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56 - Stare male... dalla paura

Aprii di poco gli occhi, guardando intorno la vecchia stanza di Fred e George che era diventata mia per l'estate. Si sentiva l'odore di bacon dal piano di sotto, ed arricciai il naso, sentendomi troppo triste per mangiare.

I miei pensieri andarono dritti a Draco e il mio stomaco si contorse mentre mi chiedevo come sarebbe stato per lui tornare a casa senza suo padre. Era passata solo una settimana da quando ci eravamo divisi alla stazione di King Cross, ma sembrava un'eternità.

Un gentile ticchettio sulla porta della camera interruppe i miei pensieri mentre Molly infilava la testa dentro.

"La colazione è pronta, mia cara!" disse entusiasta mentre mi sorrideva calorosamente.

"Scusa, non ho fame." mormorai assonnata. Ed era vero, solo il semplice pensiero di mangiare mi faceva agitare lo stomaco.

Molly si accigliò, guardandomi. "Sì, sembri sbattuta, mia cara. Ti porto una tazza di camomilla. Dovrebbe tirarti su."

La sua testa scomparì appena la porta si chiuse dietro di lei. Lentamente mi sedetti, guardando speranzosa la finestra per un segno del gufo di Draco. La sua ultima lettera non era molto informativa - diceva solo che gli mancavo e di mantenere la promessa di stare al sicuro. Non aveva menzionato nulla su sua madre, o sulla sua vita a casa, qualsiasi cosa. Avevo immediatamente risposto, mandando una lettera col mio gufo, ma era stato tre giorni prima, e non avevo ricevuto nient'altro. 

Mi faceva stare male dalla paura.

Ma dovevo pensare che stesse bene.

Mentre i giorni passavano, la tana diventava rapidamente affollata. Vennero sia Harry che Hermione, e a sorpresa - anche Fleur.

"Bill e io ci sposiamo!" arrossì entusiasta lei mentre il suo braccio mi circondava.

Sembrava così felice che mi fece contorcere il cuore dalla tristezza.

Il giorno dopo che fosse arrivata, ricevetti finalmente un gufo da Draco dopo un'intera settimana di silenzio.

Aurora, è troppo pericoloso per te scrivermi. Non rispondere a questo. Sta al sicuro. Ti amo. Draco.

Niente di più. Il suo scarabocchio era affrettato; veloce.

Il costante nodo nel mio stomaco si restringeva. Desideravo vederlo di nuovo; sentire il suo rassicurante battito del cuore mentre tenevo poggiata la testa sul suo petto; sentirmi circondata dalle sue braccia, farmi sentire sicura e protetta.

Mi ritrovai a correre al bagno dove raggiunsi la tavola giusto in tempo per vomitare.

La paura mi paralizzava.

*****

Draco fissava sua madre. Il suo cuore batteva furiosamente nel petto.

"Ti prego dimmi che è uno scherzo?"

"Sembra che sto scherzando, Draco? Sono gli ordini del Signore Oscuro."

"Non lo farò, madre. Non è già abbastanza ciò che mi è stato affidato?!"

"Se non accetti ci ucciderà tutti."

Draco voleva calciare qualcosa. Non poteva farlo. Pensò ad Aurora e sentì un freddo orrore riempirgli il cuore. Voleva solo riaverla e l'avrebbe persa di nuovo.

Questa volta per sempre.

*****

Diagon Alley era una copertura di come era prima.

Mi guardavo attorno con orrore i negozi, una volta erano vivi, ora derelitti abbandonati e vuoti.

Strinsi il braccio di Ginny sentendo il pavimento sotto di me dondolare improvvisamente.

"Stai bene?" chiese, accigliata.

"No, io-" mi fermai, chiudendo gli occhi appena la nausea mi attraversò.

"Sciocca ragazza! Avresti dovuto fare colazione!" mi rimproverò Molly, superandomi.

La verità era che mi sentivo troppo male a mangiare. Il silenzio di Draco mi aveva agitata dalla paura. Non riuscivo a magiare e dormivo a malapena. E quando provavo a mangiare, lo vomitavo subito dopo.

