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81 - L'inferno rilasciato

"Expelliarmus!"

Il braccio di Draco tremava violentemente mentre disarmava il fragile preside in piedi davanti a lui.

"Draco, Draco, tu non sei un assassino," disse Silente, la sua voce notevolmente calma considerava la posizione in cui si trovava.

"Come sai cosa sono?" sputò Draco, la sua voce tremante tradì la sua totale paura. "Non sai di cosa sono capace!"

E senza pensare, Draco alzò la manica rivelando il Marchio Nero.

L'adrenalina e la paura sprofondavano dentro di lui. L'ultima cosa che voleva fare era uccidere quell'uomo, ma sapeva di non avere scelta.

Così tante vite dei suoi cari erano nelle sue mani.

"Non deve andare per forza così, Draco," si avvicinò Silente, sembrando ancora calmo. "Io posso proteggere te e la tua famiglia dal male. Potrai vivere al sicuro con tua moglie-"

"Pansy e io non siamo ancora sposati." sputò Draco, brevemente confuso, di certo non intendeva Aurora? Era certo di aver tenuto la sua mente chiusa da tutti i pensieri.

"Non mi stavo riferendo alla signorina Parkinson, Draco. Stavo parlando della mia di tua figlia. La donna che hai sposato per amore. Posso proteggerle entrambe. Vieni nel lato giusto, Draco, e possiamo nascondere te e la tua famiglia più di quanto tu possa immaginare."

Scioccato, Draco abbassò la bacchetta. Per un breve momento, poté vedere una luce, un futuro.

E poi la porta si spalancò.

Draco sentì la speranza sgretolarsi di nuovo appena sua zia entrò per congratularlo del lavoro ben svolto, accompagnata da un gruppo di mangiamorte.

Incluso Fenrir Greyback.

Doveva essere stato l'ultimo arrivato perché Draco non l'aveva visto entrare quando era di sotto.

L'orrore riempiva il suo stomaco, e il suo sangue si gela nelle vene; un terribile brivido scorre lungo il suo corpo.

Aveva appena fatto entrare un lupo mannaro ammazza bambini nell'edificio dove la sua bambina sta dormendo.

Non si era mai odiato così tanto in quel momento.

"Fallo, Draco! Forza!"

Gli urlavano tutti per andare avanti col piano, ma la sua mano stava tremando così tanto che non avrebbe mai mirato bene. Tutto quello a cui riusciva a pensare erano Aurora e Nova, e pregava che Aurora lo avesse ascoltato e avesse tenuto lei e Nova chiuse al sicuro nel bagno.

E poi arrivò Piton e Draco fu spinto via.

"Severus...per favore..."

"Avada Kedavra!"

Draco guardò con orrore il suo preside volare fuori dalla ringhiera.

Morto.

"Forza, dobbiamo sbrigarci!"

Draco non era molto consapevole di quello che sarebbe successo poi. Ha permesso a Piton di spingerlo a scendere le scale nella battaglia di sotto.

Era poco attento a chi avesse urlato il nome di Piton dietro di loro dalla torre, e poteva giurare che fosse la voce di Potter. Ma come ha potuto essere lì? Non c'era nessuno se non lui e Silente quando era arrivato sulla torre di astronomia.

Ma non aveva tempo per soffermarsi su quello perché stavano correndo, schivando fatture da destra e sinistra. Ad un certo punto, inciampò contro qualcuno, troppo insanguinato per capire chi fosse.

Si sentiva male, spaventato e imbarazzato. Sta accadendo ciò per colpa sua.

Mentre correvano verso i campi, con Potter alle calcagna, Draco lanciò un'ultima occhiata al castello.

Nella sua mente ha detto l'ultimo addio ad Aurora e a Nova.

*****

La paura esplodeva nel mio petto mentre rimanevo attaccata alla culla, bacchetta pronta in mano, fissando nervosamente la porta.

Urla terrificanti e rumori sordi echeggiavano nel castello.

Non ero mai stata così terrorizzata in tutta la mia vita. Non avevo idea di cosa stesse succedendo o in quale pericolo Draco si era infilato. Ero disperata di andare e vedere se stesse bene.

Ma ho mantenuto la promessa e sono rimasta con nostra figlia; pronta a combattere fino alla morte per proteggerla.

Gli urli aumentarono, facendo battere forte il mio cuore. Potevo sentire rapidi passi correre dall'altra parte della porta nel corridoio. La mia bacchetta rimase ferma tutto il tempo, tremando furiosamente nella mia mano, l'altra mia mano sulla culla, pronta a prendere Nova se necessario.

Finalmente i rumori terminarono e tutto sembrò fermarsi e di nuovo il silenzio. Ma qualche istanti dopo, grida spaventose riempirono l'aria, appena maggiori passi facevano rumore fuori.

"E' MORTO!"

Il mio cuore pieno di paura per quelle parole, battendo orrorosamente contro la mia gabbia toracica.

"L'HANNO UCCISO!"

Qualcuno era stato assassinato, e Draco era là fuori da qualche parte.

Non potevo aspettare altro tempo, presi Nova dalla culla, la attaccai al mio petto, avvolgendo pile di vestiti intorno a lei per proteggerla. Lei iniziò a piangere all'istante e iniziai a scuoterla, cercando di consolarla.

"Coraggio tesoro, mamma deve trovare papà. Dobbiamo assicurarci che papà stia bene." cantai dolcemente, calmandola subito.

