Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

95 - Il letto matrimoniale

Draco guardava disperatamente intorno le tante facce nella stanza. Non aveva visto Aurora e Nova dalla cerimonia.

Ma ogni volta che cercava di attraversare la stanza, veniva fermato dagli auguri e persone che gli passava in mano i drink.

Non voleva che si congratulassero con lui e non voleva un drink. Voleva solo assicurarsi che Aurora stesse bene.

Voleva ricordarle che era ancora sua moglie; la donna che amava. L'unica con cui voleva stare. Anche se non poteva.

"Maritino!"

Draco rabbrividì a quel suono. Non si sarebbe mai abituato a questo. Non avrebbe mai voluto.

Delle braccia gli avvolsero la vita facendolo sussultare.

"Pensavo che potessimo andare a letto, magari provare la nostra suite matrimoniale?" la sua faceva lo faceva stare male. Come diavolo si aspettava di fare sesso con questa donna? La ripugnava fisicamente.

"Non ora," digrignò, staccando forzatamente le sue braccia da lui e voltandosi per guardarla. "Sto cercando una persona."

Il suo comportamento cambiò subito; i suoi occhi si strinsero furiosamente.

"Se stai parlando di quella creatura e la sua brutta poppante, allora odio deluderti, ma è andata di sopra con il tuo cosiddetto migliore amico. Lurida troia era lurida troia rimane."

Draco fece tutto il possibile per trattenersi da schiaffeggiarla proprio lì in mezzo al ricevimento.

"Se devi saperlo, ho chiesto io a Blaise di prendersi cura di lei." ringhiò Draco, "È stata una bella mossa malata la tua di invitarla a guardare!"

"Volevo solo ricordarle a chi appartieni veramente," disse Pansy, tracciando il suo petto con le dita. "E di certo lo scoprirà stanotte quando ci sentirà divertirci un sacco dalla porta accanto."

"L'unico rumore che uscirà da me sarà il gemito dello schifo a condividere il letto con te!" sputò, la furia esplodeva nel suo stomaco.

"Oh per favore!" ridacchiò. "Aspetta solo che lo faremo. Tu sei un uomo, dopo tutto - mi pregherai di non fermarmi."

Draco non poteva più sopportarlo. Si girò sul posto, tuonando via. Si ritrovò a tremare con una tale rabbia violenta.

Raggiungendo il bar, bevve un whisky incendiario, dando il benvenuto alla sensazione di bruciore nelle vene.

"Attento, figliolo, troppo di quello e non sarai in forma per la notte."

Draco guardò suo padre. E giusto per indispettirlo, prese un altro bicchiere e lo inghiottì tutto d'un fiato.

Lucius, posando una mano d'avvertimento sul suo braccio mentre ne prendeva un terzo.

"Starei attento se fossi in te, Draco," sibilò minacciosamente al suo orecchio. "Una sola parola da tua moglie appena sposata e ci taglieranno la testa! E non dimenticare che anche tua figlia è inclusa in questo! Quindi non scontentare Pansy, se capisci che intendo."

Draco continuò a guardare suo padre, combattendo la voglia di dargli una testata. Questo era tutta colpa di Lucius. Tutta la merda che gli è capitata era per colpa delle brutte decisioni che aveva preso suo padre nella vita.

E ora Draco ne stava pagando il prezzo. E non solo lui, ma anche sua moglie e sua figlia.

Scaraventando un bicchiere contro il muro; facendo ammutolire tutta la stanza, Draco sibilò in faccia a suo padre e tuonò fuori di lì.

Non gli importava più. Era troppo furioso per ragionare lucidamente.

Salendo le scale, bussò la porta della camera di Aurora. "Aurora!" gridò, "fammi entrare, ti prego!"

Dopo alcuni secondi, la porta si aprì per rivelare Blaise, che si fece velocemente da parte e chiuse la porta dietro di lui.