Ero così disperata di sapere che Draco stesse bene. Ma dovevo rispettare la sua richiesta e non rispondergli, nonostante mi stesse uccidendo.

Non avevo idea, l'avrei scoperto.

Dovendo prendere nuovi vestiti, Harry, Ron, Hermione e io ci separammo nel negozio di Madam Malkin, con la promessa di incontrare gli altri nel nuovo negozio di Fred e George più tardi.

Lo sentii nel secondo in cui entrammo, il mio cuore si fermò alla voce familiare.

"...non un bambino, nel caso tu non l'abbia notato, madre. Sono capace di fare compere da solo."

La sua voce venne da dietro uno scaffale di vestiti. Tutti e quattro ci congelammo appena il serpeverde dai capelli biondo platino saltò fuori dal suo stupendo completo verde scuro, andando dritto allo specchio per guardarsi.

I suoi occhi non si erano mai spalancati così tanto quando si posarono sul nostro riflesso dietro le sue spalle, tutto il suo corpo si irrigidì.

Il mio cuore batteva nel petto, stavo per andare da lui ma allo stesso tempo Harry mi afferrò il braccio, Draco mi fece un impercettibile scuotimento di testa mentre i suoi occhi grigi penetrarono i miei.

"Che c'è Draco? Non ti stanno?" arrivò la voce di sua madre appena apparse.

Anche lei notò la nostra presenza e non si preoccupò di nascondere il suo disgusto quando i suoi occhi atterrarono su Harry.

"Tu." sputò freddamente. "Sono sorpresa che tu mostri ancora la tua faccia dopo quella bravata al ministero."

"Avvero?" rise Harry avvicinandosi spavaldamente. "Chiamerete altri amichetti mangiamorte per farci fuori, vero?"

Narcissa e Draco si girarono sul posto, guardandolo furiosi.

Madam Malkin venne a vedere, gridando e aggrappandosi al suo cuore.

"Veramente, non dovresti accusare - cosa pericolosa da dire!"

La madre di Draco sorrise sgradevolmente a Harry.

"Vedo che essere il preferito di Silente ti ha dato un falso senso di sicurezza, Harry Potter. Ma Silente non sarà sempre lì a proteggerti."

Harry guardò beffardamente intorno al negozio.

"Wow...guarda un po'...non è qui ora! Quindi perché non andate? Dovrebbero trovare due celle ad Azkaban con quel perdete di tuo marito!"

Draco fece un movimento furioso contro Harry.

"Non osare parlare a mia madre in quel modo, Potter!" ringhiò lui.

"Va tutto bene, Draco," disse sua madre, trattenendolo con le sue piccole bianche dita sulla sua spalla. "Mi aspetto che Potter si riunisca all'adorato Sirius prima che io sia riunita a Lucius."

"Harry, no!" gridai quando lui tirò fuori la sua bacchetta in un istante, Draco anche prese la sua.

Madam Malkin esitò per un momento sul posto, poi sembrò che decidesse di comportarsi come se non fosse successo nulla. Si piegò verso Draco, che stava ancora guardando Harry.

"Credo che questa manica sinistra possa andare ancora più su, caro, lasciami-"

"Aia!" abbaiò Draco, tirando via la mano, "guarda dove metti le tue spille, donna! Madre - non credo di volerlo più-"

Si tolse i vestiti dalla testa e li lanciò sul pavimento ai piedi di Madam Malkin.

"Hai ragione, Draco," disse Narcissa, lanciando un'occhiataccia di disprezzo a Hermione, "ora so che feccia viene in questo negozio... meglio andare da Telami e Tarlatane."

E con quello, entrambi marciarono verso di noi, dove dietro si trovava la porta.

Draco esitò mentre mi raggiungeva, i nostri occhi ci incontrarono.

"Draco?" sussurrai, il mio cuore batteva furiosamente.

Le sue labbra si separarono, come se stesse per dire qualcosa.

"Draco, vieni!" lo avvertì sua madre, i suoi occhi guizzavano velocemente tra me e lui mentre si posizionava all'entrata, aspettando il figlio.

Gli occhi di Draco brillarono scusandosi prima di voltare e camminare dopo sua madre, sbattendo la porta dietro di lui.

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