5. VOGLIO SOLO TE
Piccolo annuncio.
D'ora in poi la storia continua al passato. Grazie mille per le visualizzazioni, comunque!
Osservai un'altra manciata di minuti quella pietra che ora si trovava tra le mie mani e mi chiedevo per la milionesima volta che cosa potesse significare, ma non credevo che la risposta me la potesse dare qualcuno.
Qualcuno la doveva aver messa sotto le mie coperte mentre io non c'ero, doveva essere entrato qualcuno nella mia camera senza aver bisogno delle chiavi.
Subito la risposta alle mie domande arrivò dritta al mio cervello che mi urlò 'sono stati dei Nexler', ma non ne vedevo la ragione del perché avrebbero dovuto farlo, se potevano subito colpirci e annientarci.
Che senso avrebbe tutto questo? Nessuno!
Potevano coglierci di sorpresa, ma non l'hanno fatto, anzi, mi stuzzicavano!
Mandavano dei messaggi, dei bigliettini, delle pietre, minacce.
Cosa ci sarebbe di divertente a far spaventare la gente se non annientarla in un colpo solo?
Non ci sarebbe alcun senso per fare cosi con preavviso, ci mancava solo la data e l'ora in cui vogliono fare la battaglia...
Appoggiai la pietra sul comodino e andai verso il mio letto e mi ci buttai a peso morto sopra pensando a quello che docevo fare quel pomeriggio.
'Dio' urlò la mia testa.
Mi alzai di scatto e infilai un vestito corto fino al ginocchio e sistemai i capelli facendoli diventare un po' più lisci del solito.
Mi truccai leggermente mettendo solo il mascara e un po' di lucidalabbra e poi passo alle scarpe dove misi le converse bianche non volendo mettere i trampoli.
Mi avvicinai allo specchio e vidi che il risultato andava più che bene per un piccolo appuntamento al parco.
Andai verso la porta e in uno scatto fulmineo la spalancai trovando Josh in tutta sua bellezza.
Mi sorrideva, mentre mi squadra va da capo a piedi con quegli occhi che amavo tanto.
Sorrisi a mia volta per nascondergli l'ansia che avevo in me, sospirai e poi dissi.
"Ehi!"
"Ciao, bellissima" mi rispose lui, senza staccarmi gli occhi di dosso.
Potevo sentire il suo sguardo che mi trapassava come una lama lenta.
"Allora, dove vuoi andare?" mi chiese guardandomi negli occhi in attesa di una risposta.
"Mmh, al parco?" domandai sperando che dicesse di si.
Volevo andare li, per sedermi su una panchina e parlare di ciò che preferiva.
Volevo che si sentisse libero di parlare con me, perché ormai eravamo fidanzati e dovevamo fidarci l'uno dell'altro.
Uscii e chiusi la porta della mia stanza a chiave per sicurezza e per non far entrare nessun altro Nexler nella mia camera.
Forse, chissà, la prossima volta mi troverò una bomba.
Iniziammo a camminare, ad un tratto sentii le sue mani avvolgermi la vita e in un millisecondo potevo essere più sicura di me stessa.
Non sapevo come faceva a darmi un po' di sicurezza, ma appena mi sfiorava con un dito, camminavo a testa alta.
"Allora? Hai saputo la notizia, no? Che toglieranno le ali a tutti, intendo" disse scrutandomi.
Annuii.
"Si, non vedo l'ora di togliermi queste cose fastidiosissime dalle spalle!" esclamai accarezzandole.
Mi guardò e subito dopo mi regalò un suo tipico sorriso 'sciogli-ragazza'.
I miei occhi si trasformarono a cuoricino, ero così innamorata persa di lui, che volevo baciargli le labbra e non sta carmi mai più.
Mi fissò intensamente le labbra e poi di avvicinò pian piano fermandosi di colpo.
Venne davanti a me e finalmente unì le nostre labbra che sembravano fatte apposta per essere unite.
Portai le mie mani tra i capelli, per avvicinarlo a me e sentire sempre di più la nostra vicinanza.
Sorrisi sulle sue labbra, mentre le farfalle svolazzavano ubriache nel mio stomaco mandandomi in estasi.
Le sue labbra, toccarono il mio labbro inferiore per approfondire il bacio, socchiusi le labbra e lasciai vagare la sua lingua nella mia bocca.
