25 - Scegli La Parte
Gli accordi erano stati presi.
Sarei tornata ad Hogwarts a Settembre e avrei messo il Cappello Parlante con quelli del primo anno.
Nel frattempo, papà è stato dimesso e mi avrebbe aspettato alla stazione di King Cross per tornare a casa a Devon. Avevo paura a vederlo di nuovo. Paura della sua reazione. Paura al ricordo che Cedric non fosse più con noi.
Fleur aveva cercato di convincermi a tornare in Francia con lei e stare con la sua famiglia tutta l'estate, ma non potevo lasciare il paese. E volevo essere dove era Cedric. Era già a Devon, aspettando di venire sepolto vicino a mamma.
"Ti scriverò ogni giorno." mi promise Fleur quando mi abbracciò per salutarmi, prima di entrare nella carrozza con il resto della mia scuola - la mia vecchia scuola.
Ora sono qui con la mia nuova scuola a guardare la carrozza volare via, prima di scendere alla stazione di Hogsmade per salire sull'Hogwarts Express.
Una mano prese la mia valigia prima che potessi piegarmi.
"Ecco, faccio io."
Alzai lo sguardo al ragazzo biondo Serpeverde e gli diedi un piccolo sorriso. Ma il cuore mi faceva male anche a farlo.
Non l'avevo visto molto gli ultimi due giorni, ero rimasta nella carrozza. Perché non volevo vedere Draco - non volevo vedere nessuno. Non riuscivo ad alzarmi dal letto.
Ma realizzai, appena lo guardai, che mi era mancato.
"Ho cercato di vederti," mormorò rattristato, mentre camminavamo verso le carrozze senza cavalli. "Ma non mi lasciavano entrare."
"Mi dispiace." sussurrai sinceramente. Non si meritava di essere escluso così.
Draco si fermò, bloccando i suoi passi e guardandomi. "Non dispiacerti, Aurora, non farlo mai per essere triste."
Lasciò andare i nostri bagagli e fece un passo verso di me, chiudendo lo spazio tra noi. Le sue braccia si avvolsero al mio corpo, attaccandomi a lui. Era meraviglioso. Era familiare. Era tutto.
"Shhh, è tutto okay," mormorò al mio orecchio, appena le lacrime scivolarono lungo le mie guance, scorrendo veloci e libere.
Rimanemmo così per un po', mentre gli altri studenti ci sorpassavano, guardandoci curiosamente; la mia perdita era fonte di fascino per loro.
"Pensavo fossi arrabbiata dopo quello che aveva detto Potter riguardo...riguardo mio padre." mormorò cautamente una volta che le lacrime si fossero asciugate, una sfumatura rosa colorò le mie guance.
Scossi la testa, stringendo le braccia intorno a lui. "No non sono arrabbiata, Draco. Solo triste. Molto, molto triste."
La verità era che non volevo sapere cosa intendesse dire. E avevo notato che Draco non aveva negato l'accusa che suo padre fosse un Mangiamorte. La mia mente era troppo occupata dal lutto per permettermi di pensare anche a questo, comunque.
Sapevo che alla fine avrei dovuto affrontare la realtà di ciò che era accaduto a Cedric. Ma ora potevo solo soffrire, e prendere il conforto che cercavo disperatamente da Draco.
Lui sospirò pesantemente nei miei capelli, avvolgendo più stretta a lui, premendo fermamente le sue labbra sulla mia fronte.
"Forza," mormorò prendendomi la mano, quando prendemmo i bagagli. "muoviamoci prima di perdere la carrozza."
Salimmo entrambi su una carrozza, condivisa con un paio di nervosi Tassorosso del secondo anno che continuavano a guardarmi cautamente. Draco avvolse un braccio intorno a me, tenendomi stretta a lui, mentre li guardava.
Il pensiero di essere lontana da Draco per i prossimi due mesi mi fece improvvisamente sentire una perdita completa. Strofinai la testa nell'incavo del suo collo, inalando profondamente il suo profumo, cercando immergermi.
"Mi mancherai," mormorai piano appena le mie labbra si posarono sulla sua morbida e bellissima pelle.
Sentii le sue braccia più strette a me, i nostri corpi si mossero insieme appena prendemmo una buca.
"Credimi mi mancherai anche tu." La sua voce era piena di sincerità e convinzione. "Ma ti scriverò, Aurora. E-" si fermò, deglutendo. Alzai lo sguardo su di lui e vidi i suoi occhi fissarmi calorosamente. "E... anche se so che ritornerai ad Hogwarts per stare vicina a tuo fratello - sono felice che tu ritorni. Sono fottutamente felice, infatti."
