata qui? E non in camera mia?»
«Avendo sentito i rumori sono scesa e Richard era lì che ti teneva in braccio. Svenendo hai battuto un po' la testa, volevo semplicemente tenerti d'occhio, così gli ho detto di portarti qui, visto che il mio è un letto a due posti.»ha spiegato tranquillamente.
Ma noi non eravamo amiche, solo pochi giorni di convivenza e già aveva tutta questa gentilezza nei miei confronti?
«Hey, ho bisogno del tuo aiuto, non ti illudere non è amicizia.»ha scherzato facendomi l'occhiolino.
In realtà era proprio l'inizio della nostra grande e stupenda amicizia.
Ho sorriso poi mi sono alzata e sono andata in camera mia.
Joe e Kit erano in corridoio, appena mi hanno vista si sono avvicinati.
«Come stai?»
«Un po' intorpidita, ma sto bene.»ho sorriso e loro hanno ricambiato.
Sono entrata in camera mia e ho preso i miei vestiti, dopo essermi preparata ho nutrito Conan. "Cri Cri" ripeteva.
«Ti odio.»gli ho risposto scherzando.
L'esperienza di ieri con i grilli è stata scioccante, ma la cosa peggiore è che oggi dovranno servire a Heaven.
Povera me.

Arrivata in sala, ho trovato quei mostriciattoli, che schifo.
Erano chiusi in barattoli.
«Hey tu, la prossima volta dimmi che hai lo svenimento facile, così potrò prenderti in tempo.»una risata si è insinuata nelle mie orecchie, era Richard.
Quella mattina era ancora più bello, aveva una camicia azzurra che metteva in risalto il colore dei suoi occhi.
I capelli ricci erano spettinati e la barba si vedeva appena.
«Ahahah, grazie per avermi "soccorsa".»ho risposto.
Lui mi ha fatto un cenno ricambiando il sorriso poi si è allontanato.
Quanto potevo essere presa da lui?
Vedevo tutti i suoi film, interviste ecc.
Avevo sempre saputo che se l'avessi incontrato tutte le emozioni del mondo avrebbero invaso la mia anima.
«Buongiorno ragazzini,»ha esclamato Heaven entrando in sala«Oggi, voglio che "impariate" a creare un contatto con un essere vivente molto particolare, purtroppo la mia coglionassistente, ha rovinato involontariamente la sorpresa, BonBon, buona fortuna»ha sorriso.
Heaven con scioltezza ha aperto un barattolo prendendo un grillo.
Lo ha appoggiato sul braccio di Alfie.
Lui ha fatto un cenno di disgusto.
«Bene, ora Alfie, immagina di dover interpretare la parte di un esploratore che ha confidenza con gli ortotteri. È un gioco»gli ha spiegato lei.

Alfie ha preso il grillo con delicatezza, ma era visibile il fatto che fosse a disagio quanto me.
Cercavo in tutti i modi di distogliere lo sguardo, ho sempre provato ribrezzo per gli insetti. Quando ero piccola i miei compagni avevano questa abitudine di "giocare" facendomi spaventare con queste bestioline.
Lo sguardo di Heaven era puntato su Alfie, quello di quest'ultimo su Heaven, come se la stesse sfidando.
Avrebbe imparato presto che lei non perde mai.
Infatti tentando di resistere ancora, il grillo ha avuto la meglio.
«Devo posarlo.»ha esordito Alfie ridendo.
Heaven sospirando ha ripreso il grillo in mano.
Ho avuto per un attimo la sensazione che lo avrebbe torturato più degli altri.
Alfie l'aveva sfidata.
«Ce l'hai quasi fatta.»ha riso lei.«Bene, Joe, prova a prenderlo direttamente tu e mettilo sulla spalla.»
Lui ha annuito, tentando di nascondere il ribrezzo.
Ma invece di metterlo sulla spalla lo teneva in mano.
Heaven ha imprecato, poi glielo ha tolto.
«Sono solo grilli, cosa farete quando avrete a che fare con cose peggiori? Dio mio...»ha sbuffato«Bene, adesso faremo un po' di dizione, BonBon distribuisci i libri.»

Cosa intendeva con cose peggiori?
Tua Bonny.

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