Era così dannatamente bello che potevo sentire il mio cuore battere fortissimo, quasi da uscire dal mio petto.
Ma un odore di bruciato, mi distrasse da quel bellissimo bacio.
Mi staccati controvoglia da lui e mi guardai intorno, ma non c'era niente.
Il mio naso non funzionava più?
"Ehi! Cosa c'è?" mi prese la mano Josh facendo formicolare le dita per quella bellissima sensazione.
"Non senti anche tu questo odore di bruciato?" chiesi guardandolo.
Scosse la testa in segno di negazione e mi lasciò la mano per voltarsi e annusare ancora una volta.
"No! Niente, non c'è nessun odore. Sai?" chiese guardandomi.
Annuii e andammo verso due altalene sempre per mano.
"Allora, sai già dove trasferirti appena finirai tutti gli studi?" chiese ad un tratto.
Ci pensai su e non mi venne in mente niente, sinceramente non ci avevo ancora pensato per bene. Avevo buttato li qualche idea, ma niente di serio.
"No, ho provato a vedere un po' quale faceva per me, ma niente di che, non ci penso spesso. Tanto c'è mio padre che si impegna su queste cose" dissi continuando a camminare.
Annui e appena arrivammo alle altalene, si sedette su una e mi fece salire sulle sue gambe battendo ci le brani due volte, sopra.
Mi ci sedetti sopra e appoggiai la testa sul suo petto per sentire il suo profumo.
"Tu mi ami?" sussurrò ad un tratto risvegliandomi da quello stato di trans.
"Certo, come mai questa domanda?" chiesi guardandolo negli occhi.
"Volevo capire se dice i la verità, perché tu sei la mia prima ragazza seria che ho. Nell'altra scuola ero il solito playboy, ma tu mi hai cambiato e sincermante non so come tu abbia fatto" mi sorrise e in quel momento il mio cuore si sciolse più di quanto già non lo fosse.
"E quindi eri il solito playboy!" scherzai alzando un sopracciglio.
Scoppiò a ridere insieme a le e mi strinse di più tra le sue braccia facendomi venire i brividi attraverso la spina dorsale.
"Fire, non so come tu abbia fatto, ma mi hai cambiato. In meglio, dico." disse seriamente con una voce roca che mi fece venire la pelle d'oca.
"Josh. Devi capire che io sono vulnerabile per molte persone" mi vantai.
"Ah ah, davvero divertente, ma io non stavo scherzando, ci hai messo tre secondi per infiltrati nel mio cuore facendomelo esplodere con quei tuoi occhi azzurri" disse sorridendomi.
"Sei dolce" affermai ancora accucciata al suo caldo petto.
"Non ci fare l'abitudine" disse ridacchiando.
"Come mai?" lo stuzzicai.
"Io sono tutto, ma non dolce!" esclamò.
Ridacchiai con lui.
"Di te mi posso fidare?" domandai io questa volta osservandolo.
Lo sentii irrigidirsi sotto di me e poi sorridere tranquillizzandosi.
"Certo che puoi" rispose dandomi un bacio a stampo che mi fece venire i brividi solo per aver unito le nostre labbra.
Il mio telefono iniziò a vibrare nella mia borsa e controvoglia lo presi in mano e vidi che era un messaggio di Light.
Sta sera facciamo un'uscita a quattro?
Sorrisi e poi guardai il mio fidanzato che mi fissava senza capire.
"Light, mi ha appena chiesto se facciamo un'uscita a quattro e credo che si riferisse a io, te, lei e Cameron." dissi mostrnadogli il messaggio.
"Per me va benissimo, cosi ti potrò vedere con un vestito corto, no?" chiese con un sorriso malizioso stampato sulla sua bellissima faccia.
"E se mettessi i pantaloncini con una maglietta?" domandai guardandolo in attesa di una sua reazione.
"Piuttosto, non vengo" rispose facendo spallucce.
E in quel momento scoppiai aamente a ridere.
"Sei proprio buffo. Sai?" chiesi guardandolo.
"Buffo?" ripetè senza capire.
"Sei un ragazzo dolce quanto vuoi, ma sei un pervertito" dissi affondando in quegli occhi che amavo tanto.
"Ehi!" mise un broncio adorabile.
Tirò fuori il labbro inferiore e presa dal la voglia, mi avvicinai, e glielo morsi dolcemente.
