94 - Lo voglio o non lo voglio
Non dovevamo cucinare - Blaise aveva lasciato delle cesta nella cucina preparate per ogni pasto, incluso il cibo per Nova.
"Mi ricorda quando ci siamo sposati," sorrisi mentre alzavo il viso verso il sole, lasciando che i raggi mi riscaldassero.
Eravamo seduti nel piccolo cottage nel giardino; Draco, Nova ed io su un asciugamano da picnic imbandito di sandwich e delle piccole torte colorate.
Nova era in paradiso, dovevo sempre tenerla mentre provava ad afferrare tutto; i suoi occhi golosi delle torte.
Draco guardava divertito, ridacchiando. "Non puoi dare la colpa a me. Ti ricordo che eri preoccupata di non avere la torta solo per te al tuo quindicesimo compleanno."
"Blaise ci aveva soccorso anche per quello," sorrisi, ricordando con piacere.
Riuscii finalmente a distrarre Nova dal set di chiavi di plastica che la divertirono abbastanza a lungo per permettere a Draco si sporgersi e strofinare le labbra sulle mie prima che lei iniziasse a lanciarle sulle nostre teste e a lamentarsi con rabbia.
"Non credo le piaccia condividerci," disse Draco divertito mentre la raccoglieva sulle sue gambe, scuotendola sulle sue ginocchia. "Ma papà ama molto sia la mamma che te."
Risi, mentre lei ridacchiava con gioia, guardando con amore il viso del suo papà. Un bagliore caldo esplose dentro di me e non avrei mai voluto che quel momento finisse. Avrei potuto guardare Draco con nostra figlia per sempre.
Il mio cuore cresceva mentre le ore passavano; acceleravano a causa del mio piacere.
Insieme, Draco e io demmo da mangiare a Nova e la lavammo, finendo per coccolarci contro il muro del pavimento dell'asilo mentre Draco leggeva a Nova una storia.
Quasi non volevo metterla giù, volevo che il momento familiare non finisse mai. Ma i suoi piccoli sbadigli dicevano altro, e si sistemò, esausta nella sua culla.
"Dai," sussurrò Draco, avvolgendomi un braccio intorno e baciandomi la testa mentre fissavo l'angioletto che dormiva. "Lasciamola in pace. Abbiamo ancora la mattina insieme."
Aprimmo una bottiglia di vino e ci coccolammo sotto le coperte sul divano vicino al fuoco.
"Sai, per quanto adori Blaise per aver fatto questo per noi," mormorai tristemente mentre fissavo le fiamme ardenti, "questo renderà molto più difficile dirci addio."
Le braccia di Draco si strinsero intorno a me mentre rilasciava un pesante e addolorato sospiro.
"So cosa intendi," disse a bassa voce, la sua voce triste e solenne. "Questo è quello che volevamo per noi; tu, io e Nova vivere felicemente insieme. Ma sono felice di averlo fatto, anche se per poco."
Quando crollammo sul letto, avevamo i cuori pesanti. I nostri occhi non lasciarono mai quelli dell'altro mentre facevamo l'amore; prendendo il nostro tempo, assaporando l'un l'altro.
In seguito, ci stringemmo e piangemmo, sapendo che sarebbe stata l'ultima volta che avremmo passato insieme.
*****
"È ora, figliolo."
Draco guardò suo padre prima di correre in bagno e vomitare.
Non poteva farlo. Solo l'idea lo faceva sentire male. Come avrebbe potuto sposare la donna che odiava? E di fronte la donna che amava e la loro bambina?
La sola grazia salvatrice era che aveva sposato prima Aurora. Significava che Pansy non sarebbe mai stata sua moglie.
Ma era una piccola consolazione. Perché avrebbe dovuto comunque condividere il letto matrimoniale con lei.
Pensava alla suite della luna di miele che li aspettava nel salone. Proprio dove si trovava la camera di Aurora.
Gli vennero i conati di vomito al pensiero. Avrebbe distrutto lui e Aurora. Non sarebbe riuscito a guardarla di nuovo in faccia, e sapeva che lei non sarebbe stata in grado di toccarlo mai più.
Questa era la punizione di Voldemort per loro. Ed era crudele sopra ogni livello.
Un colpo secco alla porta lo fece scattare.
"Figliolo, non possiamo metterci così tanto." abbaiò suo padre. "Sai quanto è pericoloso scontentare il Signore Oscuro."
Tremando, Draco si alzò. Stava per pulirsi il vomito dalla bocca, ma poi cambiò immediatamente idea.
*****
Mi fermai sulle scale mentre ci dirigevamo verso la sala d'ingresso dove gli ospiti erano riuniti per la cerimonia.
"Non posso farlo Blaise, non posso." piansi mentre tutto il mio corpo tremava da un orrore che non avevo mai provato prima.