Il mio cuore batteva nel petto, posai un orecchio sulla porta, captando qualunque segnale di pericolo. Era silenzioso. Tutti i suoni della battaglia erano cessati.

Aprii lentamente la porta e uscì nell'ormai deserto corridoio, decisi di seguire la direzione dei passi che avevo sentito poco prima. 

Non ero l'unica a vagare fuori nel castello, guardandomi intorno sconcertatamente, chiedendomi con timore cosa stesse succedendo; chi era stato ucciso.

Mi sentivo male nel profondo quando arrivai nella sala d'ingresso davanti una scena devastante. Le porte di quercia erano state distrutte; il sangue imbrattava le lastre di pietra. La gigante clessidra Grifondoro era stata ridotta in mille pezzi; rubini rossi schizzavano ovunque. Le persone correvano intorno e piangevano; dal panico.

Corsi dalle scale di marmo, attaccando Nova stretta al mio petto, guardando disperatamente intorno in cerca di un segno di Draco.

Ma c'erano così tante persone che spintonavano; così tanto panico.

"Che è successo?" gridai a nessuno in particolare, ma non ricevetti risposta; nemmeno gli altri lo sapevano o erano troppo scioccati per capire.

"DRACO?!" chiamai sopra il rumore, passando tra la folla di studenti terrorizzati. "DRACO?!"

"Aurora!"

Delle mani mi afferrarono le spalle, girandomi. Un paio di occhi marroni mi guardarono con un miscuglio di preoccupazione e paura.

"Blaise!" gridai, sollevata di aver trovato un viso amico. "Che è successo? Dov'è Draco?"

Uno strano sguardo si posò sul suo viso, facendo sentire le mie interiora come se si stessero sciogliendo.

"No! Per favore non dirmi che lui è-"

"Non è morto, Aurora," disse velocemente, ma c'era un leggero tono nella sua voce che non mi piaceva. Questo non era Blaise. La rabbia accesa nei suoi occhi.

"Allora cosa-chi...?"

"Silente è morto." disse Blaise senza mezzi termini, quasi freddamente. "Piton l'ha ucciso...dopo che Draco ha fatto entrare i mangiamorte."

La sala pendeva e io potevo sentirmi cadere. Blaise mi prese tra le sue braccia, tenendomi dritta. Nova piangeva tra di noi, cercando di alzare la testa per vedere cosa stesse succedendo.

"Lui-lui non avrebbe..." tremai, le lacrime cominciarono a bagnarmi il viso. Sapevo però, anche mentre lo dicevo, che l'aveva fatto. Era terrorizzato di qualcosa; spaventato per la sicurezza mia e di Nova.

"Sì, Aurora, e ora è andato - è fuggito con gli altri mangiamorte." fumò Blaise amaramente. "Perché quell'idiota non me l'ha detto? Avrei potuto aiutarlo!"

"Non aveva scelta," singhiozzai, "Aveva paura, Blaise."

"Ha messo la sua stessa figlia in pericolo!" gridò Blaise, la sua voce si rompeva mentre guardava Nova, nascosta tra i vestiti.

Avvolsi un braccio intorno a Blaise mentre strofinava la mano sul suo volto distrutto, non potevo non notare il dolore e la pena nei suoi occhi al pensiero di cosa avesse fatto il suo amico.

Chiusi gli occhi in un spaventoso dolore mentre tenevo stretta mia figlia al petto, cercando di silenziare il chiasso intorno a noi.

Draco. Che cosa hai fatto?

*****

Non era motivo di sollievo il momento in cui si smaterializzarono con successo al Malfoy Manor.

Draco seguiva passivamente la massa vestita di nero sul sentiero di pietra fino alla porta.

Delle braccia volarono intorno a lui appena entrò nella sala d'ingresso di marmo.

"Oh Draco, tesoro, sei salvo!" pianse sua madre, attaccandolo strettamente a lei. Non poteva non notare quanto fosse molto più alto di lei adesso. L'uomo di casa.

Anche se non si sentiva tale.

Non ha mai svolto il lavoro che gli era stato affidato. Non propriamente.

E avrebbe scoperto quale sarebbe stato il suo destino e quello di sua madre; nel caso in cui avessero vissuto un altro giorno.

"Il Signore Oscuro desidera vederti nel salone, Draco - immediatamente!" ruggì Piton. "Ti consiglio di non farlo aspettare."

Draco fece un solenne cenno del capo, mentre le braccia di sua madre si toglievano da lui, un piccolo singhiozzo uscì dalle sue labbra.

Le porte del salone si aprirono e Draco intravide Codaliscia che guidava una fila di prigionieri - tutti legati da una lunga catena.

Questa non era la sorpresa; Draco sapeva che quelle persone erano state prigioniere nelle celle del Manor, dopo tutto. Ma era stato fortunato abbastanza da non averli mai visti; da non aver affrontato le torture che erano state eseguite a casa sua.

Ma c'era un viso che aveva già visto. Una faccia, che nonostante fosse stata consumata dalle torture innumerabili e dalla totale oscurità - la riconosceva.

Ma come? Pensava Draco, il suo cuore batteva nel petto mentre fissava i prigionieri uno ad uno, barcollando e cadendo quando furono tirati.

Non poteva essere. Perché senza dubbio quella persona era morta...

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