Sentii perfettamente il suo sorriso sulle labbra e questo mi provocò una scossa dietro la spina dorsale.
Com'era possibile che una persona potesse provocarmi così tante emozioni?
Gettai le mie mani sul suo collo per tirarlo più vicino a me ed approfondire il bacio.
Un miliardo di farfalle svolazzavano nel mio stomaco, facendomi arrossire.
Tutte queste emozioni erano troppe, ma anche piacevoli.
Erano delle emozioni nuove per me, ma qualcosa nel profondo del mio cuore mi disse che non era corretto, era tutto sbagliato, tutto.
Questa cosa mi spaventava un po', perche non sapevo cosa significasse, ma io continuavo sempre ad ignorare questi commenti che faceva la mia mente.
Il fiato si faceva sempre più corto e quando non ce la facemmo più, ci staccammo.
Sorrisi.
E lui sorrise con me.
Sembrava un sogno. Avevo trovato, finalmente la persona che faceva per me e che poteva accedere con uno schiocco di dita nel mio cuore.
Finalmente dopo anni e anni, di ricerche, fidanzamenti senza significato.
Finalmente avevo un ragazzo perfetto, che mi amava davvero e per questo ero felice.
"Dove vuoi andare?" chiese per spaccare il silenzio che si era messo tra noi.
"Andiamo a prendere un caffè?" chiesi alzandomi dalle sue gambe.
"Come vuole lei madame" disse facendomi l'occhiolino.
Andammo in un bar ed entrammo.
"Cosa vi porto?" chiese la cameriera con un sorrisino malizioso sul volto.
"Un'altra cameriera, grazie" risposi prontamente.
Non si era accorta che eravamo una coppia, grazie alle nostre mani intrecciate?
Mi fulminò con lo sguardo.
"Allora cosa vi porto?" insistette.
"Due caffè normali, grazie" rispose Josh.
Si abbassò, sul tavolo, per appuntare sul block notes che aveva, facendo notare ancor di più la scollatura.
Ma il mio fidanzato fece finta di nulla ed intrecciò anche l'altra mano alla mia e mi guardò negli occhi.
Appena se ne andò sospira i di sollievo.
"Devi imparare a fidarti di me" disse.
"Il problema, non è questo! Io mi fido di te, ma non di quella sgualdrina.." risposi sottovoce.
"Allora, dimmi un po'... Hai avuto qualche fidanzato prima di me?" chiese più serio che mai.
Scoppiai a ridere per la sua faccia minacciosa che provava a fare.
"No, tranquillo" risposi ridendo ancora.
"Non c'è niente di divertente. Voglio sapere di più su di te e quello che è successo prima.." annunciò.
"Se te lo stai chiedendo, si, sono ancora vergine" sorrisi.
Lasciò un sospiro di sollievo e poi mi guardò negli occhi cercando di indagare all'interno di esso.
"Oh, grazie a dio" rispose chiudendo gli occhi.
"Cosa?" domandai confusa.
"Te la potrei rubare io.." disse.
Arrossii e abbassai la testa per nascondere il mio imbarazzo che si era creato.
"E chi te l'ha detto che lo voglia fare con te?" alzai un sopracciglio.
"Elencami, chi non vorrebbe" appoggiò la testa sulla sua grande mano.
Alzai gli occhi al cielo, aveva ragione.
"Parlando di scuola.." cercai di cambiare argomento, ma la risata di Josh, mi fermò improvvisamente.
"E perché ridi, ora?" chiesi spazientita.
"Piccola, sei così buffa. Non vuoi parlare proprio di questi argomento eh?" domandò.
Non mi fermai tanto sulle altre parole, ma solo alla prima.
"Ah ah.. Davvero divertente" dissi fulminandolo con lo sguardo.
"Scusa, amore, dicevi?" chiese scusandosi con gli occhi.
A quel soprannome il mio cuore iniziò a martellarmi sul petto e lo stomaco fece le capriole.
"In quale scuola eri prima?" chiesi.
"Ero in Francia, prima di venire qui. Ma ho scoperto che questo Castello è il più importante, allora mio padre mi ha obbligato" rispose facendo spallucce.
Il caffè venne portato in quel momento dalla stessa cameriera di prima, che, prima di andarsene, fece l'occhiolino al mio ragazzo.