Blaise prese velocemente Nova dalle sue braccia e, posandola sulla sua anca, prese la mia mano.
"Puoi, Aurora, te lo prometto, puoi farlo." sussurrò furtivamente al mio orecchio. "Non è reale, ricordatelo. Ricorda chi ama veramente."
Annuii mentre le lacrime mi correvano sul viso.
"Ricorda, starò con te tutto il tempo," disse Blaise, percorrendo con cautela gli ultimi gradini. "È il mio dovere come testimone segreto."
Draco non voleva che Blaise fosse in piedi accanto a lui, insistendo invece che stesse con me e Nova. Lucius era il testimone, che Draco avrebbe preferito indicare come un matrimonio di bugie.
Ero grata ad avere Blaise, grata del suo supporto. Chiunque avrebbe pensato che stessi ad un funerale per il modo in cui singhiozzavo sulla sua spalla mentre ci sedevamo.
Mi sentivo come se fosse un funerale.
"Eccolo," mormorò Blaise al mio orecchio.
Non avevo bisogno di alzare lo sguardo per capire di chi stesse parlando.
Ma lo feci comunque, e il mio cuore si ruppe mentre guardavo Draco entrare nella stanza, il suo viso pallido tinto di verde, camminava così lentamente, come se stesse andando alla sua esecuzione.
Indossava i suoi vestiti da mangiamorte. Una parte di me era grata che non stesse indossando un completo - non avrei sopportato l'idea di vederlo vestito come lo era quando si era sposato con me.
Mentre raggiungeva la facciata, si fermò, Lucius accanto a lui. Draco ruotò lentamente la testa per vedere oltre la sua spalla, e il mio cuore si fermò appena i suoi occhi grigi atterrarono su di me. La profonda e totale tristezza in essi era molta.
Dovetti chiudere i miei, non riuscendo a sopportare il suo sguardo più a lungo. E quando li riaprii, aveva girato la testa davanti a se.
Dovemmo tutti alzarci mentre Codaliscia presentava Voldemort. Ovviamente, era lui che avrebbe celebrato il matrimonio.
"Benvenuti, benvenuti," disse nella sua morbida ma fredda voce, "Prima di iniziare ufficialmente, vorrei che tutti restiate in piedi mentre la sposa fa la sua grande entrata."
Tutti si voltarono verso le porte dietro di loro. Io tenni gli occhi sul pavimento mentre partiva la musica dell'organo. Sentendo che stesse succedendo qualcosa, Nova cominciò a piagnucolare dall'abbraccio di Blaise e allungò il suo braccino verso di me. La presi e seppellii il viso nei suoi capelli, tenendola stretta a me mentre Blaise mi posava un braccio confortate intorno.
Le persone iniziarono ad ansimare mentre Pansy camminava verso la navata. Non riuscivo a guardare, invece le lacrime mi offuscavano la vista mentre piangevo nei capelli di Nova, sapendo che un'altra donna stava camminando verso l'uomo che amavo.
"Ora potete sedervi." dichiarò Voldemort, mentre la musica si fermava.
Questa volta, non riuscii a non guardare.
C'era Pansy che indossava un ridicolo vestito meringa con le maniche gonfie e uno strascico lungo che era tenuto da sei damigelle tutte vestite di viola.
La testa di Draco rimase fermamente in avanti, e mi chiesi se l'avesse almeno guardata.
Riuscii a malapena a sentire Voldemort che introduceva le cerimonia. Fu solo quando arrivò ad un particolare momento, che tutti sembrassero trattenere il respiro.
"Draco Lucius Malfoy, vuoi tu prendere Pansy Parkinson come tua moglie, per vivere un matrimonio purosangue? Per amarla, confortarla, onorarla in salute e in malattia, rinunciando a tutti gli altri, esserle fedele finché morte non vi separi?"
Non riuscivo a staccare gli occhi dalla nuca di Draco mentre sembrava incapace di rispondere.
"Forza, figliolo." sibilò Lucius, abbastanza forte da farsi sentire da tutti.
"Perdonami, Draco." rise Voldemort. "Ma credo tu non abbia sentito, vuoi che ripeto?"
Vidi Draco scuotere brevemente il capo, mentre suo padre lo esortava di nuovo. "Dillo, Draco, di quelle parole."
La testa di Draco si voltò lentamente e i suoi occhi incontrarono di nuovo i miei.
Con il mio cuore che si rompeva in mille pezzi, gli feci un cenno col capo, la mia vista offuscata mentre le lacrime inondavano i miei occhi.
Strinsi Nova a me, immergendo ancora una volta il viso nei suoi capelli mentre ascoltavo l'inconfondibile voce di mio marito.
"Lo voglio."
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