"Draco," sussurrai. E questa volta riuscii a sorridere senza provare dolore.
Un genuino e sentito sorriso.
...
Draco incrociò le dita con le sue mentre camminavano nel corridoio sul treno. Stava cercando uno scompartimento vuoto, sperando che potessero stare un po' da soli prima di separarsi per l'estate.
Le era mancata così tanto gli ultimi giorni, sentendosi disperatamente inutile di non poterla confortare.
Sapeva che non aveva alcun diritto di volere o aspettarsi qualcosa da lei mentre soffriva per suo fratello, ma quando lei gli aveva detto che le sarebbe mancato durante l'estate, non poteva non sentire un'intensa ondata di amore alle sue parole.
Aveva appena posato la mano sulla porta dello scompartimento abbandonato quando sentì una voce rude chiamare il suo nome.
Si girò per vedere un accigliato Theodore Nott, accompagnato da Tiger e Goyle nella distante fine del corridoio.
"Una parola, Malfoy," sputò Theo, i suoi occhi guizzarono arrabbiati su Aurora, la cui mano era ancora unita a quella di Draco.
"Tu vai," le ordinò fermamente Draco all'orecchio. "Non ci metterò molto."
Appena Aurora entrò senza obiettare, lui si lanciò verso Theodore, sentendo un pugno di rabbia nel petto.
"Che c'è?" sputò guardandolo negli occhi.
"Cosa cazzo pensi di fare con la sorella di Diggory?!" ringhiò Theo. "Ti sei divertito, ma ora devi stare attento con chi vieni visto!"
"E cosa cazzo dovrebbe significare?" chiese Draco, sapendolo nel profondo.
"E' una Diggory. Una famiglia di traditori di sangue che hanno avuto quello che si meritavano" Non fingere di non sapere cosa è accaduto quella notte, Malfoy. Come pensi che reagirà il Signore Oscuro quando scoprirà che il figlio di uno dei suoi seguaci fraternizza col nemico?"
"Il nemico?! Lei non è Potter per l'amor del cazzo!"
"Apri i tuoi cazzo di occhi! Siamo in guerra e lo sai. Devi scegliere da che parte stai, Malfoy."
Il sangue di Draco si gelò. Non aveva paura di Theo, ma della verità che si celava dietro le sue parole.
Perché loro erano in guerra. E lui ed Aurora erano in lati opposti.
Non finirà mai bene.
...
"Devi lasciare Draco in pace."
Alzai lo sguardo, spaventata. Pansy Parkinson era entrata nello scompartimento, la sua faccia era disprezzo odio.
"Oh, non fare quel patetico sguardo da Bambi, sudicia mezzosangue." continuò Pansy. "Allora - tuo fratello è morto? Passaci sopra. Un traditore di sangue in meno."
La mia mascella si spalancò a quelle parole crudeli. Tutta questa situazione mi prese alla sprovvista che non riuscivo a trovare qualcosa di appropriato da dire di rimando. Invece, i miei occhi guizzarono oltre la sua spalla alla porta dello scompartimento chiusa. Questo fece ridacchiare Pansy con una risata malvagia.
"Oh, per favore! Guardi per vedere se il tuo principe Serpeverde sta venendo a salvarti? Continua a sognare tesoro - non mancherà molto prima che seguirà le orme di suo padre. Le persone come te saranno in cima alla lista."
Il mio cuore martellava ansiosamente nel petto. Non ero nelle condizioni adatte per affrontare tutto questo. Volevo che se ne andasse, che togliesse i suoi orribili e odiosi occhi da me.
"Lasciami stare," mormorai, il tremore della mia voce dava impressione di debolezza.
"Andrai di nuovo a piangere dal tuo stupido e morto fratello?" ringhiò facendo un passo verso di me. Chiusi gli occhi cercando disperatamente di farla stare zitta. "Cerchi di non pensare a quanto fossero bagnati i suoi pantaloni quando ha realizzato che avrebbe raggiunto la troia di vostra madre?"
"SMETTILA!" urlai coprendomi le orecchie con le mani, le lacrime sgorgavano dai miei occhi.
Improvvisamente la porta si aprì e Draco trascinò furiosamente Pansy fuori.
"Troia psicopatica del cazzo!" lo sentii urlare mentre mi cullavo nel mio posto. "Stalle lontana cazzo!"
E poi delle dita afferrarono le mie mani, spostandole dalle mie orecchie. Delle braccia mi circondarono appena mi cullai contro un fermo e confortante petto.
"E' tutto okay, Aurora, va tutto bene."
Ma non era vero.
Ero innamorata del nemico.
Come potrebbe andare bene?
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