"Stronza" sussurrai.
Accesi il cellulare e vidi che c'era un messaggio di mio padre.
Lo aprii.
<vai subito al dormitorio. I Nexler stanno venendo qui>
"Dio" dissi tra me e me.
"Dobbiamo andare" dissi anlzandomi dalla sedia e prendendo la borsa mettendomela sulla spalla.
"Fire cosa c'è?" chiese chiese Josh.
Non gli diedi retta, presi subito la sua mano e lo portai verso il dormitorio.
"Fire?" insistette.
Uscimmo dal bar e imboccammo la via del dormitorio femminile.
"Fire. Adesso mi spieghi che cosa è successo.." si fermò di colpo Josh mettendosi di fonte a me e prendendo il viso tra le sue mani.
"I Nexler stanno venendo qui" sussurrai evitando il suo sguardo.
Tolse le sue mani dal mio viso.
Si guardò intorno e sospirò chiudendo gli occhi.
"Dobbiamo andare" sussurrai prendendo le sue mani e cercando il suo sguardo.
Annuì e iniziammo a camminare velocemente per la città.
Iniziammo a correre verso il dormitorio.
Bussai alla porta della stanza di Light.
Si apri di scatto e mi prese per il braccio facendomi entrare di colpo insieme a Josh.
"Avete sentito?" domandò preoccupata.
Annuimmo entantrambi.
"Cam, vieni" disse ad alta voce la mia migliore amica.
"Cam?" chiesi ridacchiando sottovoce.
"Stai zitta" mi ordinò e io alzai le mani come segno di resa.
"Dobbiamo chiudere tutto a chiave" disse Light preoccupata.
"Dovrebbero arrivare anche Austin e Allison" disse.
"Ma sei impazzita?!" esclamai.
"Sei angeli nello stesso punto? Se lo vengono a sapere i Nexler, saremo tutti fregati" dissi.
"Non mi mettere ansia perché sono già preoccupata di mio" disse e iniziò a chiudere le finestre antiproiettile e tirando giù le tende e la persiana.
"Armi" dissi facendo spazio sul letto e mettendo la mia lama li sopra.
Light si avvicinò all'armadio e lo aprì cercando subito dopo al suo interno.
Prese una scatola di legno da li dentro alta cinquanta centimetri e la posò a fatica sul letto.
La capovolse e tutte le armi spuntarono fuori.
Josh, tirò fuori una specie di e la mise dove c'erano tutte le altre cose.
"Perfetto siamo pronti" annunciò la mia migliore amica battendo le mani eccitata.
Cam sbucò dal bagno tutto tranquillo con solo un asciugamano alla vita.
Light per poco non sbava va e io ero parecchio confusa.
Cosa stava succedendo tra i due?
Gli sorrisi e subito iniziò a fare domande.
Aprii il cellulare e vidi che non c'erano messaggi o altre cose.
E se era successo qualcosa a mio padre? Se l'avessero ucciso i Nexler?
Scossi la testa. Lui era al sicuro come me, anzi, lui aveva più armi di noi.
Sentimmo bussare alla porta e subito prendemmo le armi in mano.
"Okay, se io non uscirò viva da qui, dite a mia madre che l'ho sempre voluta bene" disse Light più seria che mai.
Soffocai una risata. Come poteva pensare a queste cose in un momento del genere? Ora, che i Nexler ci avevano trovati, eravamo perennemente fregati.
Light aprì la porta di colpo puntando una pistola contro chi si trovava dietro.
Poi ci accoegemmo tutti che erano solamente Allison e Austin.
Mi ero dimenticata di loro, non stavo più nella pelle di combattere contro i Nexler che mi ero dimenticata una cosa fondamentale.
Il suono di un cellulare ci colse dai pensieri, lo presi dalla tasca e vidi che era il mio.
<non fare cavolate. Resta al sicuro. Ci penseranno le guardie. Papà>
Ma io non potevo stare ferma... Dovevo... Dovevo combattere contro i Nexler. Come si fa a cacciare quella strana adrenalina che avevo dentro,ora?
Volevo vendetta, volevo uccidere qualsiasi Nexler che c'era nel mondo per vendetta di mia madre.
Volevo assaporare il sangue di ogni singolo Nexler che esisteva.
Non volevo, non potevo stare ferma, con le mani in mano a non fare niente.
