51 - Il mostro dai capelli bianchi
Grazie a Draco, arrivammo al Ministero.
Mi sentivo così male per averlo lasciato nell'ufficio. Ma sapevo l'avesse fatto per me, e sapevo che doveva sembrare che se fosse stato sopraffatto.
La squadra d'inquisizione non aveva chance contro di noi. Dopo tutte le lezione dell'esercito di Silente, Ginny, Ron, Neville e io ci mettemmo cinque secondi a lanciare con successo incantesimi e facendo atterrare ognuno di loro.
E anche se era incosciente - mi inginocchiai accanto a Draco e strinsi le sue dita tra le mie, sussurrando un 'grazie' prima che ce ne andassimo, pregando che non sarebbe finito nei guai.
Tutti e cinque ci beccammo con Harry e Hermione nella Foresta Proibita che erano riusciti a liberarsi della Umbridge, e dopo aver volati su dei Thestrals, arrivammo a destinazione.
Harry era convinto che Sirius fosse trattenuto da Voldemort nel Dipartimento di Misteri - quindi ecco dove eravamo diretti.
Dopo aver passato tra una serie di terrificanti stanze che ci fecero sentire come se stessimo in una specie di game show, finalmente arrivammo in un posto pieno di righe di scaffali contenenti delle sfere polverose di vetro.
"Ecco," disse Harry, mentre camminavamo cautamente nei corridoi, ognuno di noi era pronto a tirare fuori le bacchette.
Ma Sirius non era lì. Guardammo tutti Harry con prudenza. Stava continuamente guardando su e giù i corridoi, rifiutandosi di accettare che avevamo fatto un viaggio inutile.
Comunque, proprio mentre stavamo guardando Harry prendere una sfera di vetro con il suo nome sopra, una fredda, ringhiosa voce suonò dietro di noi, facendoci irrigidire.
"Molto bene, Potter. Ora voltati, lentamente, e dammela."
Ci girammo tutti, per affrontare faccia a faccia l'uomo dai capelli biondo platino che avevo purtroppo già incontrato. Lucius Malfoy.
Il mio sangue si gelò. Dozzine di mangiamorte emersero dietro di lui, ridacchiando maniacalmente mentre si avvicinavano a noi, gli occhi luccicavano attraverso le fessure dei cappucci e le bacchette erano puntate dirette ai nostri cuori.
"A me, Potter," ripeté Lucius, allungando la mano e accennando alla sfera che teneva Harry.
"Voglio sapere dov'è Sirius!" abbaiò Harry, senza fare alcun gesto per porgergliela.
"Voglio sapere dov'è Sirius!" lo imitò una donna con capelli ricci ribelli e neri.
"Lui non è qui," ridacchiò Lucius, "Il Signore Oscuro ti ha ingannato. Lui vuole la profezia."
"La cosa?" chiese stupidamente Harry.
Lucius ringhiò accennando alla sfera nella sua mano.
Ma Harry si rifiutava di dargliela. Ed era chiaro che loro fossero riluttanti a prenderla con la forza.
"Prendi la ragazza carina." schiamazzò la donna mangiamorte. "Sono sicura che un po' di tortura lo persuaderà a darcela."
Prima che potessi elaborare a chi si stesse riferendo, la donna mi afferrò il braccio, tirandomi verso di lei.
"Non toccarla!" urlò Harry cercando di prendermi ma era troppo tardi.
La paura strinse il mio cuore mentre Lucius mi guardava, dai suoi occhi capii che mi aveva riconosciuta.
"Bene, bene, bene," sbiasciò deliziato. "Ci rincontriamo, signorina Diggory. Dimmi, come sta il tuo povero padre?"
"Non parlare di mio padre," sputai, la rabbia mi fece dimenticare la paura. Lui era lì. Era lì la notte in cui mio fratello era stato ucciso. Io lo odiavo.
"Aggressiva, no? Proprio come quella sporca creatura di tua madre. Nemmeno lei sapeva che cosa fosse giusto per lei."
