39- Nascita
Heaven
Jackson entra in bagno.
Non mi importa se mi vede nuda, è come un fratello per me, l'importante è che mi aiuti.
«Cazzo! Cosa succede!»
«Credo... che mi si siano rotte le acque...»dico a fatica.
Jackson apre il mobile del bagno spalancando le ante.
Stende diversi asciugamani a terra.
«Ti porto in ospedale...!»urla prendendo il cellulare.
«Troppo tardi... sento che sta uscendo... chiama la mia ginecologa... ti ho salvato il suo numero in rubrica...»urlo perché ho una fitta che mi trafigge la schiena.
«Ha detto che devo metterti a terra, forza.»
Non mi accorgo di quello che sta succedendo...o meglio non presto attenzione.
Non avverto neanche più il dolore.
Sento un leggero calore sulle spalle, una brezza che mi solletica le gote...
Tutto quello che vedo è il lago...vicino al quale io e Alfie abbiamo ballato...la prima volta.
"Sai... Avevo un amico immaginario, si chiamava Hayden..."mentre me lo raccontava sorrideva... mi ha asciugato le lacrime.
Dopo pochi secondi riprendo coscienza di ciò che sta succedendo.
E vedo Jackson che preoccupato mi posiziona sugli asciugamani distesi a terra, vedo mio padre che entra in bagno, il suo sguardo è emozionato e preoccupato, prende subito la sua vestaglia e me la mette sulle spalle.
Sento voci che non riesco a collegare alle rispettive facce... riconosco però la mia ginecologa che mi divarica le gambe chiamando il mio nome in continuazione...
«Tu ce la farai, Heaven... tu puoi farcela...»sussurra.
«Cosa le succede?»chiede Jackson in lacrime.
«Chiama un'ambulanza!»urla lei.«Tesoro, adesso devi spingere, capito? Heaven...ti prego...»mi dice in modo tranquillo lei... ma il suo tono è chiaramente preoccupato.
«Il mio...bambino...»riesco a dire.
«Heaven, resta con me!»urla mio padre prendendomi il viso tra le mani... sta piangendo.
Cosa mi sta succedendo?
Sto morendo.
Bonny
Oggi vado da Alfie con Kit e Joe.
Appena entro nella sua stanza noto che non ha più la bombola di ossigeno.
«Diciamo... che è migliorato. Almeno riesce a respirare da solo.»m'informa Joe.
«Buon segno.»commento.
«Richard?»domanda Kit.
Io lo guardo e abbasso lo sguardo.
«Non sono andata da lui oggi... durante l'ora delle visite devo andare all'aereoporto.»spiego.«Mia sorella e la sua allegra prole vivranno da me fino a non lo so!»esclamo.
Loro ridono.
«Credete che una volta sveglio... andrà da lei?»domanda Joe.
«Non lo so... non sa neanche l'indirizzo preciso... quindi forse ci rinuncerà. Ci abbiamo rinunciato tutti.»
Joe si schiarisce la voce.
«Ragazzi, devo andare, ho un appuntamento.»dice uscendo.
«Si è accasato?»chiedo sorridendo.
«Non proprio... ma lei è molto esigente.»ride Kit.
Chissà cosa direbbe Heaven... Di me... Di Richard... Di Alfie... Perché il destino ha voluto farci questo? E lei? Lei sta bene?
Heaven
"Sai, ti ammiro Bonny, vorrei essere come te"mi ritornano in mente le prime parole gentili che ho detto alla mia migliore amica.
Sto morendo, Bonny, Bonjiball, BonBon.
Mi dispiace.
«Heaven!» urla qualcuno.
All'improvviso sento un dolore fortissimo alle parti intime e lancio un urlo.
«Brava... spingi, piccola Heaven.»mi incoraggia la ginecologa.
Sento un energia fortissima, come se qualcuno mi prendesse a schiaffi per farmi reagire.
Spingo più forte, e ancora e ancora.
Sento che mi sto squarciando e che sto grondando sudore, ma continuo.
Continuo pensando che i miei amici non vorrebbero vedere che mi sto arrendendo.
Penso a questo bambino... voluto o no... è parte di me ed è parte di Alfie.
Il frutto di un amore. E non lo devo dare per scontato.
«Eccolo!!»urla mio padre.
Mi rilasso appena sento quel suono stridulo ma dolce, una melodia paradisiaca.
Vedo il piccolo bambino che la ginecologa ha in braccio, velocemente lo pulisce con qualche asciugamano.
«Vuoi tenerlo?»chiede lei.
Annuisco incerta, con le lacrime che mi scorrono incessantemente.
Prendo mio figlio tra le braccia, e appena incontro i suoi occhioni, perdo il controllo.
«Ciao... sei bellissimo.»sussurro... ammirando il suo bel visino.
Smette di piangere appena sente la mia voce, come se capisse che sono la sua mamma.
Tenere il mio piccolino in braccio è così strano, ed è come stare in paradiso.
Assomiglia tantissimo ad Alfie... anche se è appena nato... ma già mi ricorda il suo viso... ha sicuramente i suoi occhi.
«È bellissimo...»dicono mio padre e Jackson.
La dottoressa sorride e poi chiede«Chiamo la famiglia adottiva?»
Io, senza staccare gli occhi da mio figlio, scuoto la testa.
Ce la faremo, posso crescerlo, lo amo troppo.
«No... Lui è mio figlio, lui è Hayden.»
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