"Chi è?" chiese Josh di fianco a me guardando il mio cellulare che si trovava tra le mie mani.
"Mio padre" risposi posando il cellulare nella tasca destra dei miei pantaloni.
Annuì poco convinto e iniziammo a prendere qualche arma in più che volvolevamo avere per essere sicuri.
L'eccitazione in me iniziò a crescere sempre di più.
Stavo per uccidere dei Nexler.
Certo, se sarebbero venuti qui, seza prendere delle armi in mano sarebbe stata una cosa inutile.
Sospirai. Come si poteva fare una cosa del genere in questo momento? Proprio quando ero uscita come una normale coppia insieme al mio ragazzo?
Per una volta non potevo far finta di essere una persona normale?
La risposta a quanto pare era negativa: non potevo essere una persona normale.
Non potevo escludere dalla mia vita la vita da e di Nexler.
Non potevo escludere i miei poteri e neanche la mia forza mentale in cui potevo sicuramente annientare un Nexler al primo colpo.
Non potevo vivere niente di normale dentro al Castello.
Non potevo perchè almeno due volte a settimana c'erano degli attacchi, ma poche volte si scatenavano guerre, da cinquant'anni che non facevamo una guerra normale.
Cinquant'anni senza scatenarsi in pista e divertirsi ad uccidere qualcuno.
Il mio cuore batteva a mille, senza tregua.
Sapevo che non potevo fermarlo finché quell'adrenalina non se ne fosse andata.
Sapevo che non potevo farci niente se la mia anima mi diceva di uccidere, di sfogarsi con qualcuno e finalmente vendicarsi per ciò che avevano fatto a mia madre.
Volevo vendetta, niente di più, niente di meno.
Volevo solo assaporare quel sporco sangue che avevano i Nexler di questo pianeta.
Magari prendere qualcosa di loro e poi distruggerlo in mille pezzi.
Magari il loro cuore riducendolo in piccoli granelli di sabbia.
Magari il loro minuscolo cervello se ce l'avevano spaccandolo.
Ma una cosa era certa...
Li avrei uccisi tutto da capo a piedi e questo lo potevo giurare si chi volevo.
Avrei ucciso ogni singolo Nexler che so trovava sulla terra che fosse mio amico o meno.
Non mi importava, cosa pensava la gente, per niente.
Sospirai per tutti quei ragionamento che aveva fatto la mia mente in un millisecondo.
Sapevo che cosi non avrei risolto niente di niente.
Sapevo che così non mi sarei aiutata.
"Se vengono qui i Nexler ce la dobbiamo fare. Avete capito tutti? Non voglio nessun morto e sopratutto non voglio panico. Non ci aiuterebbe per niente." disse Allison come un'avventuriera.
Sembrava molto esperta su queste cose e sinceramente non so come facesse perché era li da pochissimo. Si era allenata si e no due settimane, quasi quanto Josh.
Sembrava una modella con quei capelli che fluttuavano da una parte all'altra e quegli occhi color caramello.
Non mi sorpresi se Austin gli andava dietro.
Ormai tutto il Castello sapeva della sua esistenza e della sua interminabile bellezza che aveva.
Credo che lei fosse diventata più popolare di me in due settimane che io in tutta la mia vita.
Ormai sapevano già tutti di lei.
Anche se a me quei capelli color evidenziatore, non mi piacevano.
Per niente.
"Allora, chiudiamo tutto. Anche la porta e la finestra del bagno, non si sa mai." disse Light.
Andai verso il bagno e chiusi la finestra, ma qualcosa attirò la mia attenzione.
Presi in mano quel fogliettino color ambra e lo lessi.
<pronta?>
"Ragazzi! Dobbiamo andarcene da qui. Ora." dissi correndo nella sala dove si trovavano i miei amici.
"Perché?" chiesero tutti.
Gli porsi il bigliettino.
"Merda.." biascicò la mia migliore amica.
"Prendete tutto, forza" esclamai intimorita.
Dove potevamo andare, ora?
"Andiamo nella stanza di Fire" esclamò Allison.
Scossi la testa.
"Potrebbero trovarci più facilmente" dissi preoccupata.
"Andiamo al Castello." risposi
"Li sarà più sicuro per tutti noi.." continuai.
Annuirono tutti e prendemmo le ultime armi rimaste sul letto.