"Shhh, amico, ho appena messo a dormire Nova." sibilò, accigliandosi. "Pensi davvero che sia una buona idea fare questo proprio ora?"

"Lasciamela vedere, per favore!" implorò Draco, disperato di avere Aurora tra le sue braccia.

"Si sta facendo un bagno." sospirò Blaise. "Guarda amico, oggi è stata molto dura per lei, credo sia meglio che tu la lasci sola. Sei sposato con Pansy ora e questo complica le cose. Non vorrai mettere le loro vite in pericolo, vero?"

Draco scosse la testa, il suo cuore si ruppe di nuovo.

"N-no," balbettò, "certo che no."

"Andrà meglio amico, te lo prometto." disse Blaise, dando una triste pacca sulla sua spalla.

"Grazie per prenderti cura di lei," mormorò Draco, passando una mano tra i capelli. "Lo apprezzo."

"Quando vuoi Drac, quando vuoi." Blaise si fermò, guardando preoccupatamente il suo amico. "Senti, vai e dormici su. È stata un giornata dura per entrambi."

Draco andò cupamente nella sua suite di luna di miele, non riuscendo ad andare di sotto. Lo uccideva sapere che Aurora era proprio dall'altra parte del muro. Ritornò lì, posando una mano sulla superficie liscia.

"Ti amo, Aurora," sussurrò. "Ti amo tanto."

Scrollandosi dalle sue spalle il mantello ma assicurandosi di tenere la camicia e i pantaloni addosso, si lanciò sul letto e chiuse gli occhi in un sonno esausto.

*****

Quando aprì di nuovo gli occhi vide qualcosa che lo fece bloccare dall'orrore.

Pansy era a cavalcioni su di lui, indossando solo l'intimo. La sua camicia era sbottonata, rivelando il suo torso nudo e lei stava cercando di slacciargli la cintura.

"Levati di dossi, pazza troia!" urlò, lanciandola via. Lei sbatté la schiena contro l'altra parte del letto.

"Oooo, ti piaceva così, Dracuccio?" ridacchiò, strisciando su di lui e attaccandolo al materasso prima che lui potesse alzarsi dal letto.

Strofinò sensualmente i suoi fianchi contro di lui, premendo le labbra dietro il suo orecchio, "Andiamo Dracuccio, è solo sesso. Le coppie sposate lo fanno sempre. Scoprirai che ti piacerà."

Il suo stomaco si contorse dal disgusto e tutto quello a cui riusciva a pensare era la ragazza dall'altra parte del muro.

"Ti ho detto levati!" ringhiò, spingendola violentemente facendola cadere dal letto stavolta.

Scattò in piedi col cuore che batteva mentre Pansy si sedeva, la furia nel suo viso, rendendola più brutta che mai.

"Faresti meglio a venire qui e consumare questo matrimonio," sputò, "o papà avrà una parola col Signore Oscuro sul tuo futuro!"

"NON VORRO MAI FARE SESSO CON TE! PREFERISCO MORIRE!" ruggì, tuonando verso la porta.

"TORNI QUI E SCOPAMI, DRACO!" gridò Pansy.

Ma lui non guardò indietro, invece, aprì la porta e uscì da quell'inferno.

*****

Cercai disperatamente di dormire quella notte, non volendo rimanere sveglia quando Draco e Pansy erano a letto.

Ma Nova la pensava diversamente, svegliandosi prima che potessi addormentarmi. Era come se riuscisse a sentire che fosse successo qualcosa di orribile e sarebbe tornata a dormire solo se la tenevo tra le braccia.

Questo significava che ero sveglia quando Pansy era entrata in camera dall'altra parte del muro dietro la mia testa.

Provai un incantesimo del silenzio, ma la mia mano tremava troppo e non ci riuscii. Mi maledii per non averci pensato prima.

La sentii ridacchiare il suo nome. La sentii dire a voce alta gli indumenti che stava togliendo.

