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25- Verità

Caro diario,
Stavo nutrendo Conan, quando era entrata Heaven.
«BonBon! Allora? È una settimana che ti comporti in modo strano. Dopo il ballo sei diventata così...fredda.»
Heaven ha sorriso, poi si è seduta sul letto.
"Heaven! Heaven!"ha detto Conan.
«Ciao, bello!»si è messa a ridere.
Era il momento perfetto, le avrei detto di sapere tutto, le avrei urlato contro tutta la mia rabbia e la mia delusione.
Poi però...ho capito che dovevo prima fare una cosa.
«Heaven, non ho nulla, tranquilla.»ho detto tentando di sorridere.
Lei mi ha abbracciato ed è uscita dalla stanza.
Dovevo parlare con Derek...io e Richard dovevamo parlarne con lui.
Così entrambi lo abbiamo incontrato nel garage.
«Che sbadato! Non la trovavo più questa cartella!»
Richard ed io l'avevamo tenuta una settimana prima di ridarla a Derek, nel caso in cui avrei dovuto sbatterla in faccia ad Heaven.
«Quindi è vero? Ciò che c'è scritto...è vero?»ha chiesto Richard.
Nella sua voce c'era la speranza che si trattasse di un errore, ma entrambi sapevamo che era vero.
«Mi dispiace, ero molto indeciso se dirvelo o no, ma i manager già lo sanno, e presto arriverà la polizia. Sono addolorato quanto voi, ma non possiamo permettere che l'agenzia fallisca a causa di Heaven. La polizia è d'obbligo.»ha detto abbassando lo sguardo.
Sono scoppiata a piangere, mi coprivo il volto con entrambe le mani, era come se la terra si dissolvesse sotto i piedi.
La polizia...
«Quando arriverà?»ha chiesto Richard.
«Ragazzi, sono informazioni che mi daranno i manager. Mi dispiace.»
Derek ha scrollato le spalle ed è uscito dal garage.
Richard mi ha abbracciato.
«Dobbiamo dirle tutto, la polizia arriverà da un momento all'altro.»
«E gli altri? Kit, Joe...quel povero disgraziato di Alfie?»ho chiesto.
Lui ha scosso la testa.
«Andiamo.»
Richard mi ha presa per mano.
Il mio cuore batteva come un tamburo per tutto il tempo.
Nella sala c'era Kit.
«Gli altri?»ha chiesto Richard.
«In giardino, Heaven ha chiesto di sistemare quelle erbacce.»ha risposto Kit.
«Bene, assicurati che non entrino subito.»ho detto io.
«Perché? Cosa succede?»ha chiesto lui preoccupato.
Io e Richard ci siamo guardati.

Tua Bonny.

POV Heaven
Ero alla finestra.
Quel maledetto giorno.
Ricordo che stavo sistemando l'armadio.
All'improvviso hanno bussato.
«Avanti!»ho urlato.
Kit, Richard e Bonny erano entrati con delle facce tristissime.
«Wow, cosa è successo?»ho chiesto, sedendomi sul letto.
Kit ha sbuffato e ha scosso la testa.
«Bonny... cosa sta succedendo?»
Ero così confusa.
Ho pensato di tutto in quel momento, davvero di tutto... ma neanche per un secondo a quello che poi mi avrebbero detto.
«Heaven, devi dirci la verità.»ha esclamato Bonny, chiudendo la porta.
Richard aveva le lacrime agli occhi.
«Bonny! È da una settimana che ti comporti così! Ora basta! Ditemi cosa cazzo è successo!»ho detto seriamente.
«Succede che hai mentito!»ha urlato Kit.
«Su cosa?»ho chiesto.
«In che anno sei nata?»ha domandato Bonny.
Dentro di me avevo intuito che qualcosa si stesse distruggendo.
«Rispondi.»ha detto Richard guardandomi dritta negli occhi.
E poi ho capito.
«Te lo dico io... Invece di compierne ventisette anni ne hai compiuti diciassette.»ha risposto Bonny al mio posto.
Improvvisamente, tutto ha iniziato a girare, sembrava che fossi in un turbine nero...
Come avevano fatto a scoprirlo?
Ho deglutito e le lacrime sono scese senza sosta.
«Mi dispiace...»ho sussurrato.
Bonny ha scosso la testa.
«Perché? Dimmi solo, perché?»
«Derek ci ha spiegato tutto, abbiamo trovato i tuoi documenti, sai cosa succederà? Arriverà la polizia.»ha spiegato Richard.
Avevo la nausea, sentivo di star cadendo giù da uno strapiombo.
«Voi non sapete tutto...»ho iniziato a spiegare cosa mi aveva spinta a mentire, e sopratutto cosa ho fatto per arrivare in America.

FLASHBACK
La situazione qui a casa è insopportabile, papà è sempre più succube di Cecily, lei gli sta mettendo in testa tante stronzate.
Alan Stewart non è più lo stesso, da molto tempo.
Non ha più cura di me.
A sedici anni sono molto autonoma, non ho paura di cambiare vita, di andarmene.
Prendo la mia vecchia valigia e inizio a mettere le cose più importanti.
È notte e nessuno si accorgerà della mia assenza.
Il mio amico Jackson mi ha già procurato i documenti e il curriculum falsi.
Prima di fuggire però , dalla mia Inghilterra, ho preso alcune carte di credito mio padre.
Lui gestisce grandi aziende di viaggi.
Un milionario che sta mandando la sua vita a puttane.
"Mi mancherai papà " sussurro prima di uscire definitivamente da quella casa, libera dalle angherie di Cecily.
Jackson mi aspetta in cortile.
Ha i capelli e gli occhi scuri, nonostante sia uno di quei ragazzi che hanno bruciato la loro gioventù con droga e altro, è il mio migliore amico.
Do un ultimo sguardo alla grande casa , poi corro all'aereoporto e viaggio fino a New York.
Arrivata lì, cerco subito un motel, non voglio spendere in una volta tutti i soldi.
Poi, mi metto a cercare un lavoro, qualcosa di semplice per arrangiare,
sul documento c'è scritto che ho ventisei anni.
Cambia solo l'anno di nascita , e qualche altra informazione falsa.
Il primo lavoro che svolgo è in un bar.
Ma lo stipendio mi consente a stento di comprarmi un nuovo cellulare.
Passata una settimana, mi metto alla ricerca di un altro lavoro che mi faccia guadagnare di più.
Un giorno mentre passeggio per la Fifth Avenue di New York, ricevo la telefonata da un uomo.
Si presenta subito, e dice di chiamarsi Derek.
Chiede anche se sono stata io a chiamare il giorno prima per fare un colloquio di lavoro nella sua agenzia.
Rispondo di sì.
Lui mi informa che ha letto il mio curriculum e che vuole assumermi come talent scout.
Da un lato sono felice, ma dall'altro mi sembra strano avere già un lavoro così ben retribuito.
Approfitto dell'opportunità e dimostro di essere brava.
Anche perché sul documento c'è scritto che ho già esperienze come talent scout.
La mia vita è migliorata, le persone adulte non notano che sono più giovane, sono ammaliate dal mio carattere.
Basta mentire sull'età, e mettere un po' di trucco in più.
Il mio fisico alto e ben formato mi permette di sembrare una ragazza di ventisei anni.
FINE FLASHBACK

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