Iniziammo a correre su tutto il prato verde profumato di buono.
"Fate piano e cercate di non fare cadere niente" dissi correndo sempre più veloce.
Josh mi prese per la vita e mi mise sulle sue spalle correndo più veloce.
Lo stesso fecero Cameron e Austin con le ragazze.
Correvano velocissimi, forse più forti della luce.
Il castelli si trovava a un passo da noi e per fortuna arrivammo li sani e salvi, senza un graffio.
"Eccoci qui" disse Josh mettendomi giù e avanzando verso l'istituto.
Tirò un sospiro di sollievo e poi entrammo per mano nel Castello.
"Fire. Contento di rivederti" mi disse una voce maschile.
Mi voltai e vidi Toby affiancato a un'altra guardia vicino a un portone.
"Ehi Toby!" esclamai avvicinando mi per abbracciarlo.
Mise le mani sui miei fianchi e io le buttai dietro al suo collo.
Potevo vedere Josh serrare la mascella quasi spaccandosi i denti.
Mi staccai prima di essere lo scopo di una rissa e mi allontanai scuotendo la mano qua e la come segno di saluto.
Entrammo nel castello e iniziammo a salire quelle scale che sembravano infinite.
Arrivammo all'ultimo piano dove vidi subito gli occhi di mio padre puntati addosso.
Oh oh...
Si avvicinò a passi svsvelti a me.
"Fire, ti avevo detto di restare li dev'eri!" disse più arrabbiato che mai.
"Papà, sapevano dov'ero. Non era per niente sicuro" dissi lasciandogli un'occhiataccia.
Il Castello era pieno zeppo di Angeli.
Alcuni impauriti, altri che se ne fregavano, altri che ridevano e poi c'ero io...
Quella che volveva combattere.
Non avevo ancora un piano per uscire e uccidere lentamente almeno un Nexler, ma sapevo che dovevo farcela in un qualsiasi modo.
Mi sedetti sul davanzale della finestra con le tende tirate.
Le scostai e non c'era ancora anima viva.
Questa volta ce l'avremo fatta?
Il cielo iniziò a rannuvolarsi dietro il bosco, dove c'erano i cancelli per andare all'inferno.
Ma non erano nuvole...
Era vapore bianco e grigio che proveniva vicino ai cancelli.
Avelevano acceso il fuoco per intimorirci?
Poi capii...
Fire, fuoco, vapore...
Tutto aveva un senso, tutto.
Scossi la testa ancora confusa e tornai a guardare più attentamente fuori.
Non c'era ancora nessuno e mi meravigliai che non ci fossi io la sotto.
Un Nexler entrò nel Castello.
Il pro la non era il Nexler, il problema era quanti ce n'erano dietro di lui.
Iniziarono a correre verso il Castello con del fuoco in mano, con tutto ciò che serviva per disintegrarci.
Però, si erano preparati bene...
Vidi una madre con il proprio figlio sotto di me.
Non potevo far finta di nulla.
In quel momento, Toby, entrò nella stanza richiamando su di lui l'attenzione.
Ora o mai più, pensai.
Aprii di scatto la finestra e volai fino a giù facendo attenzione all'atterraggio.
Mi avvicinai alla donna stesa per terra, con in braccio il suo bambino e mi misi davanti a lei proteggendoli dal Nexler.
Le ali mi facevano male ed erano sempre più pesanti.
Utilizzai i miei poteri per sconfiggere il mio nemico, ma un secondo dopo ne arrivarono molti altri, il che mi terrorizzò abbastanza.
Presi un respiro profondo cercando di calmarmi, ma fu tutto inutile dato che più secondi passavano, più Nexler si aggiungevano alla battaglia.
La donna dietro di me era ferita e credo anche gravemente dato che suo figlio iniziò ad urlare di aiutarlo.
I Nexler erano migliaia, le guardie non arrivavano ed io ero l'unico Angelo presente per difendere una donna innocente.
Con tutte le forze che avevo formai una gigigantesca palla di fuoco, cercai di buttarla addosso ai Nexler, ma un potere piuttosto forte mi fermò.
"Fire, Fire, Fire... Mia piccola, cara Fire.." disse una voce inconfondibile.
"Credi davvero di sconfiggerci?" chiese.
"Certo" sbottai.
"Perché non potrei?" chiesi il che lo fece innervosire abbastanza.