Cercai di nuovo disperatamente di insonorizzare la camera, ma nessun successo.

Non potevo coprirmi le orecchie senza che svegliassi Nova ed ero troppo terrorizzata a lasciare la camera.

Il cigolio di un letto e più risate. Mi sentivo totalmente male. Le lacrime scorrevano sul mio viso mentre immaginavo lui che la baciava e che faceva scorrere le mani lungo il suo corpo, che la voleva.

Provai ancora una volta con la bacchetta e piansi dal sollievo quando calò finalmente il silenzio.

Ma avevo già sentito abbastanza e il mio cuore era rotto in mille pezzi. Tutto quello a cui pensavo erano loro, le immagini nella mia mente mi facevano venire la nausea. Mi chiesi se lui le avesse tolto il reggiseno? Era durato tanto? Avrà detto il suo nome? Avrà pensato a me dall'altra parte della parete con nostra figlia?

E all'improvviso, senza avviso, la porta si aprì.

Alzai sconcertatamente lo sguardo mentre Draco respirava pesantemente in piedi all'entrata, la sua camicia sbottonata e la cinta slacciata.

"Draco?" soffocai, non sapendo come prenderla. Nella mia testa lui avrebbe dovuto avere del vigoroso sesso con Pansy.

"Non posso farlo, Aurora," ringhiò, attraversando la stanza verso di me. "Non riesco a stare con una che non sia tu."

Fui sollevata e non riuscii a non piangere dalla felicità mentre si arrampicava sul letto, avvolgendo le sue braccia intorno a me con Nova che dormiva tra di noi.

"Credo che tu...Potevo sentire..." piansi, mentre il mio corpo iniziava a tremare con terribili singhiozzi che non potevo controllare.

"Shhhh," mi calmò, mentre mi tirava su di lui, prendendo il mio viso a coppa e baciandomi le lacrime, "Non è successo niente, te lo giuro. Lei ci ha provato, ma l'ho spinta via. Non potevo, Aurora. Non avrei mai potuto. Sei l'unica che io-"

"Beh non è grazioso."

Il mio sangue si gelò. Draco e io guardammo una Pansy furiosa in piedi con solo indosso l'intimo, che puntava la bacchetta direttamente verso di noi.

Draco si destreggiò così che potesse fare da scudo a me e a Nova il più possibile.

"Torna in camera, Pansy. Vattene, ora." sibilò lui, premendo il suo corpo contro di noi.

"HO APPENA BECCATO MIO MARITO NEL LETTO CON UN'ALTRA DONNA NELLA NOSTRA NOTTE DI MATRIMONIO!" gridò mentre entrava nella stanza, la sua bacchetta tremava mentre si arrabbia sempre e sempre di più, "La pagherai, voi tutti la pagherete!"

"Lasciale stare, Pansy," parlò Draco, la sua voce tramava nel tentativo di restare calmo. "Non hanno fatto niente di male. Sono stato obbligato a sposarti e lo sai! Lo sai che amo Aurora e Nova, l'hai sempre saputo, quindi non fare l'improvvisa offesa."

"Nessuno di voi merita di vivere!" sputò lei, avvicinandosi mentre una rabbia malvagia luccicava nei suoi occhi. "Mi disgustate! E avrò il grande piacere a vedervi soffrire tutti e tre, specialmente quella brutta marmocchia-"

Sembrò congelarsi mentre i suoi occhi si allargavano con orrore. Prima la sua bacchetta cadde a terra, poi la seguì anche lei, colpendo violentemente il pavimento di faccia davanti a noi.

Ho dovuto soffocare un orribile urlo raccapricciante.

Profondamente incastrato nella schiena di Pansy, tra le sue spalle, c'era un coltello da cucina.

E, dietro di lei, proprio alla porta, una figura in piedi debole e senza fiato; uno sguardo di disprezzo nei suoi occhi.

Era mia madre.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro