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87 - Il Diggory perduto

Aggiornamento dei personaggi

Nova Diggory Sr - Keira Knightley

*****

La donna sul pavimento si agitò, facendo rumori incomprensibili.

"Draco," sussurrai, scuotendolo.

Lui si agitò, e riuscì a sentire il suo cuore battere sotto il suo petto mentre avvolgeva le braccia intorno a me.

"Aurora! Che c'è? Stai bene?" disse freneticamente.

"Si sta svegliando, portale dell'acqua, veloce." dissi, annuendo verso la stridente figura nei suoi sporchi stracci bianchi che sembravano essere una volta un bellissimo vestito.

Draco attraversò la stanza, offrendole un bicchiere d'acqua che all'inizio esitò a prendere, ma poi bevve, versandosi l'acqua in faccia.

"C-chi sei?" gracchiò, i suoi occhi si ingrandivano dalla paura mentre lo guardava. "Lucius?"

"No! S-sono un'amico," disse guardandomi con prudenza mentre lo faceva. "Sono qui per aiutare, signora Diggory. Sono qui per aiutare entrambe."

Lei seguì lentamente il suo sguardo su di me e sbatté le palpebre. Chiuse gli occhi, scuotendo la testa, prima di riaprirli.

Il mio cuore tuonava nel petto. Nonostante la sue emancipata e scompigliata apparenza, potevo subito riconoscere familiarità nel suo viso; nei suoi occhi. Era quasi come se mi stessi guardando allo specchio.

"Mamma," sussurrai.

"Aurora?" le tremò la voce. Allungò le sue dita tremanti e deboli, che, erano legate alla vita come le mie.

Purtroppo eravamo incatenate troppo lontane per qualsiasi contatto.

Draco si alzò, guardando entrambe.

"Vi darò un momento," disse con voce rauca prima di soffermarsi su di me, "Vado a controllare Nova, okay?"

Annuì grata, una sensazione di amore e gratitudine verso di lui mi scaldava il cuore mentre usciva dalla cella.

"La mia bambina," singhiozzò mia madre, senza togliere gli occhi da me. "La mia bellissima bambina.

Avevo così tante domande da farle, così tanto da dire. Ma non trovavo le parole. Niente sembrava adatto.

"Credevo fossi morta." dissi.

E per qualche ragione ero arrabbiata con lei. Nonostante fosse ovvio che niente di questo era colpa sua. Per tutto questo tempo mia madre era viva e mi sentivo terrificamente tradita.

"Mi dispiace bambina, mi dispiace," disse debolmente, le lacrime scorrevano sulle sue guance.

"Ho una figlia," dissi, con tono quasi d'accusa. "Farei qualsiasi cosa per lei."

"Hai una bambina?" Ho una nipote?" ansimò, i suoi occhi brillarono.

Annuì lentamente. Mi chiedevo se sapesse di Cedric. Avevo troppa paura a chiedere.

"Nova. Draco - il ragazzo che era qui prima - lui è il padre."

La confusione avvolse gli occhi di sua madre, guardò le porte da dove Draco era uscito come se potesse rievocarlo.

"Ma è-è un Malfoy? Assomiglia molto a Lucius."

"E' suo figlio. Non è come lui. Sta cercando di  aiutarci, ma non può fare nulla finché non sappiamo che Nova è al sicuro. Mia figlia sarà sempre al primo posto."

Non potevo non usare un tono accusatorio. E data l'occhiata di mia madre, non se n'era accorta.

"Mi dispiace mia cara, non avrei mai voluto lasciarti, devi saperlo."

Chiusi gli occhi, disperata che la rabbia se ne andasse. Non sapevo da dove veniva o perché la sentivo.

"E' comprensibile che tu mi odi." continuò mia madre tristemente. "Ma devi sapere che non ho mai smesso di amarti e sperare di rivederti un giorno."