"Tu sei una e noi siamo in cinquemila, se non di più" affermò soddisfatto.
"Mmh, okay, ma se il mio potere è più forte del tuo.." dissi cercando di sforzarmi di tenere il suo sotto controllo.
Schioccò le dita e mi ritrovai con la schiena attaccata al muro del palazzo.
Le ali ora erano diventare più dolorose di prima, il che poteva essere un bel peggioramento della situazione, ecco spiegato il perché ce le dovevamo togliere.
Anche se mi piacevano, per la mia sicurezza dovevo toglierle.
Scossi la testa, non potevo pensare queste cose ora.
Dovevo proteggere il mio popolo dai Nexler.
Mi rialzai, come facevo sempre quando cadevo.
Erano troppi e piano piano si aggiungevano sempre di più come se non fossero abbastanza.
Era impossibile sconfiggermi tutti cosi feci l'unica cosa che il mio istinto mi disse: iniziai a correre, scappare.
Il mio potere della velocità mi aiutava, ma le ali no.
Le ali non potevo usarle per nessuna ragione al mondo mentre si combatteva perché i Nexler potevano staccarmele con violenza.
Mi voltai un secondo e vidi che tutta la combriccola mi seguiva, con archi in mano e fucili.
Un Nexler puntò la pistola sulla mia ala destra. Poi premette il grilletto e il colpo andò dritto sulla mia ala, ferendomi.
Urlai di dolore e mi morsi il labbro inferiore per evitare di urlare ulteriormente.
Dovevo resistere, dovevo farlo.
L'ala mi bruciava tantissimo, e mi stava indebolendo moltissimo.
Ce la potevo fare.
Per il Castello ce la dovevo fare, ma le mie gambe si fermarono tutto ad un colpo.
Era ora della vendetta.
I Nexler erano tutti dietro di me e potevo scommetterci che avevano gli archi e i fucili puntati su di me.
Mi voltai piano piano fino a girarmi verso i miei nemici.
"Scusate, scusate" dissi con voce implorante.
"Io voglio essere della vostra razza" dissi mettendomi a piangere.
Mi avvicinai piano e loro abbassarono le armi.
"Voglio anche io le ali nere, voglio anche io il vostro carattere, voglio anche io quel tatuaggio" dissi singhiozzando.
"Ma sapete cosa non voglio?" chiesi asciugandomi le lacrime.
Scossero tutti quanti la testa.
"Non voglio subire la vendetta di Fire" dissi ghignando e a quel punto iniziai ad attaccare ogni singolo Nexler.
Un calcio cercò di arriva e mi al fianco, ma io mi abbassa più che potei e mi rialzai creando una palla di fuoco.
La buttai addosso a quattro Nexler che urlarono per il bruciore e feci un'altra palla, ma una voce mi fermò.
"Vuoi davvero uccidere noi Nexler? Non ti senti un mostro?"
Mi voltai, ma non c'era nessuno.
"Cosa ti guardi intorno? Lo sai che sono solo nella tua mente?" chiese.
In quel momento di distrazione, un Nexler mise una busta sulla mia faccia facendomi soffocare.
Cercai di libera e me ne, ma fu tutto impossibile, dato che non avevo più forze.
E poi vidi solamente il buio.
-spazio me-
SCUSATEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!
RAGAZZI SCUSATEMI TANTISSIMO!
NON RIUSCIVO AD AGGIORNARE IN QUESTI GIORNI E POI CI SI È MESSO ANCHE LO STUDIO!
VOGLIO CHIEDERVI SCUSA!!!
HO DECISO CHE AGGIORNO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA EE CE LA FACCIO E MI FERMO UN ATTIMOCON QUELLA D'AMORE CHE HO GIÀ FATTO IL PROSSIMO CAPITOLO!
Okay, detto questo vi volevo ringraziare infinitamente per tutte le visualizzazioni e le che mi dadate ogni giorno! Più visualizzazioni ho, più ho la forza e l'energia per continuare a scrivere, perciò continuate così!
Se vi piace il capitolo inviatelo agli amici e mettete una stellina o commento su come vi sembra e scusate se ci sono degli errori grammaticali.
Va beh, detto questo, vi mando un grandissimo bacio e vi ringrazio tantissimo un'ultima volta. 💗💗💗
Princesses
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