La paura tornò quando lui alzò la sua bacchetta e la schioccò. Sussultai appena un rosso caldo e lancinante dolore mi tagliò il braccio sinistro, e guardai in basso con terrore per vedere scia rossa, il sangue mi macchiò velocemente i vestiti.
"No!" urlò Harry. E sentii il cambiamento panicato degli altri appena si mossero insieme più vicini, le loro bacchette tenute tremando.
La donna che mi teneva ridacchiava maniacalmente, e Lucius abbassò la sua bacchetta, dando uno sdegnoso sospiro.
"Calma ora, Bellatrix," ringhiò. "Abbiamo una negoziazione da fare. Ora, Potter. Dammela o la prossima volta glielo faccio nel cuore."
"Non farlo, Harry!" sussultai, cercando di non svenire dal dolore nel braccio.
"Lo senti, Bellatrix?" disse Lucius con voce meravigliata, i suoi occhi mi studiavano con interesse. Si piegò verso di me, abbassando la sua voce in un ringhio minaccioso. "Anche tua madre disse qualcosa di simile proprio prima che morisse."
Lo guardai con orrore. Aveva visto mia madre morire? Il mio cuore si contorse dolorosamente nel petto mentre fissavo la faccia del mostro che era stato coinvolto nella morte di due membri della mia famiglia.
"La patetica creatura pregava tuo padre di non rivelare la posizione segreta dell'Ordine." continuò, ridacchiando crudelmente su di me mentre vedeva cosa mi stavano facendo le sue parole. "Le costò la vita. Tuo padre era stato bravo ad uccidere tua madre."
"No!" gridai, le lacrime mi pizzicavano il viso. "Non l'avrebbe mai fatto!"
"Se solo lo avesse rivelato, non avrei dovuto schioccare la bacchetta, e la tua defunta madre sarebbe ancora viva e leggerti le storie e darti i baci della buonanotte."
Sembrava come se il mio stesse crollando intorno a me. Letteralmente.
Le sfere di vetro si disperdevano ovunque facendo urlare tutti e correre per ripararsi.
Le mani che mi trattenevano erano andate, e Lucius era saltato via, proteggendo la sua faccia dal vetro.
"Forza, Aurora!" Ginny mi prese la mano e mi tirò verso di lei.
Corsi ciecamente dietro di lei, ignorando l'accecante dolore nel braccio, e ignorando l'orrore nel mio cuore alle crudeli parole di Lucius.
Il padre di Draco era la ragione per cui non avevo più una madre.
*****
Draco camminava freneticamente nell'ufficio.
"Ti puoi sedere?!" abbaiò Piton arrabbiato.
Draco si girò furioso, "Come posso farlo? Che succede con mio padre? Perché nessuno mi dice niente?"
"Sto cercando di dirtelo, ragazzo! Come sai, è stato visto ieri notte al Ministero. Dato che è stato catturato nelle vesti di mangiamorte, suppongo sia stato portato direttamente ad Azkaban mentre attende il processo."
Draco si sentì in panico. Questo non andava bene. Era terribile, infatti. Sapeva che la sua famiglia sarebbe stata di certo punita per questo.
"Ma perché? Come?" farfugliò Draco. Si agitò per sua madre improvvisamente.
Piton sospirò pesantemente, facendo cenno di nuovo alla sedia davanti a lui. Draco si sedette con malumore, offendendosi per essere trattato come un bambino.
"Potter e i suoi amici." iniziò Piton.
Potter? L'orrore riempì Draco appena capì ciò che intendeva dire. Era stato lui ad aiutarli a scappare. Era stato lui a dire ad Aurora di maledirlo.
Draco li aveva aiutati ad andare al Ministero e mandare suo padre ad Azkaban.
La furia gli squarciò lo stomaco. La rabbia scorreva dentro di lui in un modo che non credeva fosse possibile.
Questo non era niente a confronto alla rabbia che aveva provato quando aveva scoperto che Potter avesse baciato la sua ragazza.
Questo era un altro livello. E stava cazzo fumando.
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