"Non ti odio. Solo che non capisco. Sei qui davanti a me quando ho trascorso tutta la mia vita a pensare che fossi morta. Non sembra reale."

"Io ero morta." disse e la guardai curiosa, improvvisamente disperata di sapere la sua storia. "Dopo che Lucius mi aveva uccisa, Aberforth Silente prese il mio corpo e mi riportò in vita. Ci sono voluti molti, molti dolorosi anni di ricovero affinché potevo essere di nuovo umana. La magia che aveva usato per riportarmi in vita era così oscura che non era sicuro fosse sicuro farmi tornare dalla mia famiglia. Così non disse nulla. Prima che potessi riprendermi, i mangiamorte arrivarono e mi rapirono; legata e torturata nella cella di Yaxley finché non sono stata messa qui."

"Perché Aberforth non ha detto niente? Dirci che non eri morta?" chiesi, inorridita dalla brutale vita che mia madre ha vissuto, chiedendomi se quello che aveva fatto il fratello di Silente fosse stato peggio che lasciarla morire.

Ma mia madre non aveva risposta, invece scosse semplicemente la testa.

"Posso solo immaginare che Yaxley centri qualcosa, un incantesimo della memoria, forse? O magari Aberforth si vergognava ad ammettere di volermi aiutare, mi aveva dato un destino peggiore della morte."

E poi un improvvisa, orrida realizzazione mi strappò lo stomaco.

"Pensavo che ti stessi prendendo cura di Cedric," ansimai, soffocando nei miei singhiozzi, trovando difficoltà a respirare. "Ma tutto questo tempo è stato da solo."

Un piccolo, inumano gemito suonò da dove era seduta, e guardai, attraverso il mio stesso dolore mentre il suo fragile corpo singhiozzava violentemente.

"Pregavo non fosse vero," pianse, "il mio caro dolce ragazzo."

E insieme, sedemmo legate nella cella di Malfoy mentre piangevamo per il nostro Cedric.

Il Diggory perduto.

*****

"E' pronto per loro."

Il cuore di Draco crollò alle parole di sua madre. Cullava sua figlia vicino al suo petto.

"Non credo di riuscire ad affrontarlo." mormorò, baciando la testa di Nova mentre lei ridacchiava felicemente.

"Nessuno di noi può, Draco. Pensi che vogliamo sentire il suono delle persone che vengono torturate in casa nostra? E' così che deve essere. E se vuoi essere lì per lei, allora scendi e mostraglielo."

Draco sapeva che sua madre avesse ragione. Così, col cuore pesante, passò Nova, facendo un incantesimo di silenzio alla stanza così che almeno sua figlia, non potesse sentire le urla di sua madre, e andò nella sala d'ingresso.

Vomitò quando tutto finì.

Non avrebbe dimenticato l'immagine della donna che amava venire torturata ancora e ancora. Non avrebbe smesso di sentire il suono delle sue urla si contorceva in agonia.

Ma era stata coraggiosa, così straordinariamente coraggiosa.

"Non dirglielo madre," aveva pianto, mentre Voldemort cercava di ottenere il segreto dell'ordine dalla signora Diggory. "Lascia che uccidano me prima."

Aveva trattenuto tutto se stesso il desiderio di buttarsi nella stanza e salvarla lui stesso. Invece, fece come sua madre gli aveva detto di fare, lasciando sapere ad Aurora in silenzio che lui c'era.

Era a malapena cosciente quando la portarono nei sotterranei.

"Ora vedi che lei non è altro che una sporca creatura, giovane Draco, proprio come sua madre," gli aveva detto Voldemort alla fine, "Ti perdonerò per le tue indiscrezioni passate e acconsento che il matrimonio con Pansy Parkinson vada avanti. Ma ora voglio sei Malfoy purosangue. Sono sicuro che puoi farlo per me vedendo che ho risparmiato la tua primogenita, dopo tutto."

Vomitò di nuovo mentre giurava a sé stesso di aver portato via Aurora da quel buco infernale.

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